L'Importanza e i Molteplici Benefici dei Diari per i Bambini: Uno Spazio di Crescita, Riflessione e Autenticità

Tenete un diario? Un’agenda? Appunti di ciò che sta accadendo nella vostra vita proprio in questo momento? Molte persone usano il diario per alleviare lo stress, catturare ricordi preziosi mentre sono freschi, prendere nota del momento storico che stanno vivendo e semplicemente come un modo per mettere a frutto un po’ di tempo libero. I vantaggi di tenere un diario sono sia personali che storici, offrendo una prospettiva unica e intima sugli eventi della vita. Nell'era odierna, caratterizzata da un ritmo accelerato e da un'esposizione costante ai mezzi digitali, la pratica di tenere un diario assume un significato ancora più profondo, specialmente per i bambini. Essa rappresenta non solo un mezzo per la conservazione della memoria, ma anche uno strumento potente per lo sviluppo emotivo, cognitivo e sociale.

Diari storici e memorie familiari

Il Diario Come Custode di Storie Personali e Storiche

La scrittura di un diario offre un'opportunità straordinaria per connettersi con il passato, sia a livello personale che collettivo. Avete mai trovato una lettera o una ricetta scritta a mano da uno dei vostri antenati? Il tocco personale di questi piccoli frammenti di storia può farci sentire un legame molto più profondo con le persone che sono vissute prima di noi. Analogamente, i diari rappresentano finestre autentiche sul vissuto individuale in contesti storici più ampi. La nostra vita quotidiana non sempre sembra significativa. Sappiamo che tipo di vestiti indossiamo, come andiamo al lavoro e che tipo di fiori abbiamo nel nostro giardino. Ma avete mai guardato vecchie fotografie? Guardate l’ambientazione, i vestiti e gli oggetti che facevano parte della vita delle persone in quelle foto. I diari danno voce a coloro che a volte non vengono ascoltati, fornendo testimonianze dirette e preziose. Tutti vivono esperienze uniche, anche durante un evento di importanza mondiale. Verrà conservata molta documentazione e saranno scritti molti articoli intellettuali sulla pandemia globale iniziata nel 2020, ma altrettanto importante è il coro di voci che hanno vissuto quel momento difficile, le cui narrazioni possono offrire una comprensione più completa della storia umana.

Se avete letto o sentito parlare di Anne Frank e del suo Diario, conoscete il potere che una voce individuale può conferire a un evento storico, rendendo l'esperienza universale attraverso il particolare. Come ha scritto Nella Last nel suo diario: “Non riesco mai a capire in che modo gli scarabocchi di una persona così comune […] possano avere valore”. Eppure, i diari di Nella che raccontano le sue esperienze in Gran Bretagna durante la Seconda guerra mondiale sono ora una popolare trilogia di libri, a dimostrazione del fatto che le esperienze reali di persone reali, anche se non celebri, possiedono un intrinseco valore. Che siano pubblicati o semplicemente preservati dai membri della famiglia, i diari offrono uno scorcio delle esperienze reali di persone reali, contribuendo alla ricchezza del patrimonio culturale e affettivo. Non tutti i diari sono destinati a essere condivisi; tenere un diario può essere una meravigliosa fonte di riflessione personale, anche anni dopo che le parole sono state scritte. Alla fine, quando tenete un diario, scrivete per voi stessi e potete scegliere se e come volete condividere quei ricordi in seguito, mantenendo il controllo sulla vostra narrazione.

Viviamo in un’epoca in cui le storie personali appaiono spesso sotto forma di brevi commenti sui social media e messaggi di stato, selfie e foto di cibo. Tutte queste istantanee raccontano una storia su di noi e sul mondo in cui viviamo oggi. Tuttavia, tenere un diario online è un modo per condividere le vostre esperienze in modo più profondo e dettagliato, superando la frammentarietà dei social. Ricordi di FamilySearch è un modo semplice per iniziare a creare il vostro diario online. Potete includere fotografie e organizzare i vostri pensieri e i vostri ricordi per argomento, offrendo una dimensione più strutturata alla narrazione digitale. Una volta che avete aggiunto qualcosa, potete scegliere di condividerla oppure no, mantenendo la stessa flessibilità dei diari cartacei.

