L’inizio di una terapia di fecondazione assistita molte volte è collegato a una sensazione di disagio da parte della donna, soprattutto perché si tratta di una terapia ormonale che prevede l’iniezione di diverse sostanze. Molte donne però cercano una terapia FIVET che non implichi la somministrazione di ormoni o perlomeno preveda un’applicazione ridotta di quest’ultimi. In questo contesto, i Centri FIVET Prof. Zech si distinguono per un approccio all'avanguardia che coniuga ricerca, tecnologia e un profondo impegno verso la personalizzazione del percorso terapeutico, ponendo una particolare enfasi sull'impianto di blastocisti e sull'adozione di metodologie innovative.
Storia e Filosofia dei Centri FIVET Prof. Zech: Un Percorso di Eccellenza
La grande avventura dei Centri FIVET Prof. Zech è cominciata nel lontano 1987 quando il Prof. Dott. Herbert Zech, che già seguiva gli albori della medicina della riproduzione presso la clinica universitaria di Innsbruck (Austria), e poi si trasferiva negli USA per approfondire le tematiche embriologiche, rientrato nella città natale di Bregenz (Austria) e con l’aiuto della consorte Annerose avviava il primo Centro austriaco privato di PMA. L’impegno all’inizio è stato notevole anche perché non erano ancora disponibili i farmaci che consentivano di pianificare le terapie in maniera precisa e molte volte i prelievi ovocitari bisognava farli in piena notte.
Dopo i primi anni in cui si praticavano le normali tecniche FIVET, nel 1993 avvenne una prima svolta con la terapia ICSI, il cui primo successo austriaco fu proprio ottenuto nel centro di Bregenz. Altra data importante è il 1996, quando iniziarono le nuove tecniche di congelamento embrionario mediante vitrificazione, e venne avviata per la prima volta in Austria la procedura di coltura blastocitaria sistematica. Nel 2005 nel centro di Bregenz la IMSI è stata per la prima volta introdotta come metodica standardizzata su larga scala, cosicché ora circa il 90% delle terapie si eseguono con questa tecnica.
L’attività si è sviluppata però anche mediante la collaborazione in altre parti del mondo. La lungimiranza del fondatore del Gruppo ha fatto sì che altre sedi, con gli stessi standard qualitativi e l’utilizzo delle stesse tecniche di procreazione assistita, venissero aperte in vari paesi europei. Il primo fu il centro di Merano, nel 2001, nato come sede italiana del Gruppo, successivamente venne aperto un centro a Salisburgo - il secondo in Austria - e uno in Svizzera a Niederuzwil, seguito poi dal Centro di Pilsen in Repubblica Ceca dove si praticano prevalentemente tecniche di fecondazione eterologa e diagnosi genetica pre-impianto. Dal 1997 tutti i Centri del Gruppo sono Certificati ISO per i controlli di qualità e sono conformi alle normative europee. Anche il Gruppo si è via via allargato, la famiglia è aumentata e si sono dedicati a questa attività anche i figli della famiglia Zech con rispettivi mariti e mogli. Attualmente il gruppo vanta circa 220 collaboratori tra tutti i Centri europei. L’EGP - EXPECTED GAMETES PERFORMANCE - consiste in un nuovo concetto per introdurre moderni standard al fine di garantire un livello ottimale di consulenza e terapia delle coppie affette da problematiche di sterilità. Nei centri FIVET la terapia di fecondazione assistita si basa su un protocollo di stimolazione formulato e accordato individualmente.

