Lassativi in Gravidanza e Rischi di Aborto: Chiarimenti e Linee Guida

La gravidanza è un periodo di profondi cambiamenti fisiologici che possono influire su diverse funzioni corporee, inclusa quella intestinale. La stipsi in gravidanza è un disturbo comune che può generare preoccupazione nelle future mamme, specialmente per quanto riguarda l'uso di lassativi e i potenziali rischi per il feto. Allo stesso tempo, la questione dell'interruzione volontaria di gravidanza (IVG), sia farmacologica che chirurgica, solleva interrogativi importanti sulle procedure, la sicurezza e l'accessibilità. Questo articolo si propone di fare chiarezza su entrambi gli argomenti, fornendo informazioni basate su evidenze scientifiche e linee guida mediche aggiornate.

Donna incinta che beve acqua

Stipsi in Gravidanza: Gestione e Sicurezza dei Lassativi

La stipsi è una condizione frequente durante la gravidanza, spesso causata da alterazioni ormonali, rallentamento dell'attività intestinale e pressione dell'utero sull'intestino. È fondamentale affrontare questo disturbo per il benessere della madre, ma con particolare attenzione alla scelta dei trattamenti, data la delicatezza del periodo.

Il ruolo dell'intestino e la sua importanza

L'intestino è un organo vitale non solo per la digestione e l'assorbimento dei nutrienti, ma anche per il mantenimento dell'equilibrio del microbiota intestinale e per la protezione dell'organismo. Contiene cellule di tipo nervoso, talmente numerose da farlo denominare “cervello enterico”. È sede di una ricca flora batterica, che convive con l’organismo, proteggendolo e coadiuvandolo, ad esempio nella produzione di certe vitamine. In quanto organo di contatto con l'esterno, in certe situazioni può essere soggetto a disturbi fastidiosi. Durante la gravidanza, un intestino sano è ancora più importante.

Sforzo nella defecazione e rischi per la gravidanza

Una delle preoccupazioni più comuni tra le donne incinte che soffrono di stipsi riguarda il potenziale rischio di aborto o distacco a causa dello sforzo durante la defecazione. Al riguardo, è importante rassicurare: in condizioni fisiologiche le “spinte” in caso di stipsi, anche ostinata, non sono da considerarsi rischiose per la gravidanza. Non ci sono evidenze scientifiche che colleghino lo sforzo nella defecazione a problemi come distacchi amnio-coriali o aborti. La stipsi e altri disturbi che coinvolgono l'intestino non sono una minaccia per l'evoluzione della gravidanza, tuttavia è più che consigliabile agire per risolverli.

Donna incinta che fa esercizio leggero

Strategie alimentari e comportamentali

Prima di ricorrere a farmaci, è consigliabile adottare semplici abitudini di vita che possono favorire efficacemente l'attività dell'intestino:

  • Bere abbondantemente: Almeno due litri di acqua al giorno.
  • Curare la propria alimentazione: Il consumo di cinque porzioni di frutta e verdura durante il giorno aiuta non solo a diminuire il rischio di cancro, ma favorisce anche il corretto transito intestinale.
  • Evitare il consumo di carne rossa.
  • Integrare con fibre: Il glucomannano risulta essere adatto per la gravidanza. Si può trovare in commercio sotto forma di bustine, da sciogliere in abbondante acqua ed assumere 20 minuti prima del pasto, oppure in crackers, per uno dei due snack giornalieri. Il glucomannano è idoneo anche per la dieta delle pazienti affette da diabete gestazionale, in quanto modula l’assorbimento del glucosio. Un'altra fibra è lo psyllium, che però può essere causa di reazioni allergiche, e andrebbe evitata ad esempio in soggetti asmatici.
  • Fermenti lattici e prebiotici: I fermenti lattici ("probiotici") non sono controindicati in gravidanza e possono essere di ausilio. Anche i prebiotici, sostanze che favoriscono la crescita dei batteri “buoni”, nutrendoli, come l'inulina (un frutto-oligosaccaride a catena corta), possono aiutare la corretta regolarità intestinale.

Alimenti ricchi di fibre

Lassativi in gravidanza: quali usare e quali evitare

In gravidanza è preferibile, se possibile, utilizzare lassativi non assorbiti dal tratto gastrointestinale.

  • Lassativi formanti massa: Come lo psillio e la metilcellulosa, sono tra le prime scelte.
  • Macrogol: È un lassativo osmotico che effettua la stessa funzione, comportandosi come sostanza inerte che trattiene l’acqua nel lume intestinale. La sua assunzione, insieme a semplici abitudini di vita, può favorire efficacemente l'attività dell'intestino.
  • Lattulosio: Un altro lassativo osmotico che può essere assunto occasionalmente, in accordo con il parere del medico.
  • Docusato: Un lassativo emolliente che può essere considerato.
  • Magnesia: Si può utilizzare occasionalmente in caso di stitichezza conclamata, tenendo comunque presente che in gravidanza l'attività intestinale rallenta e che, se le feci non sono particolarmente dure, si può anche attendere l'evacuazione spontanea, magari aiutandosi con un microclisma.

