Il legame tra esseri umani e animali è un fenomeno che trascende la semplice compagnia, configurandosi come una vera e propria interazione benefica per la salute fisica e psicologica. Sono numerosi gli studi scientifici che hanno indagato i benefici che l’accudimento di un animale può portare in termini di salute fisica e psicologica. Vivere con un cane o con un gatto sembra essere un toccasana per tutta la famiglia.

I benefici del vivere con gli animali domestici
I ricercatori del Medical College of Georgia, in uno studio pubblicato sul Journal of the American Medical Association, sostengono che vivere con due o più animali domestici, come cani e gatti, dimezzi il rischio di sviluppare allergie grazie all’effetto protettivo causato dal contatto con alcune sostanze situate nella bocca degli amici a quattrozampe. La rivista scientifica Preventive Medicine ha pubblicato i risultati di una ricerca compiuta su un gruppo di persone di età superiore ai 79 anni, tutti proprietari di cani e gatti: queste persone sono risultate più toniche del 12 per cento dei loro coetanei, con una forma fisica pari a uomini e donne di almeno 10 anni in meno.
Secondo diversi studi, infatti, coloro che possiedono un cane tendono ad essere persone fisicamente più attive e meno a rischio di sovrappeso e obesità: il cane obbliga ad uscire di casa e passeggiare, il gattino invoglia a giocare e fare movimento. Gli animali regalano energia e vitalità e favoriscono i contatti sociali e le relazioni. Quando si porta un cane a passeggio non è raro incontrare altri padroni in compagnia dei propri cani e scambiare qualche chiacchiera. Gli animali d’affezione trasmettono gioia, buonumore e fedeltà utili a smorzare le tensioni, alleviare le preoccupazioni e sentirsi meglio. L’interazione con un animale domestico può migliorare l’umore e ridurre i sintomi associati all’ansia. Lo stare insieme può alleviare il senso di solitudine, in particolare per chi vive da solo. Coinvolgere il tatto e stabilire un contatto visivo aiuta a nutrire il legame con un essere vivente.
L’impatto dell’ambiente urbano sul comportamento canino
Può sembrare scontato affermare che, per i cani, fare passeggiate in natura sia divertente. L’olfatto è il senso maggiormente sviluppato nel cane. I cani padronali che vivono nelle città con le proprie famiglie sono immersi in un contesto antropizzato. Esso è più o meno caotico, sovente con spazi non prettamente a misura di animale (neppure dell’essere umano, in realtà…). I “cani urbani” si muovono tra cemento, aiuole e parchi pubblici. In Italia, in alcune città il verde urbano è ben presente e ben tenuto, con spazi dedicati anche ai cani. In molte altre, però, la gestione del verde non è così virtuosa.
I cani sono esposti agli stimoli visivi, olfattivi ed uditivi (rumorosi) del traffico. Spesso vengono portati in situazioni di affollamento, come mercati o ristoranti e questo può causare grande disagio in alcuni soggetti. Possono incontrare altri cani solo nelle aree preposte o al guinzaglio durante le uscite. Uno studio del 2020 [1] ha indagato sui fattori che sono associati all’insorgenza di paure - in particolare paure sociali - nei cani domestici. Uno di questi fattori è il vivere in ambiente urbano. Dal paper [1]: “[…] cani che vivono in un ambiente urbano hanno più paura dei cani e degli estranei rispetto a cani che vivono in ambienti più naturali e agricoli. La relazione tra comportamento e ambiente di vita non è stata studiata prima d’ora nei cani, ma studi sugli esseri umani hanno riportato tassi più elevati di disturbi mentali nelle aree urbane rispetto a quelle rurali”.
“Le aree urbane, come le città, possono essere ambienti molto frenetici e stressanti in cui vivere, sono pieni di stimoli diversi, come rumori improvvisi e forti, che potenzialmente predispongono i cani a sviluppare paura e altri problemi comportamentali”. Questo studio è stato condotto in Finlandia, attraverso questionari somministrati ai proprietari dei cani. Nel panorama scientifico, sembrano mancare ricerche relative ai benefici che le esperienze in ambiente naturale possono portare ai cani. Tuttavia, moltissimi professionisti dell’ambito cinofilo stanno riscontrando effetti tangibili del portare i cani in natura.

Attività in natura come arricchimento e terapia
Cani e umani appartengono a specie diverse e questo aspetto va sicuramente considerato. La percezione degli stimoli e la loro interpretazione può essere differente. Ma il funzionamento del “cervello emotivo” è sovrapponibile nelle due specie. In ambiente naturale i cani posso fare quelle che personalmente definisco “esperienze motorie e sensoriali”. Sentire materiali diversi con il tatto, annusare carpendo informazioni su chi è passato di lì. Esplorare visivamente il sottobosco prima di avventurarvisi. Camminare, trottare o correre su diverse superfici. Superare ostacoli naturali. Bagnarsi in mare o in torrenti. Queste esperienze, se condotte in modo adeguato, sono fonti di arricchimento per l’animale.