Approcci Terapeutici e Stimolazione Ovarica Personalizzata
La terapia di fecondazione assistita offerta dai Centri FIVET Prof. Zech si adatta alle esigenze specifiche di ciascun paziente. Nel cosiddetto “Natural cycle IVF” non vengono somministrati ormoni per la stimolazione. Questa forma di terapia è opportuna soprattutto per donne che presentano un alto rischio di vari tipi di cancro collegati al livello ormonale. Per evitare un’ovulazione prematura e prevedere l’esatto momento del prelievo dell’ovocita esistono diversi metodi tra i quali gli antagonisti o lo screening regolare dei livelli LH nel sangue o urina. Indipendentemente dall’età della donna, la fertilizzazione in vitro in ciclo naturale ha una possibilità di riuscita del 5-10%. Naturalmente possono essere intrapresi anche metodi alternativi come la “Natural cycle IVF” e la "Mild stimulation IVF", che prevedono un’applicazione ridotta di ormoni. A questo punto, analizzata la situazione completa della coppia, il medico indica la terapia più consona e adatta da intraprendere. La stimolazione ovarica consiste nella somministrazione di preparati ormonali per ottenere la maturazione degli ovociti.
La Raccolta degli Ovociti e la Loro Natura Biologica
Il prelievo degli ovociti, questo il significato letterale, viene effettuato dopo la stimolazione ormonale e dopo circa 36-37 ore dalla somministrazione di HCG, per aspirazione transvaginale, sotto controllo ecografico. Con una sonda ecografica transvaginale si evidenziano i follicoli nell’ovaio e con l’aiuto di un ago sottile e sempre sotto controllo ecografico, si oltrepassa la parete vaginale e si aspira direttamente dall’ovaio il liquido follicolare che generalmente (ma non sempre) contiene la cellula uovo. Per eliminare il disagio della paziente questa procedura si pratica nella maggioranza dei casi con una lieve sedazione. Dopo il prelievo, che dura dai 10 ai 20 minuti, la paziente rimane in osservazione un paio d’ore: il tempo di smaltire l’effetto della sedoanalgesia.
Le cellule uovo, anche chiamati ovuli o ovociti altro non sono che i gameti femminili, ovvero quelle cellule preposte alla riproduzione. Gli ovuli sono contenuti all’interno delle ovaie in cui migrano già durante la vita fetale. Pensate che il patrimonio ovarico di una donna viene prodotto durante il 5º mese di gravidanza della mamma quando le ovaie producono 6-7 milioni di ovociti primari; molti di questi ovociti muoiono nel giro di pochi mesi e alla nascita ne rimangono in vita circa 2 milioni, diminuendo a 30-40 000 nella fase della pubertà.
FASI DI UN TRATTAMENTO FIVET (Fecondazione In Vitro). Prelievo di ovociti
Dalla Fecondazione In Vitro alla Selezione Morfologica dello Spermatozoo
Quando si parla di fecondazione assistita si fa riferimento a diverse tecniche che hanno per nome delle strane sigle. La prima impressione che si ha, nel sentirle, è di totale incomprensione e ignoranza in merito. La dottoressa Christa Platzer, biologa responsabile del laboratorio del centro Eubios Centri Fivet prof. Zech di Merano, spiega che si sta parlando di tecniche di secondo livello di fecondazione assistita perché quando si parla di FIVET, ICSI e IMSI si fa riferimento alla fecondazione in vitro, ovvero alla fecondazione extracorporea. Spesso il termine FIVET viene anche usato per indicare una specifica tecnica di fecondazione, ovvero la prima messa in atto nel 1978.
Con il passare degli anni, grazie ai continui studi in merito, si è arrivati a tecniche più mirate. È il caso della ICSI (Intra Cytoplasmic Sperm Injection) e della IMSI (Intra cytoplasmic Morphological Selected Sperm Injection) - prosegue la dottoressa - che vengono definite tecniche iniettive, ovvero dove i biologi, scelti i migliori spermatozoi e i migliori ovociti, iniettano sotto microscopio con un micro ago un unico spermatozoo all’interno di ogni singolo uovo, non lasciando quindi al caso la fecondazione vera e propria. La metodica IMSI non è altro che un miglioramento della precedente perché l’apparecchiatura in uso permette al biologo di osservare gli spermatozoi con un ingrandimento di 6-7000x riuscendo ad individuare in questi ultimi delle anomalie che con la ICSI non si riuscirebbero a vedere. Ovviamente queste differenti tecniche vengono utilizzate a seconda del tipo di infertilità della coppia, anche se quella più usata nel centro di Merano è la IMSI.