È fondamentale evitare prodotti a base di erbe contenenti lassativi antrachinonici come senna, aloe, cascara, frangola. Questi creano una irritazione cronica dell’intestino, che danneggia le fibre nervose intestinali, favorendo la stipsi cronica da difetto di motilità. Inoltre, l’uso cronico sembra associato ad un maggior rischio di tumore del colon-retto.

Igiene e attività fisica

Potrebbe essere consigliabile usare un detergente intimo con una base disinfettante, ad esempio alla clorexidina, da usare dopo ogni evacuazione, al fine di ridurre il rischio di contaminazione anogenitale. Infine, un moderato esercizio fisico può essere di aiuto.

Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG): Metodi e Sicurezza

L'interruzione volontaria di gravidanza è un tema complesso e delicato, con implicazioni etiche, sociali e mediche. È importante distinguere tra i metodi disponibili e comprendere i protocolli di sicurezza.

Il Mifepristone (RU486) e l'Aborto Farmacologico

Il mifepristone, o RU486, è un antagonista del progesterone, il principale ormone deputato allo sviluppo e al mantenimento della gravidanza. Sintetizzato nei laboratori Russell Uclaf (da cui la sigla RU), è utilizzato sin dal 1989 per l’aborto medico. La metodica si basa sull’utilizzo di due farmaci, il mifepristone e una prostaglandina, tra cui il misoprostolo è il più diffuso. Il metodo farmacologico è sicuro ed efficace, e può essere utilizzato, oltre che per l’interruzione volontaria, anche nel trattamento di varie condizioni cliniche quali l’aborto spontaneo, l’aborto incompleto e la morte fetale intrauterina.

La pillola abortiva RU-486 non è un veleno

Come funziona l'aborto farmacologico

In assenza di controindicazioni, tutte le donne hanno diritto di scegliere il metodo farmacologico per l’IVG. Consiste nella somministrazione della RU486, seguita dopo 48 ore dalla prostaglandina misoprostolo. Il mifepristone blocca i recettori per il progesterone, arrestando i processi che supportano la gravidanza. Il misoprostolo, un analogo delle prostaglandine, induce contrazioni uterine per favorire l'espulsione. L'aborto è tanto più sicuro quanto prima viene praticato.

La RU486 nel mondo e in Italia

Si è stimato che nel 2005, quando l’OMS ha inserito il mifepristone e il misoprostolo nella lista dei farmaci essenziali per la salute, avevano fatto ricorso alla metodica farmacologica circa 26 milioni di donne nel mondo. Attualmente la metodica farmacologica per l’aborto è in uso in tutti gli stati dell’Unione europea, a eccezione della Polonia, della Lituania, dell’Ungheria e di Malta (paesi nei quali l’aborto è vietato).

In Italia, l’IVG farmacologica del primo trimestre è stata introdotta con la determina AIFA numero 14 del 30 luglio 2009. Inizialmente, era possibile utilizzarla entro i primi 49 giorni di amenorrea e la procedura doveva essere eseguita in regime di ricovero ordinario. Nell’agosto 2020, la Circolare del Ministero della salute ha aggiornato le “Linee di indirizzo sulla interruzione volontaria di gravidanza con mifepristone e prostaglandine”, estendendo la metodica farmacologica fino a 63 giorni (9 settimane compiute di età gestazionale) e permettendone l'effettuazione in regime di day-hospital e in regime ambulatoriale presso strutture pubbliche adeguate. Nonostante questi aggiornamenti, l'accessibilità varia ancora significativamente a livello regionale, spesso per motivi ideologici e politici piuttosto che medici. Nel 2020, la procedura farmacologica è stata utilizzata nel 31,8% degli aborti volontari, con forti differenze regionali.

Vantaggi dell'aborto farmacologico rispetto a quello chirurgico

Rispetto alla procedura chirurgica, la farmacologica presenta diversi vantaggi:

  • Può essere utilizzata molto precocemente, nelle prime settimane di gravidanza, mentre l’aspirazione viene eseguita generalmente dopo la settima settimana.
  • Essendo più precoce, è potenzialmente gravata da minori complicazioni.
  • Non richiede ospedalizzazione, se non in casi particolari.
  • Non richiede intervento chirurgico e anestesia.
  • Le ricerche scientifiche hanno evidenziato una netta preferenza per l’aborto farmacologico da parte delle donne.

Effetti collaterali e rischi della RU486

Come ogni trattamento farmacologico, anche la pillola abortiva presenta alcune controindicazioni e degli effetti collaterali.

