Il rifacimento dei seggiolini dello Stadio San Paolo: un progetto di riqualificazione tra estetica e funzionalità

Lo Stadio San Paolo di Napoli, iconico tempio del calcio partenopeo, è stato oggetto di un profondo restyling finalizzato a rispondere alle esigenze della trentesima edizione delle Universiadi, evento multidisciplinare di rilevanza mondiale che ha visto la Campania protagonista con oltre 50 impianti coinvolti. Al centro di questo intervento si è posta la sostituzione integrale dei 55mila seggiolini, un’operazione complessa che ha generato un intenso dibattito tra l'amministrazione comunale e la società Calcio Napoli.

veduta panoramica dello Stadio San Paolo con i nuovi seggiolini colorati

Una scelta cromatica meditata tra Comune e Società

La questione della colorazione dei nuovi sedili ha rappresentato per giorni un punto di attrito significativo. Mentre il Comune di Napoli auspicava una soluzione cromatica uniforme, orientata verso varie gradazioni di azzurro per esaltare l'identità del club e la resa nelle riprese televisive, il presidente della società Calcio Napoli, Aurelio De Laurentiis, premeva per una soluzione multicolore. Il fine dichiarato dal presidente era quello di nascondere, attraverso un gioco ottico, l’impatto visivo di eventuali spalti vuoti.

Dopo una lunga concertazione, l’Associazione temporanea di imprese (Ati) assegnataria della commessa ha proposto un mix cromatico composto da blu, azzurro, bianco e grigio, con alcuni inserti di giallo. La distribuzione del colore è stata studiata per essere più intensa nell'anello superiore e più tenue in quello inferiore, un compromesso tecnico ed estetico che ha trovato il consenso necessario per procedere con l'installazione definitiva.

L'architettura dell'intervento: imprese e competenze

L’appalto per il rifacimento dei seggiolini, del valore di 8,5 milioni di euro, è stato affidato a un consorzio di quattro imprese specializzate. La capofila, l'impresa Tipiesse Spa, ha diretto i lavori forte della sua esperienza nella costruzione di impianti sportivi. A essa si sono affiancate la multinazionale Mondo - nota per aver fornito le sedute per lo Juventus Stadium, il Meazza di Milano e la Dacia Arena di Udine - la Graded Spa, incaricata del montaggio, e la Ceta, fornitrice dei sostegni strutturali.

Il progetto di restyling, approvato dalla Giunta comunale su proposta dell'assessore allo Sport Ciro Borriello, ha risposto non solo a necessità estetiche, ma anche a standard di comfort e sicurezza definiti dalla UEFA. La scelta delle nuove sedute, prevalentemente di tipo ribaltabile (tip-up), ha mirato a trasformare un impianto vissuto, modernizzandolo in vista di un evento di portata internazionale che ha visto la partecipazione di atleti di 18 discipline sportive differenti.

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Il cronoprogramma dei lavori e le sfide tecniche

La sostituzione dei 55mila sedili è stata inserita in un più ampio progetto di riqualificazione funzionale, finanziato dalla Regione Campania con uno stanziamento complessivo di 20 milioni di euro. Le fasi operative sono state dettate da una rigorosa tabella di marcia, necessaria per completare l'intervento entro il 29 giugno, pochi giorni prima dell'inizio delle Universiadi previste per il 3 luglio.

Il processo di rinnovamento ha richiesto passaggi tecnici delicati. Per procedere all'impermeabilizzazione necessaria degli spalti, si è reso necessario lo smontaggio sequenziale dei vecchi sedili. Le operazioni sono partite dall'anello inferiore della Tribuna centrale, settore rimasto inutilizzato durante le partite di calcio, per poi proseguire, dopo l'impegno europeo del Napoli contro l'Arsenal, verso le Curve e il settore inferiore dei Distinti.

Oltre il singolo sedile: una riqualificazione strutturale

L’intervento sui seggiolini non è stato un'operazione isolata, ma l'ultimo tassello di un piano di ammodernamento più vasto per l'impianto di Fuorigrotta. Prima dell'installazione delle nuove sedute, il San Paolo ha beneficiato del rifacimento totale degli impianti audio e di illuminazione, elementi fondamentali per la riuscita di eventi sportivi moderni. Parallelamente, sono stati eseguiti lavori di ristrutturazione dei servizi igienici esistenti ed è stata avviata la gara per la realizzazione di nuovi bagni, colmando storiche lacune infrastrutturali della struttura.

dettaglio tecnico dell'installazione dei seggiolini tip-up con scocca ribaltabile

Questo sforzo collettivo, che ha coinvolto il Commissariato per le Universiadi e i tecnici comunali, ha trasformato lo stadio in un'agorà contemporanea. L’uso del bianco disposto a scacchiera tra le varie tonalità di azzurro e blu ha contribuito a ridisegnare la percezione degli spazi, cercando di superare la tristezza di una gradinata priva di tifosi e creando un'atmosfera capace di accogliere degnamente gli atleti provenienti da ogni parte del mondo per la kermesse multisportiva.

L'impatto sul contesto urbano e sociale

Lo stadio rimane, nella sua essenza, uno spazio pubblico destinato alla collettività. Nonostante le polemiche che hanno accompagnato la genesi del progetto, l'intervento si pone come una necessità funzionale per non perdere il passo con gli standard internazionali. La sfida del restyling non si è limitata alla mera sostituzione di componenti in plastica, ma ha investito la capacità stessa della città di Napoli di accogliere un grande evento, dimostrando come una progettazione condivisa, per quanto complessa, possa superare le divergenze tra istituzioni e privati in nome di un interesse superiore: il recupero di un simbolo sportivo cittadino.

Le scelte progettuali, dalle tipologie di sedute ai cromatismi, riflettono una ricerca di equilibrio tra la gloria storica dello stadio e l'esigenza di una funzionalità tecnologicamente avanzata, confermando che ogni elemento strutturale, dal più piccolo bullone al settore più ampio, contribuisce alla fruibilità complessiva di un bene che appartiene alla comunità.

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