Gravidanza tramite Ovodonazione: Percorsi, Statistiche e Realtà dei Tentativi

Uno dei problemi che preoccupa maggiormente le pazienti che ricorrono ai trattamenti di ovodonazione è il numero di tentativi necessari per ottenere la gravidanza tanto attesa. Quando è necessario ricorrere alla donazione di ovociti, oltre a dover rinunciare alla propria genetica, molte pazienti si preoccupano anche di quanti tentativi saranno necessari per ottenere una gravidanza, poiché in molti casi sono già stati effettuati numerosi cicli, con l’usura emotiva che ciò comporta. L’ovodonazione è il trattamento di riproduzione assistita considerato come l’ultima opzione per ottenere una gravidanza, poiché la difficile decisione di rinunciare alla genetica della madre deve essere presa. La maggior parte delle coppie accetta la donazione di ovuli dopo un lungo fallimento dei trattamenti di fecondazione in vitro (FIVET) con i propri ovuli.

rappresentazione grafica del processo di fecondazione in vitro con ovodonazione

Il ruolo della qualità ovocitaria e dell'età

La qualità delle uova è uno dei fattori più importanti in tutti i trattamenti di fecondazione in vitro e, come abbiamo detto, diminuisce con l’età. Per questo motivo, in Spagna, l’età massima per donare ovociti è di 35 anni. È a partire dai 38 anni che aumenta la probabilità di dover utilizzare ovuli da donatrice per ottenere una gravidanza. Le situazioni che incontriamo di più nella nostra pratica quotidiana sono donne di circa 40 anni o più che sono giovani, ma hanno una bassa qualità delle uova.

Grazie al fatto che si tratta di ovociti di buona qualità, le percentuali di successo dei trattamenti di ovodonazione sono superiori a quelle ottenute con gli ovociti delle pazienti: le percentuali di gravidanza per trasferimento sono del 50-55%. Le coppie che ottengono una gravidanza attraverso l’ovodonazione all'inizio, dopo un lungo periodo di tempo con trattamenti di riproduzione assistita falliti come l’inseminazione artificiale o la fecondazione in vitro (FIVET), provano una tale felicità che sono convinte di aver preso la decisione giusta.

Fattori che influenzano il successo del trattamento

Un altro fattore chiave nei trattamenti di ovodonazione è il numero di ovociti assegnati a ciascuna ricevente. Più ovuli ha ogni paziente, più è probabile che sia in grado di congelare gli embrioni in quel ciclo e di poterli trasferire successivamente se la gravidanza non viene raggiunta la prima volta. Inoltre, può anche influenzare se si tratta di un ciclo fresco o se gli ovuli sono congelati. Se la donazione è di ovuli congelati, le percentuali di successo si riducono a causa della qualità degli ovuli dopo il processo di congelamento. Tuttavia, la tecnica utilizzata oggi nota come vitrificazione degli ovuli offre tassi di sopravvivenza vicini al 99%.

Può anche influenzare la qualità seminale. Anche se gli ovuli provengono da una donatrice, se la qualità seminale è molto scarsa, può influenzare negativamente il trattamento. Ad esempio, gli embrioni derivanti dalla fecondazione possono presentare aneuploidie (numero errato di cromosomi) che ne impediscono il corretto sviluppo. Lo sperma è una delle primissime cause di infertilità. Certo però che con tecniche di ICSI è possibile bypassare il problema della qualità e motilità. Il test FISH serve esclusivamente per sapere se il campione di sperma analizzato ha anomalie cromosomiche solamente su alcuni cromosomi.

schema dei fattori biologici che influenzano l'impianto embrionario

Analisi statistica e percentuali di successo

Le percentuali variano da centro a centro e da caso a caso, come nella pma omologa, perché molto dipende dalla qualità del laboratorio e dalle condizioni generali della ricevente. Le statistiche sono una roba complicata, e ci si può fare quasi di tutto. Quindi, come consiglio generale, quando un centro vi cita una cifra secca, chiedete SEMPRE di vedere i dati complessivi dai quali è stata ricavata quella cifra; e se non ve li mostrano, prendete tutto con molta cautela.

