La Vita Precedente: Significato, Memoria e il Cammino Evolutivo dell'Anima

Prima di iniziare con questo articolo desidero ricordare che l’ipnosi è uno stato modificato di coscienza in cui la persona non perde il controllo, ma assume un maggior controllo su di sé. Su questo metodo, antico e moderno al tempo stesso, è stato scritto di tutto in tutti i modi. L’ipnosi è usata nel mondo in modi molto diversi che si estendono dalla migliore ricerca rigorosa e sperimentale fino ad utilizzi per fini ludici o di spettacolo. Di sicuro questa domanda ha un presupposto, per formulare questa domanda dobbiamo presupporre il concetto di “vita precedente”. Quando si parla di reincarnazione sorge spesso la domanda al riguardo delle vite precedenti, su ciò che si è vissuto in passato e sul perché non ci si ricorda più nulla. È una tematica costante, come se il termine reincarnazione riguardasse soltanto il passato e non, come le saggezze orientali insegnano, il presente che viviamo quotidianamente.

Ipnosi Regressiva e i Misteri della Memoria

Nel contesto delle esplorazioni sulla vita precedente, l'ipnosi regressiva emerge come uno strumento di grande interesse, sebbene circondato da cautela e dibattito. Chi conduce ipnosi regressiva verso le vite precedenti conduce le persone ad agganciare i primi stadi dell’infanzia. Questo fenomeno è teoricamente spiegato sull’ipotesi per cui esiste una memoria precedente alla vita. Tutti noi, quindi, quando rievochiamo un fatto possiamo inserire eventi e fantasie senza saperlo coscientemente. Questo aspetto rende la verifica empirica delle esperienze di vite precedenti un compito estremamente complesso.

Diverse ricerche hanno tentato di sondare la natura di queste memorie. È questo il risultato di una ricerca condotta ad Harvard da Meyersburg e collaboratori, ad esempio, ha messo a confronto due gruppi di persone: il primo riferiva di aver avuto memorie di vite precedenti, il secondo invece affermava di aver vissuto una sola vita. Sebbene i dettagli specifici dei risultati di questo confronto non siano esplicitati, l'esistenza stessa di tale studio evidenzia un interesse accademico nel comprendere le differenze esperienziali tra questi gruppi.

Ipnosi regressiva
Un altro studio, condotto su 99 persone, ha rivelato un legame notevole tra la tendenza a fantasticare e l’esperienza di una vita precedente. Sebbene sia molto complesso verificare da un punto di vista empirico l’esistenza delle vite precedenti, una possibile interpretazione offerta dall’autrice è che la propensione alla fantasia possa influenzare o modellare la percezione di tali memorie. Questi studi, pur non fornendo prove definitive sull'esistenza oggettiva delle vite precedenti, aprono interessanti prospettive sulla psicologia della memoria e della fantasia, e su come queste possano interagire con credenze e percezioni personali.

La Dimenticanza: Tra Miti Antichi e Profonde Ragioni Evolutive

Una delle domande più pressanti relative al concetto di reincarnazione è proprio quella della memoria: perché non ricordiamo le nostre vite precedenti? Questa dimenticanza, lungi dall'essere un mero difetto, viene spesso interpretata come un elemento cruciale del processo evolutivo dell'anima. La dottrina della reincarnazione è una delle più diffuse e antiche convinzioni di cui l’uomo si è fatto portavoce nel corso del tempo; è sopravvissuta in contesti ed aree culturali anche molto distanti tra loro, tranne che, ovviamente, in buona parte dell’Occidente.

I greci avevano il mito secondo cui, prima della reincarnazione, le anime bevevano dalle acque del fiume Lete e dimenticavano tutto. Questo antico racconto offre una prospettiva affascinante sulla necessità dell'oblio prima di una nuova esistenza. Lo psicologo analista junghiano James Hillman nel suo libro “Il codice dell’anima” scrive: “Prima di fare il loro ingresso nella vita umana, però, le anime attraversano la pianura del Lete (oblio, dimenticanza), sicché al loro arrivo sulla terra tutto ciò che è accaduto - la scelta delle vite e la discesa dal grembo di Necessità - viene cancellato. È in questa condizione di tabula rasa che noi veniamo al mondo.” Poi aggiunge: “Ciascuna anima è guidata da un daimon a quel particolare corpo e luogo, a quei dati genitori e condizioni di vita, per la forza di Necessità; ma noi non abbiamo il minimo sentore di tutto questo, perché il suo ricordo è stato cancellato nella pianura dell’oblio.”

