Il percorso verso il concepimento può essere complesso e spesso suscita ansie e paure, come ben sa Elisa e il suo compagno che, da un po’ di tempo, stanno cercando di concepire un bambino. Più o meno nel periodo in cui aspetta l’arrivo delle mestruazioni, Elisa si accorge di un leggero sanguinamento a livello vaginale. Questa situazione è comune e può generare tantissime domande e preoccupazioni. Vedere del sangue sulla biancheria, infatti, quando si sta provando a rimanere incinta o si pensa di esserlo già, può suscitare tutta una serie di emozioni. Ci si potrebbe chiedere se si tratta di mestruazioni, di un sintomo precoce di gravidanza, come le perdite da impianto, di un aborto spontaneo precoce o delle mestruazioni vere e proprie.
È naturale, in questi momenti, mettersi a ispezionare la consistenza e il colore delle perdite per carpire possibili differenze con il sangue mestruale. Tutto questo è assolutamente comprensibile, data l'incertezza. Purtroppo, in questa fase precoce, è quasi impossibile distinguere in modo immediato e certo tra aborto spontaneo, mestruazioni e un aborto spontaneo precoce, chiamato anche gravidanza biochimica se avviene entro le prime cinque settimane. Come spiega la dottoressa Kallen, "I sintomi [in questa fase del ciclo] delle mestruazioni e di una gravidanza biochimica sono molto simili", e possono includere sanguinamento vaginale e crampi. Aborto spontaneo e mestruazioni hanno molti sintomi in comune e questo non è rassicurante, soprattutto sapendo che hanno conseguenze estremamente differenti. Tuttavia, ci sono elementi che possono aiutare a orientarsi per capire cosa stia succedendo.
Le Perdite da Impianto: Un Segnale Precoce di Gravidanza
Per capire cosa sono esattamente le perdite da impianto, cerchiamo di descrivere cosa succede nel corpo della donna. Dopo un rapporto sessuale, gli spermatozoi risalgono l’utero e raggiungono l’uovo maturo rilasciato dall’ovaio durante l’ovulazione. L’uovo fecondato viene poi trasportato verso l’utero dalle piccole “ciglia” delle tube di Falloppio. Qui, si “installa” nell’endometrio, che è la parte interna dell’utero, solitamente circa 6-7 giorni dopo il rapporto sessuale non protetto. Questo succede intorno al 21° giorno in un ciclo mestruale regolare di 28 giorni, se la fecondazione è avvenuta intorno al 14° giorno. Durante il processo di annidamento nell’utero, l’embrione può causare la rottura di piccoli vasi sanguigni nella parete uterina, dando origine a queste perdite. Inoltre, gli ormoni della gravidanza, in particolare la gonadotropina corionica umana (hCG), influenzano il processo di annidamento e possono anch’essi contribuire al sanguinamento da impianto.
Il sanguinamento da impianto, di solito, si verifica circa 6-12 giorni dopo la fecondazione dell’ovulo da parte dello spermatozoo. Il periodo coincide con il momento in cui ci si aspetta il ciclo mestruale, motivo per cui è facilmente confondibile. Parliamo di un evento estremamente variabile, che non si verifica sempre, bensì solo in alcuni casi (circa tre-quattro donne su 10). Secondo le stime, nelle prime fasi della gravidanza, circa il 10-15% delle donne incinte presenta perdite o sanguinamento vaginale. Le perdite da impianto di solito non sono nulla di cui preoccuparsi. È probabile che non si sappia nemmeno di essere incinta quando le si nota. Tuttavia, se si nota qualche perdita intorno alla data in cui si dovrebbero avere le mestruazioni e si sospetta di essere incinta, è consigliabile fare un test di gravidanza.

Caratteristiche Distintive delle Perdite da Impianto
Vediamo ora quali sono le caratteristiche delle perdite da impianto, così da riuscire a distinguerle dall’inizio della mestruazione. Le caratteristiche possono tuttavia variare da donna a donna, motivo per cui riconoscere le perdite da impianto non è sempre facile. Come già accennato, talvolta è addirittura possibile confondere le perdite da impianto con secrezioni premestruali (spotting) o con la comparsa della mestruazione stessa.
