L'ovodonazione, ovvero la donazione di ovociti da parte di una donna (donante) ad un'altra (ricevente), rappresenta una delle tecniche di riproduzione assistita più significative e con elevati tassi di successo, offrendo la possibilità di realizzare il sogno della maternità a molte coppie. Questa procedura di secondo livello, definita eterologa, è specificamente indirizzata alle coppie in cui la partner femminile presenta un problema di infertilità tale da non consentire una fecondazione omologa. Comprendere appieno ogni aspetto di questo percorso è fondamentale per affrontare con serenità e consapevolezza le diverse fasi del trattamento.

L'Ovodonazione: Un Percorso per la Maternità
Cos'è l'Ovodonazione e Chi ne ha Bisogno?
L'ovodonazione è la donazione di ovociti, gli elementi essenziali della riproduzione insieme agli spermatozoi, prodotti all'interno delle ovaie, in una struttura chiamata follicoli. Le coppie che si rivolgono alla fecondazione eterologa con ovodonazione sono quelle in cui la donna non può avere figli con i propri ovuli e desidera diventare mamma. Attualmente, l'ovodonazione è uno dei trattamenti di riproduzione assistita più effettivi. Si realizza una fecondazione in vitro (FIVET) con un ovulo di una donatrice anonima, fertilizzato con seme del partner. Questa tecnica è rivolta, in particolare, a donne con un’età avanzata e con gameti propri di bassa qualità.
Quando si Ricorre all'Ovodonazione?
Una donna può aver bisogno degli ovociti di un'altra sostanzialmente perché non ha più ovociti, trovandosi in una situazione di menopausa o premenopausa, oppure i suoi ovociti hanno una cattiva qualità, riscontrabile dopo ripetuti fallimenti di PMA o in donne con età superiore ai 44 anni. Le cause possono essere molteplici e fra le più frequenti figurano:
- L'età: Quando l'età della donna supera, indicativamente, i 44 anni, le possibilità di gravidanza diminuiscono in modo significativo e le probabilità di partorire un bambino sano sono estremamente remote.
- La bassa riserva ovarica: Questa condizione porta ad una scarsa produzione di ovociti in fase di stimolazione ovarica per la PMA, e di conseguenza, una riduzione delle chance di gravidanza.
- Interventi chirurgici: Precedenti interventi che hanno in parte o totalmente lesionato le ovaie, riducendo quindi la loro capacità di produrre ovociti.
- Trattamenti medici aggressivi: Irradiazione della pelvi per tumori, o trattamenti chemioterapici che hanno lesionato la riserva ovarica.
- Fallimenti ripetuti di PMA: Quando si è di fronte a ripetuti e inspiegabili fallimenti della PMA, una causa potrebbe essere un danno non riconoscibile della qualità ovocitaria. La soluzione, quindi, sarebbe rappresentata dalla sostituzione degli ovociti. Nulla esclude che, in questa situazione, non possa essere opportuno sostituire anche gli spermatozoi.
- Menopausa precoce: Vi sono dei casi in cui, principalmente per ragioni chirurgiche o genetiche, la paziente va in menopausa precoce nonostante la giovane età; non è infrequente trovare pazienti di 30 anni con esaurimento precoce della funzione ovarica senza alcuna causa nota.
- Cause più rare: Anomalie genetiche, infettive o poliabortività non altrimenti risolvibili possono anch'esse rendere necessaria l'ovodonazione.
La Legalità dell'Ovodonazione in Italia
L'ovodonazione non era inizialmente permessa in Italia dalla legge 40/2004. Tuttavia, la sentenza della Corte Costituzionale del 9 aprile 2014 ha considerato illegittima questa parte della legge, rendendo la fecondazione eterologa, con donazione di ovociti o di seme, permessa e ormai attuata da anni in quasi tutti i Centri di Procreazione Assistita d'Italia. Questa procedura è controllata da norme e regole molto severe, come testimoniato dalla G.R. n° 12-311 del 15/09/2014, che recepisce l'accordo interregionale approvato il 4 settembre 2014 dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.
Chi può Accedere all'Ovodonazione?
