La pelle dei bambini è delicata e sensibile, per cui ha bisogno di molte cure per prevenire possibili reazioni cutanee. I neonati possono sviluppare eruzioni cutanee perché la loro pelle sensibile si sta adattando al nuovo ambiente fuori dall'utero e può reagire a vari stimoli. Essere neo-genitori fa naturalmente preoccupare quando il neonato mostra segni di eruzione cutanea. Nei primi mesi di vita, incomparabilmente preziosi, la pelle del bambino è particolarmente sensibile.
Le irritazioni cutanee nei neonati e nei bambini possono essere causate da diversi fattori. In genere, le aree cutanee a contatto con il pannolino sono le più colpite. È importante sapere che non tutte le eruzioni cutanee sono ugualmente preoccupanti. I neonati presentano spesso alterazioni cutanee innocue e temporanee, come milia (piccoli brufoletti bianchi) o granulomi neonatali. Tuttavia, se si nota che l'eruzione cutanea persiste, si diffonde, prude o è accompagnata da altri sintomi come la febbre, è opportuno consultare il pediatra.
Un'eruzione cutanea è un cambiamento anomalo della struttura o del colore della pelle. Le cause note delle eruzioni cutanee includono irritazione, allergie, farmaci e infezioni batteriche, micotiche o virali. Le eruzioni cutanee includono rossore, squame bianche o gialle e foruncoli perlacei, ponfi o cisti. Le eruzioni cutanee possono essere causa di prurito, irritazione o dolore oppure asintomatiche.

Principali cause e tipologie di irritazioni cutanee nei neonati
Il viso è la parte più esposta ai fattori esterni, come sole, freddo, vento e cambi di temperatura, che possono danneggiare la pelle sensibile e delicata dei bambini. Gli agenti esterni possono danneggiare la salute e l'aspetto della pelle delicata dei bambini, inficiando il corretto sviluppo della pelle di un bambino. Ecco perché è importante idratare il viso con una crema naturale, per prevenire e combattere la secchezza, le irritazioni e i rossori.
Dermatite da pannolino (Eritema da pannolino)
L’eritema da pannolino è un’eruzione cutanea rosso vivo che di solito si sviluppa quando la pelle del neonato viene a contatto con un pannolino sporco di urina, feci o entrambi. L’umidità sulla pelle del bambino provoca irritazione. Le dermatosi dell’area del pannolino sono piuttosto frequenti nel lattante e costituiscono motivo di preoccupazione e difficoltà di gestione per i genitori. La dermatite da pannolino può essere provocata da un’infezione da Candida, un fungo che causa in genere eruzioni di colore rosso vivo nelle pieghe cutanee, accompagnate da piccole macchie rosse. Raramente, la dermatite da pannolino è di origine batterica. I bambini allattati al seno tendono a presentare dermatiti da pannolino con minore frequenza, poiché le loro feci contengono meno enzimi e sostanze irritanti. Di solito non procura fastidio al bambino.
La salute della pelle delicata del vostro bambino è strettamente legata al tipo di pannolino che utilizzate. I pannolini di stoffa possono essere un'ottima soluzione per alleviare o prevenire le eruzioni cutanee. Essi sono realizzati con materiali naturali come il cotone biologico. Questo non solo è morbido sulla pelle, ma anche libero da chimici nocivi, che si trovano in molti pannolini usa e getta. I pannolini di stoffa sono più traspiranti dei pannolini usa e getta tradizionali. Consentono inoltre una migliore circolazione dell'aria. Poiché i pannolini di stoffa contengono meno o nessuna sostanza chimica, il rischio di reazioni allergiche e irritazioni cutanee è minore. Questo li rende una buona scelta per i bambini con pelle sensibile o per i neonati soggetti a eruzioni cutanee.

Essere consapevoli di ciò che si mette addosso al proprio bambino è il primo passo verso una pelle sana e felice. I pannolini di stoffa sono ispirati alla natura e progettati per proteggere la pelle delicata del bambino, riducendo al minimo l'impronta ecologica. I materiali naturali non solo sono delicati sulla pelle del bambino, ma sono anche biodegradabili. I pannolini possono essere lavati e riutilizzati più volte. Rispetto ai pannolini usa e getta, che impiegano centinaia di anni per decomporsi e rilasciano sostanze chimiche nocive, i pannolini di stoffa sono una scelta più ecologica.