Le principali differenze includono:
- Quantità di sangue: Le perdite da impianto sono più scarse rispetto alle mestruazioni. La principale differenza tra perdite e ciclo mestruale è data essenzialmente dalla quantità di sangue. Le perdite sono tendenzialmente irregolari e leggere, non abbondanti come una mestruazione. Si possono notare semplici striature o macchie lievi nella mucosa vaginale. Ogni tanto si possono rilevare piccole quantità di sangue, altre volte sono assenti. Il sangue non dovrebbe essere così abbondante da indurre a ricorrere a un assorbente; magari si può optare per un salvaslip, per sentirsi più fresca ed evitare le macchie.
- Assenza di coaguli: Le perdite da impianto non presentano coaguli. La consistenza è più leggera e non contengono grumi.
- Colore: Il colore è più tenue. L’aspetto delle perdite da impianto è diverso da quello delle mestruazioni normali. Il colore può essere più scuro, simile a quello della fine del ciclo, o più rosato. Può anche essere rosso, ma di solito il tono è più spento di quello del flusso mestruale. Le perdite da impianto possono anche essere di colore marrone o rosa chiaro. Le perdite marroni prima del ciclo sono solitamente dovute alla presenza di sangue “vecchio” che impiega più tempo a uscire dall’utero e, ossidandosi, assume un colore scuro. Questo fenomeno può essere considerato normale se compare nei giorni immediatamente precedenti alle mestruazioni.
- Durata: Durano meno tempo. Le perdite da impianto possono durare solo poche ore o essere intermittenti, ma di solito non durano più di tre giorni. Le macchie marroni pre ciclo di solito durano da 1 a 3 giorni e precedono l’arrivo delle mestruazioni vere e proprie.
- Dolore: Non sono dolorose. Come nel caso delle mestruazioni, si può avvertire un certo fastidio al basso ventre, ma non si tratta di un dolore forte. Tuttavia, non vi sono segni specifici correlati a questo fenomeno: alcune donne raccontano di crampi, fastidi simil-mestruali o sensazioni di tensione addominale nei giorni delle perdite da impianto.
Il "Falso Ciclo": Quando la Gravidanza si Confonde con le Mestruazioni
Un aspetto particolarmente complesso della salute femminile è la circostanza nota come “falso ciclo” o “false mestruazioni”. Nella maggior parte dei casi, la gravidanza può essere una scoperta inaspettata ed emozionante. Nelle prime settimane di gestazione, si possono verificare perdite ematiche, causate dall’impianto dell’embrione nell’utero. Per la difficoltà a distinguerle dalle mestruazioni, queste perdite sono appunto chiamate comunemente “falso ciclo”.
Il falso ciclo in gravidanza, noto anche come sanguinamento da impianto, si verifica a causa dell’impianto dell’embrione nell’utero. Le perdite vaginali durano meno giorni rispetto al ciclo mestruale. Possono presentarsi sensazioni diverse, più legate ai primi sintomi della gravidanza rispetto a quelli tipicamente associati al dolore mestruale. Queste false mestruazioni spesso sono accompagnate da piccoli crampi uterini, che possono assomigliare ai dolori mestruali, ma anche da un aumento della temperatura basale.
Vari fattori possono causare queste false mestruazioni, e non sono necessariamente preoccupanti. Può anche trattarsi della rottura di piccole varici, piccole vene di cui sono ricche le zone dell’utero e della vagina oppure dipendere dalle modificazioni che avvengono nell’utero in seguito all’ingresso del feto. Un’altra causa di sanguinamento abbondante simile a mestruazioni in gravidanza è il distaccamento del trofoblasto, una sorta di placenta che serve a nutrire l’embrione. Si tratta di una condizione che si verifica abbastanza spesso nei primi mesi, e nel 90% dei casi si risolve senza causare problemi né al feto né alla futura mamma, ma non va comunque sottovalutata.
Non è possibile che si verifichino delle vere e proprie mestruazioni in gravidanza, poiché questo significherebbe lo sfaldamento dell’endometrio con conseguente pericolo per il feto. Molte donne si chiedono se 3 giorni di perdite marroni ma niente ciclo possano indicare una gravidanza o un problema. Avere perdite marroni per 3 giorni senza ciclo è un’esperienza piuttosto frequente. Può trattarsi di spotting premestruale, cioè piccole perdite che precedono le mestruazioni vere e proprie. Molte donne si chiedono se le perdite marroni prima del ciclo possano essere un sintomo di gravidanza. In alcuni casi sì: si tratta delle cosiddette perdite da impianto, che avvengono quando l’embrione si annida nell’utero.