WON - L'oblio delle oscure acque del fiume Lete

Quindi noi dimentichiamo con la mente, ma le nostre conoscenze al riguardo di vite precedenti non vengono in verità azzerate; restano impresse nella nostra anima. Così come non è vero che si debba ripartire ogni volta da zero, anzi, è vero il contrario. Ogni essere umano, ad ogni nuova incarnazione su questo pianeta (o su altri pianeti!), ricomincia dal proprio livello evolutivo raggiunto nella vita precedente, e prima ancora, nelle altre vite passate.

Il paragone che calza a pennello è quello con il percorso scolastico. A scuola, ad esempio, abbiamo imparato molte cose concrete che oggi non sappiamo più. Non ricordiamo più regole matematiche, formule chimiche, nozioni storiche e geografiche e tanto altro che in un modo o nell’altro ci ha “educati”. Questa educazione scolastica è un effetto che continua a esistere anche se le conoscenze concrete sono andate perdute. L’alfabeto, ad esempio, ci consente di imparare a leggere e scrivere, ma una volta che lo scopo è raggiunto e sappiamo leggere e scrivere, ce ne possiamo anche disinteressare. Tutto quello che abbiamo imparato nelle incarnazioni passate si rispecchia nella maturità e nel livello di coscienza con cui la persona nasce. Da questo derivano le differenze di intelligenza, maturità, abilità e quant’altro ci rende differenti gli uni dagli altri. Semplicemente non tutti siamo sullo stesso livello, ma ognuno occupa un posto diverso nella scala evolutiva.

Diagramma della scala evolutiva
Gli esseri umani non sono tutti uguali, e dire che siamo tutti uguali, nel nome dell’uguaglianza globalizzata, è un grave errore. Per capire meglio questo concetto ritorna utile il paragone con l’ambiente scolastico. Nella scuola tutti gli alunni hanno gli stessi diritti. Devono essere trattati tutti allo stesso modo, ma ognuno ha i suoi compiti e i suoi problemi proporzionati al livello al quale si trova. Quindi se immaginiamo le diverse incarnazioni come una corrispondenza con diverse classi di una scuola, possiamo concepire come gli esseri umani appartengano a diverse classi di apprendimento, e a nessuno, in nome dell’uguaglianza, verrebbe in mente di chiedere ad un alunno di terza elementare il calcolo di un integrale indefinito. Non esistono problemi oggettivi.

La premessa del paragone scolastico è importante da capire perché troppo facilmente la gente “dimentica” i diversi livelli di coscienza degli uomini. Prendiamo ad esempio l’attività missionaria religiosa, che talvolta risulta essere dannosa, perché per l’appunto trascura i diversi livelli evolutivi degli individui e proietta su tutti, indistintamente, il suo livello evolutivo. Per questo è stato sottolineato come l’Esoterismo, ad esempio, possa essere una Via, proprio perché è una materia che conosce bene i diversi livelli di evoluzione dell’uomo. L’esoterismo è sempre e soltanto un’offerta per coloro che scoprono da soli la propria affinità.

Il fatto che non ci ricordiamo delle nostre vite precedenti non è certo uno sciocco errore della natura o del Creatore, ma ha lo scopo di liberare la nostra coscienza da “pesi” inutili e di rendere più facile la ricezione del qui e ora. Dunque, perché mai dovremmo andare contro natura e cercare di strappare i veli della dimenticanza? Per quale scopo? Eppure al giorno d’oggi sembra essere una “mania”. Una tendenza. Molte persone che si dichiarano “evolute” violano consapevolmente la natura umana e tentano di forzare le porte che la Legge cosmica ha chiuso alla nostra memoria. La curiosità è la malattia del nostro tempo purtroppo, da sempre è considerata dai grandi Maestri come sintomo di immaturità e al tempo stesso è il mezzo più sicuro per bloccare la vera iniziazione. È necessario quindi comprendere che, nonostante sia così di moda, non è concesso conoscere le vite precedenti, tranne in rarissimi casi e per dei motivi eccezionali. Il più delle volte questi episodi precedenti appaiono in maniera “spontanea” e non forzata, ad esempio attraverso i sogni, i déjà-vu, e tutte quelle manifestazioni che hanno qualcosa di “inspiegabile” con la nostra attuale vita.