La decisione di passare dai pannolini usa e getta a quelli di stoffa può sembrare all'inizio sconvolgente. Non è necessario passare da un giorno all'altro dai pannolini usa e getta a quelli di stoffa. Si può iniziare lentamente, vestendo il bambino con i pannolini di stoffa durante il giorno e usando quelli usa e getta di notte o quando si è fuori casa. La cura dei pannolini di stoffa è più semplice di quanto si possa pensare. Possono essere lavati nella lavatrice e molti modelli possono anche essere asciugati in asciugatrice. È importante utilizzare un detersivo delicato e senza profumo per evitare irritazioni della pelle.
Dermatite seborroica (Crosta lattea)
È una forma di dermatite molto comune nei neonati, che appare in forma di rossori e desquamazione, soprattutto sulla fronte e dietro le orecchie, e che generalmente va a scomparire da sola. La crosta lattea è un’eruzione cutanea caratterizzata da croste squamose di colore rosso-giallastro che interessano il cuoio capelluto del bambino. A volte un’eruzione simile può essere presente nelle pliche cutanee del bambino. La causa non è nota. La crosta lattea non è dannosa e scompare nella maggior parte dei bambini verso i 6 mesi di età.
Nei neonati con dermatite atopica, uno dei primi segni potrebbe essere la comparsa della "crosta lattea": un eczema seborroico di breve durata, caratterizzato da squame giallastre e prurito, localizzato sul cuoio capelluto. Questo quadro persiste fino ai due anni circa. L’eczema seborroico è una forma infiammatoria che colpisce le aree ricche di ghiandole sebacee. Nei neonati si manifesta generalmente come “crosta lattea” (dermatite seborroica infantile), caratterizzata da squame giallastre e untuose sul cuoio capelluto, che possono estendersi a sopracciglia, area del pannolino, pieghe del collo o di altre aree. Questa forma è associata alla colonizzazione da parte del fungo Malassezia furfur, che prolifera nelle aree ricche di sebo; a differenza della dermatite atopica, generalmente non è pruriginosa e tende a risolversi spontaneamente entro i primi mesi di vita.
Dermatite periorale (Dermatite da bavaglino)
Questo tipo di eruzione è conosciuta come dermatite da bavaglino, perché si presenta soprattutto nella zona intorno alle labbra e alle guance, ma anche sul collo e sul petto, a causa della saliva che si accumula nelle pieghe della pelle. La saliva all'angolo della bocca può causare macchie rosse sul viso.

Pelle atopica (Dermatite atopica o Eczema)
È uno dei principali problemi della pelle sensibile e delicata di neonati e bambini e il viso è una delle zone dov’è più comune che compaia. I sintomi possono variare a seconda della pelle e del periodo dell’anno, ma generalmente sono prurito, rossore e irritazione. La dermatite atopica può interessare anche gli adulti, dal momento che si tratta di una malattia infiammatoria cronica con base autoimmune, legata a una predisposizione genetica, che persiste per tutta la vita. In tutti i casi, la dermatite atopica (detta anche eczema atopico) si riconosce per la comparsa di chiazze arrossate, ispessite e desquamanti sulla superficie cutanea, generalmente associate a bruciore, fastidio e a una sensazione pruriginosa più o meno intensa.
Nei bambini con dermatite atopica più grandi, le macchie si presentano sempre arrossate, ma caratterizzate da una maggiore secchezza e desquamazione (che gli conferisce un aspetto "polveroso" o a scaglie), e si localizzano soprattutto a livello delle pieghe dei gomiti e delle ginocchia, nella zona dei polsi e delle caviglie. Benché sempre presente, la dermatite atopica si manifesta in modo oscillante, con fasi acute in cui sono presenti le lesioni cutanee alternate a fasi di remissione sostanzialmente prive di sintomi. Le riacutizzazioni possono svilupparsi per cause molto diverse, ma la principale riguarda l'esposizione a fattori scatenanti ambientali che sollecitano la pelle atopica in modo improprio.
