I Dodici Apostoli di Gesù: Grandi Amici e Messaggeri del Vangelo

Il viaggio di Gesù sulla Terra è stato accompagnato da un gruppo speciale di uomini, scelti da lui stesso per un compito grandioso. Questi dodici uomini sono conosciuti come i Dodici Apostoli. Il termine “apostolo” deriva dal greco e significa “inviare“, e questo ci fa capire subito quanto fosse importante la loro missione: furono, infatti, i discepoli scelti da Gesù per predicare e diffondere il suo annuncio. Erano persone semplici, come noi, con le loro vite, i loro lavori e anche i loro difetti. Ma Gesù li ha chiamati, e loro hanno lasciato tutto per seguirlo e diventare i suoi più grandi amici e messaggeri.

Circa un anno e mezzo dopo aver iniziato a predicare, Gesù dovette prendere una decisione importante. Doveva scegliere delle persone che avrebbero collaborato con lui e a cui avrebbe insegnato a guidare la congregazione cristiana. Gesù voleva l’aiuto di Geova per prendere questa decisione. Così andò su una montagna per stare da solo e pregò tutta la notte. Questa preghiera lunga e intensa dimostra quanto fosse fondamentale per Gesù scegliere le persone giuste per un ruolo così cruciale. La mattina seguente Gesù chiamò alcuni dei suoi discepoli e scelse i 12 apostoli.

Questi dodici uomini sono quelli che, come descritto nel Nuovo Testamento, Gesù costituì per stare con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni. I 12 apostoli viaggiavano con Gesù, lo accompagnavano, imparavano dai suoi insegnamenti e vedevano i suoi miracoli. Dopo averli istruiti, Gesù li mandò a predicare per conto loro, iniziando così a preparali per il futuro, quando avrebbero dovuto portare avanti il suo messaggio in tutto il mondo. Gesù si fidava dei 12 apostoli e li considerava suoi amici, anche se, come vedremo, erano uomini imperfetti che facevano errori. A volte parlavano senza pensare e prendevano decisioni sbagliate. Altre volte erano impazienti. Litigarono perfino su chi di loro fosse il più importante. Ma, nonostante le loro debolezze umane, erano persone buone che amavano Geova e il messaggio di Gesù. Secondo i farisei, gli apostoli erano persone comuni e poco istruite, ma Gesù li preparò per l’opera che dovevano compiere. Gli apostoli furono con Gesù nei momenti più importanti della sua vita, come prima della sua morte e dopo la sua risurrezione, testimoniando gli eventi fondamentali della storia della salvezza.

Gesù che chiama i suoi dodici apostoli

La Chiamata dei Dodici: Voci dai Vangeli

Le Sacre Scritture ci raccontano come Gesù scelse i suoi dodici messaggeri, sottolineando l'importanza di questo momento. Il Vangelo secondo Matteo, nel capitolo 10, versetti 1-4, ci narra: «Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l'Iscariota, colui che poi lo tradì.»

Un'altra versione, quella del Vangelo secondo Luca (6, 12-16), ci offre un dettaglio prezioso sul momento della scelta: «In quei giorni egli se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.» Questo passaggio evidenzia la profonda riflessione e preghiera di Gesù prima di prendere una decisione così significativa.

Infine, il Vangelo secondo Marco (3,13-19) completa il quadro con ulteriori particolari: «Salì poi sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici - che chiamò apostoli -, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni. Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè «figli del tuono»; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.» Questo racconto mette in luce il desiderio di Gesù di avere questi uomini al suo fianco per un tempo di formazione intensa, prima di inviarli nel mondo come suoi portavoce.

Chi erano e quanti erano veramente gli apostoli?

La maggior parte dei 12 apostoli veniva dalla Galilea, proprio come Gesù. Questo rende la loro storia ancora più vicina a quella di Gesù stesso, cresciuto in quella stessa regione. Per memorizzare i loro nomi, che sono tanti, è utile ricordarsi che due si chiamano Simone, due Giacomo e due Giuda. Simone (Pietro) ha un fratello di nome Andrea e Giacomo (figlio di Zebedeo) ha un fratello di nome Giovanni. In questo modo possiamo ricordare il nome di otto apostoli. Natanaele è di Cana, mentre Filippo, Pietro e Andrea sono originari di Betsaida. Con il tempo Pietro e Andrea si sono trasferiti a Capernaum, dove probabilmente viveva anche Matteo. Anche Giacomo e Giovanni abitano a Capernaum o nelle vicinanze e nella zona gestiscono un’attività di pesca, il che li rende uomini lavoratori e pratici, proprio come molti di noi.