Perdite da impianto: sintomi e segni 🩸 (con immagini)
I Segnali delle Mestruazioni Reali: Conoscere il Proprio Corpo
Stabilito quanto sia difficile distinguere tra aborto spontaneo e mestruazioni senza fare un test di gravidanza, esaminiamo insieme alcuni segnali che possono indicare l’arrivo del ciclo mestruale. I nostri corpi sono tutti diversi, quindi anche i cicli mestruali lo sono. Le mestruazioni possono verificarsi ogni 28 giorni; tuttavia, secondo una ricerca condotta in collaborazione con Flo, solo il 16% delle donne riporta un ciclo di tale durata. Di fatti, gli esperti considerano normali i cicli che durano da 21 a 35 giorni.
Le perdite di sangue sono il principale segnale dell’arrivo delle mestruazioni. Il sanguinamento dura, di norma, tra due e sette giorni e questo varia da una persona all’altra e anche da un ciclo all’altro. Anche il colore delle secrezioni può variare; possono essere rosse nel periodo più intenso, marroni o possono verificarsi perdite rosa. Alcune persone hanno perdite più abbondanti di altre; solo tu sai cosa è normale per te, ma generalmente, si perdono dai 30 ai 72 ml di sangue (più o meno da 5 a 12 cucchiaini). Se il tuo flusso è normalmente abbondante, possono verificarsi anche dei coaguli.
Altri sintomi delle mestruazioni possono includere:
- Crampi mestruali: dolori nel basso addome, che probabilmente conosci, nei giorni che precedono le mestruazioni e nel corso delle stesse.
- Sindrome premestruale (PMS): condizione frequente che si ritiene colpisca circa 3 persone su 4. I sintomi possono includere acne, gonfiore addominale, sbalzi di umore, stanchezza e desiderio sessuale basso.
- Voglie: ti capita di avere improvvisamente voglia di cioccolato, carboidrati e bibite dolci intorno alle mestruazioni? Lo sappiamo. Secondo la ricerca, queste voglie sono dovute agli sbalzi ormonali che si verificano in questa fase del ciclo.
Ovviamente, i sintomi delle mestruazioni variano da persona a persona. Tu sai cosa è normale per te e se nutri dei dubbi è importante chiedere consiglio al tuo medico di fiducia. Dovresti consultarlo sempre se “il sanguinamento richiede di cambiare l’assorbente ogni ora, se è diverso dal solito, abbondante o continuo, se avverti forti dolori, crampi, giramenti di testa, sensazione di svenimento, brividi o febbre”, consiglia la dottoressa Kallen.

Aborto Spontaneo e Gravidanza Biochimica: Sintomi, Impatto e Gestione
Come distinguere le perdite da impianto da un’eventuale minaccia d’aborto? I sintomi di un aborto spontaneo possono differire da quelli delle mestruazioni. Come per le mestruazioni, la dottoressa Kallen spiega che i sintomi di un aborto spontaneo nel primo trimestre “includono sanguinamento (abbondante o leggero), crampi e/o dolore. I sintomi possono essere alquanto variabili, da crampi molto dolorosi a perdite di sangue leggere o addirittura assenti”. In caso di una gravidanza biochimica, potresti avere sanguinamenti abbondanti con coaguli o crampi più intensi rispetto alle normali mestruazioni. Una gravidanza biochimica è un aborto spontaneo molto precoce, che si verifica prima della quinta settimana di gestazione. Non esiste una cura per la gravidanza biochimica, ma è importante ricevere assistenza e rassicurazioni da parte di un medico.
È comprensibile vivere una gravidanza biochimica come una perdita e provare tristezza, sofferenza e ansia. “È come andare sulle montagne russe con il corpo e la mente”, spiega la dottoressa Kallen. Si potrebbe “provare dolore, indifferenza, ansia, tristezza e avere disturbi del sonno o dell’alimentazione” dopo una gravidanza biochimica o un aborto spontaneo tardivo. Allo stesso modo, aggiunge che “potresti non sentirti per niente triste”. Non ci sono sentimenti giusti o sbagliati. È utile ricordare anche che le probabilità che si verifichino aborti spontanei ricorrenti è molto bassa, succede solo all’1% delle persone.