La dermatite atopica è un’eruzione cutanea rossa, a scaglie e pruriginosa. Tende a comparire in modo intermittente sotto forma di macchie e spesso peggiora quando il tempo è freddo e secco. Nei bambini tendono a presentarsi eruzioni con arrossamenti, essudato e croste, su viso, cuoio capelluto, zona coperta dal pannolino, mani, braccia, piedi o gambe. La dermatite atopica tende ad essere ereditaria e, in molti casi, si ritiene sia dovuta a una variazione genetica che influisce sulla capacità della pelle di trattenere l’umidità e fornire protezione contro batteri, sostanze irritanti, allergeni e fattori ambientali. Questa funzione di barriera cutanea debole probabilmente scatena anche la risposta immunitaria che porta alla cute infiammata e al prurito.
L’eczema infantile può manifestarsi già nei primi mesi di vita e, sebbene in molti casi tenda a migliorare con la crescita, può causare disagio significativo sia al piccolo che alla famiglia. La parola “eczema” deriva dal greco ekzein, il cui significato letterale è “ribollire” o “fare eruzione”, un termine che descrive efficacemente l’aspetto infiammato e arrossato della pelle interessata da questo problema. Mentre la parola “dermatite” indica genericamente un’infiammazione della pelle, l’eczema si riferisce specificamente a un’infiammazione cutanea con caratteristiche istologiche e cliniche ben definite. Dal punto di vista fisiopatologico, l’eczema comporta un’alterazione della barriera cutanea, con conseguente perdita di acqua dall’epidermide, lo strato più esterno della nostra cute, e maggiore permeabilità agli allergeni e agli irritanti ambientali.
Il prurito rappresenta il sintomo più caratteristico e debilitante della malattia, in quanto può essere così intenso da interferire con il sonno, l’alimentazione e le attività quotidiane del bambino. Questo sintomo tende a peggiorare durante la notte e dopo il bagnetto, creando un ciclo “prurito-grattamento” che aggrava le lesioni cutanee. Oltre al prurito, altri sintomi sono il rossore e le eruzioni cutanee, manifestazioni visibili dell’infiammazione in corso: le aree colpite appaiono arrossate, gonfie e possono presentare piccole vescicole che, rompendosi, rilasciano liquido sieroso, creando croste. La secchezza cutanea (xerosi) è un sintomo costante nell’eczema: infatti, la pelle appare ruvida, disidratata e tende a desquamarsi facilmente.
L’eczema costituzionale, noto anche come dermatite atopica, ha una forte componente genetica, per cui i bambini con storia familiare di atopia (asma, rinite allergica, dermatite atopica) presentano un rischio significativamente maggiore di svilupparlo. L’eczema allergico, invece, si sviluppa quando il sistema immunitario reagisce in modo esagerato a sostanze normalmente innocue, chiamate “allergeni”. Nei bambini, gli allergeni più comuni includono, ad esempio, quelli di tipo alimentare (latte, uova, frutta secca, grano, soia, pesce), acari della polvere, pollini, peli di animali domestici (come il gatto), muffe, lattice, nichel (presente in gioielli, bottoni, fibbie).
L’eczema irritativo si verifica quando la pelle entra in contatto ripetuto o prolungato con sostanze irritanti che danneggiano direttamente la barriera cutanea, in assenza di meccanismi allergici, e non richiede sensibilizzazione, potendo verificarsi al primo contatto con sostanze aggressive. Nei bambini, gli irritanti più frequenti sono: detergenti aggressivi e saponi, saliva (dermatite peribuccale nei neonati), urina e feci (dermatite da pannolino), sudorazione eccessiva, tessuti sintetici o lana ruvida, profumi, cloro delle piscine.
L’eczema da stress è correlato allo stress emotivo, all’ansia e alle tensioni psicologiche, che possono scatenare l’eczema o provocare riacutizzazioni dello stesso o peggiorare una condizione preesistente. Questo avviene attraverso diversi meccanismi: lo stress attiva l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, provocando il rilascio di cortisolo e altre sostanze, che possono alterare la funzione immunitaria e la barriera cutanea. Nei bambini, ad esempio, situazioni stressanti possono includere: inserimento scolastico, nascita di un fratellino o di una sorellina, conflitti familiari, cambiamenti nella routine o traumi emotivi.