Nel caso di insufficiente produzione spermatica o scarsa motilità, si possono ricorrere a procedure come la TESA (Testicular Sperm Aspiration) che consiste nel prelievo di un pezzettino di tessuto dai testicoli tramite l’agoaspirazione con ago sottile, o la TESE (Testicular Sperm Extraction).
La Coltura e l'Impianto di Blastocisti: La Scelta d'Eccellenza dei Centri Zech
Il centro Eubios di Merano, così come tutti i centri europei Fivet Prof. Zech, di cui quest’ultimo fa parte, pratica - nella maggior parte dei casi (nei casi in cui è possibile) - il transfert di blastocisti. La fecondazione in vitro prevede, una volta ottenuto l’ovocita, che questo venga messo in coltura su un terreno fertile e conservato in incubatore ad una temperatura costante di 37 gradi. Nelle maggior parte dei centri di fecondazione assistita sia italiani che esteri, il trasferimento nell’utero materno avviene più o meno al 3 giorno dal pick up cioè quando il biologo ha individuato quegli ovociti considerati sani ovvero formati da 4/8 cellule. È stato proprio l’alto caso di insuccessi in questa precisa fase che ha spinto medici, biologi e embriologi, che operano all’interno delle strutture prof. Zech, dopo attenti ed approfonditi studi, ad allungare i tempi di attesa del transfert e impiantare nell’utero le colture blastocitarie.
Quelle 24/48 ore in più che conferiscono all’ovocita il nome di culture blastocitarie o blastocisti sono una naturale autoselezione in quanto non tutti gli ovociti che da una prima osservazione sembravano sani hanno proseguito la loro evoluzione in ulteriori cellule. Queste ore di differenza, significano certo, ma anche costi molto più alti in quanto, nell’ultima fase, vengono utilizzati nuovi terreni, i laboratori e i biologi devono lavorare per più tempo. L’alta percentuale di successo e gli elevati standard qualitativi del centro Eubios di Merano e del network centri Fivet Prof. Zech testimoniano l'efficacia di questa scelta. Il potenziale di impianto di un embrione che è riuscito a svilupparsi fino alla quinta giornata è superiore a quello di un embrione in terza giornata. Inoltre, se si trasferiscono due embrioni in quinta giornata, aumenta del 20-25% anche la possibilità di gravidanza gemellare monozigote, col rischio dunque di favorire gravidanze plurigemellari. Il trasferimento embrionario è una procedura di pochi minuti, solitamente indolore che avviene utilizzando un catetere sottile e flessibile per trasferire gli embrioni nella cavità uterina passando attraverso la vagina e il collo dell’utero. Dopo il trasferimento embrionario la paziente rimane in posizione supina per alcuni minuti e poi può tornare al proprio domicilio.

Valutazione e Selezione della Qualità Embrionaria
Per valutare la qualità degli embrioni, si analizza la loro morfologia e il loro sviluppo nel tempo. L’aspetto morfologico al microscopio viene comunemente utilizzato per dare una valutazione qualitativa delle blastocisti. Ma quando si effettua una diagnosi genetica preimpianto (PGS o PGT-A), si vede spesso che l’aspetto non corrisponde alla normalità genetica. Di conseguenza, c’è ancora un dibattito tra autori sugli esiti reali del trasferimento singolo di blastocisti di bassa qualità (Bouillon et al.). Attualmente, nella maggior parte dei centri di fecondazione assistita, le blastocisti vengono classificate con una sigla composta da un numero e due lettere (ad es. 4AB). La prima lettera indica quante cellule formano il polo embrionario (o massa cellulare interna, che darà origine al feto). La variabile più importante delle tre sembra essere il polo embrionario. Il successo del trattamento (e quindi l’instaurarsi della gravidanza) è strettamente legato alla morfologia degli embrioni e al loro sviluppo in vitro. Questa capacità si traduce in riduzione del “time to pregnancy” (ossia del tempo necessario per arrivare ad ottenere la gravidanza) e facilita anche la classificazione degli embrioni rimanenti che devono essere crioconservati, in modo da trasferire per primi gli embrioni più vitali. La valutazione della morfologia è sempre stato il metodo principale per la selezione degli embrioni, ma non va disgiunta dalle tempistiche di osservazione. Per questo motivo la morfologia e l’intervallo di tempo trascorso dall’inseminazione devono andare “a braccetto”.