Lo Sviluppo di Personalità e Socialità Attraverso la Scrittura

In una società accelerata e mutante, in cui anche gli strumenti di narrazione e i mezzi di comunicazione e di condivisione (in tre parole: il web, i social e gli smartphone) permeano la vita di tutti fin dall’infanzia e incidono sul modo in cui si stabiliscono le relazioni umane, alcune domande cruciali diventano ancora più urgenti, come sottolinea Stefano Laffi, sociologo, intervistato per il portale di Rai Scuola. Quale legame c’è tra il racconto di sé e lo sviluppo della personalità e della socialità dei bambini e delle bambine? Può la scrittura accompagnare da vicino la capacità di esprimere se stessi e di esplorare la propria personalità in divenire? Senza valutazioni e senza correzioni non vuol dire senza guida e apprendimento. Questo approccio è fondamentale per creare uno spazio sicuro in cui i bambini possano esplorare liberamente le proprie emozioni e i propri pensieri senza il timore del giudizio esterno.

Per invitare gli alunni e alunne a scrivere un diario può essere utilissimo partire dalla lettura di diari, reali o fiction, pubblicati. Perché? In generale perché ogni esperienza di scrittura si nutre di lettura e anche perché, oggi, a parte alcuni casi editoriali, come Il diario di una schiappa o I diari di Nikki, questo genere letterario non è molto noto. Se ne è perso il senso e la conoscenza e davanti al foglio bianco l’esclamazione: “non mi è successo niente di speciale, quindi non so che cosa scrivere!”, è sempre in agguato, bloccando l'iniziativa dei piccoli scrittori. Tenere un diario vuol dire anche parlare di sé con linguaggi espressivi diversi, andando oltre la semplice scrittura testuale: la poesia, il racconto breve, la canzone, ma anche linguaggi visivi, come i disegni, la lettera, la fotografia, i colori, il collage. Si possono presentare autore e trama dei diari letti, leggerne stralci e poi, insieme, decidere quale diario farà compagnia per un po’ di tempo, almeno un mese, per poi incoraggiare l'emulazione. Successivamente, senza deciderlo a priori e senza caricare di aspettative i bambini e le bambine, si può compiere un altro passaggio e proporre alla classe di estrapolare dalla scrittura privata alcuni brani, da condividere con gli altri, promuovendo un senso di comunità e condivisione.

Ogni bambino avrebbe bisogno di uno spazio personale in cui sentirsi completamente libero di essere se stesso, senza paura di giudizi o imbarazzi. Il diario segreto rappresentava esattamente questo: un rifugio speciale che ci permetteva di esplorare il nostro mondo interiore, di mettere ordine tra le emozioni e di scoprire il valore della riflessione e della creatività. Certo, ai tempi, mentre compilavamo il nostro diario segreto, non ci accorgevamo di tutte queste cose.

Bambino che disegna e scrive nel suo diario

Il Diario Segreto Creativo: Un Rifugio per le Emozioni Infantili

Rispetto al passato, il diario segreto sta diventando un oggetto sempre meno desiderato e sempre meno utilizzato dai bambini. Questo fenomeno è spesso osservato e solleva interrogativi sul modo in cui i bambini di oggi interagiscono con la scrittura personale. Un altro fenomeno che si osserva spesso è che, anche quando i bambini e le bambine decidono di iniziare un diario segreto, l’entusiasmo iniziale si esaurisce rapidamente. Dopo poche pagine scritte, il loro fidato confidente di carta viene abbandonato in un cassetto, nascosto sotto altri oggetti, e presto dimenticato. Per rendere speciale un diario segreto per i bambini di oggi, è stato ideato il diario segreto creativo.

Il diario segreto creativo è pensato infatti per offrire uno spazio sicuro e personale dove esplorare la propria immaginazione e sviluppare un senso di autonomia. Grazie alle sue caratteristiche speciali, come pagine guidate con spunti creativi, aree dedicate a disegni e racconti, il diario aiuta a esprimere emozioni e pensieri che spesso restano inespressi, fornendo una struttura che stimola l'engagement. In un mondo che viaggia veloce, il diario segreto creativo invita i bambini a rallentare, a riflettere e a connettersi con se stessi in modo autentico, un'abilità sempre più preziosa.

