L’infiammazione dell’intestino in età evolutiva rappresenta una sfida clinica complessa, che richiede una distinzione netta tra patologie organiche, come le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI), e disturbi funzionali, come la Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS). In un contesto in cui l'incidenza di queste condizioni è in costante aumento, soprattutto nei Paesi industrializzati, è fondamentale per genitori e operatori sanitari riconoscere precocemente i segnali di allarme.

Comprendere l'Enterocolite e le infiammazioni acute
Per enterocolite s’intende l’infiammazione dell’intestino tenue e del colon. L’infiammazione può essere dovuta a diverse cause, come virus, batteri, parassiti, allergie alimentari, intolleranze alimentari, malattie autoimmuni e farmaci. Una forma specifica è l'enterocolite eosinofila, in cui si verifica un’elevata presenza di eosinofili, un tipo di globuli bianchi, nell’intestino tenue e/o nel colon.
La durata dell’enterocolite dipende dalla gravità dell’infiammazione e dalla causa sottostante. La diagnosi avviene principalmente attraverso l’esame chimico e batteriologico delle feci, per rilevare eventuali segni di infezione. Nello specifico, l’antibiotico d’elezione, nel caso in cui l’enterocolite sia provocata da infezione batterica, è il metronidazolo; mentre possono essere utilizzati farmaci antivirali per le infezioni da virus. In alcuni casi, le modifiche dietetiche possono aiutare ad alleviare i sintomi dell’infiammazione, preferendo la cottura al vapore e la bollitura.
Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI): inquadramento generale
Le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) rappresentano un gruppo di patologie a decorso cronico-recidivante che interessano uno o più segmenti dell’intestino. Tra queste, in accordo con i criteri di Porto, distinguiamo tre forme: la rettocolite ulcerosa (RCU), la malattia di Crohn (MC) e la colite indifferenziata (IBD-U). Le forme ad esordio sotto i 6 anni di età sono classificate nelle cosiddette “Very Early Onset-IBD” (VEO-IBD).
Negli ultimi anni, i progressi nella comprensione dell’eziopatogenesi multifattoriale delle MICI sono stati significativi. È ormai chiaro che l’insorgenza di queste patologie è correlata ad una combinazione complessa di fattori genetici, ambientali, alterazioni del microbioma intestinale ed una marcata disregolazione del sistema immunitario. Nessuno di questi elementi, considerato singolarmente, è sufficiente a causare la malattia.
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Epidemiologia e fattori di rischio
L’incidenza e la prevalenza delle MICI in età pediatrica sono in continuo aumento a livello mondiale. Analizzando il ruolo del genere, tale fattore risulta irrilevante per la RCU, mentre la MC mostra una maggiore prevalenza nei maschi, soprattutto nell’età prepubere. Tra i principali fattori ambientali figurano il fumo di sigaretta, la dieta occidentale, l’assunzione di farmaci, lo stress e l’inquinamento atmosferico. È importante sottolineare che l'esposizione precoce a terapie antibiotiche, un minor contatto con antigeni virali e batterici durante l’infanzia e la sostituzione dell’allattamento materno con quello artificiale sono associati all’aumentata incidenza delle MICI.
Manifestazioni cliniche della Malattia di Crohn e Rettocolite Ulcerosa
Il quadro clinico della MC varia in base alla sede e all’estensione della malattia. Nella maggior parte dei casi è presente dolore addominale associato ad alvo diarroico. L’esordio può però essere insidioso, soprattutto se il coinvolgimento è limitato al piccolo intestino, con il ritardo di crescita staturo-ponderale come unico sintomo iniziale. In caso di interessamento ileo-cecale, la presentazione può simulare un’appendicite acuta, con febbre, leucocitosi e massa palpabile in fossa iliaca destra.
L’esordio della RCU si presenta più frequentemente con la rettorragia, associata a urgenza e tenesmo. Il decorso clinico può variare: in alcuni casi la malattia esordisce in modo acuto, con numerose scariche giornaliere e sanguinamento massivo, che può portare anche ad anemia grave. La RCU può complicarsi con una forma di colite acuta severa (ASC), caratterizzata da numerose scariche ematiche liquide, dolore addominale importante e risvegli notturni che può condurre al quadro di megacolon tossico.
Manifestazioni extra-intestinali
Le manifestazioni extra-intestinali (EIMs) sono riportate dal 6 al 47% dei pazienti con MICI. Tra le EIMs più comuni rientrano quelle a carico del sistema articolare, come l’artrite periferica, la sacroileite e la spondilite anchilosante. La cute è un sistema frequentemente coinvolto: le forme più frequenti sono l’eritema nodoso, il pioderma gangrenoso, la psoriasi e la stomatite aftosa. Anche le patologie oculari, come l’uveite, possono manifestarsi, richiedendo un intervento tempestivo per evitare esiti invalidanti.