L'ovodonazione deve essere eseguita su coppie maggiorenni, di sesso diverso, coniugate o stabilmente conviventi da più di un anno, in ottemperanza alle normative vigenti. In particolare, le coppie che si rivolgono al Centro Clinico San Carlo di Torino per avviare il percorso di fecondazione eterologa con ovodonazione sono coppie infertili maggiorenni, eterosessuali, coniugate o stabilmente conviventi. È previsto un limite di età massima di 50 anni per la donna e 65 per l'uomo. Questo limite, soprattutto quello della donna, non è un'indicazione esplicita della legge, ma una convenzione ragionevole che evita di esporre la donna a eccessivi rischi, essendo la gravidanza un evento stressante per l'organismo che, in età avanzata, va a rischio sempre più di complicanze quali la gestosi, il parto pretermine, il difetto di crescita fetale e patologie placentari, eccetera.
La Donatrice: Selezione e Criteri
Il Gesto Altruistico della Donazione
La donazione di ovuli è un gesto gratuito, anonimo e altruistico. È un regalo da parte di una donna che vuole dare ad un'altra la possibilità di avere un figlio. Questo gesto è simile alla donazione di cornea, alla donazione di sangue o alla donazione di cellule staminali. È un gesto d'amore che una donna fa per un'altra, perché la salute di una persona non è solo la salute fisica, ma anche quella psicologica, e non avere un figlio può rappresentare un danno psicologico estremamente profondo e invalidante. Questo, le donatrici, lo sanno. Ecco perché si mettono a disposizione per donare, in modo anonimo, i loro ovociti.

Processo di Selezione Rigoroso
I donatori devono essere giovani, con un limite massimo di 33 anni per le donne (e 35 per gli uomini), questo per garantire una qualità potenzialmente migliore degli ovociti e del campione seminale. Per legge, in realtà, al fine di evitare scelte eugenetiche, la coppia non può scegliere le caratteristiche della donante, ma sarà cura dei Centri, sia del Centro ricevente che del Centro donante, assicurare ragionevolmente una compatibilità.
Le donatrici (o il donatore di seme) vengono sottoposti ad esami rigorosi per garantire la sicurezza e la salute del nascituro e della ricevente. Questi includono:
- Esami del sangue per l'esclusione delle malattie infettive (come epatite B e C, VDRL, HIV, CMV).
- Valutazione medica generale.
- Mappa genetica (cariotipo).
- Ricerca della mutazione della FC (fibrosi cistica).
- Valutazione psicologica, effettuata da una psicologa clinica.
Tenete conto che, normalmente, vengono escluse più del 50% delle pazienti che si presentano ad un centro per donazione. È chiaro che non è possibile garantire la nascita di un bambino sano, che dipende da moltissimi fattori non esclusivamente di derivazione ovocitaria. Sono, però, doverosi tutti gli accertamenti che vengono eseguiti e che, tenete conto, non vengono effettuati di routine neppure sulle "normali" gravidanze spontanee.
Screening Genetico Avanzato
Viene effettuato il test più completo delle principali malattie ereditarie, conosciuto anche come Test di Compatibilità Genetica (TCG) o "matching genetico", per poter garantire la salute del nascituro. Premesso che, senza costi aggiuntivi, viene eseguito lo studio di oltre 600 malattie ereditarie per tutti i donatori, uomini e donne, dal 2020 è stato implementato anche lo screening dell'esoma per malattie recessive, sempre senza costi aggiuntivi. Questo permette di analizzare le mutazioni su 2.306 geni, che sono la causa di più di 3.000 malattie. Ad oggi, questo costituisce lo screening genetico più completo eseguito su donatrici di ovociti e sperma. Affinché queste malattie si manifestino, è necessario che entrambi i genitori siano portatori della mutazione variante nello stesso gene. Pertanto, questi studi sono validi solo se confrontati con il DNA dell'altro genitore.
