Il Concetto di Mutualità: Origini Storiche e Evoluzione

La mutualità, principio cardine della solidarietà economica e sociale, si fonda sull'aiuto reciproco e sulla condivisione dei rischi tra individui. Questo concetto, profondamente radicato nella storia umana, ha assunto forme diverse nel corso dei secoli, evolvendosi per rispondere alle mutevoli esigenze delle società. Dalle antiche tradizioni etiche alle moderne forme di cooperazione, la mutualità continua a rappresentare un pilastro fondamentale per il benessere collettivo, integrando l'intervento pubblico e promuovendo un senso di comunità.

Le Radici Storiche e Filosofiche della Mutualità

Il principio mutualistico affonda le sue radici in antiche tradizioni etiche e religiose. La massima biblica che invita a trattare gli altri come si vorrebbe essere trattati ("Non fate agli altri ciò che non vorreste fosse fatto a voi; fate costantemente agli altri ciò che vorreste ricevere da essi") è un esempio primario di questo spirito. Questa massima ha ispirato pensatori come Pierre-Joseph Proudhon, che ha approfondito il concetto di mutualismo, immaginando un sistema di equilibrio sociale basato su diritti e doveri reciproci. Proudhon, nel suo lavoro "Système de contradictions économiques ou Philosophie de la misère", ha esteso il principio mutualistico a diverse sfere economiche, tra cui le assicurazioni, il commercio, l'associazione operaia, i trasporti e i servizi pubblici, ponendo particolare enfasi sul campo del credito.

Già nell'antica Roma, forme di mutualità erano presenti attraverso i sodalicia e i collegia funeraticia. Queste organizzazioni, più che semplici associazioni, rappresentavano delle forme embrionali di mutuo soccorso, garantendo ai propri membri, ad esempio, onoranze funebri e supporto in caso di necessità. Questi collegia di artigiani, noti come collegia opificum, possono essere considerati antenati diretti delle moderne società di mutuo soccorso, riflettendo un bisogno ancestrale di aggregazione e supporto comunitario.

Antica Roma

Il principio di "reciprocità del rispetto" e "reciprocità dei servizi", teorizzato da Proudhon, mirava a creare un sistema egualitario di equilibri tra forze libere, dove ogni individuo potesse contare sugli stessi diritti degli altri, a patto di adempiere agli stessi doveri. Questo ideale di uguaglianza e interdipendenza costituisce il nucleo fondante del pensiero mutualistico.

L'Evoluzione Storica della Mutualità in Italia

In Italia, il movimento mutualistico ha giocato un ruolo di primaria importanza, specialmente durante il Risorgimento e nei decenni successivi. Influenzato da figure patriottiche come Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi, il mutualismo divenne uno strumento essenziale per migliorare le condizioni di vita e di lavoro di artigiani, piccoli imprenditori e operai, in un'epoca caratterizzata dalla quasi totale assenza di una legislazione sociale.

È a partire dalle rivoluzioni del 1848 che le società di mutuo soccorso iniziarono a fiorire, in particolare negli stati sabaudi. In quel periodo, le imprese potevano disporre della manodopera liberamente, senza vincoli, e concetti come previdenza, prevenzione degli infortuni e tutela dei diritti dei lavoratori erano largamente inesplorati. La borghesia liberale moderata del Piemonte, in contrapposizione alle visioni reazionarie e conservatrici, riconobbe nelle società di mutuo soccorso gli strumenti ideali per ammortizzare il costo sociale del progresso industriale e per stemperare le potenziali conflittualità.

Nobili e borghesi liberali, animati da uno spirito filantropico e caritatevole, favorirono la nascita di queste società, presentandosi come benefattori. In realtà, assumendo ruoli di soci benemeriti o cooperanti, esercitavano funzioni direttive, di indirizzo e di controllo sulle finalità sociali delle associazioni.

