Le filastrocche, con la loro semplicità ritmica e le melodie incantate, rappresentano un patrimonio culturale e affettivo inestimabile, un legame profondo che si estende attraverso le generazioni. Questi piccoli componimenti, spesso tramandati oralmente, sono molto più di semplici rime; sono veicoli di storie, insegnamenti, giochi e, soprattutto, di un amore incondizionato che trova nella voce della nonna la sua espressione più autentica e risonante. La loro magia risiede nella capacità di creare un "paese dell'anima, vezzeggiativo e fiabesco, ricco di fantasiosa allegria", come elegantemente conclude Maura Del Serra, affermata poetessa e docente universitaria, che ha saputo cogliere l'essenza di queste narrazioni minime.
L'Eredità Affettiva delle Filastrocche: Un Ponte tra Generazioni
Nel cuore di questa tradizione si colloca il volumetto "Filastrocche della nonna", un titolo accattivante edito dalla C.R.T. di Pistoia, che cattura perfettamente lo spirito di un'epoca e il calore di un legame familiare. Qualche bambino troverà forse nella calza della Befana un libriccino di vecchie filastrocche, scoprendo così un tesoro di parole e gesti che hanno attraversato il tempo. L'introduzione a questo prezioso volume è curata proprio da Maura Del Serra, la quale ha svolto un lavoro meticoloso e filologico, trascrivendo fedelmente le filastrocche nei loro modi espressivi tipici di un recitativo parlato. Questo approccio non solo ne conserva l'autenticità, ma permette anche al lettore di immaginarne il suono e il ritmo originario, quasi potendole udire pronunciate dalla voce di chi le ha conservate nel tempo.
La provenienza di queste filastrocche è un esempio vivente di come le tradizioni si propaghino. Una famosa presentatrice confessa: "Me le raccontava mia madre, che le aveva a sua volte ascoltate e gustate dalla vecchia nonna. Io le ho tramandate a mia figlia Irene, come fragile pegno generazionale." Questa testimonianza illumina la natura profonda delle filastrocche: non sono solo testi, ma veri e propri "pegni generazionali", carichi di significato emotivo e di memoria storica. Esse rappresentano un filo invisibile ma robusto che connette nonna, madre e figlia, creando un'esperienza condivisa che trascende il tempo. Le filastrocche, in questo senso, diventano custodi di un passato che continua a vivere nel presente, forgiando l'identità e il senso di appartenenza familiare. La scelta di trasmettere questi versi ai propri figli non è casuale; è un atto d'amore consapevole, un desiderio di offrire un pezzo della propria infanzia e della propria storia, una radice su cui i nuovi rami possono crescere. In un mondo che corre veloce, la filastrocca della nonna è un'ancora di calma e tenerezza, un invito a rallentare e a riconnettersi con le cose semplici e più autentiche della vita.

La Festa dei Nonni: Celebrare Amore e Tradizione Orale
L'importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie e della società in generale è riconosciuta e celebrata a livello globale. Il 2 ottobre è la festa dei nonni, una ricorrenza civile diffusa in tutto il mondo, anche se in giornate diverse. In Italia, questa giornata assume un significato particolare, poiché coincide con il ricordo degli Angeli Custodi proposti dal calendario dei santi cattolico. Non ci poteva essere un giorno più adatto! Questa coincidenza rafforza l'idea dei nonni come figure protettive, guide amorevoli e fonte di saggezza, quasi angeli terreni per i nipoti.
Quale miglior occasione, quindi, per dedicare a tutti i nonni una speciale filastrocca?!? L'idea di omaggiarli con questi versi ritmici è particolarmente sentita, poiché le filastrocche sono spesso il primo veicolo di comunicazione e gioco tra nonni e nipoti. La Filastrocca dei Nonni, ad esempio, è stata scritta in occasione della Festa dei Nonni che si celebra il 2 ottobre, ma il suo spirito va oltre la singola data. Mamma Simona, autrice di numerose filastrocche, sottolinea un sentimento diffuso: "a dir la verità andrebbero festeggiati ogni giorno per il loro infinito amore, aiuto e pazienza!" Questa affermazione coglie l'essenza del legame, un amore e una dedizione che non conoscono calendario, ma si manifestano quotidianamente nella cura, nel sostegno e nella gioia condivisa. I nonni sono pilastri emotivi, fornendo un senso di continuità e sicurezza, e la festa dedicata a loro è un momento per riflettere e ringraziare per questo ruolo insostituibile. Le filastrocche diventano così inni di gratitudine, piccole poesie che cercano di esprimere l'immensità di questo affetto, rievocando ricordi d'infanzia e costruendo nuovi ponti di comunicazione tra le generazioni.

Un Mosaico Sonoro di Gioco e Apprendimento: Le Filastrocche Interattive
Le filastrocche non sono solo parole, ma veri e propri rituali che coinvolgono il corpo, i sensi e l'immaginazione. Sono giochi in rima che stimolano l'interazione fisica e la complicità, creando momenti indimenticabili tra grandi e piccini. Ricordandone alcune della mia infanzia, si può apprezzare la ricchezza di queste tradizioni ludiche.