Ritengo che un percorso di “educazione” del cane debba essere finalizzato ad una crescita equilibrata del soggetto. Utilizzo molto le sessioni in natura per i cani con difficoltà emotive e patologie del comportamento. Noto che in linea generale l’ambiente naturale favorisce l’apertura verso gli stimoli in animali con paure. Diminuiscono i segni di ansia. Cani che non riescono ad uscire in passeggiata in città, in natura invece esplorano con maggior sicurezza. Inoltre, riescono ad applicarsi meglio ad attività (ad esempio attività di fiuto), che permettono di aumentare l’autostima. Cani che hanno difficoltà a regolare le proprie emozioni, imparano a modulare i livelli di arousal con più facilità in ambienti naturali rispetto alla città, all’ambiente domestico e all’ambiente campo cinofilo.
Cani che sembrano non avere una connessione con il proprietario, scoprono che è bello esplorare insieme. E’ anche possibile che gli incontri tra cani siano più rilassati in ambiente naturale rispetto alle aree cani. Questo accade perché gli spazi sono più ampi. Fornisce vari stimoli sensoriali: odori e tracce, diverse superfici sulle quali muoversi, alternanza luci-ombre, pozzanghere… Ogni giorno è diverso, ogni stagione è diversa! E’ l’ambiente che preferisco per le mie attività.
Gestione e cura del cane: igiene e responsabilità
Il bagnetto al cane è un modo per prendersi cura del suo benessere. Per questo motivo è importante lavare il proprio 4 zampe con prodotti specifici. Un lavaggio appropriato elimina il pelo morto, migliora l'aspetto e la qualità del mantello, evidenzia la presenza di ectoparassiti e di lesioni dermatologiche. Se, inoltre, si abitua il cane al bagnetto in maniera graduale e piacevole, il lavaggio può essere un'opportunità per facilitare il contatto e la manipolazione. I nostri 4 zampe sono membri della famiglia, quindi vivono nei nostri stessi ambienti e condividono gli stessi spazi, e spesso anche il divano ed il letto. Una buona igiene garantisce sicuramente una migliore e più serena convivenza.
Tenere un cane senza pensare alla sua pulizia e benessere, significa essere in balia di sporcizia, parassiti, cattivi odori e possibili malattie della cute. I benefici saranno quindi anche di carattere educativo e sociale: il momento del bagnetto è un modo per entrare ancora di più in sintonia con il proprio cane. Ogni quanto si può fare il bagnetto? La frequenza dei lavaggi può essere maggiore durante l'estate o durante le shampoo-terapie prescritte dal veterinario. Dopo ogni bagno in mare, inoltre, è opportuno risciacquare il cane con acqua dolce. Consigliamo di fare il bagnetto circa una volta al mese. A differenza di quanto accade di solito con il gatto, il cane non si pulisce da solo altrettanto approfonditamente e si limita a toelette mirate a pochi “punti strategici” del corpo. La frequenza con cui sottoporre Fido al bagno dipende ovviamente dal tipo di cane, di clima, di sporcizia e… di pelo.
Come FARE il BAGNO a un CUCCIOLO di CANE
L’attrazione per l’acqua: dal selvatico al domestico
Immergerci nelle calde acque delle terme riduce i nostri livelli di stress e apporta numerosi effetti benefici sul alcune condizioni fisiche. A quanto pare, anche altri animali utilizzano il calore termico naturale sotto forma di sorgenti idrotermali ricevendone beneficio. Si narra, ad esempio, che negli antichi villaggi giapponesi vari animali selvatici abbiano trovato sorgenti termali altamente efficaci nella guarigione delle ferite. Talune specie addirittura vivono nelle acque geotermicamente riscaldate.
I capibara, ad esempio, quando scendono le temperature amano immergersi nelle sorgenti termali. Da cosa si capisce che gradiscono? Basta guardarli in “faccia”! Confrontando le loro espressioni facciali prima e durante il bagno, mentre sono a mollo compare sul loro muso un'espressione rilassata: le palpebre sono socchiuse, e le orecchie vengono gradualmente tirate indietro e appiattite. Anche i macachi giapponesi, noti anche come scimmie delle nevi, adorano immergersi nelle sorgenti di acqua termale presenti nel territorio. Questo comportamento di balneazione nelle sorgenti termali si è poi radicato tra le femmine e i giovani di macaco della regione, tramandandosi fino ai giorni nostri. Ciò suggerisce innanzitutto una funzione termoregolatoria di questo comportamento. Studi recenti suggeriscono anche altre utilità dei bagni termali per i macachi, tra cui la riduzione dello stress e delle infestazioni da pidocchi, che spesso assillano questi animali.