Lo zigote è la prima cellula del bambino, formata dall’unione di ovulo e spermatozoo. Alcuni centri di fecondazione assistita preferiscono non controllare gli embrioni in seconda giornata, ma farlo direttamente alla terza. Oltre alle cellule, al loro numero e alla loro morfologia, viene anche valutato lo spessore della zona pellucida, una sorta di “guscio” che circonda l’embrione. A partire dal 2009, sono apparsi sul mercato gli incubatori dotati di tecnologia Time-lapse (TLT). Sicuramente, ad oggi, rappresentano un sistema grazie al quale si possono ottenere condizioni di coltura ottimizzate e stabili insieme alla continua documentazione dello sviluppo embrionale.
Inoltre, attraverso la diagnosi genetica preimpianto (PGS o PGT-A) è possibile studiare anche il loro assetto cromosomico, costituendo così un sostegno al processo decisionale. La valutazione giuridica della procedura differisce notevolmente da un paese europeo all’altro.
Tecniche Avanzate per Favorire l'Impianto: L'Hatching Laser Assistito (LAH)
L’hatching laser assistito (LAH) è una tecnica di laboratorio che consiste nel tagliare una piccola sezione della zona pellucida (ZP). La ZP è una matrice acellulare complessa che circonda e conferisce funzioni di sviluppo essenziali sia agli ovociti che agli embrioni. Lo spessore della ZP allo stadio di blastocisti si assottiglia in modo che l’embrione possa uscire. Questo fenomeno è l’evento più critico ed essenziale per l’impianto dell’embrione nell’endometrio recettivo. I trattamenti durante la FIV/ICSI, come la coltura in vitro e le tecniche di congelamento/scongelamento, possono causare l’indurimento di tale zona e ridurne la proteolisi; ciò renderebbe più difficile la fuoriuscita dell’embrione. Per questo motivo a partire dalla fine degli anni ’80 sono state introdotte tecniche chimiche e meccaniche di hatching assistito, che tentano di superare questo possibile impedimento alla riuscita della fecondazione in vitro.
Più genericamente si intende con hatching assistito quella procedura utilizzata per favorire la schiusa artificiale della blastocisti dalla zona pellucida. Poiché la schiusa dalla zona pellucida è un processo cruciale per l’impianto, tanto che la mancanza della stessa risulta essere una tra le cause principali di fallimento del transfer embrionario (ET), è una tecnica comunemente utilizzata nell’ambito della riproduzione assistita. Tra i suoi vantaggi si annovera il breve tempo di esposizione, la semplicità di esecuzione, il contatto indiretto, la sicurezza e l’efficacia. Tra le varie tecniche oggi viene ampiamente utilizzato il sistema laser a diodi infrarossi. L’integrazione di un sistema di applicazione laser risulta un trattamento efficace che può migliorare attivamente il tasso di successo della FIV/ICSI, consentendo di superare l’indurimento della ZP e, permettendo il trasferimento allo stadio di blastocisti, determina un potenziale di impianto più significativo rispetto agli embrioni allo stadio di clivaggio. Infine il sistema laser è ampiamente utilizzato nell’hatching assistito perché è relativamente semplice, richiede meno tempo e risulta meno dannoso per gli embrioni rispetto ad altre tecniche, in quanto la facile procedura laser permette di controllare il bersaglio con precisione, consentendo la creazione di lacune nella zona pellucida con minor rischio di lesioni per l’embrione, risultando così sicura ed efficacie.