Se questo non si verifica immediatamente, sono possibili problemi più gravi con l’avanzare della gravidanza. Ad esempio, il peso alla nascita del bambino può essere basso, la gravidanza può terminare con la morte in utero (morte del feto dopo 20 settimane di gravidanza) oppure il feto può nascere prematuramente (parto pretermine) o morire durante o subito dopo la nascita. In circa la metà delle donne che lamentano sanguinamento la gravidanza termina con un aborto spontaneo.
Quanto Tempo Dopo un Aborto Spontaneo Tornano le Mestruazioni?
Come i cicli, anche i tempi di ripristino delle mestruazioni dopo un aborto spontaneo possono essere variabili. “Di solito si parla di 4-6 settimane”, afferma la dottoressa Kallen. “Dipende essenzialmente da quanto è durata la gravidanza”. È possibile rimanere nuovamente incinta anche dopo sole due settimane dall’aborto spontaneo. Se non si desidera una gravidanza subito, tuttavia, e si preferisce darsi un po’ di tempo per recuperare emotivamente e fisicamente, è opportuno valutare la possibilità di assumere un contraccettivo. Inoltre, è preferibile attendere la fine delle prime mestruazioni dopo l’aborto prima di riprovare, in modo da poter monitorare il ciclo con un’app come Flo.
Altre Cause di Sanguinamento Vaginale Pre-Ciclo o in Gravidanza Precoce
Le perdite di sangue tra un ciclo e l’altro sono piuttosto diffuse. Non tutte le perdite di sangue precoci indicano un impianto o un aborto. Esistono diverse altre condizioni che possono causare sanguinamento vaginale, alcune delle quali non sono correlate alla gravidanza.
Tra queste cause vi sono:
- Perdite post-coito (dopo un rapporto sessuale): Possono verificarsi perché nelle primissime fasi della gravidanza i vasi sanguigni della cervice sono irrorati di sangue, con conseguente irritazione e sanguinamento.
- Gravidanza ectopica (tubarica): Questa è la causa più pericolosa di sanguinamento vaginale nelle fasi iniziali della gravidanza. Si tratta di una gravidanza in una posizione anomala, vale a dire non impiantata nella sede normale, cioè l’utero, ma in un’altra, ad esempio in una tuba di Falloppio. Le gravidanze ectopiche sono pericolose per la vita. Una gravidanza che si impianta fuori dall’utero non si sviluppa normalmente. Se la gravidanza cresce in una tuba di Falloppio o in un’altra parte del corpo (come l’ovaio, la cervice, la vecchia cicatrice di un parto cesareo nell’utero o nell’addome), può causarne la rottura, con conseguente dolore intenso e abbondante sanguinamento, che può essere molto pericoloso o perfino letale per la gestante. Se viene diagnosticata una gravidanza ectopica, il trattamento consiste nell’interruzione della gravidanza con farmaci o chirurgicamente.
- I fattori di rischio per una gravidanza ectopica includono: una precedente gravidanza ectopica (il fattore di rischio più importante), un precedente intervento chirurgico addominale (in particolare per la sterilizzazione permanente o legatura delle tube), anomalie delle tube di Falloppio, uso attuale di un dispositivo intrauterino (IUD), fecondazione in vitro per concepire l’attuale gravidanza, anamnesi di infezione sessualmente trasmessa o malattia infiammatoria pelvica, uso attuale di contraccettivi orali contenenti estrogeni/progestinici, fumo di sigaretta, infertilità e pregresso aborto spontaneo o aborto indotto.
- Alcuni tipi di contraccettivi: Cerotti e contraccettivi ormonali aumentano le probabilità di perdite, che spesso si stabilizzano dopo i mesi iniziali e possono ricomparire quando si smette di usarli. Sono note anche come metrorragia, in quanto compaiono nei periodi intermedi.
- Ovulazione: Sono note come perdite da ovulazione. Le perdite possono verificarsi una settimana o pochi giorni prima dell’inizio delle mestruazioni. In questo caso, se la donna non usa contraccettivi, è più probabile che siano perdite da impianto, anziché mestruazioni.
- Rottura di una cisti del corpo luteo: Un’altra causa pericolosa ma meno comune. Dopo aver rilasciato l’ovulo, la struttura che lo rilascia (il corpo luteo), anziché rompersi e scomparire come dovrebbe, può riempirsi di liquido o di sangue.