Tuttavia, il mutualismo in Liguria assunse un carattere più politicizzato e mazziniano. Le società operaie liguri rivendicavano l'autonomia dai controlli "illuminati" e non escludevano la politica dai propri interessi durante la fase risorgimentale. Questa autonomia attirò una pressante vigilanza governativa, spingendo spesso le società liguri alla cautela e al mimetismo per evitare minacce repressive. I seguaci di Mazzini agivano segretamente attraverso queste società, che fungevano da punto di raccordo tra la base operaia e i gruppi dirigenti rivoluzionari.

Nonostante Mazzini cogliesse la contrapposizione tra borghesia e proletariato, non promuoveva la lotta di classe né le azioni di forza operaie, come lo sciopero. La sua visione era incentrata sul superamento delle classi e sulla loro collaborazione, attraverso un progressivo avvicinamento del proletariato ai ceti medi.

Giuseppe Mazzini

Nel settembre 1864, la fondazione a Londra della Prima Internazionale dei lavoratori portò la "questione sociale" in Italia su posizioni più combattive, influenzate inizialmente da idee anarchiche bakuniane e successivamente da quelle socialiste marxiste. Al XII Congresso nazionale di Roma, nel novembre 1871, fu annunciato il Patto di Fratellanza tra le società operaie, che Mazzini vedeva come una premessa necessaria per l'attacco allo stato monarchico.

Tuttavia, negli anni successivi, l'impegno politico delle società operaie esistenti si affievolì. Con poche eccezioni in cui mutuo soccorso e ragioni sindacali si intrecciarono, le società tendevano ad astenersi da un'apertura ai movimenti resistenziali operai di fine secolo e inizio Novecento.

Il principio mutualistico ha guidato un vasto movimento organizzativo che ha contribuito significativamente all'elevazione delle classi lavoratrici, migliorandone le condizioni e educandole al risparmio e alla previdenza. Questo movimento, volontario e affiancato al movimento sindacale, ha rappresentato una delle manifestazioni più evidenti dello spirito e dell'ideale associazionistico dei lavoratori italiani, in particolare sotto l'influenza delle idee di Giuseppe Mazzini.

Concluso il Risorgimento, molti avvertirono la necessità di un'attività più intensa per migliorare le condizioni morali e materiali del popolo italiano, specialmente delle categorie più umili: lavoratori, artigiani, piccoli commercianti e industriali, talvolta anche professionisti e artisti. L'associazione di queste categorie con intento mutualistico, proposito di solidarietà e criterio volontaristico apparve come uno dei mezzi migliori per raggiungere tali scopi, promuovendo anche propaganda patriottica per integrare questo complesso di associazioni nel quadro delle attività economiche nazionali.

Questa attività mutualistica precedette e accompagnò il movimento cooperativo, in particolare quello di lavoro e di consumo. Quando la predicazione socialista acquisì maggiore importanza in Italia, esisteva già un vasto movimento associazionistico composto da società operaie, società di mutuo soccorso e società cooperative, da cui derivarono istituzioni come le università popolari, le biblioteche, ambulatori e circoli ricreativi.

Fu specialmente dopo il 1860 che si assistette a una vera fioritura di associazioni operaie, soprattutto mutualistiche, dalle quali emersero in seguito le organizzazioni cooperative e sindacali. Le società di mutuo soccorso ottennero una propria disciplina giuridica con la Legge 15 aprile 1886, n. 3818.

Nel periodo in cui il socialismo permeò la vita associazionistica dei lavoratori italiani (fine XIX e primo ventennio del XX secolo), le società di mutuo soccorso mantennero un profilo più appartato e raccolto, conservando i loro connotati patriottici. I loro dirigenti spesso miravano a perpetuarne la tradizione e a salvaguardarne il patrimonio. Al termine del periodo fascista, le istituzioni mutualistiche erano ancora numerose in tutta Italia, anche nelle aree dove il movimento associazionistico era stato meno esteso. Queste associazioni sopravvissute rappresentavano un'epoca in cui lo Stato era assente dall'attività sociale e tra le classi e categorie prevalevano propositi di lotta.