  • Controindicazioni: Non deve essere somministrata in caso di allergie o ipersensibilità al principio attivo, insufficienza surrenalica cronica, asma severa (non controllata da terapia) e porfiria ereditaria. Non può essere prescritta se la gravidanza non è stata confermata, se si sospetta una gravidanza extra-uterina e se sono trascorsi più di 63 giorni dal concepimento.
  • Effetti collaterali comuni: Sanguinamento vaginale (dovuto all’espulsione del feto e allo smantellamento dell’endometrio), che può durare diversi giorni e, in alcuni casi, essere molto abbondante, sebbene il rischio di emorragia grave sia basso. Nausea, vomito, diarrea e crampi uterini sono molto comuni.
  • Effetti collaterali meno frequenti: Cefalea, manifestazioni cutanee come eritema e orticaria. Molto raro l'angioedema.
  • Infezioni: In passato, quando il farmaco era somministrato per via intravaginale, in condizioni di scarsa igiene potevano insorgere complicazioni infettive gravi. Oggi, con la somministrazione orale, gli esperti nutrono forti dubbi che il decesso per infezioni batteriche letali, come quelle da Clostridium sordellii, Clostridium Septicum, Clostridium Perfringens e streptococco, sia direttamente collegato all'assunzione della pillola abortiva.

Il profilo di sicurezza della RU486 è considerato elevato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, che l'ha inclusa, insieme al misoprostolo, tra i farmaci essenziali. I casi di decesso, sebbene tragici, sono statisticamente molto rari e non è stato dimostrato un rapporto diretto di causa-effetto tra l'utilizzo del mifepristone e tali eventi avversi.

L'aborto chirurgico

In Italia esistono due altri metodi autorizzati per l'interruzione volontaria di gravidanza, entrambi chirurgici: l'aspirazione (o “metodo Karman”) e il raschiamento. Entrambi gli interventi vengono eseguiti in day-hospital, in anestesia generale o locale.

  • Aspirazione: L'embrione viene "aspirato" attraverso una cannula dopo aver dilatato l'utero.
  • Raschiamento: L'embrione viene asportato con una pinza ad anelli e un piccolo cucchiaio fenestrato chiamato "curette".

Dopo l'intervento, è possibile che la donna accusi dolori più o meno forti e leggere perdite di sangue. I rischi includono infezioni e infertilità secondaria, specialmente nel caso di raschiamento aggressivo che può causare l'asportazione eccessiva di endometrio, traumi al collo dell'utero o perforazione dell'utero.

Aborto spontaneo: gestione farmacologica

Nel 2023, in Italia sono stati registrati circa 40.000 aborti spontanei. Gli ultimi dati evidenziano come solo nel 24% dei casi l’aborto spontaneo viene gestito con metodo farmacologico, con un grande divario di trattamento tra Nord e Sud Italia. Il trattamento farmacologico dell’aborto spontaneo è generalmente più sicuro e meno invasivo rispetto all’intervento chirurgico, con un rischio ridotto di complicazioni e un’esperienza complessivamente migliore per la paziente. Tuttavia, la significativa disparità regionale in Italia evidenzia la necessità di migliorare l’accessibilità ai farmaci e la formazione del personale sanitario, oltre ad incrementare la consapevolezza tra le pazienti riguardo alle opzioni disponibili.

La Legge 194 e l'Accesso all'IVG

La legge 194 del 1978 ha legalizzato e disciplinato l'interruzione volontaria di gravidanza in Italia. Sottoposta a referendum abrogativo nel 1981, è stata riconfermata dal voto popolare. La legge prevede la possibilità che l'intervento di interruzione volontaria di gravidanza sia chirurgico o farmacologico. L'iter prevede che la donna si rivolga a un consultorio pubblico, a un medico di sua fiducia o a strutture sociosanitarie abilitate. Dopo un colloquio e una visita di controllo, la donna firmerà il modulo di consenso informato. Trascorsi sette giorni di "riflessione" (a meno che non sussistano "gravi motivi di urgenza"), la donna può presentarsi in ospedale.

Accesso per le minorenni

Anche le donne con meno di 18 anni di età possono richiedere l'interruzione volontaria di gravidanza previo consenso dei genitori. Se i genitori non danno il consenso o se la minorenne non intende chiederlo loro, può rivolgersi al giudice tutelare attraverso il medico, il consultorio o la struttura sociosanitaria cui si è rivolta. Va precisato, tuttavia, che gli studi in merito all'uso del mifepristone nelle adolescenti sono limitati.

Pillola del giorno dopo: un'altra realtà

È importante non confondere la pillola abortiva con la "pillola del giorno dopo". Quest'ultima è un farmaco completamente diverso, utilizzato come contraccezione "di emergenza" entro le 72 ore successive a un rapporto sessuale non protetto. Il suo scopo è prevenire la gravidanza bloccando l'ovulazione, e la sua efficacia è massima quanto più l'assunzione è vicina al rapporto a rischio.

Differenza tra pillola abortiva e pillola del giorno dopo

Prospettive future

L’obiettivo comune di ridurre a zero gli aborti, farmacologici o chirurgici, passa attraverso una maggiore accessibilità alla contraccezione ormonale preventiva (pillola, cerotto, anello vaginale o spirale intrauterina) e una corretta informazione. Inoltre, l'Associazione Luca Coscioni si batte affinché l'interruzione volontaria di gravidanza farmacologica sia accessibile nei consultori familiari e nei poliambulatori su tutto il territorio nazionale, garantendo alle donne la possibilità di scegliere il metodo preferito e più consono.

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