Gli Apostoli Uno per Uno: Storie di Fede e Coraggio

Conoscere i 12 amici di Gesù, quelli che tutti chiamano apostoli, ci aiuta a comprendere meglio il messaggio del Vangelo e il cammino della Chiesa. Riflettendo sull’importanza dell’amicizia, ci siamo resi conto che non sapevamo granché di questi uomini straordinari. Scopriamo insieme chi erano.

Simone, chiamato Pietro: La Roccia su cui si Edifica

Simone, al quale Gesù diede anche il nome di Pietro, è uno degli apostoli più conosciuti. A lui Gesù diede il nome di Pietro, per indicare la “pietra” su cui avrebbe fondato la Chiesa. Il suo nome originale era Simone, che deriva dall’ebraico Šim'ôn, "colui che ascolta", traslitterato in greco come Σίμων. Il nome Pietro deriva dal greco Petros, che significa "roccia". Nato in Galilea, fu un pescatore ebreo di Cafarnao, originario di Betsaida. Era sposato e faceva il pescatore.

Divenuto apostolo di Gesù dopo che questi lo chiamò presso il lago di Galilea, Pietro fece parte di una cerchia ristretta, insieme con Giovanni e Giacomo, dei tre che assistettero alla resurrezione della figlia di Giairo, alla trasfigurazione sul monte Tabor e all'agonia di Gesù nell'orto degli ulivi. Era un uomo iracondo, cioè facile all’ira ed impulsivo. Un esempio della sua impulsività lo vediamo quando tentò di difendere il Maestro dall'arresto, riuscendo soltanto a ferire uno degli assalitori. Unico, insieme con il cosiddetto "discepolo prediletto" (Giovanni), a seguire Gesù presso la casa del sommo sacerdote Caifa, fu costretto anch'egli alla fuga dopo aver rinnegato tre volte il Maestro, come questi aveva predetto. Questo episodio ci ricorda che anche gli uomini più vicini a Gesù erano imperfetti e capaci di sbagliare, ma poi si pentirono e furono perdonati.

Dopo la crocifissione e la successiva resurrezione di Gesù, Pietro venne nominato dallo stesso Maestro capo dei dodici apostoli e promotore dunque di quel movimento che sarebbe poi divenuto la prima Chiesa cristiana. Fu un instancabile predicatore, e fu il primo a battezzare un pagano, il centurione Cornelio, mostrando l'apertura del messaggio di Gesù a tutti i popoli. Entrò anche in disaccordo con Paolo di Tarso su alcune questioni riguardanti giudei e pagani, risolte comunque durante il primo concilio di Gerusalemme.

Secondo la tradizione riportata negli scritti del vescovo Eusebio di Cesarea (263-339), Pietro, lasciata Gerusalemme, annunciò il Vangelo in varie città dell’Asia Minore e infine a Roma, dove morì fra il 64 e il 67 d.C., durante le persecuzioni anticristiane ordinate da Nerone. Fu crocefisso con la testa in giù, una sua personale scelta per non eguagliare il Maestro nel martirio. È considerato il primo papa della Chiesa cattolica, e secondo la tradizione, divenne primo vescovo di Antiochia di Siria per circa 30 anni, dal 34 al 64 d.C., per poi continuare la sua predicazione fino a Roma. A Roma Pietro e Paolo sono venerati insieme come colonne fondanti della Chiesa.

Pietro è considerato santo da tutte le confessioni cristiane. I suoi simboli sono le chiavi (a lui sono state donate quelle del paradiso), il libro (a lui sono attribuite alcune Lettere del Nuovo Testamento), il gallo (che ricorda il suo rinnegamento), la barca e la rete, che richiamano il suo mestiere di pescatore. Viene invocato come protettore dai fabbricanti di chiavi e dai portinai, dai muratori, dai pescatori e dai pescivendoli. Il secondo papa fu un suo amico di nome Lino.