È giusto che si precisi che ci sono dei casi in cui è possibile aiutare un’anima a liberarsi da fobie e altri malesseri mediante terapie regressive, come ad esempio l’ipnosi regressiva. Ma si tratta di casi eccezionali, sporadici, coadiuvate da persone altamente competenti ed evolute. Perché altrimenti, se la conoscenza delle nostre vite precedenti fosse di aiuto per vivere meglio, allora in cosa consisterebbe esattamente il cosiddetto karma, ovvero la Legge di causa ed effetto? Se il karma è davvero qualcosa che si deve affrontare o comunque vivere, come si può avere la pretesa di dissolverlo tramite una tecnica a pagamento?

Simbolo del Karma
Il karma non è certo una malattia che possa essere curata da un medico. Il karma è ciò che siamo ora. E ciò che siamo ora determinerà ciò che saremo in futuro. È inutile pensare di ricordare qualcosa che è passato. Nonostante siamo stati noi a commettere quelle azioni, ora non siamo più la stessa persona, viviamo in un altro corpo e ci troviamo in un’altra classe. Abbiamo altre lezioni da apprendere se non vogliamo correre il rischio di essere bocciati. Il voler attribuire delle colpe a fatti e persone che sono ormai solo dei fantasmi, inclusi gli antichi “noi stessi”, significa in sostanza rifiutarsi di guardare in faccia l’esistenza reale. Per questo non ricordiamo nulla: per avere un’ulteriore possibilità di crescita. Ma le conoscenze acquisite nelle vite precedenti perdurano, non ci ricordiamo gli eventi e i passaggi di ciò che è stato, ma l’anima custodisce ciò che ha imparato, e questo suo “sapere” si manifesta sotto forma di percezioni, intuizioni, consapevolezze, aspirazioni. Tutto ciò ci permette di evitare di commettere gli stessi errori in questa incarnazione e continuare così a progredire nella scala evolutiva dell’esistenza. In sostanza la reincarnazione altro non è che una nuova e grande opportunità di vita.

Le Ricerche sui Bambini che Ricordano Vite Precedenti: Casi Documentati e Implicazioni

Mentre negli adulti le "visioni" di vite passate in stati di ipnosi regressiva possono essere analoghe a ricordi ma anche mescolate a elementi fantastici, il caso dei bambini che spontaneamente ricordano altre vite presenta caratteristiche diverse e ha attratto l'attenzione di ricercatori seri per decenni. Con non poche difficoltà il bambino si percepisce come una persona che ha già vissuto un’altra vita e che ora si ritrova appunto nel corpo di un bambino.

Bambino che disegna ricordi
I primi casi osservati e documentati di bambini che ricordano altre vite sono quelli descritti dal medico americano Ian Stevenson. Direttore del Division of Perceptual Studies della Virginia University, il dr. Stevenson ha dedicato la sua vita a raccogliere, verificare e documentare migliaia di questi racconti, scrivendo diversi libri e articoli sull’argomento. Oggi a continuare il lavoro dopo la sua morte è lo psichiatra americano dr. Jim Tucker, che prosegue il meticoloso lavoro del dr. Stevenson. In genere i bambini che “ricordano” altre vite iniziano ad avere questi “ricordi”, immagini o consapevolezze intorno ai tre, quattro anni. Molti bambini ricordano i familiari della presunta vita precedente, alle volte con dettagli impressionanti, in molti casi come detto confermati da ricerche successive. Fra i tratti ricorrenti di questi bambini il dr. Stevenson ha riscontrato che una buona maggioranza riportava di essere morta nella vita precedente in condizioni traumatiche.

Uno dei casi più recenti e interessanti è stato di certo il caso di Cameron Macaulay. Questo bambino presentava i tipici vissuti di malessere, coerenti con la condizione da lui stesso affermata di aver vissuto una vita precedente. Dopo aver sentito diversi specialisti, la madre venne a sapere del gruppo di ricerca del dr. Jim Tucker. La visita a Barra, un'isola scozzese, è stata registrata e documentata, trasmessa da diverse emittenti televisive che hanno potuto constatare quanto la descrizione accurata di Cameron sulla casa in cui viveva, la sua posizione, la vista dalle finestre, fosse esatta. Oltre a questo venne confermato il nome della famiglia ricordata come Robertson e altri dettagli fra cui la presenza di un cane nero e bianco. Ciò che più conta è che dopo la visita a Barra Cameron iniziò a rasserenarsi. Il solo fatto di aver dimostrato che i suoi racconti erano “veri” lo rese più tranquillo.