Dopo il trattamento LAH, la blastocisti priva di zona pellucida aumenta l’espressione dell’integrina, che è il recettore della fibronectina, fondamentale per l’attaccamento della blastocisti e l’adesione all’epitelio endometriale. Inoltre, dopo la schiusa, la blastocisti si presenta appiccicosa, il che può rappresentare un vantaggio in termini di aumento delle possibilità di attaccamento delle cellule all’endometrio dell’utero dopo il transfer. In letteratura l’hatching laser assistito si presenta come un metodo sicuro, scevro da esiti ostetrici e neonatali, comprese le malformazioni congenite. Diversi studi hanno analizzato l’impatto della LAH sugli esiti riproduttivi, ma i risultati sono contrastanti con limitati risultati sui tassi di nascita. Vi sono ancora pochi dati sull’impatto dell’hatching laser assistito in una popolazione di pazienti non selezionate sottoposte a cicli di FIV/ICSI. Mentre si è ipotizzato che questa metodica laser possa ridurre il tasso di aborti spontanei, che spesso sono causati non solo da anomalie cromosomiche ma anche da anomalie dell’impianto embrionale.

FASI DI UN TRATTAMENTO FIVET (Fecondazione In Vitro). Prelievo di ovociti
Il Ruolo Critico dell'Endometrio e Supporti Specifici all'Impianto
L’elemento più importante che viene valutato per l'impianto è lo spessore endometriale. Questo viene misurato nel corso di una ecografia effettuata circa alla decima giornata di preparazione farmacologica, e deve avere uno spessore minimo di 7 mm. Si tratta della mucosa che riveste internamente le pareti dell’utero. Nella donna in età fertile l’endometrio ha uno spessore di 1-12 mm, che varia a seconda della fase del ciclo mestruale. Nelle donne con ripetuti fallimenti d’impianto, i Centri Zech hanno sperimentato con successo l’instillazione in cavità uterina di Plasma ricco di Piastrine (PRP) a ridosso del transfer. Questa è una soluzione molto utilizzata in ortopedia e dermatologia per stimolare la crescita e la rigenerazione di tessuti.
L’età, come l’obesità, il diabete o l’endometriosi, hanno un impatto sull’epigenetica degli ovociti. Gli ovociti subiscono un reset ed una riprogrammazione epigenetica durante il loro sviluppo e maturazione. Questa modificherà le sequenze di DNA e l’espressione dei cromosomi. Anche i mitocondri, strutture che forniscono energia alle cellule, possono essere danneggiati dai processi di invecchiamento cellulare. Quando l’energia necessaria alla maturazione cellulare è carente, aumentano le difficoltà a portare a compimento i processi. Numerosi lavori scientifici e l’esperienza personale hanno confermato l’incremento netto dei tassi di attecchimento con congelamento embrionario e transfer in utero su un ciclo successivo a quello di stimolazione intorno al 5-10%.
Tecniche Eterologhe e Donazione di Ovociti
L’ovodonazione è una tecnica di fecondazione assistita di tipo eterologo che prevede la donazione di ovociti. Il presupposto per una ovodonazione è l’integrità anatomica dell’utero della ricevente e che gli ovociti della donatrice siano giovani e di buona qualità. Sono diversi i casi ai quali si ricorre all’ovodonazione, primo fra tutti i ripetuti fallimenti di fertilizzazione in corso di FIVET/ICSI, la ridotta riserva ovarica o l´età avanzata della paziente. Le donatrici sono coloro che mettono a disposizione i loro ovociti dopo specifico trattamento. Vengono reclutate direttamente dal personale medico con criteri molto rigidi dettati da direttive europee (Dir. 2004/17/EC) e la loro età è sempre compresa tra i 20 e i 34 anni con una media di 20/26. Come previsto dalla normativa vige l’anonimato reciproco. Tutte le donatrici vengono sottoposte a esami specifici come lo screening anamnestico, clinico, ormonale e infettivologico, che per un’ulteriore garanzia viene ripetuto anche nel giorno del Pick Up.