Esistono diverse tipologie di eczema, ciascuna con caratteristiche in base a: età di insorgenza, localizzazione, fattori scatenanti e decorso clinico. L’eczema atopico, o dermatite atopica, è la forma più comune di eczema pediatrico. Si manifesta tipicamente nei primi 6 mesi di vita e fa parte della cosiddetta “marcia atopica”, spesso precedendo lo sviluppo di asma e rinite allergica. Questa forma è caratterizzata da lesioni che cambiano aspetto e localizzazione con l’età: nei neonati colpisce principalmente viso, cuoio capelluto e superfici estensorie, mentre nei bambini più grandi e adolescenti si localizza preferenzialmente nelle pieghe (pieghe antecubitali, cioè all’interno del gomito, cavo popliteo, collo).
L’eczema da contatto si divide in due sottotipi: allergico e irritativo. Le lesioni dell’eczema da contatto sono tipicamente ben delimitate e localizzate nella zona di contatto con l’allergene o l’irritante. L’eczema da sudore (miliaria rubra o sudamina), invece, è comune nei neonati e nei bambini piccoli, specialmente in estate o in climi caldi-umidi. Infine, l’eczema diabetico, raro nei bambini, ma che può verificarsi in pazienti pediatrici con diabete di tipo 1. La maggior parte di queste forme hanno andamento acuto e, opportunamente trattate, ove necessario, si risolvono senza criticità.

Sempre nei neonati e nei bambini piccoli è comune anche l’eczema al viso, in cui le guance sono tipicamente le prime aree colpite, presentando arrossamento, secchezza e talvolta essudazione. Nel caso in cui sia presente un eczema agli occhi, invece, essendo questa una localizzazione delicata, bisogna prestare particolare attenzione, poiché se non opportunamente trattato, il rischio è di compromettere la vista. Tipicamente sono coinvolte le palpebre, che possono presentare arrossamento, gonfiore, desquamazione e prurito intenso, tanto che il grattamento ripetuto può causare ispessimento palpebrale e aumentare il rischio di infezioni oculari. Meno frequente è l’eczema delle ascelle, correlabile a dermatite atopica nelle pieghe, dermatite da contatto (provocata da deodoranti e/o tessuti) o dermatite seborroica, che si presenta con arrossamento, macerazione e prurito.
Al contrario, l’eczema dei gomiti rappresenta una localizzazione classica della dermatite atopica nei bambini sopra i 2 anni. Le pieghe antecubitali (piega interna del gomito) sono tra le aree più frequentemente colpite, presentando lesioni eritematose, lichenificate e intensamente pruriginose. Per quanto riguarda gli arti inferiori, invece, l’eczema alle gambe può manifestarsi in diverse forme. Nei bambini più piccoli solitamente è legato alla dermatite atopica, colpendo principalmente la superficie estensoria (parte anteriore), mentre nei bambini più grandi tende a localizzarsi nelle pieghe posteriori del ginocchio. Infine, l’eczema ai piedi può presentarsi come eczema disidrosico (disidrosi), caratterizzato da vescicole pruriginose, talvolta dolorose, sui lati delle dita e sulla pianta del piede. In generale, sono possibili anche altre localizzazioni, come polsi, caviglie, addome e torace, ma solitamente sono presenti nelle forme croniche e particolarmente estese.
Nei neonati/lattanti (0-6 mesi), l’eczema si manifesta tipicamente sul viso, in particolare sulle guance, risparmiando generalmente l’area del naso. Le lesioni appaiono essudanti, con formazione di croste, mentre il cuoio capelluto può essere coinvolto con presenza di “crosta lattea”. Nella prima infanzia (6 mesi - 2 anni), l’eczema tende a estendersi a tronco ed estremità, in particolare in corrispondenza delle superfici estensorie. Nei bambini (2-12 anni), l’eczema migra verso le pieghe cutanee: fosse antecubitali, cave poplitee, collo, polsi e caviglie e le lesioni tendono a diventare più secche, ispessite e lichenificate a causa del grattamento cronico. Negli adolescenti, invece, l’eczema può localizzarsi prevalentemente alle pieghe, mani e viso, con possibile remissione spontanea o persistenza per lunghi periodi, anche fino all’età adulta.
I bambini, specialmente quelli più piccoli, possono avere difficoltà a controllare l’impulso di grattarsi, peggiorando le lesioni e aumentando il rischio di infezioni. Allo stesso modo, se notturno, il prurito può compromettere significativamente la qualità del sonno, con conseguenze sullo sviluppo, l’apprendimento, l’umore e il comportamento.