La Fertilità della Donatrice: Un Falso Mito
Una domanda frequente riguarda il timore che le donne possano perdere la loro fertilità donando gli ovociti. Le donne nascono con una certa quantità di ovociti che viene progressivamente persa durante la vita. Anche nella fase pre-puberale le donne distruggono spontaneamente e progressivamente parte dei loro ovociti. Quando entrano nella pubertà, continuano questo meccanismo di "perdita" spontanea dei propri ovociti, ma ne portano anche uno all'ovulazione tutti i mesi. Vi è, quindi, una perdita naturale e fisiologica progressiva degli ovociti che porterà, alla fine, alla comparsa della menopausa. Quando si stimola l'ovulazione, in realtà si intercettano quegli ovociti che andrebbero distrutti spontaneamente in quel mese. Non si causa una diminuzione della riserva ovarica. Le donne possono donare ovociti senza avere conseguenze, in qualche modo come fosse una donazione di sangue.
Limiti alla Donazione per la Sicurezza del Nascituro
Esiste un limite di donazione: dopo 10 bambini nati, la donante non potrà più donare ovociti. Questo per diminuire il, comunque bassissimo, rischio di possibile consanguineità tra i nati, cioè che si cerchino una gravidanza due nati da eterologa provenienti dagli ovociti della stessa donante.
Il Processo di Ovodonazione: Dalla Preparazione al Transfer
L'intero percorso di fecondazione eterologa con ovodonazione viene facilmente gestito anche dalle pazienti lontane. La continua assistenza offerta dal team del Centro Clinico San Carlo di Torino consente di monitorare efficacemente le donne in trattamento anche a distanza. Affrontare la decisione di un trattamento con donazione di ovuli è una decisione molto importante e dev'essere assunta con informazioni ben dettagliate.
La Consulenza Iniziale e la Preparazione della Coppia
Quando la coppia ha deciso di procedere all'ovodonazione, prende un appuntamento presso il centro per la richiesta di trattamento. La coppia è già stata valutata precedentemente per verificare se vi fossero le condizioni psicologiche e fisiche per poter accedere all'ovodonazione. In questo controllo preliminare, a volte, vengono richiesti esami come una valutazione della funzionalità cardiaca o un'attenta valutazione della cavità uterina, con isteroscopia. Si invitano, inoltre, le coppie a un incontro con lo psicoterapeuta per una consulenza che aiuta negli aspetti psicologici di quello che è un percorso emotivamente molto difficile.
La preparazione nel ricevere gli embrioni è un processo molto più semplice rispetto alla Fecondazione in vitro (FIVET), non essendo necessaria la somministrazione di iniezioni giornaliere e con un numero ridotto di controlli ecografici. Sarà anche possibile fornire una data approssimativa per il trattamento. Una volta deciso di intraprendere il trattamento, senza costi aggiuntivi e a propria scelta, si potrà usufruire della possibilità di richiedere un appuntamento con la psicologa clinica specialista, per predisporsi agli stati emotivi che accompagnano le diverse fasi del trattamento riproduttivo e così da poterli affrontare serenamente. A questo punto si possono raccogliere le caratteristiche somatiche e il gruppo sanguigno della coppia e avviare la procedura di ricerca della donatrice. Nel frattempo, la coppia viene sottoposta ad accertamenti per le malattie infettive, inclusi tampone vaginale completo con ricerca di Neisseria Gonorreae, Micoplasma H., Ureaplasma U., Chlamydia T., e spermiocoltura completa con ricerca degli stessi patogeni, ed eventuali approfondimenti o terapie di preparazione per aumentare le possibilità di attecchimento in utero dell'embrione.
La Preparazione dell'Endometrio della Ricevente
La preparazione dell'endometrio della madre destinataria è una fase cruciale. Questa terapia si basa essenzialmente sull'assunzione di estrogeni (per lo più per via orale) e di progesterone (per via vaginale). Una volta ottenuti gli ovociti donati, avrà inizio la fase della somministrazione del progesterone, di solito per via vaginale (ovuli). Durante questo processo, le istruzioni saranno ben precise e dettagliate, con il team sempre a piena disposizione per eventuali dubbi sul procedimento.
Attorno al 10° giorno di preparazione dell'endometrio, la donna viene sottoposta a un'ecografia transvaginale 2-3D di monitoraggio dell'endometrio. A distanza di 7-9 giorni dall'inizio della terapia si esegue un'ecografia transvaginale per verificare lo stato dell'endometrio, che deve avere uno spessore di almeno 6 mm e struttura trilaminare. A un controllo ecografico, quando si verifica che l'endometrio è adeguato, si concorderà con il marito la raccolta del liquido seminale, lo scongelamento degli ovociti della donatrice e la loro fecondazione tramite tecnica ICSI.