Andrea: Il Primo Chiamato e Pescatore di Uomini

Andrea, fratello di Pietro apostolo, è venerato come santo dalla Chiesa cattolica e da quella ortodossa. Nella tradizione ortodossa è denominato Protocletos, ovvero il Primo chiamato. Era il fratello di Pietro e il Nuovo Testamento afferma che Andrea era figlio di Giona o Giovanni, e che era nato a Betsaida sulle rive del Lago omonimo in Galilea. Assieme al fratello Pietro esercitava il mestiere di pescatore. La tradizione vuole che Gesù stesso lo avesse chiamato ad essere suo discepolo invitandolo ad essere per lui "pescatore di uomini", tradotto anche come "pescatore di anime". Agli inizi della vita pubblica di Gesù, occupavano la stessa casa a Cafarnao.

Il Vangelo secondo Giovanni riporta che Andrea era stato in precedenza discepolo di Giovanni il Battista, che gli indicò Gesù come «agnello di Dio». Andrea fu il primo a riconoscere in Gesù il Messia e lo fece conoscere al fratello Pietro. Presto entrambi i fratelli divennero discepoli di Cristo. In un'occasione successiva, prima della definitiva vocazione all'apostolato, essi erano definiti come grandi amici e lasciarono tutto per seguire Gesù. Nei vangeli Andrea è indicato essere presente in molte importanti occasioni come uno dei discepoli più vicini a Gesù.

Eusebio di Cesarea ricorda nelle sue "Origini" che Andrea aveva viaggiato in Asia Minore ed in Scizia, lungo il Mar Nero come del resto anche sul Volga e sul Kiev. Il ricercatore George Alexandrou, ha scritto che Sant'Andrea ha passato 20 anni nei territori dei Daco-Romani, vissuto in una caverna nei pressi del villaggio Ion Corvin, oggi in Romania. Per questo egli è divenuto santo patrono della Romania e della Russia. Secondo la tradizione, egli fu il fondatore della sede episcopale di Bisanzio (Costantinopoli), che si svilupperà successivamente nel Patriarcato di Costantinopoli.

Andrea è stato martirizzato per crocifissione a Patrasso in Acaia (Grecia). Dai primi testi apocrifi, come ad esempio gli Atti di Andrea citati da Gregorio di Tours, si sa che Andrea venne legato e non inchiodato su una croce latina, ma la tradizione vuole che Andrea sia stato crocifisso su una croce detta Croce decussata, a forma di 'X', comunemente conosciuta con il nome di "Croce di Sant'Andrea". Questa venne adottata per sua personale scelta, dal momento che egli non avrebbe mai osato eguagliare il Maestro nel martirio. È il suo simbolo di riconoscimento, oltre alla barca e alla rete che ricordano il suo mestiere. Viene raffigurato con pochi capelli bianchi e corti, la barba lunga fino allo sterno e con indosso una tunica bianca ed un mantello verde scuro. È invocato dalle ragazze per trovare marito, contro i crampi, il torcicollo, la gotta e la dissenteria.

Giacomo il Maggiore: Il Figlio del Tuono e Primo Martire

Giacomo di Zebedeo, detto anche Giacomo il Maggiore, fa parte della lista dei dodici apostoli di Gesù. È detto «Maggiore» per distinguerlo dall'apostolo omonimo, Giacomo di Alfeo, cugino di Gesù, detto «Minore» o "il fratello del Signore". Era figlio di Zebedeo e di Salome, ed era il fratello di Giovanni apostolo. Secondo i vangeli sinottici Giacomo e Giovanni erano assieme al padre sulla riva del lago quando Gesù li chiamò per seguirlo. Era un pescatore.

Stando al Vangelo secondo Marco, Giacomo e Giovanni furono soprannominati da Gesù Boanerghes, «figli del tuono», sia per sottolineare l’inesauribile zelo, sia forse per il loro temperamento forte e deciso. Giacomo fu uno dei tre apostoli che assistettero alla trasfigurazione di Gesù, insieme a Pietro e Giovanni, facendo parte della cerchia più intima del Maestro.