Acne neonatale
Può apparire durante le prime settimane di vita, sotto forma di brufoletti, macchie e rossore.
Infezioni virali
Le infezioni virali sono spesso causa di eruzioni cutanee nella prima infanzia. Le eruzioni cutanee causate da roseola infantum ed eritema infettivo (quinta malattia) sono innocue e di solito scompaiono senza trattamento. Le eruzioni cutanee causate da morbillo, rosolia e varicella sono meno comuni, perché i bambini ricevono vaccini che prevengono queste infezioni, ma possono manifestarsi nei bambini non vaccinati.
Dermatofitosi (Tigna)
Le dermatofitosi (chiamate anche tigna o tinea) sono infezioni micotiche della pelle. Nei bambini, le infezioni del cuoio capelluto (tinea capitis) e del corpo (tinea corporis) sono le più frequenti. La diagnosi e il trattamento delle dermatofitosi sono identici nei bambini e negli adulti e di solito includono farmaci antimicotici applicati sulla pelle o assunti per via orale. Alcuni bambini sviluppano una reazione infiammatoria all’infezione micotica che provoca i kerion, aree doloranti, infiammate e gonfie del cuoio capelluto. Un kerion può necessitare di ulteriore trattamento.
Mollusco contagioso
Il mollusco contagioso è un gruppo di foruncoli o papule perlacei, color carne causati da un’infezione cutanea virale che, in genere, scompaiono senza alcun trattamento. Tuttavia, il virus che provoca questa infezione è contagioso.
Milia
I milia sono piccole cisti perlacee presenti sul viso dei neonati. Sono causate dalle prime secrezioni delle ghiandole sudoripare del bambino.
Altre cause di irritazioni
La lana contro la pelle, i tessuti sintetici o ruvidi possono provocare prurito sul corpo, semplicemente strofinando i vestiti. Anche l'aria fredda e secca o la saliva all'angolo della bocca possono causare macchie rosse sul viso. Il sudore sensibilizza la pelle e promuove irritazioni, arrossamenti e prurito.
Dermatite atopica nei bambini e negli adulti, come affrontarla?
Rimedi e consigli per prevenire e trattare le irritazioni cutanee
Le eruzioni cutanee che richiedono trattamento possono essere alleviate da detergenti delicati, pomate emollienti, pomate a base di antibiotici o corticosteroidi e/o farmaci anti-prurito. Tuttavia, esistono metodi e precauzioni semplici che possono aiutare ad alleviare o prevenire queste irritazioni.
Cura della pelle quotidiana
- Idratazione e protezione del viso: Come abbiamo visto, il viso dei bambini è la parte più esposta ai fattori esterni e quella più soggetta a reazioni cutanee, ecco perché è importante mantenere la loro pelle idratata e protetta con una crema pensata apposta per la pelle sensibile e delicata. Ad esempio, una crema come la Calming Sunflower Face Cream idrata, ripara, lenisce e protegge la pelle dei più piccoli, prevenendo la comparsa di rossori e irritazioni. La sua formula è 100% naturale e contiene attivi naturali di alta qualità come il girasole biologico, l'olio di sesamo, l'olio di mandorle, l'ectoina naturale e l'aloe vera biologica. Questa crema viso è ideale per la pelle atopica, perché contiene ingredienti naturali come l'olio di mandorle e di girasole biologico, che hanno l’effetto calmante e protettivo di cui la pelle del bambino ha bisogno. Grazie all’ectoina naturale, la Calming Sunflower costruisce una barriera protettiva contro l'inquinamento e gli agenti esterni. È indicata anche per le pelli secche, perché contiene aloe vera biologica, che forma un film rinfrescante sul viso che trattiene l'umidità all’interno degli strati cutanei.