Società di Mutuo Soccorso Ottocentesche

Le Cooperative e la Mutualità Moderna

Il principio di mutualità è intrinsecamente legato al concetto di cooperativa. Le cooperative, a differenza delle imprese tradizionali, mirano a fornire vantaggi mutualistici ai propri soci anziché perseguire il profitto come obiettivo primario. Questo legame profondo è evidente nella Dichiarazione di identità cooperativa dell'Alleanza Cooperativa Internazionale (ICA, 1995), che annovera la solidarietà tra i valori fondamentali della cooperazione tradizionale, insieme all'auto-aiuto, all'auto-responsabilità, alla democrazia, all'uguaglianza e all'equità.

La solidarietà, nel contesto cooperativo, si manifesta in diverse forme. Nel linguaggio comune, include condivisione, sostegno morale o materiale, partecipazione e altruismo. Può essere unilaterale, con un soggetto attivo che offre supporto a soggetti passivi, o multilaterale, in cui un gruppo di persone partecipa attivamente dando e ricevendo. La solidarietà all'interno di un gruppo implica reciprocità, che in definitiva rappresenta la solidarietà intra-gruppo.

È importante distinguere la solidarietà dalla reciprocità nel senso di "do ut des" (faccio qualcosa per te affinché tu faccia qualcosa per me). La reciprocità in ambito cooperativo si riferisce all'impegno unilaterale di ciascun membro verso tutti gli altri: ciascuno si impegna a contribuire per il bene comune del gruppo di appartenenza. Questo impegno collettivo è la condizione fondamentale per partecipare al gruppo stesso.

Le organizzazioni mutualistiche possono essere viste come entità che producono e forniscono servizi ai partecipanti al rapporto mutualistico. Le società di mutuo soccorso (SMS) ne sono un esempio storico. Nata in Europa tra l'Ottocento e l'inizio del Novecento, la SMS rappresentava una delle prime forme di solidarietà della classe lavoratrice, antielitaria, libera dal controllo statale e autogestita. Il suo scopo era affrontare le spese legate a malattia, decessi e disoccupazione, in un'epoca in cui le classi meno abbienti erano escluse dai servizi sanitari e sociali.

Se un singolo non poteva provvedere da solo a una sua necessità, poteva cercare il supporto di altri. Il soccorso è, per sua natura, relazionale e di gruppo. Un gruppo di individui che condividono lo stesso bisogno può mettere insieme risorse per affrontare spese che sarebbero insostenibili per il singolo. Questo è il nucleo del mutuo soccorso: unirsi in un gruppo con un impegno di soccorso reciproco, in virtù del quale il gruppo aiuta chi si trova di volta in volta in difficoltà. Tutti i membri assumono lo stesso impegno, condizione necessaria per la partecipazione al gruppo.

I bisogni affrontati dalle SMS rientrano principalmente nella sfera del consumo e riguardano la persona. Spesso, le necessità non sono isolate ma multiple. Esiste un bisogno immediato, come la cura medica per chi è malato o infortunato, e un bisogno comune a tutti i membri del gruppo: essere soccorsi in caso di necessità. Questo bisogno comune, sempre presente, è il fondamento del gruppo, dove si trova e si offre soccorso a seconda delle circostanze.

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La Mutualità Contemporanea

Oggi, il concetto di mutualità si è evoluto, abbracciando nuovi settori e adattandosi alle sfide della società contemporanea. Le Società di Mutuo Soccorso, che avevano visto ridursi il proprio ruolo con l'affermazione dello Stato Sociale nel secondo dopoguerra, hanno conosciuto una rinascita a partire dagli anni Novanta.

Simbolo di Cooperazione

Le SMS moderne operano in diverse aree, con un numero crescente di quelle che svolgono attività non occasionali, in particolare nel settore socio-sanitario (circa il 61% nel 2018). Hanno erogato ai propri soci sussidi e prestazioni socio-sanitarie e assistenziali per circa 141 milioni di euro nel 2018, coprendo una parte significativa dei contributi raccolti.