Benefici Tangibili del Diario Segreto Creativo

I benefici offerti dal diario segreto creativo sono molteplici e toccano diverse sfere dello sviluppo infantile:

  1. Supporto Emotivo: Molti bambini faticano a parlare apertamente delle proprie emozioni. Il diario segreto creativo diventa una sorta di “amico silenzioso”, dove possono scrivere, disegnare o rappresentare ciò che provano senza timori di giudizio. Altrettanto spesso i bambini faticano a mettere in parole e a descrivere ciò che provano. Il diario offre un mezzo e una guida per riconoscere e gestire le proprie emozioni, che si tratti di felicità, tristezza o paura, facilitando il processo di auto-regolazione emotiva.
  2. Stimolo alla Creatività: Le attività proposte nel diario, come inventare una storia o immaginare un mondo fantastico, stimolano l’immaginazione e favoriscono lo sviluppo di abilità creative, incoraggiando i bambini a esplorare nuove idee e a esprimersi in modi originali.
  3. Incremento dell'Autostima: Ogni pagina completata nel diario è un piccolo successo. Questo processo di creazione e completamento contribuisce a costruire la fiducia in sé stessi e il senso di realizzazione del bambino.
  4. Effetto Calmante: Scrivere o disegnare su un diario segreto creativo ha un effetto calmante, aiutando i bambini a rilassarsi e a trovare un momento di pace nella loro routine quotidiana frenetica.
  5. Miglioramento delle Abilità Linguistiche: Il diario aiuta i bambini a migliorare le loro capacità di scrittura, ampliare il vocabolario e imparare a raccontare storie in modo più efficace e coerente.
  6. Strumento per la Conoscenza di Sé: Il diario segreto creativo non è solo un passatempo, ma diventa uno strumento per conoscersi meglio, per esplorare le proprie preferenze, paure e aspirazioni, promuovendo una profonda introspezione.
  7. Maggiore Engagement: A differenza dei tradizionali diari segreti, che spesso rischiano di annoiare i bambini di oggi, il diario segreto creativo è progettato per catturare la loro attenzione e stimolare il loro interesse attraverso attività variegate e stimolanti.

Regalare un diario segreto creativo a un bambino significa offrirgli molto più di un semplice quaderno. È un dono di tempo, attenzione e consapevolezza, che lo aiuta a costruire solide basi per il suo benessere emotivo e personale. In un mondo sempre più frenetico e digitale, il diario segreto creativo è un dono prezioso che può aiutare i bambini a scoprire il piacere di esprimersi, di riflettere e di coltivare la propria unicità. Se si desidera offrire al proprio bambino uno spazio sicuro dove raccogliere i suoi pensieri, i suoi sogni e le sue idee, il diario segreto creativo è il regalo perfetto.

Il Diario Emotivo a Scuola: Educazione Affettiva e Cognitiva

In una scuola che si propone di formare cittadini consapevoli, empatici e resilienti, non si può trascurare l’educazione emotiva. I bambini e i ragazzi hanno bisogno di spazi sicuri dove poter esplorare il proprio mondo interiore. Scrivere le emozioni aiuta a dare loro un nome, una forma, un significato. È un gesto che rallenta, chiarisce, orienta, fornendo strumenti essenziali per la gestione delle proprie esperienze interiori.

Un diario emotivo è un quaderno, un’agenda o anche una semplice raccolta di fogli strutturati, in cui gli studenti annotano pensieri, emozioni, eventi significativi della giornata, riflessioni personali. I benefici sono numerosi e toccano sia la sfera affettiva che quella cognitiva, contribuendo a uno sviluppo olistico dell'individuo. Per un'implementazione efficace, è utile considerare alcune caratteristiche:

  1. Schema Flessibile: Il diario deve avere uno schema ripetibile, ma non rigido, per non soffocare la spontaneità e permettere una personalizzazione.
  2. Multimodalità Espressiva: Oltre alla scrittura, si può lasciare spazio al disegno, ai colori, agli adesivi, a simboli personalizzati, incoraggiando diverse forme di espressione creativa.
  3. Regolarità Non Obbligatoria: Non è necessario scrivere ogni giorno. Si può proporre una volta a settimana, magari il venerdì pomeriggio o dopo un’attività significativa. Dieci minuti possono bastare, rendendo la pratica meno onerosa e più sostenibile.
  4. Privacy Garantita: Il diario deve essere uno spazio privato e protetto. Alcuni alunni potranno scegliere di condividere una parte del loro scritto, ma non deve esserci alcun obbligo, preservando l'autenticità dell'espressione.
  5. Personalizzazione: Ogni alunno può avere un diario diverso, decorato e vissuto secondo il proprio stile, valorizzando l'individualità. Nei contesti inclusivi, il diario emotivo può essere adattato alle capacità linguistiche e cognitive dell’alunno, rendendolo accessibile a tutti.