- Prodotti delicati e ipoallergenici: Utilizzare prodotti per la cura della pelle delicati e ipoallergenici, studiati appositamente per la pelle sensibile dei bambini. Evitate prodotti con profumi, coloranti o sostanze chimiche aggressive che possono irritare la pelle. Quando la pelle è irritata o a seguito di un'infiammazione è bene prediligere prodotti idratanti e lenitivi privi di sostanze artificiali o profumi che sottopongano la pelle ad un ulteriore stress. La pelle sana dei neonati e dei lattanti non richiede l’uso di prodotti specifici e per prendersene cura nel modo migliore, il primo consiglio degli esperti è di non farne abuso perché potrebbe causare irritazioni e favorire allergie. La prima indicazione è quella di evitare i detergenti schiumogeni per lavare la pelle di neonati e lattanti e di preferire prodotti senza tensioattivi.
- Bagnetto: Per far rilassare i più piccoli, contribuendo a rimuovere i residui dell’inquinamento ambientale, l’indicazione è quella di fargli un bel bagnetto anche quotidiano e di breve durata, con acqua tiepida e detergente oleoso. Nei bambini con dermatite atopica, l’igiene quotidiana deve sollecitarla il meno possibile. Il tempo di immersione nell'acqua e di detersione deve essere minimo. Il bagnetto del bambino con dermatite atopica non deve durare più di 10-15 minuti e va utilizzata acqua tiepida (temperatura 32-34°C), poiché il contatto prolungato con l’acqua e il calore danneggiano la barriera cutanea protettiva e disidratano la pelle, facilitando lo sviluppo di irritazione e prurito. La scelta dei detergenti da usare durante il bagnetto è fondamentale. L’ideale è optare per prodotti senza sapone (fluidi, gel o pane dermatologico), con pH leggermente acido (5,5-6,0) simile a quello della cute, ipoallergenici o specifici per la pelle atopica. Dopo averla asciugata bene, tamponando leggermente con teli in cotone morbido, la pelle del bambino con dermatite atopica va sempre "nutrita".
- Evitare salviette umidificate e oli "naturali": Stessa indicazione riguardo le salviette umidificate per l’igiene: vanno evitate. Ultima cosa da evitare, l’uso di prodotti ‘naturali’, in particolare gli olii per l’idratazione del corpo perché non testati sui bambini.
Gestione dell'eritema da pannolino
- Cambio frequente del pannolino: Per mantenere la pelle del bambino asciutta e pulita, cambiate il pannolino ogni volta che è necessario. Non lasciate il bambino con il pannolino pieno per troppo tempo, anche se i pannolini usa e getta possono assorbire grandi quantità di urina. Il trattamento principale dell’eritema da pannolino consiste nel cambio frequente del pannolino. Si può prevenire o ridurre usando pannolini con gel assorbenti, evitando pannolini di plastica che costringono o che mantengono umida la pelle e cambiando di frequente i pannolini sporchi.
- Pulizia adeguata: Pulite delicatamente e accuratamente l'area del pannolino a ogni cambio. La cute del bambino deve essere lavata delicatamente con un sapone delicato e acqua.
- Lasciare respirare la pelle: Lasciate che il vostro bambino passi regolarmente del tempo senza pannolino. Questo aiuta la pelle ad asciugarsi. Inoltre, permette alla pelle di respirare, riducendo così il rischio di dermatite da pannolino. Per farlo, lasciate che il vostro bambino svolazzi nudo su una superficie calda.
- Pomate protettive: L’uso di un emolliente per la pelle e di una pomata che crea una barriera tra pelle e pannolino, ad esempio zinco, vaselina o preparazioni a base di vitamina A e D, possono essere di aiuto. Non applicare creme/paste emollienti (come quella all’ossido di zinco) se la pelle è sana e, qualora necessarie, applicarne uno strato sottile 2 volte al giorno. Non considerare ogni dermatosi dell’area del pannolino come candidiasi (quindi non usare sempre la crema antimicotica) ed evitare rigorosamente l’impiego di cortisonici topici.
- Trattamenti specifici: Se il medico diagnostica un’infezione da Candida, può essere necessaria una crema antimicotica. Mentre si può ricorrere alla crema antibiotica se l’eruzione cutanea è causata da batteri.
Gestione della crosta lattea
- Shampoo e olio minerale: La crosta lattea può essere trattata con shampoo regolare con solfuro di selenio e massaggiando olio minerale sul cuoio capelluto per contribuire a far staccare le squame prima dello shampoo, che possono essere eliminate con un pettine a denti stretti.