Importazione di Ovociti o Blastocisti: Le Opzioni Disponibili
L'ovodonazione in Italia risente dell'assenza di donatrici. Come avviene l'importazione degli ovociti? La carenza attuale di donatrici in Italia obbliga nella maggior parte dei casi a ricorrere a banche di gameti estere, a cui si rivolgono donne fertili molto giovani che effettuano una donazione spontanea ed anonima dei propri ovociti. La ricerca della donatrice si svolge presso centri affiliati dove viene individuata la donatrice compatibile.
Il Percorso con Ovociti Vitrificati
Per quanto riguarda il percorso dell'ovodonazione con ovociti vitrificati, la clinica italiana spiega alla coppia come avviene il percorso dell'ovodonazione, richiede le caratteristiche fisiche, la fotografia, i gruppi sanguigni alla coppia che vuole intraprendere il percorso e le invia alla banca estera che, a quel punto, propone la donatrice. Normalmente si possono importare lotti di 4, 6, 8 o 10 ovociti. Questo dipende sia dal numero di embrioni che si vogliono formare, sia dalla qualità del campione seminale del partner. Inoltre, occorre considerare anche se la coppia vuole o meno eseguire diagnosi preimpianto nel percorso di ovodonazione. Una volta che gli ovociti sono arrivati nella clinica italiana, la paziente può iniziare la preparazione endometriale con la prima mestruazione successiva.
Il giorno successivo alla fecondazione in vitro si saprà il numero degli embrioni iniziali che si sono formati. Gli embrioni rimangono in coltura fino al quinto giorno di sviluppo, prima di procedere con il trasferimento della blastocisti migliore. Che cosa sappiamo della resa di questa tipologia di percorso? L'ovocita è una cellula molto delicata e il tasso di sopravvivenza allo scongelamento degli ovociti è intorno all'85-89%.
Corso di vitrificazione di ovociti ed embrioni: hands – on training
Il Percorso con Blastocisti Importate
L'importazione delle blastocisti prevede un altro percorso. Si inizia congelando il campione seminale del partner maschile nella clinica italiana e trasportandolo nella clinica estera dove viene eseguita la selezione della donatrice. Una volta confermata dal medico che ha in carico la coppia ricevente, la donatrice inizia la stimolazione ovarica, al termine della quale va a fare il prelievo ovocitario. Nel centro spagnolo (SIVIGLIA-SPAGNA) avviene la fecondazione in vitro tra il seme del partner e gli ovociti di donatrice freschi. La blastocisti rientra quindi nella clinica italiana insieme a tutte le informazioni relative agli esami eseguiti sia sulla donatrice sia sulle blastocisti. Da questo punto in poi, il percorso coincide essenzialmente con il precedente, con la preparazione endometriale della ricevente.
Sopravvivenza e Resa: Ovociti vs. Blastocisti
Quando si confrontano ovociti o blastocisti, il tasso di sopravvivenza delle blastocisti allo scongelamento è decisamente più elevato rispetto a quello degli ovociti, perché ha un tasso di sopravvivenza quasi del 99%. Quindi, molti centri ultimamente si sono convertiti al percorso dell'ovodonazione con questo sistema, perché si ha una resa migliore del tasso di successo inteso come test di gravidanza positivo. Qual è il risvolto negativo di questo tipo di seconda opzione? Vale per quelle coppie in cui non si ha un fattore maschile, dove la qualità del campione seminale è buona; di conseguenza, sia il congelamento sia lo scongelamento del campione seminale non riduce il tasso di fecondazione, quindi di formazione delle blastocisti e della loro qualità.
Il Transfer di Blastocisti: Massimizzare le Probabilità di Successo
Cos'è una Blastocisti?