Strategie di sopravvivenza ed igiene in natura
A cambiare sono soltanto la forma, la consistenza, gli odori della pupù, e quelle che potremmo chiamare le funzioni collaterali della “fatta” - così viene chiamato il prodotto della deiezione degli animali selvatici. È il tasso, animale notturno che scava vere e proprie latrine, distanti dall’apertura della tana sotterranea nella quale vive. Tutti gli occupanti di quest’ultima vi si recano, e la latrina viene utilizzata più volte. Tuttavia, non avendo a disposizione un servizio completo stile Sebach che si occupi della rimozione e dello smaltimento dei reflui, i tassi devono scavare altre buche, sempre più lontane… e di conseguenza, espandere la rete sotterranea di cunicoli.
Rispetto al tasso, e dal nostro superficiale punto di vista, dalla parte opposta dello spettro della pulizia ci sono i lagomorfi. Dato che l’erba non è particolarmente sostanziosa, conigli selvatici e lepri pensano bene di mangiarla due volte. Il lupo utilizza i bisogni per marcare il territorio. Al di là dell’odore acre, dovuto alle secrezioni delle glandole pre-caudali, è però la posizione ad essere curiosa: la fatta viene depositata in spazi aperti, molto spesso lungo i sentieri, talvolta sopra a punti dominanti come pietre e cespugli. Questo bizzarro titolo se lo aggiudica l’aquila, che espelle sia pipì che pupù in un’unica soluzione cristallizzata. Il colore bianco è dovuto all’urea, e questa trovata evolutiva è comune a tutti gli uccelli. Aggiorniamo il repertorio con gli usi del pinguino, che per motivi igienici (e per pigrizia, dato che la fa senza uscire di casa) espelle i suoi escrementi “sparandoli” il più lontano possibile dall’apertura del nido. Sì, dei ricercatori hanno provato a calcolare la pressione necessaria a proiettare della pupù ai 40 centimetri di distanza che il pinguino riesce a raggiungere. Risposta: il triplo di quella che serve a noi esseri umani.

Prodotti naturali e approccio professionale alla cura
Detergif Dog di Union Bio è una lozione detergente a base di estratti vegetali utile per la pulizia quotidiana del cane che non necessita di risciacquo, deterge il pelo delicatamente, neutralizza l’odore dell’animale, deodora con una gradevole profumazione ed è facile e veloce da utilizzare. Detergif Dog può sostituire i comuni shampoo a secco e le salviettine. La sua azione è delicata, sfruttando le proprietà degli oli essenziali, pulisce il pelo ed elimina odori forti e fastidiosi.
Green Wash Derma è uno shampoo arricchito con argilla bianca, capace di assorbire le tossine e purificare la cute. Prodotto nella versione sia per cani che per gatti, contiene Aloe barbadensis con proprietà lenitive e rigeneranti e Melaleuca alternifolia che aiuta a limitare la sovracrescita di batteri e funghi. Rispetta il pH fisiologico dell’animale. Ideale per riportare un equilibrio cheratinico immediato sul pelo danneggiato e sulla cute sensibilizzata. Idratante, protettivo ed emolliente. Una pelle irritata e sprovvista del suo film lipidico superficiale può essere più facilmente aggredita da batteri, lieviti e altri agenti aggressivi, capaci di alterarne l’equilibrio. Si può utilizzare anche se la pelle è arrossata perché Green Wash Derma è uno shampoo delicato in grado di ripristinare l’equilibrio cutaneo, riducendo fenomeni di irritazione e prurito. La gestione dell’animale deve avvenire con le modalità più consone e sicure per sé e per gli altri, in base al luogo e alle caratteristiche dell’animale. Compreso l’allenamento fisico. Apprendere a gestire la libertà è importante sia per il cane che per il proprietario. E’ importante valutare ogni possibile pericolo e scegliere percorsi che non mettano in difficoltà cani e persone dal punto di vista motorio. Medici Veterinari comportamentalisti, Educatori ed Istruttori cinofili con esperienza possono proporre sessioni in natura per i cani e i loro proprietari. Inoltre, una collaborazione con guide ambientali escursionistiche può essere fruttuosa. L’utilizzo di attività in ambienti naturali è un qualcosa che incentivo parlando con i proprietari e con i professionisti con i quali mi confronto. Per me, queste modalità operative dovrebbero affiancarsi al lavoro in città, in campo cinofilo e in ambiente domestico. E’ auspicabile che i proprietari si rivolgano ai professionisti.