L’insegnante non deve diventare “controllore” dei diari emotivi, ma piuttosto un facilitatore e un supporto, senza giudicare il contenuto. Come ogni strumento educativo, anche il diario emotivo va utilizzato con cura e consapevolezza. Scrivere di sé, soprattutto in un contesto relazionale positivo, è un atto di libertà. Significa imparare a conoscersi, a raccontarsi, a dare significato alle esperienze, pilastri fondamentali per la crescita personale e l'autonomia.

La Scrittura Terapeutica e lo Sviluppo Psicologico

Gli eventi mondiali e le esperienze quotidiane scatenano reazioni complesse nei bambini, che possono includere una vasta gamma di emozioni, dalla gioia alla frustrazione, dalla paura alla curiosità. Scrivere un diario può aiutare a elaborare i sentimenti negativi, offrendo una valvola di sfogo e un modo per dare ordine al caos interiore. Così come può rafforzare i sentimenti positivi, permettendo ai bambini di rivivere e amplificare le esperienze felici.

Quando Elin Bättig tira fuori il suo diario rosa e digita il codice segreto per aprirlo, parte un'allegra canzone pop. Essa annuncia a gran voce ciò che la bambina di sette anni fa in silenzio: scrivere. Preferisce ritirarsi nell'angolo più accogliente della sua stanza, dove un baldacchino con luci colorate la protegge dal resto della casa di famiglia a Richterswil. L'alunna di prima elementare si siede sul materasso gonfiabile rivestito di giallo, protetto da una mensola azzurra. Legge pagina dopo pagina le escursioni che ha fatto. «Quando rileggo queste frasi, sento di nuovo tutto dentro di me. O mi ricorda che voglio vivere di nuovo un'esperienza meravigliosa», racconta Elin, evidenziando il potere evocativo del diario.

Andrea Horn, psicologa dell'Università di Zurigo, conosce bene questo fenomeno. Durante un tirocinio a Città del Messico, è entrata lei stessa in contatto con il lavoro dello psicologo James W. Pennebaker, che negli anni '80 si è concentrato sulla scrittura terapeutica e l'ha documentata in alcuni studi. Un effetto terapeutico che può avere anche la scrittura di un diario e che da allora l'autrice ha approfondito sia nella ricerca che nella pratica. «Scrivere i momenti più belli offre l'opportunità di catturarli e di riviverli in seguito» - sia le esperienze che le sensazioni positive ad esse associate, consolidando la memoria emotiva. Anche Sylvia Winnewisser, scrittrice e psicoterapeuta alternativa di Wiesbaden, sottolinea questo effetto. Ha studiato in dettaglio l'effetto curativo della scrittura: «Scrivere crea una sorta di fotografia dell'esperienza. Questo permette di conservare un'esperienza positiva e di ricordarla in seguito», fissando il ricordo. Carta e penna: strumenti semplici che, se registrano anche il percorso verso l'esperienza di successo, possono persino influenzare l'autoefficacia, rafforzando la percezione della propria capacità di raggiungere obiettivi.

«Potrebbe esserci qualcuno nella stanza», dice Yara, nove anni, illustrando l'esigenza di privacy. Nella stanza accanto, Yara, la sorella di Elin, sfoglia i fogli sciolti sulla sua scrivania bianca. Matite, gomme e temperini sono a portata di mano. Ci sono anche libri e quaderni di diverse dimensioni, finemente disegnati. La bambina di nove anni non ha un solo diario, ma diversi tra i suoi oggetti personali e li divide in base alle diverse funzioni. Nel libro dei ricordi annota le esperienze vissute con i biglietti collezionati e altri cimeli, in una piccola scatola contiene eventi e pensieri che ha percepito come negativi e nel piccolo libro segreto Yara scrive con una penna speciale il cui inchiostro può essere letto solo con una lampada speciale progettata per questo scopo, dimostrando un sofisticato approccio alla gestione delle proprie narrazioni.