Quando si parla di transfer blastocisti, ci si riferisce a un preciso step della fecondazione in vitro. A circa 5-6 giorni di sviluppo, l'embrione attiva un meccanismo di divisione cellulare che lo rende pronto per collocarsi nell'endometrio. Questo stadio è appunto definito blastocisti. Dopo la fecondazione in vitro, inizia il processo di coltura a blastocisti. Durante il quinto o sesto giorno si arriva infine allo stadio blastocisti, nel quale l'embrione mostra una ben visibile massa cellulare nella parte interna, e il trofoblasto, ovvero la futura placenta nella zona esterna.

Vantaggi del Transfer di Blastocisti
Il transfer di embrioni allo stadio di blastocisti è il trattamento che offre le maggiori possibilità di gravidanza per ogni transfer realizzato, il che significa meno stress per le pazienti. Il programma offre moltissimi vantaggi, garantendo di ottenere risultati migliori e guadagnando in serenità. La tecnica proposta è più efficace e causa meno stress rispetto ai trattamenti tradizionali. Il 75% degli embrioni dei cicli di donazione raggiungono la fase di blastocisto, per cui il 100% dei trasferimenti avvengono al 5º o 6º giorno di sviluppo.
Il Processo di Coltura in Laboratorio
In parallelo alla terapia che ha iniziato a preparare l'endometrio della madre destinataria, viene cominciata la stimolazione delle ovaie dell'ovodonatrice. Questa stimolazione è la chiave per il futuro successo. Realizziamo in laboratorio la fecondazione in vitro e prediligiamo iniziare la procedura da ovuli in fresco, successivamente blastocisti congelate. Meno stress e migliori risultati.
Il risultato della fecondazione (primo giorno di vita embrionaria) viene osservato dopo circa 18 ore. Come succede nel ciclo naturale, al momento della fecondazione dobbiamo includere la medicazione della madre che riceve la follicolazione. Dopo la fecondazione inizia il processo di sviluppo nell'incubatrice con un mezzo di coltura che fornisce tutto il necessario per una crescita corretta. È importante tener presente che non tutti gli ovociti verranno fecondati e non tutti daranno origine ad embrioni validi.
Il Momento del Transfer Embrionale
Una volta raggiunta la fase di blastocisto, si procede con il trasferimento dell'embrione, un momento cruciale del trattamento. Avviene mediante ecografie addominali. Verrà depositato direttamente nell'utero materno il mezzo di coltura che contiene l'embrione. Il transfer è una procedura ambulatoriale, della durata di pochi minuti, assolutamente indolore e non comporta nessun dolore né fastidio per la donna. Dopo 10 minuti di riposo la paziente viene dimessa e può avere una vita del tutto regolare, quindi con una normale attività fisica, lavorativa e sessuale. Il giorno successivo alla fecondazione, la coppia viene contattata dall'equipe biologica per indicare e informarli quanti ovociti hanno ottenuto una fertilizzazione regolare. In quell'occasione si concorderà anche il giorno del transfer embrionale, che può avvenire da 2 a 5 giorni dopo la fertilizzazione ovocitaria.
Programmi di Blastocisti Garantite
In questo specifico programma si garantisce la presenza di 1 o 2 blastocisti. Si trasferisce 1 sola blastocisti per volta, quindi nel caso si formino 2 blastocisti con un unico ciclo si avranno a disposizione 2 tentativi con un aumento della probabilità cumulativa di gravidanza. Il programma garantisce di ottenere 1 o 2 blastocisti; nei casi di mancata formazione di blastocisti, verrà eseguito un nuovo ciclo di fecondazione in vitro, senza costi aggiuntivi per la coppia. Il campione seminale del partner viene raccolto e crioconservato presso il laboratorio in Italia.
Aspetti Cruciali: Genetica, Epigenetica e Benessere Psicologico
Genetica e Legame Madre-Figlio: L'Importanza dell'Epigenetica
"Ma cosa avrà di me questo bambino?" La genetica è importante. È chiaro che se un bambino nasce da un ovocita donato non ha la stessa genetica della madre che lo porta in utero. È però noto che le variazioni genetiche tra tutti gli esseri umani sono minime, risultando invece più importanti le variazioni chiamate epigenetiche. Queste variazioni sono l'attivazione o lo spegnimento di alcuni geni che sono presenti all'interno del DNA. Questo è quello che fa la vera differenza tra individui, essendo il DNA molto simile tra tutti quanti. L'epigenetica è la scienza che studia come determinati fattori ambientali e lo stile di vita della madre (alimentazione, fumo, alcol, esercizio fisico) possano determinare l'espressione di alcuni geni. Ovviamente non influisce sulla genetica dell'embrione, ma può influire sulle impronte epigenetiche.