WON - L'oblio delle oscure acque del fiume Lete

Un altro caso recente ed estremamente interessante, documentato nel libro “Return to Life” del dr. Tucker, è quello di Ryan. Anche in questo caso i vissuti del bambino erano di sofferenza, separazione, un senso di smarrimento per non aver chiaro cosa effettivamente accadesse. La madre di Ryan dopo diverso tempo decise di mettersi in moto, iniziando a leggere libri sull’argomento. Le sue ricerche la condussero ad incontrare il dr. Tucker. Anche in questo caso, seguendo il rigido protocollo di Stevenson, Tucker raccolse tutte le informazioni e iniziò poi le ricerche. I dettagli raccontati da Ryan furono in buona misura confermati. Ryan diceva di essere stato l’attore Marty Martyn. Tucker riuscì a trovare la sorella ancora in vita dell’attore. Fra i tanti dettagli Ryan raccontò di aver avuto due sorelle. La figlia dell'attore disse invece che in realtà ne aveva avuta solo una. Approfondendo però le ricerche Tucker dimostrò che non era così. Altro dato svelato era quello relativo alla morte. Ryan diceva di essere “morto” a 61 anni eppure dal certificato di nascita risultava che Marty fosse nato nel 1905 e morto a 59 anni nel 1964. In realtà, anche per questa iniziale apparente incongruenza, emerse da un censimento locale che Marty era nato nel 1903. Questi casi sottolineano come i genitori giochino un ruolo centrale nell’aiutare il loro figlio a vivere con serenità situazioni analoghe.

Nel libro di Stevenson non mancano certo fenomeni paranormali: apparizioni, impressioni telepatiche e episodi di chiaroveggenza costellano l’intera trattazione. La storia di Corliss Chotkin Jr comincia proprio con una premonizione: Victor Vincent, un anziano pescatore dell’Alaska, mostrando alla nipote due cicatrici, le preannuncia che si reincarnerà in suo figlio. Il racconto continua con la gravidanza della donna che, dopo aver dato alla luce un maschietto, nota subito dei segni di nascita corrispondenti agli sfregi del nonno.

Un'altra vicenda significativa si svolge in un villaggio della Birmania Settentrionale e inizia con un sogno premonitore, quello della madre di Ting Aung Myo che, mentre è incinta della piccola, sogna più volte un soldato giapponese, ansioso di stabilirsi con lei e il marito. Ora, quel soldato, stando all’episodio narrato da Stevenson, stava veramente per trasferirsi là, solo che l’avrebbe fatto nei panni di una neonata. Già a tre anni, infatti, Ting Aung Myo avrebbe cominciato a ricordare una vita passata, nella quale militava nell’esercito nipponico, prima di morire sotto i colpi degli alleati. Nei suoi resoconti, la bimba avrebbe aggiunto diversi particolari, come il fatto di essere stata un cuoco e di aver avuto moglie e figli. Al di là della realtà o meno dei ricordi, quello che colpisce in questa vicenda è come gli stessi abbiano segnato la sua vita: Ting Aung Myo, infatti, non solo amava giocare alla guerra e al pallone ma fu costretta a interrompere gli studi perché, sentendosi un maschio, rifiutava di indossare la divisa scolastica femminile. E i suoi problemi non finirono nemmeno in età adulta quando dichiarò a Stevenson che sarebbe stata disposta a morire per mano sua, se le avesse assicurato una rinascita maschile.

Anche il percorso di Shamlinie, sebbene meno drammatico di quello di Ting Aung Myo, non è stato privo di ostacoli. Stando al resoconto di Stevenson, la bimba fin da piccolissima avrebbe rifiutato di fare il bagno e mostrato un terrore inspiegabile nei confronti degli autobus. Le motivazioni di questi insoliti comportamenti sarebbero emerse solo più tardi, quando Shamlinie avrebbe cominciato a parlare di una vita antecedente in cui un bus l’aveva spinta in un campo di riso, dove poi era annegata. La bimba, oltre alle circostanze della sua morte, avrebbe ricordato anche i nomi dei suoi “ex genitori”, che risultarono aver perso una figlia per annegamento proprio l’anno prima che lei nascesse. La cosa più sconvolgente raccontata nel libro, però, non è né questa coincidenza né il fatto che Shamlinie e la defunta Hamaseelie avessero praticamente gli stessi gusti. Quello che colpisce, invece, è che per parecchio tempo Shamlinie avrebbe preferito la madre di Hamaseelie alla sua. Col passare degli anni, però, i ricordi si sarebbero annebbiati e con loro le problematiche annesse.