Diagnosi delle patologie infiammatorie
La diagnosi di MICI in età pediatrica si fonda su una valutazione accurata che integra dati anamnestici, esame obiettivo, parametri auxologici, test di laboratorio e indagini strumentali secondo i Criteri di Porto. Le indagini di laboratorio includono indici di flogosi (VES, PCR, ferritina) e il dosaggio della calprotectina fecale. L’esame cardine (gold standard) è rappresentato dall’endoscopia digestiva (EGDS e ileo-colonscopia), sempre accompagnata da valutazione strumentale del piccolo intestino (enterografia con risonanza magnetica o videocapsula) in caso di sospetto di MC. L’analisi istologica dei campioni bioptici fornisce la conferma diagnostica.
La Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS) in età pediatrica
La Sindrome dell’Intestino Irritabile (IBS) è uno dei disturbi più comuni del cosiddetto asse intestino-cervello. Non è una malattia infiammatoria o strutturale, bensì un problema legato a una comunicazione anomala tra il cervello e l’intestino. La diagnosi di IBS deve essere il frutto di una “strategia diagnostica positiva”, basata su anamnesi, esame obiettivo e limitati test di laboratorio, definita secondo i Criteri di Roma IV.
I sintomi chiave includono dolore addominale ricorrente, che si manifesta almeno quattro giorni al mese per un periodo di almeno due mesi, associato a un cambiamento nella frequenza o nella consistenza delle feci. Nei bambini con stipsi, il dolore non deve risolversi alla risoluzione della stipsi. È fondamentale escludere segni e sintomi d’allarme (red flags) come dolore notturno, sanguinamento rettale, febbre, calo ponderale o anemia, che suggeriscono patologie organiche.
Approcci terapeutici per l'IBS
Una volta posta diagnosi di IBS, è possibile tentare un approccio dietetico. È fondamentale però non incappare nell’errore di prescrizione di diete inadeguate “di tendenza”, come la dieta senza glutine o la dieta FODMAP, che possono essere causa di inadeguato apporto nutrizionale. Il pediatra dovrà invece fornire raccomandazioni basate sui Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia (LARN). La supplementazione con fibre idrosolubili (psillium, gomma di guar) e ceppi probiotici specifici (come il Lactobacillus rhamnosus GG) ha dimostrato efficacia nella riduzione del dolore.
In caso di fallimento delle strategie di prima linea, possono essere prese in considerazione terapie di seconda linea, come l'uso di antispastici o, nei casi con dolore severo e comorbilità psicologiche, neuromodulatori dell’asse intestino-cervello (es. amitriptilina), riservati a specialisti. Le terapie psicologiche, come la terapia cognitivo-comportamentale e l’ipnoterapia, si sono dimostrate valide alternative fortemente raccomandate per il controllo dello stress e della somatizzazione.
Gestione a lungo termine e supporto al bambino
Trattare un giovane paziente con MICI significa tenere conto degli effetti della malattia sulla crescita, lo sviluppo, la salute delle ossa e il funzionamento psicosociale. Nei bambini e adolescenti con malattia di Crohn, è possibile ottenere successi grazie alla terapia alimentare (nutrizione enterale esclusiva), che prevede la somministrazione di un'alimentazione liquida particolarmente ricca di sostanze nutritive. La terapia farmacologica, che può avvalersi di mesalazina, cortisonici, immunosoppressori o farmaci biologici, mira a indurre e mantenere la remissione della malattia.

È fondamentale che il personale della scuola sia a conoscenza della problematica e che sia accuratamente formato per fornire assistenza al bambino in caso di sintomi. Un bambino con MICI si potrà trovare in grave imbarazzo in situazioni sociali o familiari e avrà bisogno del supporto di parenti, insegnanti e medici per affrontare le ripercussioni psicologiche di una condizione cronica che alterna periodi di salute a periodi di recidiva. Il monitoraggio multidisciplinare, che coinvolge gastroenterologi, nutrizionisti, psicologi e la famiglia, resta il pilastro per garantire una qualità di vita ottimale ai piccoli pazienti.
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