- Corticosteroidi: Se la crosta lattea non migliora con queste misure, possono essere necessari altri trattamenti, ad esempio creme a base di corticosteroidi.
Gestione della dermatite atopica
In caso di dermatite atopica, sia per diminuire il rischio di scatenare una fase acuta, sia per alleviare gli eventuali sintomi già presenti e garantire il massimo benessere, è importante agire sui fattori ambientali che possono sommarsi ai fattori genetici all'origine della malattia.
- Idratanti ed emollienti: La terapia della dermatite atopica include l’uso di creme idratanti, saponi delicati e aria umidificata. Quando sono presenti lesioni cutanee tipiche della fase acuta, al posto di una comune crema idratante ed emolliente, è preferibile optare per preparati topici più specifici, contenenti composti in grado di proteggere e ripristinare attivamente la barriera cutanea. A questo scopo, si sono dimostrate utili formulazioni a base di lipidi molto simili a quelli naturalmente presenti nell'epidermide (glicerina, ceramidi ecc.) e pantenolo (pro-vitamina B5). Una crema di questo tipo può essere utilizzata in tutta serenità sulle lesioni cutanee, anche nei bambini più piccoli ancora in allattamento, in quanto estremamente ben tollerata e del tutto priva di corticosteroidi. La crema per eczema di tipo emolliente rappresenta il pilastro fondamentale del trattamento, da applicare quotidianamente, anche durante i periodi di remissione, per ripristinare e mantenere la funzione barriera della pelle. Le creme più efficaci contengono ingredienti come ceramidi e acidi grassi, da applicare abbondantemente su tutta la superficie corporea, preferibilmente subito dopo il bagno quando la pelle è ancora leggermente umida.
- Antiprurito: Se, nonostante una corretta igiene/idratazione, la sensazione pruriginosa è intensa e il bambino tende a grattarsi, è utile ripetere l’applicazione di acqua termale ed emollienti sulle zone interessate più volte al giorno e prima del riposo notturno. Inutile chiedere ripetutamente al bambino con dermatite atopica di non grattarsi: soprattutto se è piccolo, è un istinto che non può controllare e continuare a sottolineare il problema non fa che generare una frustrazione aggiuntiva, del tutto controproducente. È importante, invece, curare regolarmente le unghie, tenendole corte e prive di spigoli taglienti. Levigarle e arrotondarne i margini con una limetta può essere sufficiente per limitare i danni involontari all'epidermide.
- Creme a base di corticosteroidi e farmaci anti-prurito: La terapia della dermatite atopica include l'uso di creme a base di corticosteroidi e farmaci anti-prurito (come difenidramina, cetrizina e loratadina). I corticosteroidi topici rappresentano la terapia antinfiammatoria di prima linea per le riacutizzazioni dell’eczema, riducendo anche il prurito. Ne esistono diversi tipi, classificati in base alla loro “potenza”, per cui vengono scelti in base alla gravità dell’eczema, alla sua localizzazione e all’età del bambino. Ad esempio, quelli a potenza lieve (idrocortisone 0,5-1%), si impiegano per viso, pieghe e nei bambini molto piccoli, mentre quelli a potenza media (mometasone furoato, betametasone valerato) sono indicati per il tronco e le estremità. Solo nelle forme gravi e persistenti è necessario ricorrere a quelli a potenza elevata. È importante utilizzare i corticosteroidi secondo le indicazioni mediche, tipicamente una o due volte al giorno per brevi periodi (cinque-sette giorni), per evitare effetti collaterali come assottigliamento cutaneo e smagliature.
- Antistaminici: Vengono utilizzati principalmente per controllare il prurito, specialmente notturno, e migliorare la qualità del sonno. Gli antistaminici di prima generazione (idrossizina, difenidramina) hanno effetto sedativo, che può essere utile anche per il riposo notturno, mentre quelli di seconda generazione (cetirizina, loratadina) non causano sonnolenza e sono preferibili per l’uso diurno.
- Evitare i fattori scatenanti: Evitare i fattori che scatenano le allergie del bambino può aiutare ad alleviare il problema. Se in casa c’è un bambino con dermatite atopica, è buona regola evitare di ospitare animali con pelo all'interno dell'abitazione, optando (ove possibile) per una cuccia coperta e confortevole in giardino o in un altro spazio esterno adeguato.