Consiste nella „divisione“ degli ovociti ottenuti da una donatrice, fra più coppie riceventi. Si parla di “Egg sharing in terapia” nel caso di utilizzo di ovociti “donati” da una donna già in terapia per una sua problematica di infertilità. Questa strada pone delle notevoli limitazioni oltre a problemi etici. Questo è il motivo per cui nei Centri FIVET Prof. Zech non viene adottata, al fine di tutelare al massimo la qualità del servizio, garantire gli alti indici di successo e tutelare le coppie e il nascituro.
La Crioconservazione: Preservare il Futuro con Sicurezza
La vitrificazione è una tecnica di crioconservazione rapida, molto indicata per gli ovociti e per gli embrioni. Si passa per immersione rapida in azoto liquido direttamente allo stato “vitreo”, riducendo così la formazione di cristalli di ghiaccio che possono danneggiare le delicate strutture cellulari. Nei laboratori dei Centri FIVET Prof. Zech è stata messa a punto la “VitriSafe”, una metodica in cui la vitrificazione avviene in un “sistema chiuso”, non a contatto diretto con il crioprotettore, garantendo un’alta sicurezza dalle contaminazioni. La crioconservazione è un processo grazie al quale cellule o tessuti vengono conservati portandoli a bassissime temperature (normalmente a −196 °C).

L'Eccellenza del Laboratorio e lo Staff Multidisciplinare
È difficile decidere a quale centro di procreazione assistita rivolgersi. Il medico, il centro e lo staff paramedico sono i fattori determinanti nell’influenzare le scelte di ognuno perché visibili ma c’è una parte più nascosta e meno evidente che non va assolutamente messa in secondo piano: i biologi e il laboratorio. Il centro “Eubios” di Merano, che fa parte del network “Centri Fivet Prof. Zech”, investe tantissime risorse e attenzioni al laboratorio e ai biologi. Il laboratorio di Merano, parte integrante della struttura, è la parte operativa dove si effettuano le varie fasi delle diverse tecniche di procreazione assistita come IUI, ICSI, IMSI, la coltura embrionaria e la crioconservazione ovvero il congelamento. Tutto questo vuole dire quindi apparecchiature all’avanguardia, continuamente controllate e certificate, e un sistema di stoccaggio di materiale biologico a bassissime temperature, dove conservare seme, ovociti ed embrioni, in appositi contenitori (Tanks) dove la temperatura è costantemente monitorata.
Il gruppo “Centri Fivet Prof. Zech” è impegnato a tutelare al massimo la qualità del servizio e garantire alti indici di successo e tutelare le coppie e il nascituro. Finché non ci sarà chiarezza normativa in Italia e non saranno date precise indicazioni normative su fondamentali questioni - l´anonimato, gli standard di sicurezza previsti, ecc. - il gruppo adotta un approccio rigoroso.
Il Supporto Umano nel Percorso di PMA: Un Cuore Oltre la Scienza
È sempre così, per tutte… non bisogna stupirsi se proprio al momento di iniziare sorgono mille dubbi e domande. Sia alle più precise - che hanno addirittura segnato cosa fare passo passo - sia a quelle che non perdono un colpo e ricordano sempre tutto, succede di essere assalite da dubbi che in fase di colloquio con il medico non avevano minimamente sfiorato la mente. Ma dove fatta l’iniezione? E non ci sarà mica un orario migliore? Ma potrò fare tutto? Ma si possono avere rapporti? Ma nei prossimi giorni sarò fuori casa, come posso conservare il medicinale? A rispondere a tutte le domande più strane, buffe, sensate e che sembrano anche stupide alle volte, al centro “Eubios” del gruppo Centri Fivet Prof. Zech di Merano ci sono le infermiere Carmela, Ulrike e Renata. Il loro compito, infatti, è quello di seguire le pazienti durante tutto il loro percorso di procreazione assistita.