Il tasso di consegna, o neonato a casa, dopo ogni trasferimento è vicino al 40%. Alcuni centri sostengono che il 95% delle pazienti al 4° tentativo abbia successo. È una percentuale decisamente molto alta, ma non pazzesca se consideriamo che stiamo parlando di ovodonazione, cioè di una tecnica che ha altissime probabilità di riuscita perché gli ovociti sono giovani. È importante capire la differenza tra probabilità per singolo tentativo e frequenza cumulativa. Su un campione, la possibilità che una donna ce la faccia al primo tentativo è ad esempio il 10%; al secondo tentativo, ce la fa un altro 10%, quindi la percentuale cumulativa diventa 20; al terzo tentativo ce la fanno altre unità, e al quarto tentativo la percentuale cumulativa sale notevolmente. Questo non significa che facendo 4 tentativi si ha l'80% di probabilità di riuscire, ma che l'80% delle donne di quel campione specifico ce l'ha fatta entro 4 tentativi.

L'approccio clinico e la personalizzazione

Esistono opinioni divergenti tra i centri: alcuni dicono che la percentuale è 50% e non cambia con i numeri di trattamenti, altri dicono che con 4 intenti si raggiunge il 95%. Sarà perché in quel centro dove dicono che con 4 trattamenti hai il 95% magari fanno degli esami ulteriori di verifica fra un trattamento e l’altro. Spesso, se le condizioni ci sono tutte, le percentuali di successo dovrebbero essere altissime anche al primo tentativo; diversamente bisogna approfondire i vari fattori, perché forse c’è qualcosa che davvero osta all’impianto.

Il giorno dopo il prelievo ovocitario: la fertilizzazione

Molte pazienti chiedono: quante volte devo provare il trattamento FIVET prima di ricorrere all’ovodonazione? È difficile dare una risposta, poiché la fertilità è un investimento in termini fisici, emotivi ed economici. In ogni caso, l’ovodonazione dovrebbe essere scelta se un precedente ciclo di FIVET ha dovuto essere annullato a causa di una bassa risposta o perché il numero di ovociti ottenuti è molto basso e lo sviluppo embrionale è inadeguato nonostante l’uso di un’alta dose di farmaci.

Aspetti emotivi e psicologici

Sottoporsi a un trattamento di ovodonazione è una decisione complicata per i futuri genitori e deve essere ferma e sicura. Pertanto, si raccomanda di meditare pazientemente a casa e di non prendere decisioni affrettate. Per facilitare la decisione, molte coppie chiedono consigli psicologici che le aiutino a capire cosa comporta la donazione di ovuli e che permettano loro di essere chiari sulla strada che sceglieranno per diventare genitori senza rimpianti o conseguenze emotive future. Dovrebbero comprendere il concetto di madre e padre come la persona che alleva ed educa un bambino e non come la persona che fornisce il materiale genetico.

Il benessere emotivo incide notevolmente sul successo della FIVET. In una coppia sulla metà dei trent’anni, con cicli irregolari e bassa riserva ovarica, lo stress è stato identificato come un fattore determinante per il mancato impianto al primo tentativo. Per il secondo tentativo, la paziente si è concentrata su tecniche di rilassamento e ha effettuato una seduta di agopuntura il giorno del trasferimento. Anche se le donatrici di ovuli sono donne giovani e sane che si sottopongono a numerosi test medici e psicologici, la gravidanza con ovodonazione non è esente da possibili rischi o complicazioni come qualsiasi altra gravidanza.

Somiglianza fenotipica e questioni ereditarie

I responsabili della scelta del donatore in una clinica considerano innanzitutto la compatibilità del gruppo sanguigno con il ricevente. Vengono poi confrontate caratteristiche fenotipiche come la razza, il peso, l'altezza, il colore dei capelli e degli occhi. Pertanto, ci sono spesso delle somiglianze tra la madre e il futuro bambino. Poiché le donatrici di ovuli sono state studiate a fondo, il timore che il bambino possa avere una malattia ereditaria dovrebbe scomparire. Inoltre, sebbene la genetica sia importante per lo sviluppo del bambino, anche l'educazione e l'ambiente giocano un ruolo importante nella formazione della personalità e del carattere.

infografica che spiega il processo di matching fenotipico

Ogni centro di riproduzione assistita adotta protocolli specifici per il "matching", ossia un particolare protocollo che impiega un sofisticato sistema nel quale le cartelle cliniche di ogni donatrice includono fotografie, gruppo sanguigno e dati antropometrici al fine di individuare - in modo del tutto automatizzato - una corrispondenza fisica tra la donatrice e la ricevente e/o il suo partner. Con interventi medici mirati, supporto emotivo e cure personalizzate, il successo è possibile anche dopo più tentativi, mantenendo sempre un dialogo aperto con lo staff medico riguardo alle aspettative reali basate sullo storico clinico individuale.

tags: #incinta #dopo #sei #ovodonazioni