- Altre condizioni ginecologiche: Polipi, infezioni o altri problemi di salute che possono influenzare il sistema riproduttivo. Le perdite marroni senza ciclo possono avere diverse spiegazioni. In alcuni casi si tratta di una normale spotting intermestruale, cioè piccole perdite di sangue tra una mestruazione e l’altra. Quando le perdite marroni sono isolate e non accompagnate da dolore o altri sintomi, spesso non sono preoccupanti.
- Falso ciclo e pillola del giorno dopo: Va notato che le false mestruazioni possono anche essere associate all’uso della pillola del giorno dopo.

Le perdite marroni sono un fenomeno molto comune: secondo alcune ricerche, oltre il 40% delle donne le sperimenta almeno una volta l’anno. Possono variare molto in base all’età, alla regolarità del ciclo e all’uso di contraccettivi. È interessante notare che le perdite marroni sono più frequenti nei periodi di stress o dopo cambiamenti significativi nello stile di vita, come viaggi o variazioni di peso improvvise. Inoltre, possono comparire sia in cicli regolari che irregolari e non sempre indicano un problema.
Quando Agire: L'Importanza del Test di Gravidanza e del Consulto Medico
Molte donne hanno perdite di sangue nelle prime settimane di gestazione, ma sarebbe più corretto parlare di false mestruazioni, da non confondere con il ciclo vero e proprio. Come abbiamo visto, i sintomi di un aborto spontaneo o delle mestruazioni sono molto simili, in particolare nelle cinque settimane dopo l’ultima mestruazione. Il metodo più efficace per riconoscere un aborto spontaneo, o in generale per comprendere la causa del sanguinamento, è fare un test di gravidanza. La prima cosa che la dottoressa Kallen consiglia è fare un test di gravidanza. È possibile farlo anche se il sanguinamento è ancora in corso. Se il test è negativo, si può presumere che si tratti di mestruazioni. “Senza fare un test, non c’è un metodo efficace per stabilire se le perdite di sangue sono da imputarsi a una gravidanza biochimica o alle mestruazioni”, spiega la dottoressa Kallen.
Il primo passo per capire se è un falso ciclo è fare un test di gravidanza. Mal di testa, crampi, gonfiore, sbalzi d’umore sono invece segnali aspecifici che - considerati da soli - non possono essere interpretati come sintomi di una falsa mestruazione. È importante non sottovalutare la soluzione se si sospetta un falso ciclo perché è importante prendere le precauzioni necessarie nel caso si tratti di una gravidanza. Il passo più importante è eseguire un test di gravidanza a casa.
Gli attuali test fai-da-te sono molto precisi, quindi non si deve aspettare fino al mattino se proprio non si resiste. Alcuni test di gravidanza sono abbastanza sensibili da rilevare l’ormone hCG nell’urina 6 giorni prima del ritardo delle mestruazioni (5 giorni prima del ciclo previsto). Se si esegue il test troppo presto, si potrebbe ottenere un risultato falso negativo, poiché le quantità di hCG potrebbero essere troppo basse per essere rilevate, anche se si è incinta. Se si vede un risultato negativo, ma si pensa ancora di essere incinta, attendere 3 giorni prima di ripetere il test. È possibile ottenere un falso negativo, ma non un falso positivo. Se l’hCG è presente, anche a concentrazioni minime, sarà rilevato dal test di gravidanza.
Quando Consultare Immediatamente un Medico
In generale, le perdite ematiche in corso di gravidanza non andrebbero mai sottovalutate, in quanto potrebbero segnalare la presenza di patologie in grado di compromettere l’evoluzione della gestazione. Se il sanguinamento vaginale diventa più abbondante, con coaguli, o il sangue cambia colore, non sono più perdite. Anche se non si è preoccupate, sottoponetevi a un controllo medico.
Nelle donne in gravidanza che hanno sanguinamento vaginale, i seguenti sintomi sono fonte di preoccupazione e richiedono un consulto medico immediato:
- Svenimenti, stordimento o battito cardiaco accelerato: Sintomi che suggeriscono una pressione arteriosa molto bassa.
- Perdita di notevoli quantità di sangue o sangue contenente tessuto o grossi coaguli: Se il sanguinamento è abbondante, la pressione arteriosa può diventare pericolosamente bassa, con conseguente collasso.
- Forte dolore addominale che peggiora con il movimento o il cambiamento di posizione: Se si avvertono forti dolori addominali, è necessario consultare immediatamente il ginecologo.
- Febbre, brividi e secrezione vaginale che contiene pus misto a sangue.
