La Sicurezza dei Bambini sui Taxi in Italia: Un Vuoto Normativo Pericoloso

Nonostante le petizioni di genitori in passato, sanzioni e sospensioni della patente riguardano solamente le auto private. Il codice della strada è chiaro: in auto i bambini di statura inferiore al metro e mezzo devono viaggiare assicurati ad appositi seggiolini, ma questo non vale sui taxi, dove i seggiolini auto non sono obbligatori. E, non essendo obbligatori, nessuno (o quasi) ce li ha: la risposta che ci viene data più o meno da quasi tutti i tassisti è la seguente: “Il bambino lo può tenere in braccio, la legge lo consente”. Poco importa che il rischio in caso di incidente sia il medesimo che su un’auto privata, dove, se si viene sorpresi con il bimbo in braccio la sanzione va da 81 a 323 euro, e, in caso di recidiva, la sospensione della patente fino a 2 mesi. Ed è giusto, perché in caso di incidente i traumi possono essere fatali, anche a basse velocità. Secondo i dati Aci-Istat nel 2017, 25 bambini tra 0 e 9 anni sono deceduti in auto e più di 6 mila sono rimasti feriti.

bambino su seggiolino auto

Una Mancanza di Obbligo Normativo Persistente

La situazione normativa in Italia riguardo all'uso dei seggiolini per bambini sui taxi è un esempio lampante di una lacuna legislativa che mette a rischio i più piccoli. L'articolo 172 del Codice della Strada, pur essendo molto preciso per quanto riguarda i veicoli privati, presenta un'eccezione significativa per i taxi e altri mezzi di trasporto pubblico. In sostanza, mentre per le auto private l'obbligo di utilizzare sistemi di ritenuta omologati è tassativo per i bambini sotto il metro e mezzo di altezza, sui taxi questo obbligo viene a cadere. Questa deroga, sebbene prevista dalla legge, lascia i bambini particolarmente vulnerabili in caso di sinistro.

Le ragioni dietro questa eccezione normativa sono difficili da comprendere, specialmente considerando che gli incidenti stradali non conoscono distinzioni tra veicoli privati e pubblici e possono verificarsi in qualsiasi contesto urbano. L'assenza di un obbligo specifico per i taxi non solo crea una disparità di trattamento ma, soprattutto, espone i bambini a rischi evitabili. La logica di base, secondo cui i bambini devono essere protetti, sembra essere sospesa non appena si sale a bordo di un taxi o di altri mezzi di trasporto collettivo.

Bambini in auto e Seggiolini - Cosa dice la Legge!

L'Esperienza sul Campo: Una Realtà Complessa

Le indagini condotte in alcune delle maggiori città italiane rivelano un quadro eterogeneo, ma tendenzialmente carente per quanto riguarda la disponibilità e l'uso dei seggiolini sui taxi. A Roma, Carlo Corsetti, ex Federtaxi e attuale presidente dell’Associazione Romana Tassisti, sottolinea che i taxi non forniscono il servizio perché non c’è obbligo di legge, rimandando la responsabilità ai genitori. La categoria, inoltre, sta attraversando un momento difficile, e il tema dei seggiolini potrebbe essere visto come una distrazione dai problemi più urgenti.

A Napoli, la situazione è ancora più critica: non ci sono seggiolini sulle vetture, nemmeno prenotandoli in anticipo o pagando un supplemento. Patrizio Nacarlo, segretario di Federtaxi Napoli, con un pizzico di ironia, afferma che "Qui non ci mettiamo nemmeno le cinture, figuriamoci se usiamo i seggiolini auto". La giustificazione addotta è che, a causa del traffico intenso, le velocità sono basse e il bambino può stare in braccio alla mamma. Inoltre, viene sollevata la questione dello spazio occupato dai seggiolini.

A Torino, la possibilità di avere un seggiolino è contemplata, ma a costi elevati, rendendo il servizio poco accessibile per tragitti brevi. A Palermo, invece, è sufficiente riservarlo il giorno precedente pagando un supplemento modesto. A Genova sono disponibili pochi seggiolini, sempre con un costo aggiuntivo. Sorprendentemente, a Milano, uno dei centri nevralgici d'Italia, i principali servizi di taxi contattati hanno negato la disponibilità di seggiolini, suggerendo ai genitori di portarli da casa, con la motivazione che in città è sufficiente tenere il bambino in braccio.

Questi riscontri sul campo evidenziano una diffusa resistenza o semplicemente una mancanza di proattività da parte della categoria dei tassisti, spesso giustificata dalla mancanza di un obbligo di legge. La disponibilità di seggiolini, quando presente, è spesso legata a costi aggiuntivi che ne limitano l'effettiva fruizione.

Petizioni e Appelli Inascoltati: Un Grido di Aiuto dalla Società Civile

La questione della sicurezza dei bambini sui taxi non è nuova e ha visto in passato diverse iniziative da parte di genitori e associazioni. Sono state presentate ben due petizioni, una delle quali ha raccolto oltre 18.000 firme. Barbara Durand, dopo aver raggiunto questo significativo numero di sostenitori, si è rivolta al Comune di Torino, proponendo persino di coprire i costi attraverso sponsorizzazioni da parte di case automobilistiche. Nonostante vaghe rassicurazioni, le proposte sono rimaste lettera morta.