“È normale e naturale - dice Carmela - che tra noi infermiere e le pazienti si instauri un rapporto di fiducia e addirittura amicizia molte volte. Il nostro contatto con ciascuna paziente però va oltre questo semplice passaggio di informazioni. Siamo donne prima di tutto e siamo qui in aiuto e a sostegno di altre donne che stanno vivendo uno dei periodi più difficili e delicati della loro vita. Le storie che arrivano qui toccano il cuore nel profondo e non andremmo a dormire soddisfatte se ci limitassimo a fare il mero lavoro che spetta a un’infermiera. Per questo, le mie colleghe ed io, così come i dottori, ci premuriamo che ciascuna coppia in base alla propria età, esperienza, situazione clinica, eventuale patologia e sterilità abbia oltre ad una terapia ottimale e soprattutto personalizzata, un sostegno individuale che metta al centro la persona."
"Con cuore in gola, le dita lente compongono il numero sulla tastiera del telefono e mentre la linea suona libera la mente vola…l’esito negativo dell’ultimo test di gravidanza, le notti in bianco, le lacrime incondizionate; i tentativi non riusciti, le iniezioni di ormoni e la mano sicura delle ultime volte; e poi i risparmi, i sacrifici, i viaggi rinunciati e gli straordinari in ufficio. Qualcuna ha la voce rotta e quasi balbetta, qualcun’altra invece è un fiume in piena - racconta Michela. Lei sono tredici anni che lavora come segretaria al centro Eubios di Merano e con la sua collega Stefanie di casi ne ha visti davvero tanti. Loro sono donne, e come ogni donna ci mettono il cuore nel loro lavoro. Sanno bene come sta chi è dall’altra parte del telefono e sanno altrettanto bene che ogni storia, anche diversa una dall’altra, finirà per coinvolgerle nel più profondo del cuore."
FASI DI UN TRATTAMENTO FIVET (Fecondazione In Vitro). Prelievo di ovociti
Aspetti Logistici ed Economici del Percorso di PMA
Nei centri europei Fivet Prof. Zech molte coppie arrivano qui come ultima chance, hanno già vissuto diversi insuccessi, altre invece iniziano con noi la strada della procreazione assistita. A portarle a Merano in molti casi sono i loro ginecologi, o anche il passaparola. Di routine i tempi per un appuntamento sono all’incirca di un mese ma tutto dipende dalle analisi che si hanno a disposizione. Senza determinate informazioni sul piano clinico della coppia è impossibile per il medico fare un’esatta diagnosi e poi una valida terapia. Le segretarie consegnano alle future pazienti la lista degli esami da portare in occasione della prima visita. Se la coppia ha già tutta la documentazione logicamente viene accettata, sempre che però le analisi siano state fatte non oltre sei mesi prima.
I centri vengono sempre incontro alle diverse esigenze perché sanno che il tempo è prezioso e che tantissime coppie arrivano da lontano per cui devono organizzare la trasferta ed eventuali pernottamenti. È disponibile una convenzione con diversi hotel in città, nel caso si abbia bisogno ci si può rivolgere direttamente al personale del centro.
Il centro Eubios di Merano, parte dei Centri FIVET prof. Zech, è una struttura privata non convenzionata con il Servizio Sanitario nazionale. Tutte le prestazioni mediche sono esenti IVA e possono ovviamente essere detratte dalla dichiarazione dei redditi come previsto dalla Circolare 108/E del 1996 nella quale si chiarisce che tutte le tecniche di inseminazione artificiale costituiscono spesa medica per la quale la detrazione spetta sull’intero importo.
Glossario dei Termini Chiave nella Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)
Quando si parla di procreazione assistita è matematico imbattersi in termini, acronimi ed espressioni di cui spesso non si è sentito mai parlare prima. Per cui si presenta questo piccolo vocabolario che speriamo possa essere utile a tanti.
- Crioconservazione: Si tratta di un processo grazie al quale cellule o tessuti vengono conservati portandoli a bassissime temperature (normalmente a −196 °C).
- Diagnosi Genetica Preimpianto (PGS/PGT-A): Consiste nello screening genetico dell’embrione prima del suo trasferimento nell’utero, costituendo così un sostegno al processo decisionale. La valutazione giuridica della procedura differisce notevolmente da un paese europeo all’altro.