Fu il primo apostolo martire. Infatti gli Atti degli Apostoli narrano che Erode Agrippa I, che regnò tra il 40 e il 44, “cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa”. Fu messo a morte dal re Erode Agrippa I, venendo imprigionato, flagellato e decapitato forse nell’anno 42. Il suo culto si diffuse soprattutto in Spagna dopo il ritrovamento delle sue reliquie a Santiago di Compostela. Lui è il protettore dei pellegrini, dei cavalieri, dei farmacisti e i suoi simboli sono un cappello, il bastone del pellegrino, una zucca gialla essiccata che funge da borraccia ed una conchiglia, la spada. Viene invocato contro i reumatismi, in favore del bel tempo ed è il patrono di due Stati, la Spagna ed il Guatemala. È venerato da tutte le Chiese cristiane che riconoscono il culto dei santi.

Giacomo il Maggiore con i suoi simboli

Giovanni: Il Discepolo Amato e l'Evangelista Aquila

Giovanni, fratello dell'apostolo Giacomo il Maggiore, è stato un apostolo di Gesù. La tradizione cristiana lo identifica con l'autore del quarto vangelo e per questo gli viene attribuito anche l'epiteto di evangelista. Era il figlio di Zebedeo e Salome. Prima di seguire Gesù era discepolo di Giovanni Battista.

La tradizione gli attribuisce un ruolo speciale all'interno della cerchia dei dodici apostoli: compreso nel ristretto gruppo includente anche Pietro e Giacomo il Maggiore, lo identifica con «il discepolo che Gesù amava», partecipe dei principali eventi della vita e del ministero del maestro e unico degli apostoli presente alla sua morte in croce. Fu l’unico apostolo che morì di morte naturale a Patmos verso l’85, dopo che si era occupato di Maria che Gesù gli aveva affidato prima di morire. Giovanni, infatti, pare sia morto quasi centenario, non martirizzato, dopo una lunga vita trascorsa a predicare in Asia Minore (attuale Turchia) e a Efeso.

A lui la tradizione cristiana ha attribuito cinque testi neotestamentari: il Vangelo secondo Giovanni, le tre Lettere di Giovanni e l'Apocalisse di Giovanni. Per la profondità speculativa dei suoi scritti è stato tradizionalmente indicato come "il teologo" per antonomasia, raffigurato artisticamente col simbolo dell'aquila. Questo simbolo gli è attribuito in quanto, con la sua visione descritta nell'Apocalisse, avrebbe contemplato la Vera Luce del Verbo, come descritto nel Prologo del quarto vangelo, così come l'aquila, si riteneva, può fissare direttamente la luce solare.

Il nome Giovanni deriva dal greco e significa “dono del Signore”. Si pensa sia nato il 24 luglio nel corso del I secolo d.C. ed, oltre ad essere l’apostolo più giovane, fu anche evangelista. I simboli che lo rappresentano sono l’aquila ed il libro. Pare che avesse lunghi capelli biondi e mossi, senza barba. Lui protegge i librai, gli scrittori, i tipografi, i teologi, le vedove e gli ustionati, poiché si dice che una volta scampò da morte dopo un’immersione in un calderone di olio bollente. Viene invocato anche dagli avvelenati, e per far cessare la grandine.

Filippo: L'Amante dei Cavalli e Testimone del Drago

Filippo apostolo è menzionato nei Vangeli come uno dei dodici apostoli di Gesù Cristo, indicato al quinto posto nell'elenco degli Apostoli dei Vangeli sinottici. Il suo nome deriva dal greco e significa “amante dei cavalli”. Era originario di Betsaida, un paesino nei dintorni del lago di Tiberiade, in Galilea. Era un pescatore molto amico di Andrea e di Bartolomeo. È a lui che Gesù si rivolge in occasione della moltiplicazione dei pani e dei pesci, chiedendogli "Dove compreremo del pane perché questi abbiano da mangiare?", mettendo alla prova la sua fede. Nei racconti del Vangelo di Giovanni, Filippo inizia la sua missione annunciando il Messia a Natanaele.