Se il test di gravidanza è positivo, non andare in panico. Le perdite di sangue in gravidanza possono spaventare, ma non significano necessariamente che sia in corso un aborto spontaneo. Lo spotting (leggero sanguinamento) è effettivamente un comune sintomo precoce di gravidanza. “Le perdite di sangue in gravidanza sono molto comuni”, rassicura la dottoressa Kallen; capitano a una percentuale di persone tra il 15% e il 25% nel corso del primo trimestre. Potresti avere perdite da impianto, che si verificano quando l’embrione si annida nella membrana uterina. Non è sempre immediato capire se si tratta di sanguinamento da impianto o aborto spontaneo. Tuttavia, è anche possibile che il sanguinamento sia la spia di una gravidanza biochimica. Se si ritiene che questo possa essere il proprio caso, fare una visita medica.
Se le perdite si verificano tra due cicli mestruali e non c’è la possibilità di essere incinta, possono essere causate da una serie di motivi (uso di contraccettivi ormonali, infezioni, polipi o altri problemi di salute che possono influenzare il sistema riproduttivo).

L'Approccio Medico: Diagnosi e Gestione delle Perdite in Gravidanza
Durante le prime 20 settimane di gravidanza, il 20-30% delle donne ha sanguinamenti vaginali; in molte di queste donne è presente un problema della gravidanza, ma altre con leggero sanguinamento o spotting hanno una gravidanza normale e sana. La quantità di sangue può variare da qualche macchia a una quantità consistente. Quest’ultimo caso è sempre preoccupante, ma anche lo spotting o il leggero sanguinamento possono indicare un disturbo grave. Le donne che lamentano sanguinamento vaginale devono rivolgersi al proprio medico. Il sanguinamento vaginale nelle prime fasi della gravidanza può dipendere da disturbi legati alla gravidanza stessa (ostetrici) oppure no. La causa più comune di sanguinamento vaginale all’inizio della gravidanza è un aborto spontaneo. Il sanguinamento vaginale può significare che è possibile un aborto spontaneo, ma a volte il sanguinamento si arresta e la gravidanza continua senza problemi.
I medici stabiliscono innanzitutto se la causa del sanguinamento vaginale sia una gravidanza ectopica. Il medico si informa su sintomi e anamnesi medica (compresi precedenti gravidanze, aborti spontanei e volontari, fattori di rischio di gravidanza ectopica e aborto spontaneo). Esegue quindi un esame obiettivo. Il medico si informa sui seguenti aspetti del sanguinamento: entità (ad esempio quanti assorbenti vengono usati in un’ora), eventuale presenza di grumi o tessuto, eventuale compresenza di dolore. In presenza di sanguinamento vaginale accompagnato da dolore, il medico chiede quando e come è iniziato, dove si verifica, quanto dura, se è acuto o sordo e se è costante o intermittente.
Durante l’esame obiettivo il medico controlla dapprima la presenza di febbre e di segni di una perdita considerevole di sangue, come battito cardiaco accelerato e pressione arteriosa bassa. Procede quindi a un esame pelvico, per controllare se la cervice (la parte inferiore dell’utero) abbia iniziato ad aprirsi (dilatarsi) per consentire il passaggio del feto. Gli eventuali tessuti presenti (probabilmente dovuti a un aborto) vengono asportati e inviati al laboratorio per le analisi. Quindi il medico preme delicatamente sull’addome per verificare se è sensibile al tatto.
Esami Diagnostici e Trattamento
Durante la visita, i medici possono utilizzare un dispositivo ecodoppler manuale, collocato sull’addome della donna per controllare il battito cardiaco del feto. Se il test di gravidanza casalingo indica una gravidanza, ma questa non è stata confermata da un operatore sanitario, si procede con un test di gravidanza sulle urine. Una volta confermata la gravidanza, si eseguono vari test:
- Gruppo sanguigno e fattore Rh (positivo o negativo): Lo stato Rh viene determinato perché una donna in gravidanza con sangue Rh-negativo deve essere trattata con l’immunoglobulina Rho(D) in caso di sanguinamento vaginale. Tale terapia è necessaria per impedire che produca anticorpi che possono attaccare i globuli rossi del feto in successive gravidanze.