- Abbigliamento: Controllare la temperatura corporea e l'umidità della pelle del bambino mentre dorme o gioca (per esempio, infilando una mano sotto la maglietta per pochi secondi) e variare l'abbigliamento e il livello di copertura in modo corrispondente.
- Estate e attività acquatiche: Nonostante il caldo e l’aumento della sudorazione, in genere, l’estate è la stagione migliore per i bambini che soffrono di atopia. Nuotate e giochi in piscina o al mare non sono controindicati al bambino con dermatite atopica, a patto di risciacquare bene la cute con acqua dolce subito dopo il bagno per evitare che il cloro o il sale la disidratino eccessivamente. Se la pelle è estremamente sensibile, può essere protetta con una crema-barriera.
- Bagni tiepidi con avena o bicarbonato: Bagni tiepidi brevi (5-10 minuti) con acqua non troppo calda, che aiutano a idratare la pelle e rimuovere croste e impurità, eventualmente con aggiunta di avena colloidale e bicarbonato di sodio per le loro proprietà lenitive.
- Tecniche di rilassamento: Tecniche di rilassamento e gestione dello stress possono essere utili come approccio complementare, specialmente per bambini più grandi e adolescenti, come yoga e meditazione, sino alla terapia cognitivo-comportamentale.
Altri approcci e terapie per l'eczema
- Farmaci sistemici e immunosoppressori: Nei casi di eczema grave resistente ai trattamenti topici, possono essere necessari.
- Fototerapia: Utilizza radiazioni ultraviolette (UV) per ridurre l’infiammazione cutanea. Le modalità più comuni includono UVB a banda stretta, UVA e PUVA (psoraleni + UVA). La fototerapia è efficace nelle forme estese di eczema che non rispondono ai trattamenti topici, ma il suo utilizzo nei bambini è limitato dalle preoccupazioni relative all’esposizione cumulativa agli UV e al potenziale rischio di cancro cutaneo a lungo termine.
- Antibiotici: Sono necessari quando si verifica una sovrainfezione batterica, tipicamente da Staphylococcus aureus, batterio tipico della pelle. Segni di infezione batterica includono essudazione purulenta, croste giallastre, sino alla comparsa di febbre. Gli antibiotici possono essere sia topici (mupirocina, acido fusidico) per infezioni localizzate, che sistemici (cefalosporine, penicilline) per infezioni estese.
- Rimedi naturali complementari: Sebbene alcuni rimedi possano offrire benefici, è importante sottolineare che dovrebbero integrare, non sostituire, i trattamenti medici convenzionali. Gel di aloe vera pura possiede proprietà idratanti, lenitive e antimicrobiche. I probiotici possono influenzare positivamente il sistema immunitario attraverso l’asse intestino-pelle.
Gestione delle dermatiti da contatto
Le dermatiti da contatto sono malattie infiammatorie delle pelle e delle mucose, provocate dal contatto con agenti chimici, fisici o biologici. La reazione prevede un'iniziale fase di sensibilizzazione, nel momento in cui la sostanza scatenante (allergene) entra a contatto con la pelle. Un buon esame obiettivo dermatologico permette di identificare correttamente il tipo di dermatite da contatto e spesso anche le sue cause, sebbene le dermatiti da contatto siano simili ad altre malattie della pelle (dermatite atopica, dermatite seborroica, tinea corporis e psoriasi), che vanno quindi escluse. Il patch-test si basa sull'impiego di dischetti di cellulosa, ognuno dei quali contiene una sostanza in grado di causare una reazione allergica nei bambini predisposti. Dopo 48 ore i dischetti vengono rimossi e viene valutato l'aspetto delle aree di pelle sottostanti. Evitare o ridurre i contatti con la sostanza individuata come causa della dermatite è il primo comportamento necessario.
Quando consultare un medico
Se notate che l'eruzione cutanea del vostro bambino non migliora, si sta diffondendo o è accompagnata da altri sintomi, dovete consultare un pediatra. È importante sapere che non tutte le eruzioni cutanee sono ugualmente preoccupanti. I neonati presentano spesso alterazioni cutanee innocue e temporanee. Tuttavia, se si nota che l'eruzione cutanea persiste, si diffonde, prude o è accompagnata da altri sintomi come la febbre, è opportuno consultare il pediatra.