La mamma, che tiene in utero il suo bambino, sarà in grado di "accendere" o "spegnere" questi geni e quindi sarà in grado di modificare profondamente questo bambino con le proprie sensazioni, con la propria alimentazione, con i propri comportamenti fisici e ambientali. Vi sono moltissimi studi che hanno dimostrato l'importanza dell'epigenetica e dell'ambiente sull'attivazione o meno di zone del genoma. Il bambino nato da ovodonazione sarà quindi "plasmato" da quella mamma. Sarà il suo bambino, diverso da qualsiasi altro, perché sarà stato nella sua pancia.
La Somiglianza Fisica: Tra Legge e Desiderio
La somiglianza tra la donatrice e la ricevente è un elemento importante perché aiuta psicologicamente la madre ad accettare una procedura che, lo sappiamo, ha un impatto emotivo estremamente profondo. Per legge, in realtà, al fine di evitare scelte eugenetiche, la coppia non può scegliere le caratteristiche della donante, ma sarà cura dei Centri (sia del Centro ricevente che del Centro donante) assicurare ragionevolmente una compatibilità. Per questo viene valutata la compatibilità di gruppo sanguigno e la ricerca di una somiglianza su parametri come: tipo di capelli, peso, altezza, colore dei capelli, colore degli occhi, carnagione e nazionalità. La paziente ricevente informerà del suo gruppo sanguigno e delle principali caratteristiche fisiche (peso, altezza, colore della pelle, occhi, capelli, ecc.), completandole con una fotografia per ottimizzare la somiglianza fisica. Viene utilizzato anche uno scanner facciale per questo scopo.
Esiste anche un'opzione che cerca, in assoluto anonimato e senza invio delle immagini, la maggior somiglianza possibile tra la donatrice e la ricevente. Questa tecnica si basa sulla ricostruzione matematica del volto della donante e della ricevente, cercando le somiglianze "matematiche" quali la forma della faccia, la distanza tra gli occhi ecc.

L'Anonimato: Una Tutela per Tutti
Essendo le donazioni di gameti anonime, non sarà possibile per la coppia venire a conoscenza dell’identità della donatrice (e viceversa), ma è garantita la selezione di donatori con caratteristiche il più possibile compatibili con la coppia. In nessun caso, secondo la legge spagnola, si potrà venire a conoscenza dell'identità dei pazienti o della donatrice. Però, si fornirà un rapporto di studi medici e genetici condotti su di lei, la sua età e informazioni che potrebbero essere necessarie nel futuro. Allo stesso modo, si procede alla registrazione del materiale genetico (DNA) della donatrice per una durata di 20 anni nei casi in cui potrebbe essere necessario un futuro studio genetico del bambino.
La legge è molto chiara ed esclude la possibilità da parte della donatrice di rintracciare il bambino eventualmente nato. Esclude anche il contrario, cioè che il bambino possa sapere chi ha donato gli ovuli per lui. Il bambino potrà sapere, se glielo si vuole dire, che è nato perché la mamma gli ha voluto così bene che si è sottoposta a delle cure ormonali così importanti, e dal forte impatto emotivo, pur di averlo. E saprà che, nel mondo, un'altra donna, chissà chi, è stata così buona ad aiutarlo a nascere. Neppure i centri conoscono la donatrice, né il Centro che fa la donazione conosce la paziente ricevente. Questa è la scelta giusta. La conoscenza di donatrice e ricevente causerebbe un impatto emotivo troppo importante. La donazione di ovociti è a tutti gli effetti una donazione. Chi dona il sangue sa che sta facendo un dono ad altre persone e non conosce a chi avrà salvato la vita. Chi dona un ovocita sa che sta facendo un dono, e la felicità, di altre persone, senza conoscerle. Inoltre, si tratta di un contratto gratuito e formale tra il donatore e il centro autorizzato ad effettuare la tecnica.
