Viagra e fertilità maschile: un'analisi scientifica e clinica

La disfunzione erettile è definita come l'incapacità di mantenere un'erezione stabile che consenta un rapporto sessuale. Tuttavia, le cause più frequenti sono quelle che colpiscono l'innervazione o l'irrigazione del pene, nonché i muscoli responsabili dell'erezione. Ovviamente, l'incapacità di avere rapporti sessuali penetrativi può influire sulle possibilità di avere un figlio. Di fronte a una storia di infertilità, la prima cosa da fare è effettuare uno studio andrologico dettagliato per escludere quei fattori che possono essere trattati.

Da un punto di vista medico, il più grande progresso è stata la comparsa del Sildenafil (Viagra®), un farmaco inizialmente concepito per trattare problemi di ipertensione e angina pectoris. Della stessa famiglia fanno parte anche il Tadafil (Cialis®) e il Vardenafil (Levitra®). Tutti questi farmaci agiscono rilassando i muscoli che circondano il pene, consentendo un maggiore afflusso di sangue al pene e determinando un'erezione soddisfacente in 3 pazienti su 4 che ne fanno uso. È importante notare che senza desiderio sessuale l'erezione non si verifica, quindi questi farmaci non sono utili per trattare problemi di libido.

rappresentazione stilizzata del meccanismo d'azione del Sildenafil sull'irrorazione sanguigna peniena

Il dibattito scientifico sulla fertilità e la reazione acrosomiale

Esiste un annoso dibattito riguardo ai potenziali effetti negativi del sildenafil sulla fertilità maschile. Nel corso dell'Annual Meeting della British Fertility Society è stato presentato uno studio di ricercatori della Queen's University di Belfast. Questo studio ha dimostrato che il Sildenafil può ridurre la fertilità negli uomini. Sebbene il Sildenafil aumenti la motilità degli spermatozoi e ne favorisca la penetrazione nell'ovulo, la reazione acrosomiale - ovvero l'attivazione degli enzimi proteolitici in grado di perforare il rivestimento dell'ovulo - risulta troppo accelerata, alterando il processo di fecondazione.

Il primo esperimento eseguito dal dottor David Glenn è stato effettuato su alcuni volontari a cui sono stati prelevati campioni di sperma, poi immersi in una soluzione a base di Viagra in piccole quantità. L'obiettivo era riprodurre un livello di Viagra equivalente a quello rinvenuto nel sangue di chi ha preso una pillola da cento milligrammi. Paragonando il comportamento dello sperma trattato con i campioni standard, i ricercatori hanno notato che il farmaco ha due effetti: lo sperma diventa più attivo, ma nello stesso tempo viene danneggiata la sua struttura, ossia quella che contiene gli enzimi utili a penetrare la membrana che circonda l'ovulo femminile e permette così allo sperma di fecondarlo.

LA FECONDAZIONE UMANA

Il dottor Glenn ha dichiarato che il fatto che alcune cliniche private utilizzino il Viagra per incrementare la fertilità è un dato preoccupante. Le coppie che si rivolgono a queste cliniche della fertilità hanno già, per definizione, dei problemi nel procreare. Tuttavia, è necessario un approccio critico: poiché lo studio è stato condotto in laboratorio, le sue conclusioni necessitano di verifica clinica. Poiché l'esperimento è stato effettuato "in vitro", in un ambiente che manca di tutti quei condizionamenti biochimici ambientali ai quali lo spermatozoo è soggetto quando incontra l'oocita, potrebbe non essere rappresentativo di quello che succede "in vivo" nell'uomo. Inoltre, le concentrazioni di sildenafil alle quali è stato sottoposto lo spermatozoo nell'esperimento sono certamente più alte di quelle reali.

La posizione delle autorità regolatorie e degli esperti

La Commissione Europea, in merito alle segnalazioni sulla fertilità, ha sottolineato che al momento della concessione dell'autorizzazione all'immissione in commercio, numerosi studi preclinici sono stati effettuati per esaminare la tossicità sulla riproduzione del Viagra. In questi studi non è stata riscontrata alcuna ripercussione negativa rilevante. Inoltre, nei volontari sani non è stato rilevato alcun effetto sulla motilità, morfologia o vitalità dello sperma dopo la presa di 100 mg di dosi orali di Viagra.

Dal momento della sua approvazione nei paesi dell'UE e sulla base dei dati disponibili, non è emerso alcun segnale di sicurezza relativo a problemi sulla fertilità associati all'assunzione del Viagra. La sicurezza del prodotto viene costantemente monitorata attraverso attività di farmacovigilanza di routine, relazioni spontanee da personale sanitario qualificato e studi epidemiologici. Qualora nuovi dati suggerissero una modifica nel profilo rischi/benefici, si provvederà ad adottare un'azione normativa adeguata.

Molti esperti clinici, tra cui il dottor Alessandro Pizzocaro, specialista in Endocrinologia, confermano che diversi studi hanno già dimostrato che questi farmaci, in realtà, non incidono negativamente sulla fertilità maschile. Il dottore evidenzia come vi siano lavori in letteratura che, al contrario, evidenziano un effetto positivo di sildenafil sulla mobilità degli spermatozoi. Pertanto, questi risultati vanno registrati ed approfonditi, ma, allo stato attuale dei fatti, non devono creare allarme.

grafico che illustra il monitoraggio della farmacovigilanza europea sui farmaci per la disfunzione erettile

Considerazioni su altre problematiche urologiche e infiammatorie

Parallelamente alle preoccupazioni sulla fertilità, chi soffre di disfunzioni sessuali spesso interroga gli specialisti su problematiche legate a sintomi urogenitali, come bruciore minzionale o sospette prostatiti. Tali sintomi richiedono una corretta esplorazione clinica. La prostata si esplora con esplorazione rettale, mentre l'uretra si guarda dall'esterno. È fondamentale distinguere tra un'infiammazione localizzata e una condizione cronica.

Per quanto riguarda le prostatiti, spesso si usa dire che i maschi si dividono in tre categorie: quelli che l'hanno avuta, quelli che ce l'hanno e quelli che ce l'avranno. Nonostante la preoccupazione del paziente, molti di questi disturbi sono risolvibili attraverso una corretta diagnosi andrologica e urologica. La gestione di una vita sessuale sana passa attraverso l'esclusione di patologie trattabili e il dialogo costante con il medico di riferimento, evitando di affidarsi unicamente a letture parziali o allarmistiche reperite in rete.

In conclusione, la letteratura scientifica non fornisce prove definitive di un danno irreversibile alla fertilità umana in seguito all'uso terapeutico di sildenafil ai dosaggi prescritti. La discrepanza tra i risultati osservati "in vitro" (in laboratorio) e la realtà clinica quotidiana "in vivo" rimane il punto focale del dibattito, rendendo necessario il supporto di uno specialista per valutare il singolo caso clinico.

diagramma decisionale per il percorso di diagnosi andrologica per la fertilità maschile

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