La prima che si ricorda con affetto, ad esempio, è un classico intramontabile che coinvolge le mani:Si recita tenendo con una mano la manina del bimbo e con l'altra se ne accarezza il palmo ad ogni frase dicendo:"Manina bela (manina bella)fatta a penela (fatta a pennello)dove sei stata?Dalla mamma, dal papà,cosa ti hanno dato?Pane, vino, lattegate, gate, gateeee!"(e qui si fa il solletico alla manina!)
Questo semplice gioco non solo insegna al bambino i nomi delle parti del corpo e alcune parole fondamentali, ma rafforza il legame tattile e la gioia del contatto fisico, culminando nel solletico che provoca risate e allegria. È un momento di pura connessione, una danza delle mani che racconta una piccola storia quotidiana.
Un'altra filastrocca a cui si associano dolci ricordi è un'ode all'arte del fare il pane, cantata mentre si toccano le dita del bambino:"Questo va a prendere la farina, (e si stringe il pollice del bambino)questo va a prendere l'acqua, (e si stringe il dito indice)questo fa la focaccia, (e si stringe il medio)questo se la mangia tutta (e si stringe l'anulare con tono profondo della voce)e questo dice - Dammene un pezzettino che sono il più piccolino!- (e si stringe il mignolino facendo una vocina piagnucolante)"
Questa filastrocca è un piccolo dramma in miniatura, dove ogni dito assume un ruolo nella preparazione e nel consumo di un cibo semplice ma universale. Le variazioni di tono e l'espressione di "fame" e "piccolezza" del mignolino introducono il bambino alle sfumature emotive del linguaggio e alla gioia della condivisione, anche simulata. La partecipazione fisica, lo stringere le dita, rende l'apprendimento un'esperienza multisensoriale.
Un'altra simile filastrocca, dal sapore più antico e legato alla tradizione regionale, che mi cantava mia mamma ricevuta a sua volta da mia nonna veneziana, recitava così, sempre accompagnata dalla manipolazione delle dita:"Deo deolin (e si stringe il pollice) Dito ditinocampo marin (e si stringe l'indice) campo marinopersego seco (stringendo il medio) pesca seccacarne de bèco (stringendo l'anulare) carne di capronebee! (stringendo il mignolino) bee!"
Questa versione veneziana è un affascinante viaggio linguistico, una piccola finestra su un dialetto e su espressioni che altrimenti andrebbero perdute. È un esempio perfetto di come le filastrocche siano custodi non solo di storie, ma anche di lingue e culture locali, trasmesse di generazione in generazione, mantenendo viva la ricchezza della diversità linguistica italiana.
Ed infine, una filastrocca che trasforma il grembo in un cavallo, evocando il movimento e il divertimento del gioco di finzione:Si recita tenendo il bambino seduto sulle proprie gambe, faccia a faccia, mani nelle mani, alzando e riabbassando lentamente le ginocchia per simulare l'andamento di un cavallo:"Trotta, trotta cavallo di legnocol suo bel cavalier sulla groppa…."
Questa filastrocca è un invito all'immaginazione e al movimento. Il corpo dell'adulto diventa un mezzo di trasporto, e il ritmo delle parole si fonde con quello del dondolio, creando un'esperienza immersiva di gioco. Il bambino si sente parte di un'avventura, guidato dalla voce e dai movimenti sicuri del nonno o della nonna. La ripetizione, la melodia e l'interazione fisica rendono queste filastrocche strumenti potentissimi per lo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale del bambino, ponendo le basi per l'amore per la lettura e per la narrazione.
Giochiamo a parlare con la canzone delle dita
Oltre il Gioco: Il Valore Pedagogico e Linguistico delle Filastrocche
La semplicità e la giocosità delle filastrocche celano un profondo valore pedagogico e linguistico, rendendole strumenti indispensabili per lo sviluppo armonioso dei bambini. Mamma Simona, ad esempio, con la sua passione per le rime, ha scritto tantissime filastrocche. Alcune spiegano semplici concetti o regoline, mentre altre descrivono le curiosità del mondo intorno a noi, affrontando "tanti argomenti importanti per i bambini raccontati in rima!". Questa capacità di veicolare contenuti complessi in una forma accessibile e divertente è la chiave del loro successo educativo.
Dal punto di vista linguistico, le filastrocche sono vere e proprie palestre per la fonetica e il vocabolario. Il loro ritmo marcato, la rima e l'allitterazione aiutano i bambini a percepire la musicalità della lingua, a distinguere i suoni e a memorizzare nuove parole con facilità. Il "recitativo parlato" di cui parlava Maura Del Serra non è solo una forma espressiva tipica, ma un modo naturale per i bambini di assorbire le strutture sintattiche e grammaticali in un contesto ludico e non coercitivo. Ripetendo i versi, i bambini sviluppano la loro capacità di espressione orale, migliorano la pronuncia e acquisiscono una maggiore fluidità nel linguaggio. Sono un primo approccio alla poesia, introducendo concetti come metafora e immaginazione in maniera intuitiva.