- Ecografia: Viene solitamente eseguita mediante l’inserimento in vagina di una sonda ecografica. L’ecografia è in grado di individuare una gravidanza in utero e registrare il battito cardiaco dopo circa sei settimane di gestazione. Se dopo questo periodo il battito cardiaco è assente, viene diagnosticato l’aborto spontaneo. Se si avverte il battito, l’aborto è molto meno probabile, ma non impossibile. L’ecografia può anche aiutare a identificare eventuali pezzi della placenta o di altri tessuti correlati alla gravidanza rimasti in utero anche dopo un aborto spontaneo, o talvolta una gravidanza ectopica, a seconda della sede in cui si è impiantata e delle sue dimensioni, oppure una gravidanza anomala, come una mola idatiforme.
- Esami del sangue per misurare i livelli di gonadotropina corionica umana (hCG): Prodotto dalla placenta all’inizio della gravidanza. La misurazione dei livelli di hCG aiuta nell’interpretazione dei risultati dell’ecografia e a distinguere una gravidanza normale da una gravidanza ectopica. Se si teme sia presente una gravidanza ectopica, vengono misurati i livelli di hCG e l’ecografia viene ripetuta secondo necessità.
La rottura di una gravidanza ectopica è un’emergenza. Se la probabilità di rottura di una gravidanza ectopica è moderata o elevata, i medici possono dover eseguire un intervento chirurgico. In situazioni che mettono in pericolo la vita della donna, può essere necessario un intervento chirurgico d’urgenza anche prima di eseguire esami del sangue o un’ecografia. In genere si pratica una piccola incisione immediatamente sotto l’ombelico dove si inserisce una sonda di esplorazione (laparoscopio), per osservare direttamente l’utero e le strutture circostanti (laparoscopia) e stabilire quindi la presenza di una gravidanza ectopica. A volte si pratica un’ampia incisione nella parte inferiore dell’addome (laparotomia).
Se il sanguinamento è considerevole (più di una tazza), il medico esegue anche un emocromo completo (EC) o altri esami per verificare se vi sia un problema nella capacità del sangue di coagulare normalmente o se sia necessaria una trasfusione di sangue.
Quando si verifica un aborto spontaneo, di solito si avviene in stadi. Innanzitutto, si osserva un sanguinamento. Successivamente insorgono crampi, che possono essere intensi e il sanguinamento può diventare abbondante. La donna espelle quindi la gravidanza e può veder fuoriuscire dalla vagina il tessuto della gravidanza. Talvolta, un aborto spontaneo non causa sintomi e viene identificato durante le valutazioni del feto durante una regolare visita medica (chiamata aborto ritenuto). Se una donna sospetta di avere un aborto spontaneo, deve rivolgersi al medico. A volte le donne possono subire un aborto spontaneo a casa, ma se il dolore o il sanguinamento sono intensi o se il tessuto della gravidanza non viene espulso completamente, devono essere trattate con farmaci o essere sottoposte a un intervento per assicurarsi che non ci siano complicanze e che la gravidanza sia stata completamente espulsa. Il contenuto dell’utero può essere stato infettato prima, durante o dopo l’aborto (il cosiddetto aborto settico).
Sebbene i medici generalmente raccomandino il riposo a letto in caso di minaccia di aborto, non vi sono prove che questa soluzione sia efficace. Si consiglia l’astensione dai rapporti sessuali, sebbene non siano chiaramente connessi con l’aborto spontaneo. Se il sanguinamento è abbondante, in caso di collasso o di probabile rottura di gravidanza ectopica, una delle prime cose che i medici fanno consiste nell’inserire un grosso catetere venoso in modo da poter somministrare rapidamente sangue per via endovenosa.
Non è sempre facile capire se la gravidanza si è interrotta solo dai sintomi. Ricorda che un sanguinamento o dolore leggero o moderato sono frequenti nelle prime fasi della gravidanza, quindi questi sintomi non indicano necessariamente una gravidanza biochimica o un aborto spontaneo. Tuttavia, se si hanno dubbi consultare sempre il medico. Soprattutto, se si è verificata la perdita della gravidanza sii gentile con te stessa e chiedi aiuto se ne hai bisogno. “È importante prenderti il tempo e lo spazio necessario per vivere il dolore, a prescindere da quanto sia durata la gravidanza. Sii gentile e non darti colpe che non hai”, rassicura la dottoressa Kallen. “Chiedi aiuto ai tuoi cari e agli amici fidati”, continua. Non temere, si può ancora rimanere incinta dopo un aborto.