Un giorno, si racconta, mentre era in Frigia (in Asia Minore), fu catturato dai pagani, costretto a entrare nel tempio di Marte per sacrificare al dio romano. Ma il piedistallo della statua si sgretolò e ne uscì un drago che divorò coloro che stavano costringendo Filippo a quel gesto. Morì crocifisso a testa in giù e lapidato a Hierapolis all’età di 87 anni. I suoi resti si trovano a Roma nella basilica dei 12 apostoli, insieme a quelli di Giacomo. I suoi simboli sono la croce, i pani e i pesci. È invocato dagli infermi e dai malati gravi. È importante non confonderlo con Filippo il diacono che evangelizzò la Samaria secondo la narrazione riportata negli Atti degli Apostoli.

Bartolomeo, detto anche Natanaele: Lo Scorticato e Protettore dei Macellai

Bartolomeo è stato uno dei dodici apostoli che seguirono Gesù. L'apostolo viene chiamato con questo nome nei sinottici, mentre nel vangelo secondo Giovanni è indicato con il nome di Natanaele, sempre che si accetti l'identificazione tra questi due personaggi, cosa di cui alcuni studiosi dubitano. Bartolomeo: a volte viene chiamato anche Natanaele. Era originario di Cana in Galilea.

Purtroppo, non ci sono indicazioni precise sulle date di nascita e di morte di Bartolomeo, ma morì probabilmente in Siria verso il 68 d.C. circa. La sua fine fu atroce: fu scorticato e crocifisso per ordine del re dei Medi. Viene festeggiato il 24 agosto. A causa del suo martirio, Bartolomeo è raffigurato con il simbolo del coltello e, a volte, mentre porta al guinzaglio il diavolo. È il protettore dei macellai, dei conciatori, dei sarti ed è il patrono delle isole Eolie.

Tommaso, detto Didimo: L'Incredulo che divenne un Grande Predicatore

Tommaso, detto anche Didimo, che significa “gemello”, è stato uno dei dodici apostoli di Gesù. Nacque e visse in Galilea. È noto principalmente per essere il protagonista di un brano del Vangelo secondo Giovanni (20,24-29) in cui prima dubitò della risurrezione di Gesù e poi lo riconobbe. Questo episodio, noto come "l'incredulità di Tommaso", ci mostra la sua umanità: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!" Rispose Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!" Gesù gli disse: "Perché mi hai veduto, hai creduto: beati coloro che non videro e tuttavia credettero!"». Anche lui prima di diventare un apostolo era un pescatore.

Tommaso compare anche in altri brani del Vangelo secondo Giovanni. In Giovanni 11,16, subito dopo la morte di Lazzaro, i discepoli si oppongono alla decisione di Gesù di tornare in Giudea, dove gli Ebrei avevano precedentemente tentato di lapidare Gesù, ma questi è determinato, e Tommaso dice: «Andiamo anche noi a morire con lui!», mostrando un coraggio inaspettato. Tommaso prende la parola anche durante l'ultima cena (Giovanni 14,5). Gesù assicura i discepoli che sanno cosa sta per fare, ma Tommaso protesta dicendo che non ne sanno niente, al che Gesù risponde a lui e a Filippo esponendo nel dettaglio i suoi rapporti con il Padre.

Secondo la tradizione, si spinse a predicare il Vangelo fuori dei confini dell'Impero romano, in Persia e India, dove fondò la prima comunità cristiana. Il suo culto nacque in India, dove subì il martirio. Le sue ossa riposano nella Basilica di San Tommaso Apostolo a Ortona. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa ortodossa e dalla Chiesa copta. San Tommaso è patrono degli Architetti, dei Geometri, degli Agrimensori e dell'India; nei quadri è rappresentato con una lancia in mano. I suoi simboli sono la lancia (con la quale venne ucciso) e la squadra. Viene invocato per guarire le infiammazioni degli occhi. Viene rappresentato con capelli corti, ricci e castano scuro, barba dello stesso colore e vestito con una tunica blu e col mantello rosso.