A livello cognitivo, le filastrocche stimolano la memoria e l'attenzione. La necessità di ricordare la sequenza dei versi e delle azioni associate, come nel caso delle filastrocche sulle mani o sul cavallo, esercita la memoria a breve e a lungo termine. Inoltre, l'ascolto attento della storia in rima e la previsione della rima successiva affinano la capacità di concentrazione e di anticipazione. Le filastrocche, spesso accompagnate da gesti e mimica, favoriscono anche lo sviluppo della coordinazione motoria e della consapevolezza corporea, trasformando l'apprendimento in un'esperienza multisensoriale.
Sul piano emotivo e sociale, le filastrocche sono un potentissimo strumento di legame. Il momento della filastrocca condiviso con un adulto - nonno, genitore o educatore - crea un'atmosfera di intimità, sicurezza e affetto. Il sorriso, il contatto fisico, la voce rassicurante contribuiscono a costruire un legame emotivo solido, fondamentale per lo sviluppo psicologico del bambino. Attraverso le storie raccontate, i bambini esplorano emozioni, imparano a riconoscere e gestire le proprie sensazioni, e sviluppano l'empatia verso i personaggi. Il "paese dell'anima" evocato dalla Del Serra è un luogo di crescita interiore, dove la fantasia si nutre e l'allegria diventa un motore per la scoperta del mondo e di sé stessi.

La Filastrocca nell'Era Digitale: Tra Conservazione e Nuove Creazioni
In un'epoca caratterizzata dalla rapida digitalizzazione e dalla globalizzazione delle informazioni, il destino delle filastrocche, eredità di una tradizione orale millenaria, potrebbe sembrare incerto. Tuttavia, lungi dal scomparire, queste piccole gemme della cultura popolare stanno trovando nuovi canali e nuove forme per perpetuarsi e raggiungere un pubblico ancora più vasto, dimostrando la loro resilienza e la loro intramontabile attrattiva. La transizione dal racconto a voce, al libro stampato, fino alla risorsa digitale, testimonia una continuità sorprendente e una capacità di adattamento che garantisce la sopravvivenza di questo "fragile pegno generazionale".
L'esistenza di un volumetto come "Filastrocche della nonna", edito dalla C.R.T. di Pistoia, è un esempio lampante di come la tradizione orale venga cristallizzata e conservata in forma scritta. L'opera di Maura Del Serra, che ha fedelmente trascritto le filastrocche nei loro modi espressivi tipici di un recitativo parlato, è fondamentale per preservare non solo le parole, ma anche lo spirito e la musicalità originale di questi componimenti. Questi libri diventano ponti tra il passato e il presente, permettendo a nuove generazioni di accedere a un repertorio che altrimenti rischierebbe di perdersi. Qualche bambino, come si è detto, troverà forse nella calza della Befana un libriccino di vecchie filastrocche, scoprendo un mondo di rime e storie che lo connettono alle radici familiari e culturali.
Parallelamente, il mondo digitale offre nuove opportunità per la diffusione e l'interazione con le filastrocche. Blog personali, come quello di Mamma Simona, diventano piattaforme preziose per condividere e creare nuove rime. Mamma Simona, che ha un bimbo che adora le filastrocche, ne ha scritte tantissime, alcune per spiegare semplici concetti o regoline, altre per descrivere le curiosità del mondo intorno a noi, trattando "tanti argomenti importanti per i bambini raccontati in rima!". Questo approccio moderno permette di affrontare temi contemporanei mantenendo la forma classica della filastrocca, rendendola uno strumento educativo attuale e coinvolgente.
La disponibilità di risorse digitali è un ulteriore passo avanti. Ad esempio, "Abbiamo preparato per te un mini poster illustrato con il testo della filastrocca da stampare", un'iniziativa che combina il fascino del testo illustrato con la comodità della stampa casalinga. Questi poster stampabili non solo facilitano la memorizzazione delle filastrocche, ma possono anche diventare elementi decorativi nelle camerette dei bambini, incoraggiando un'interazione visiva e quotidiana con le rime.
Inoltre, il coinvolgimento della comunità online è evidenziato dalla partecipazione di Mamma Simona al "Giveaway di Federicasole", ricordandone alcune della sua infanzia. Queste iniziative digitali creano spazi di condivisione, celebrazione e anche di incentivazione alla creazione di nuove filastrocche, mantenendo viva la tradizione attraverso la partecipazione attiva degli utenti. Il blog e i social media permettono ai genitori e agli educatori di scambiarsi idee, di scoprire nuove filastrocche e di confrontarsi sui modi migliori per utilizzarle, creando una rete di appassionati che alimenta costantemente questo patrimonio culturale. In questo senso, l'era digitale non è una minaccia, ma un'opportunità per le filastrocche di evolversi, di trovare nuove voci e di continuare a risuonare nei cuori dei bambini, portando avanti quel "paese dell'anima, vezzeggiativo e fiabesco, ricco di fantasiosa allegria" che le nonne di un tempo hanno saputo tessere con così tanta maestria.

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