Dopo aver conseguito la laurea in pedagogia curativa e sociale, Susanna Valentin ha lavorato con bambini, giovani e persone con disabilità mentali. In generale, per lei è importante che nessuno guardi i suoi documenti. «Mi fa piacere che ci sia qualcuno nella mia stanza quando scrivo qualcosa. Questo non mi preoccupa con mia madre o mio padre. L'importante è che nessuno guardi quello che scrivo», sottolinea, ponendo l'accento sul rispetto dello spazio personale. Agli occhi della psicologa Horn, mantenere questa privacy è importante: «I genitori dovrebbero poi ritirarsi e non fare domande. Tra l'altro, questo è positivo anche per lo sviluppo dell'autonomia del bambino», sostenendo la sua crescita individuale. Questo è un momento in cui gli scolari dovrebbero essere lasciati in pace, sapendo di avere con sé un amico attento sotto forma di diario.

Che cos’è la privacy?

Flavia Geiser ha trovato un'amica di questo tipo in «Lulù». È così che ha chiamato il suo primo diario, al quale ha confidato le sue prime esperienze all'età di sette anni. Oggi, a undici anni, la nativa di Wettingen sorride di tanto in tanto quando decifra la scrittura ancora un po' incerta della sua prima elementare: «Ora mi sembra così poco importante». È difficile spiegare questa sensazione mentre passa le dita sulla copertina soffice del suo primo compagno di carta. Questa percezione rivela l'evoluzione del sé e del significato che si attribuisce alle proprie esperienze nel tempo.

Non tutti i bambini condividono l'entusiasmo per la scrittura. Per alcuni è sufficiente tenere in mano una matita durante le lezioni scolastiche, mentre altri sono scoraggiati da una pagina bianca che deve essere riempita di parole, percepita come un ostacolo insormontabile. I ragazzi, in particolare, sono meno propensi a prendere in mano una matita e un libro rispetto alle ragazze, un divario che persiste e si accentua in alcuni contesti. I disegni spesso rappresentano le esperienze dei bambini; allora perché non prendere un album da disegno? Le delicate bambole fatte a mano provenienti dal Guatemala e dal Messico non solo sono belle con i loro fili sottili annodati in motivi colorati e stanno bene nelle mani di ogni bambino, ma servono anche a catturare gli stati d'animo, offrendo un'alternativa tangibile per l'espressione emotiva. Quando vengono estratte dalla borsa di stoffa, a ciascuna delle sei-otto bamboline può essere affidata una preoccupazione, un metodo simbolico per affrontare le ansie.

Se scrivere un diario è un passo importante, un diario delle vacanze può facilitare l'inizio, rendendo l'attività più divertente e meno formale. Registrando le proprie esperienze, i bambini trovano un modo per raccoglierle e organizzarle, sviluppando capacità di sintesi e narrazione. Attualmente il mondo ha molto da offrire alle mamme e ai papà che sono preoccupati per il futuro dei loro figli, con risorse e supporti per la crescita. Ci sono anche domande molto personali sulla famiglia e sulla vita di coppia. Spesso c'è poco tempo per riflettere su se stessi e sulla propria vita quotidiana. Una biro e un libro con pagine bianche possono essere ottenuti rapidamente e possono aiutare sia gli adulti che i bambini a riordinare i propri pensieri, fungendo da semplici ma potenti strumenti di introspezione.

Horn spiega questa visione esterna di sé con lo sviluppo che i bambini attraversano in questi anni: «Le opinioni cambiano molto durante questo periodo, e così anche la ponderazione di ciò che viene percepito come importante», sottolineando la fluidità della loro identità in costruzione. Flavia chiude con cura la porta della sua stanza prima di tirare fuori il suo diario attuale. È un «Diario di sé felice» che ha ricevuto in regalo dalla sua madrina. «Mi piace scrivere molto più di prima, probabilmente perché è più facile per me», afferma, evidenziando come la facilità e la gratificazione influenzino l'impegno. Si sforza di essere regolare. Nel suo libro c'è una pagina per ogni giorno dell'anno e si possono elencare anche tre eventi positivi. «Di solito li tralascio. Se ho già scritto molto a scuola, a volte non ho voglia di farlo a casa», confessa Flavia, rivelando le sfide della costanza. Yara, che ha due anni in meno, conferma questa sensazione: «Di solito ho più voglia di scrivere nei fine settimana e durante le vacanze, è lì che si sperimenta di più». Dopo la scuola e i compiti, anche a lei a volte manca la motivazione per prendere in mano una penna nella sua cameretta, a causa della fatica e della mancanza di tempo libero.