San Tommaso con il simbolo della lancia

Matteo: Il Pubblicano Evangelista e Protettore dei Banchieri

Matteo apostolo ed evangelista, originario di Cafarnao, fu, secondo i Vangeli, uno dei dodici apostoli di Gesù e, secondo la tradizione, l'autore del Vangelo secondo Matteo. Il suo nome deriva dall’ebraico e significa “dono di Dio”. Prima di incontrare Gesù, era un pubblicano, cioè un esattore delle tasse per conto dei romani, un mestiere non amato dalla gente. È l’autore del primo Vangelo. In questo stesso vangelo viene chiamato "il pubblicano" e descritto come esattore delle tasse prima della chiamata di Gesù; in Marco e Luca lo stesso pubblicano viene chiamato Levi, anche se non viene esplicitamente identificato con l'apostolo Matteo.

Matteo è diventato il santo protettore dei banchieri, dei ragionieri e dei contabili, proprio a causa del suo lavoro precedente. Viene anche invocato da persone affette da malattie provocate da animali domestici. Scrisse uno dei quattro Vangeli e fu ucciso su un altare con un’accetta. Il suo simbolo è l’angelo ed è rappresentato con capelli corti, molto ricci e senza barba, con la tunica bianca. A Matteo sono anche tradizionalmente riferiti dei testi apocrifi: il Vangelo dello pseudo-Matteo, che parla dell'infanzia di Cristo, gli Atti di Matteo e il Martirio di Matteo che ne descrivono la predicazione.

Giacomo il Minore: Il Cugino di Gesù e Primo Vescovo di Gerusalemme

Giacomo il Minore è stato uno dei dodici apostoli di Gesù. È detto anche Giacomo il Minore ed è un cugino di Gesù. Nella tradizione cristiana viene indicato come "Giacomo il minore" per distinguerlo chiaramente dall'altro apostolo di nome Giacomo, il cui padre era Zebedeo (Giacomo il Maggiore). Nel Nuovo Testamento viene indicato come Giacomo d'Alfeo. Era conosciuto come il figlio di Alfeo e di Maria di Cleofa e fratello di Giuda Taddeo (erano cugini di Gesù) e nacque in Palestina.

Di lui si hanno pochissime notizie nella sua vicenda biografica, neppure nel periodo in cui fu un seguace di Gesù. Nel resto degli Atti e in altri scritti neotestamentari manca qualsiasi riferimento anche di una sua attività seguente alla morte del Cristo. Svolgeva l’attività di pescatore e divenne il primo vescovo di Gerusalemme, un ruolo di grande responsabilità nella prima comunità cristiana. Gli viene attribuita la Lettera di Giacomo che fa parte del Nuovo Testamento.

Morì ucciso con un bastone e poi il corpo venne gettato giù dal tempio di Gerusalemme probabilmente nel 62 d.C. Nulla sappiamo intorno alla sua morte, a meno che Giacomo il Minore sia identificato con Giacomo il Giusto, ucciso per lapidazione nel 62 d.C. Si tratta, però, di un'ipotesi e perciò la Chiesa cattolica non lo celebra con il titolo di martire. Il suo simbolo è appunto un bastone da gualcheraio, usato per cardare la lana che aveva un’estremità di metallo, triangolare ed uncinata. Viene invocato dai cappellai e dagli stilisti. Spesso viene definito con gli aggettivi misurato, moderato e discreto.

Giuda Taddeo: Il Missionario dei Casi Impossibili

Taddeo è chiamato anche Giuda di Taddeo o Giuda di Giacomo; anche lui è un cugino di Gesù. Giuda Taddeo o Giuda di Giacomo o Giuda Taddeo Lebbeo è stato uno degli apostoli di Gesù. Era fratello di Giacomo il minore.

Giuda Taddeo visse in Giudea, in Mesopotamia, in Libia ed in Persia dove fece il missionario portando il nome di Gesù a chi non lo conosceva ancora. Si dice che lui indirizzò una lettera ai fedeli contro i bestemmiatori e che morì decapitato con un’ascia. Nell’iconografia ha i capelli lunghi fino alle spalle e bianchi e la barba fluente. Indossa una veste celeste ed un mantello scuro sulla spalla sinistra. Viene invocato dai malati, dai poveri, dai disperati e per i casi impossibili, segno della sua dedizione verso chi soffre.