- Donatrici (di ovociti): Sono coloro che mettono a disposizione i loro ovociti dopo specifico trattamento. Vengono reclutate direttamente dal personale medico con criteri molto rigidi dettati da direttive europee (Dir. 2004/17/EC) e la loro età è sempre compresa tra i 20 e i 34 anni con una media di 20/26. Come previsto dalla normativa vige l’anonimato reciproco. Tutte le donatrici vengono sottoposte a esami specifici come lo screening anamnestico, clinico, ormonale e infettivologico, che per un’ulteriore garanzia viene ripetuto anche nel giorno del Pick Up.
- Egg Sharing: Consiste nella „divisione“ degli ovociti ottenuti da una donatrice, fra più coppie riceventi. Si parla di “Egg sharing in terapia” nel caso di utilizzo di ovociti “donati” da una donna già in terapia per una sua problematica di infertilità. Questa strada pone delle notevoli limitazioni oltre a problemi etici. Questo è il motivo per cui nei Centri FIVET Prof. Zech non viene praticato.
- Endometrio: Si tratta della mucosa che riveste internamente le pareti dell’utero. Nella donna in età fertile l’endometrio ha uno spessore di 1-12 mm, che varia a seconda della fase del ciclo mestruale.
- FIVET (Fecondazione In Vitro Embryo Transfer): Abbreviazione utilizzata per “Fecondazione In Vitro Embryo Transfer”, spesso usata come termine generico per la fecondazione extracorporea o per la tecnica specifica introdotta nel 1978.
- ICSI (Intra Cytoplasmic Sperm Injection): Abbreviazione utilizzata per “Intra Cytoplasmic Sperm Injection”. Una tecnica iniettiva dove un singolo spermatozoo viene iniettato direttamente nell'ovocita.
- Impianto Blastocisti / Transfer Embrionario: Si tratta del trasferimento in utero di embrioni generalmente al 3° ancor meglio al 5° giorno di sviluppo, le cosiddette blastocisti. Si distingue dal trasferimento di embrioni congelati - anche detti crioconservati o vitrificati - precedentemente per precise indicazioni (residuati da precedenti terapia, perché sottoposti a biopsia embrionaria, per impedimenti della donna, ecc.).
- IMSI (Intra cytoplasmic Morphological Selected Sperm Injection): Abbreviazione utilizzata per “Intra cytoplasmic Morphological Selected Sperm Injection”. Procedura in linea di principio equivalente alla tecnica ICSI, con la differenza sostanziale, tuttavia, che la valutazione morfologica degli spermatozoi si basa sulla microscopia ad alta risoluzione (ingrandimento fino a 12.500 volte). Una procedura utilizzata nei casi di insufficiente produzione spermatica o scarsa motilità.
- Implantation Support Medium Transfer (ISMT): Abbreviazione utilizzata per “Implantation Support Medium Transfer”.
- Ovociti (Ovuli): Le cellule uovo, anche chiamati ovuli o ovociti altro non sono che i gameti femminili, ovvero quelle cellule preposte alla riproduzione.
- Ovodonazione: È una tecnica di fecondazione assistita di tipo eterologo che prevede la donazione di ovociti.
- Prelievo Ovocitario: Il prelievo degli ovociti, questo il significato letterale, viene effettuato dopo la stimolazione ormonale e dopo circa 36-37 ore dalla somministrazione di HCG, per aspirazione transvaginale, sotto controllo ecografico.
- Stimolazione Ovarica: Consiste nella somministrazione di preparati ormonali per ottenere la maturazione degli ovociti.
- TESA (Testicular Sperm Aspiration): Abbreviazione utilizzata per “Testicular Sperm Aspiration”. La procedura consiste nel prelievo di un pezzettino di tessuto dai testicoli tramite l’agoaspirazione con ago sottile.
- TESE (Testicular Sperm Extraction): Abbreviazione utilizzata per “Testicular Sperm Extraction”.
- Vitrificazione: È una tecnica di crioconservazione rapida, molto indicata per gli ovociti e per gli embrioni.
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