Mirko Damasco, presidente dell’associazione Il Salvagente, da tempo si batte per la sicurezza stradale e ha più volte sollevato il problema, definendolo "una questione culturale". Damasco estende la sua preoccupazione anche ad altri mezzi di trasporto pubblico, come i pullman dove i bambini sotto i tre anni non sono obbligati a indossare le cinture di sicurezza, e gli autobus di linea, dove, esattamente come nei taxi, non è previsto alcun sistema di ritenuta. Questo approccio culturale, che sottovaluta il rischio, è uno dei principali ostacoli al cambiamento.

grafico incidenti bambini in auto

Il Codice della Strada e le Sue Eccezioni: Dettagli Tecnici e Implicazioni

L'articolo 172 del Codice della Strada, come già accennato, è il fulcro della normativa sull'uso dei sistemi di ritenuta per bambini. Esso stabilisce che su veicoli delle categorie M1, N1, N2 e N3, e sui quadricicli leggeri L6e con carrozzeria chiusa, se presenti le cinture, tutti devono usarle. I minori con statura inferiore a 1,50 m devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini idoneo al loro peso e di tipo omologato.

La deroga per i taxi e i veicoli adibiti a noleggio con conducente (NCC) è esplicitamente indicata. I bambini di statura non superiore a 1,50 m che viaggiano su questi mezzi possono non essere assicurati con un sistema di ritenuta per bambini, a condizione che non occupino un sedile anteriore e siano accompagnati da almeno un passeggero di età non inferiore a sedici anni. Questa è una deroga molto circoscritta, ma che di fatto esonera i tassisti dall'obbligo di fornire seggiolini.

L'articolo 172 disciplina anche l'uso dei dispositivi di allarme antiabbandono, obbligatori per bambini di età inferiore ai quattro anni trasportati su veicoli M1, N1, N2 o N3 immatricolati in Italia o all'estero ma guidati da un residente in Italia. Questo obbligo si applica quando il minore è assicurato con il sistema di ritenuta prescritto, rappresentando un presidio aggiuntivo per prevenire l'abbandono involontario.

Il conducente ha la responsabilità non solo di far usare i sistemi di sicurezza, ma anche di verificarne la "persistente efficienza", ovvero il corretto stato e funzionamento. Per i veicoli sprovvisti di sistemi di ritenuta, la norma prevede che i bambini fino a tre anni non possano viaggiare, mentre quelli oltre i tre anni possono occupare un sedile anteriore solo se la loro statura supera 1,50 m.

schema articolo 172 codice strada

Le Conseguenze della Mancanza di Protezione

La mancata applicazione dei seggiolini sui taxi ha implicazioni dirette sulla sicurezza dei bambini. In caso di incidente, anche a basse velocità, la forza dell'impatto può proiettare un bambino non assicurato contro il sedile anteriore, il cruscotto o persino fuori dal veicolo, con conseguenze potenzialmente fatali. I dati Aci-Istat del 2017, che riportano il decesso di 25 bambini tra 0 e 9 anni e oltre 6.000 feriti, sono un monito severo.

L'assenza di un obbligo normativo crea una situazione paradossale: mentre si spende molto per garantire la sicurezza delle auto private, si trascurano i viaggi in taxi, che rappresentano una fetta significativa degli spostamenti urbani, specialmente per le famiglie. Molti genitori, ignari di questa lacuna o rassegnati alla sua esistenza, si ritrovano a dover scegliere tra rischiare o affrontare costi aggiuntivi per seggiolini portatili.

La questione culturale, sollevata da Mirko Damasco, è fondamentale. La percezione del rischio in contesti di trasporto pubblico deve cambiare. Non si tratta di un mero optional o di una scomodità, ma di una necessità imposta dalla fisica e dalla biomeccanica degli impatti.

Soluzioni e Prospettive Future: Un Appello all'Azione

Di fronte a questo scenario, è chiaro che sono necessari interventi concreti. Alcuni tassisti e cooperative hanno già intrapreso iniziative volontarie, offrendo seggiolini su prenotazione e con supplemento. Tuttavia, queste soluzioni sono frammentarie e non risolvono il problema alla radice.

È auspicabile un intervento normativo che estenda l'obbligo di utilizzo dei sistemi di ritenuta anche ai taxi e ad altri mezzi di trasporto pubblico. Questo potrebbe avvenire attraverso una modifica dell'articolo 172 del Codice della Strada o tramite decreti attuativi che ne specifichino le modalità. L'idea di sponsorizzazioni, proposta in passato, potrebbe essere rivalutata per alleggerire i costi per gli operatori del settore.

In attesa di un'evoluzione normativa, i genitori hanno alcune opzioni:

  • Prenotare in anticipo: Cercare taxi che offrano il servizio seggiolino su prenotazione, se disponibile nella propria città.
  • Utilizzare seggiolini portatili: Acquistare seggiolini auto richiudibili, più leggeri e facili da trasportare, che garantiscono un elevato livello di sicurezza.
  • Noleggiare seggiolini: Valutare il noleggio di seggiolini auto per periodi specifici, se necessario.

La sicurezza dei bambini in viaggio è una responsabilità collettiva. È fondamentale che la normativa si adegui rapidamente alle esigenze di protezione dei più piccoli, colmando questo pericoloso vuoto normativo che ancora caratterizza il trasporto pubblico in Italia. La vita dei nostri figli merita la massima tutela, in ogni circostanza.

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