Simone il Cananeo, detto Zelota: Il Patriota Martire

Simone il Cananeo era uno degli apostoli di Gesù. Nei Vangeli viene detto “zelota” o “il Cananeo” perché apparteneva al partito degli zeloti, un gruppo di ebrei che volevano liberare la loro terra dal dominio dei Romani. Il suo nome deriva dall’ebraico e significa “Dio ha donato”. Prima di diventare uno dei 12 era un pescatore, il che lo accomuna a molti degli altri apostoli.

Si pensa che morì verso il 107 d.C., martirizzato crudelmente con una sega: il suo corpo venne tagliato in due parti forse in Persia. Per il suo mestiere di origine, è il protettore dei pescatori.

Giuda Iscariota: Il Traditore

Giuda Iscariota è sempre citato per ultimo tra i dodici apostoli, perché è il traditore. Era figlio di un certo Simone. Il nome Giuda deriva dall'ebraico Yehudah e significa "lodato" o "ringraziato". In precedenza, era usato per designare i messi inviati da Gerusalemme per mantenere i rapporti con le comunità ebraiche della Diaspora. Forse Iscariota potrebbe significare “sicario, traditore”, o forse era legato al suo luogo di origine.

Visse nel corso del I secolo d.C. e sappiamo che morì suicida nell’aprile dell’anno 33, dopo aver tradito Gesù per trenta denari d'argento. I suoi simboli sono il cappio, che ricorda la sua morte, ed un sacchetto di soldi, i 30 denari d’argento che ricevette per aver tradito Gesù. Nei quadri è raffigurato con capelli mossi, mori, lunghi alle spalle e barba incolta di media lunghezza.

Giuda Iscariota con il sacchetto di monete

Oltre i Dodici: Altri Apostoli Importanti

Dopo il tradimento e la morte di Giuda Iscariota, il numero originario di dodici apostoli venne ristabilito prima della Pentecoste con l'elezione di Mattia. Ai dodici originari si aggiungono quindi Mattia e tradizionalmente Paolo di Tarso e anche Barnaba, figure fondamentali per la diffusione del cristianesimo.

Mattia: Il Sostituto

Mattia fu eletto per sostituire Giuda Iscariota prima della Pentecoste. Era nativo della Giudea e rimase con Gesù dal battesimo ad opera di Giovanni Battista fino all'ascensione, il che lo rendeva un testimone diretto di gran parte della vita e degli insegnamenti di Gesù. I suoi resti si trovano a Padova, nella basilica di Santa Giustina, accanto alla tomba dell’evangelista Luca.

Paolo di Tarso e Barnaba: Messaggeri per le Genti

Anche se non facevano parte del gruppo originale dei dodici scelti da Gesù durante la sua vita terrena, Paolo di Tarso e Barnaba sono figure apostoliche di enorme importanza. Paolo, in particolare, è noto come l'Apostolo delle Genti, colui che portò il messaggio di Gesù ai non ebrei, viaggiando per tutto il mondo conosciuto del tempo e fondando numerose comunità cristiane. La sua storia e i suoi scritti sono fondamentali per capire la fede cristiana. Barnaba fu un compagno di viaggio e di missione di Paolo, e anch'egli contribuì in modo significativo alla diffusione del Vangelo. A Roma Pietro e Paolo sono venerati insieme come colonne fondanti della Chiesa, a sottolineare la loro importanza congiunta.

Il Significato degli Apostoli per Noi Oggi

I dodici apostoli non erano supereroi senza difetti, ma uomini veri, con le loro fragilità e i loro errori. Eppure, proprio attraverso le loro vite imperfette ma dedicate, Gesù ha voluto costruire la sua Chiesa e diffondere il suo messaggio di amore e salvezza. Essi ci mostrano che Dio sceglie persone semplici e le rende capaci di fare cose straordinarie se si affidano a Lui.

Duemila anni fa Gesù ha chiamato gli apostoli e loro hanno lasciato tutto e lo hanno seguito. Oggi Gesù continua a chiamare i suoi apostoli e questi apostoli siamo noi. Ciascuno di noi, a suo modo, può essere un messaggero del Vangelo, diffondendo amore, gentilezza e speranza nel mondo. Possiamo imparare da loro l'importanza dell'amicizia, del servizio e del coraggio di seguire la propria fede, anche quando è difficile.

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