«Ci vuole tempo anche per confrontarsi di nuovo con i propri sentimenti associati alle esperienze», dice la psicologa Horn, riprendendo il filo del discorso. L'autoriflessione richiede energia e un ambiente adatto. «Come genitori, è importante non esercitare mai pressioni in questo contesto», per non trasformare un atto di libertà in un obbligo. Poiché la routine quotidiana di Flavia, una bambina di quinta elementare, è strutturata dalla scuola e dai compiti, di solito la sera si siede alla scrivania con il suo diario: «A seconda di ciò che ho scritto, i miei pensieri continuano a girare e dopo vado a letto». Per la psicologa Horn, si tratta di una conseguenza logica; raccomanda di programmare un po' di tempo tra la scrittura e un'azione successiva, per permettere l'elaborazione emotiva. «La scrittura in sé scatena i sentimenti. Per esempio, se si descrive qualcosa di triste, l'umore successivo può essere depresso», rendendo necessaria una fase di "decompressione". I genitori dovrebbero quindi ritirarsi quando il bambino apre il diario, ma è consigliabile rimanere in attesa per essere in grado di cogliere lo stato d'animo del bambino in seguito: «È importante segnalare al bambino che i suoi bisogni vengono presi sul serio», offrendo supporto senza invadere la privacy.

Da sola o in compagnia: Elin ama entrambe le cose, a seconda del suo umore. «Quando scrivo di cose belle, non mi interessa il rumore intorno a me, quindi la porta della mia stanza non deve essere chiusa». Ma ci sono anche momenti in cui la chiude rumorosamente alle sue spalle. È allora che vuole sfogare la sua rabbia sulle pagine bianche del diario, trovando un luogo sicuro per esprimere le proprie frustrazioni. «Gli eventi descritti vengono nominati ancora una volta in termini concreti. Questo permette allo scrittore di prendere le distanze», spiega Sylvia Winnewisser, facilitando un distacco emotivo. Anche Andrea Horn è convinta che trovare le parole per ciò che si è vissuto e quindi, in ultima analisi, anche per i sentimenti provati sia un passo importante per affrontare le emozioni. Un processo che crea opportunità per modellare il futuro: anche se il confronto può essere stressante, le emozioni possono essere meglio classificate o addirittura messe da parte, migliorando la capacità di coping. Non solo, ma è anche più facile parlare di esperienze deprimenti in seguito, dice Horn, grazie alla pre-elaborazione avvenuta nella scrittura.

Confidarsi con un diario o con un'altra persona e le proprie preoccupazioni vengono dimenticate, come dice il detto: un dolore condiviso è un dolore dimezzato? Purtroppo non è così semplice, dice Horn: «Condividere i propri pensieri con qualcuno comporta sempre il rischio di essere fraintesi». Di conseguenza, la persona che ha osato condividere i propri pensieri si sente esposta e piccola. Tuttavia, se si riesce a condividere con gli altri i propri pensieri e sentimenti in modo tale da sentirsi compresi, la condivisione sociale ha un grande vantaggio: «Sopportare qualcosa insieme è sempre meglio che affrontarlo da soli, e condividere le cose gioiose aumenta la felicità», riassume lo psicologo. Se durante la scrittura si verifica una riorganizzazione interiore, anche parlarne consente di sfruttare le risorse sociali. «Rivelare qualcosa di sé apre la porta all'altra persona», creando connessioni significative. La lettera offre quindi sicurezza senza dover soddisfare determinati requisiti: La carta bianca reagisce con favore, accogliendo ogni parola senza giudizio. Ma quando l'autoriflessione non è più sufficiente? «Naturalmente ci sono dei limiti in cui l'effetto terapeutico della sola scrittura non è sufficiente», afferma il naturopata Winnewisser. Secondo Horn, si tratta di una condizione che di solito si manifesta anche in altri ambiti della vita: «Spesso, ad esempio, il bambino non riesce più a dormire bene o non riesce a concentrarsi a scuola. Il bambino ha quindi bisogno di un supporto terapeutico». Segnali di allarme che richiedono più delle pagine di un diario e l'intervento di uno specialista. Nel caso di Elin, almeno per il momento, non sembrano esserci motivi di preoccupazione. È ancora seduta con le gambe distese sotto la tettoia protettiva, con il suo diario rosa aperto sul ginocchio leggermente piegato, immersa nel suo mondo interiore.