Il caso di Gopal, un bimbo di Dehli di circa due anni e mezzo, offre un'ulteriore prospettiva. A una cena, Gopal si sarebbe rifiutato di prendere un bicchiere, obiettando di essere uno Sharma e di non poter toccare oggetti sfiorati da membri di classi inferiori. La stessa sera il piccolo, interrogato dal padre sul suo strano comportamento, avrebbe iniziato a raccontare i particolari di una vita passata, in cui, prima di venire assassinato dal fratello, sarebbe stato dirigente della SucK Shancharak, una grossa azienda di medicinali ubicata nella lontana città di Mathura. All’inizio, il padre sarebbe rimasto piuttosto incredulo ma, più tardi, trovandosi a Mathura in occasione di una festa religiosa, avrebbe deciso di cercare dei riscontri alle parole del figlio, interrogando il direttore delle vendite della Suck Shancharak. Quest’ultimo, dopo aver confermato che uno dei proprietari era stato ucciso dal fratello, avrebbe prontamente informato dell’incontro la famiglia Sharma.

La Vita Precedente Nelle Tradizioni Orientali: Karma e Destino

Il concetto di "Vita precedente" si riferisce all'esistenza anteriore a quella attuale, un tema ricorrente in diverse tradizioni religiose e filosofiche indiane. Viene vista come determinante, influenzando aspetti come il karma, le esperienze spirituali, la salute e le predisposizioni individuali. Le azioni compiute in vite passate plasmano le circostanze presenti, offrendo spiegazioni per le gioie, le sofferenze e le peculiarità di ogni individuo. In alcune culture orientali e africane la reincarnazione è considerata quasi un fatto assodato, mentre in Occidente è rimasta spesso un tabù.

Monaci tibetani meditazione
In ambito buddhista, "vita precedente" si riferisce all'esistenza passata di un individuo, concetto centrale per la comprensione del karma e della rinascita. Nel Buddhismo tibetano, si narra di figure che, in vite precedenti, hanno avuto ruoli significativi [2]. La "vita precedente" può anche essere interpretata come una possibile spiegazione di eventi o parole nel presente [3]. Questi concetti sono ampiamente trattati in testi come i Blue Annals [2] e il Hualin International Journal of Buddhist Studies [3].

Nella filosofia induista, la "Vita precedente" riveste un ruolo fondamentale nel plasmare l'esistenza attuale di un individuo. L'idea centrale è che le azioni compiute in vite passate, il karma, influenzino profondamente le circostanze e il destino presente [4]. La memoria di vite passate, sebbene non comune, può manifestarsi in alcuni individui, spesso a seguito di atti meritori [6]. La dottrina del karma è intrinsecamente legata alla "Vita precedente". Le azioni virtuose compiute in passato possono portare a esperienze positive nella vita attuale, mentre le azioni negative possono causare sofferenze [7]. Il Mahabharata [4], [5], [6] e il Ramayana di Valmiki [7] sono fonti primarie per queste comprensioni.

Inoltre, la "Vita precedente" può influenzare anche le inclinazioni e le tendenze innate di una persona. Coloro che in passato erano onesti e studiosi possono nascere con nobili istinti e conservare un ricordo delle vite precedenti [8]. Il Journal of Ayurvedic and Herbal Medicine [8] e gli Yoga-sutras [9] approfondiscono queste connessioni. La "Vita precedente" offre una prospettiva più ampia sulla vita, incoraggiando gli individui a considerare le conseguenze delle proprie azioni e a vivere in modo più consapevole e compassionevole.

In India, la "Vita precedente" si riferisce all'esistenza passata di una persona che influenza la vita attuale. Si crede che le azioni e le decisioni del passato determinino le circostanze e il destino presenti [11], come si può evincere anche dal Bhagavati-sutra (Viyaha-pannatti) [10]. Storicamente, si discute sul perché le persone non siano consapevoli delle loro vite passate [13]. Il Bhaktavijaya: Stories of Indian Saints [12] fornisce ulteriori narrazioni che esplorano queste idee. Anche in contesti più specifici, la "vita precedente" si riflette in talune interpretazioni religiose, dove il consumo di carne può essere visto come una forma di cannibalismo, se l'animale e l'uomo erano parenti in una vita precedente [14]. Questi approfondimenti sono stati tratti da una serie di articoli e testi in lingua inglese su Buddhismo, Induismo, Giainismo, storia e altre tradizioni spirituali.

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