Il Festival del Mutualismo, tenutosi a Pinerolo e Torino, ha messo in luce le diverse forme che il mutualismo sta assumendo oggi. L'evento ha confrontato l'esperienza delle SMS storiche con nuove realtà che si richiamano ai principi mutualistici, dall'auto-organizzazione dal basso in Grecia durante la crisi economica al ruolo integrativo rispetto al welfare di grandi SMS presenti sul territorio nazionale. La Società Pinerolese, ad esempio, tra le più antiche d'Italia, si è trasformata in Ente del Terzo settore, espandendo la sua rete di servizi in tutto il Piemonte.

La mutualità contemporanea trova applicazione anche nel campo della sanità integrativa, offrendo un'alternativa alla logica for-profit delle assicurazioni per le famiglie che affrontano spese sanitarie private. Le specificità delle SMS includono la composizione per statuto di soci con diritto di voto, l'assenza di scopo di lucro e l'offerta di sussidi e prestazioni a soggetti in difficoltà economiche.

Il dibattito sulla mutualità si estende anche ai fondamenti filosofici ed etici dell'empatia, dell'altruismo e della solidarietà, riflettendo su come questi concetti si declinino nell'era digitale, dominata da nuove tecnologie e forme di connessione. Le sfide attuali includono la rifondazione di questi principi in una società dove spesso prevalgono il rancore e l'egoismo, e la ricostruzione di legami di solidarietà in contesti in cui il senso di prossimità e comunità sembra affievolirsi.

Esperienze come quella di Smart, Società Mutualistica per artisti presente in Italia e in Europa, dimostrano come i principi del mutualismo possano essere adattati a nuove forme di organizzazione dei lavoratori creativi e flessibili. Sebbene Smart sia giuridicamente una cooperativa, si richiama fortemente ai principi del mutualismo.

Il concetto di "unire le forze" rimane centrale. I ferrovieri, ad esempio, con la Cesare Pozzo, fondata nel 1877, rappresentano un esempio di società con una tradizione ininterrotta di mutuo soccorso a livello nazionale. Attualmente, in Italia operano circa 2.000 società di mutuo soccorso, le cui attività previste dalla legge includono l'assicurazione sanitaria integrativa e il sostegno per le spese funerarie. Esistono inoltre attività ricreative, culturali e di assistenza che vanno oltre il mero supporto ai soci, spaziando dai servizi di trasporto per anziani e malati all'assistenza domiciliare e all'erogazione di borse di studio.

Il lavoro di Carlo Borzaga, figura di spicco nel terzo settore, ha sottolineato la non antiteticità tra solidarietà e impresa. Borzaga ha evidenziato come la solidarietà, intesa come valore, possa essere attuata attraverso strumenti come l'impresa, purché questa sia adeguatamente modellata e conformata agli scopi sociali. L'impresa cooperativa, in particolare, con la sua struttura democratica e la sua apertura, si presta naturalmente ad accogliere lo spirito inclusivo della cooperazione sociale.

La cooperazione sociale, emersa in Italia a partire dagli anni '60 con figure come Giuseppe Filippini e la sua cooperativa San Giuseppe, rappresenta un'evoluzione del principio mutualistico. Il suo slogan "una cooperativa per servire anziché per servirsi" racchiude l'essenza dell'idea di cooperazione sociale. La cooperativa sociale è stata collocata dall'ISTAT nel settore nonprofit, rafforzando la percezione che la solidarietà in ambito cooperativo sia strettamente legata a quest'ultimo.

Tuttavia, questa visione è parziale. La solidarietà sociale altruistica non è l'unica forma di solidarietà. Esistono altre forme, come la solidarietà mutualistica - intesa come reciprocità - che sono alla base della cooperazione tradizionale fin dalle sue origini. Cooperazione tradizionale e cooperazione sociale sono considerate anime di un unico corpo, unite dalla solidarietà.

La solidarietà, intesa come reciprocità, è un pilastro fondamentale della cooperazione sin dalle sue origini. La sua evoluzione ha prodotto nuove forme di solidarietà, dimostrando la sua perenne attualità e la sua capacità di adattarsi ai contesti sociali ed economici più diversi. La mutualità, in tutte le sue manifestazioni storiche e contemporanee, continua a essere un motore di coesione sociale e un mezzo efficace per promuovere il benessere collettivo.

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