Il Supporto Psicologico nel Percorso di Ovodonazione
Affrontare la decisione di un trattamento con donazione di ovuli è una decisione molto importante e dev'essere assunta con informazioni ben dettagliate. L'ovodonazione è una tecnica che da sempre genera più interrogativi. Il nostro team sarà sempre a piena disposizione, non esiti nel comunicarci eventuali dubbi sul procedimento.
Le coppie che si avvicinano a questo percorso spesso si interrogano: "Mi assomiglierà anche se per ovodonazione?", "Mi pentirò?", "Lo rifiuterò?", "Con l'ovodonazione riuscirò ad ottenere il legame madre e figlio?". È naturale provare delusione e affrontare stati emotivi complessi. La possibilità di richiedere un appuntamento con una psicologa clinica specialista, senza costi aggiuntivi e a propria scelta, è fondamentale per predisporsi agli stati emotivi che accompagnano le diverse fasi del trattamento riproduttivo e così da poterli affrontare serenamente. La consulenza psicologica offerta aiuta la coppia negli aspetti psicologici di quello che sappiamo essere un percorso emotivamente molto difficile.
Dopo il Transfer e la Gravidanza
Il Test di Gravidanza
Dopo circa 12-14 giorni dal transfer, il dosaggio ematico del beta-hcg ci dirà se la gravidanza è iniziata. In caso di risultato positivo, la felicità è immensa, come testimoniano molte coppie: "Buongiorno Natalia, Volevo farti sapere che ancora siamo incinta! Adesso di 6 settimane e 4 giorni. Siamo felicissimi, come potrai immaginare."
Monitoraggio della Gravidanza
Dopo il test di gravidanza positivo, verrà effettuata un'ecografia dopo circa due settimane per monitorare lo sviluppo iniziale della gravidanza.
Gestione degli Embrioni Non Trasferiti
Gli embrioni che non sono stati trasferiti e si desidera conservarli, dopo la loro vitrificazione, vengono posti in custodia; dopo la loro identificazione, si depositano in una posizione esclusiva nei contenitori criogenici dei nostri laboratori. Per una completa sicurezza, questa localizzazione non è condivisa né con altri campioni, né con altri pazienti, per proteggerli da potenziale contagio crociato o imprecisioni.
Cosa Fare in Caso di Esito Negativo
In caso di risultato negativo, i medici che hanno partecipato al trattamento ne analizzeranno le cause per studiare come proseguire.
Rischi per la Ricevente e il Nascituro
Per quanto riguarda la madre, i rischi sono molto bassi e principalmente dipendenti dall'età materna e non dalla fecondazione eterologa. I rischi sono altrettanto bassi per il bambino nascituro, provenendo questo da un ovocita giovane e accuratamente selezionato. Il trattamento di ovodonazione dura da un mese e mezzo a due mesi.
Approfondimenti e Tecniche Complementari
Scratching dell’Endometrio e Linfociti Natural Killer
In alcuni casi, il mancato attecchimento embrionario può essere spiegato con la presenza di linfociti natural killer a livello endometriale. In queste situazioni, si rende dunque necessaria la messa a punto di un progetto terapeutico specifico per neutralizzare i linfociti NK. Questa procedura, nota come scratching dell'endometrio con ricerca di linfociti natural killer, può essere un valido supporto per aumentare le probabilità di successo dell'impianto.
Esami Preliminari per la Coppia
Oltre agli esami infettivi già menzionati (tampone vaginale completo e spermiocoltura completa con ricerca di Neisseria Gonorreae, Micoplasma H., Ureaplasma U., Chlamydia T.), la valutazione preliminare per la coppia ricevente può includere, se necessario, una valutazione della funzionalità cardiaca o un'attenta valutazione della cavità uterina, con isteroscopia, per assicurare le condizioni ottimali per la gravidanza.
Assistenza a Distanza per i Pazienti
Il Centro Clinico San Carlo di Torino, riconoscendo l'importanza di un supporto continuo, gestisce l'intero percorso di fecondazione eterologa con ovodonazione anche per le pazienti lontane. La continua assistenza offerta dal team del Centro consente di monitorare efficacemente le donne in trattamento anche a distanza, garantendo serenità e supporto durante tutto il percorso.
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