Bambini che scrivono in diversi tipi di diario

Il Fenomeno Sociale dei "Diari dei Bambini" e il Confronto con il Digitale

I diari dei bambini sono uno scrigno di umanità in miniatura. Leggere la vita dalla prospettiva di un seienne, settenne, undicenne fa ridere. Melodrammaticità, tragicità, grandi amori, contraddizioni: c’è già tutto. Lo sanno bene le fondatrici di una pagina Instagram che oggi ha più di 600 mila followers e che pubblica, ogni giorno, la foto di una pagina di diario di qualcuno che vent’anni, trent’anni fa, era un bambino, una bambina: si chiama idiarideibambini. Esempi come «Buona sera Diario come va? Oggi è stato un giorno splendido, direi, ma certe cose non sono state splendide, comunque speriamo che la fortuna mi perseguiti e che tutto vada bene», firmato Federica, 9 anni; o «Io, sottoscritta - Emiliana de Riggi - prometto che quando sarò grande non fumo e non bevo», dice Emilia, 8 anni; e ancora: «Non so perché ma sto cominciando a volere bene a mia sorella. Si vede che sarà l’ora di cambiare; sia dentro, che fuori», di Anna, 11 anni; e «Caro diario, oggi mia madre mi ha strillato come un orango tango che sfiga», di Leonardo, 6 anni; oppure «Anni 9 è una buona età per godersi la vita. Morale distrutta perché già mi immagino invecchiata sola come un cane», di Alba, 9 anni, dimostrano la ricchezza e la profondità dei pensieri infantili.

Sotto ogni post i commenti sono centinaia, e alla pagina scrivono dalle 20 alle 50 persone ogni giorno, a testimonianza del vasto interesse. «Ci mandano le foto dei loro diari e ci scrivono che età avevano all’epoca», spiegano Agnese Girelli e Clementina Frascarelli, le fondatrici. «Non avremmo mai immaginato che un’idea nata per caso potesse coinvolgere così tante persone». Loro hanno 24 e 27 anni, si sono conosciute a Forlì alcuni anni fa, erano coinquiline durante gli studi universitari. Clementina oggi è un’interprete e insegna inglese a scuola, Agnese sta studiando in una laurea magistrale di Scienze Internazionali. Dalla loro pagina Instagram è nato anche un libro, pubblicato con Mondadori, dal titolo: Dio ha risposto alle mie preghiere, ha detto no. Promesse vane, sogni infranti e altri fallimenti annunciati da I diari dei bambini.

Agnese e Clementina raccontano come è nata l’idea di aprire una pagina Instagram dedicata ai diari dei bambini: «Assolutamente per caso. Era l’8 dicembre del 2021, un giorno di festa e a Forlì, la città dove vivevamo, non c’era niente da fare ed eravamo entrambe a casa ad annoiarci. Io (Clementina) avevo con me il diario di quando ero piccola, ci sono molto affezionata e quindi lo tengo sempre tra le mie cose. Ci siamo messe a leggere quelle pagine e abbiamo riso moltissimo», dando il via a un fenomeno virale. Riguardo alla raccolta delle pagine, spiegano: «Adesso ci cercano loro, riceviamo moltissimi messaggi ogni giorno. Noi abbiamo una regola ben precisa: accettiamo e pubblichiamo soltanto pagine di diari di persone che oggi sono adulte. Non vogliamo esporre contenuti che siano riferibili a bambine e bambini di oggi, non ci sembra rispettoso», garantendo la privacy e l'etica del progetto. All’inizio, nel 2021, pubblicavamo solo pagine prese dai nostri diari e da quelli dei nostri compagni di università, tra conoscenti, come in un piccolo gruppo di amici. Poi i numeri sono aumentati moltissimo. «Noi ce lo spieghiamo con una sorta di nostalgia che, a quanto pare, tante persone hanno dell'infanzia», un sentimento comune che spinge a rivivere e condividere frammenti del proprio passato. Un esempio di queste narrazioni è la firma di Daria: «Caro Diario io sono 1 ragazza Molto particolare e sensibile amo molte cose pultroppo non ho mai incontrato 1 persona che mi amasse. Ma ora giuro e lo metto per iscritto che se un ragazzo anche brutto me lo chiede (tranne Giovanni) io penso che al 20% potrei accettare. Firma: Daria», che cattura l'ingenuità e la profondità dei desideri infantili.

La cosa che più diverte delle pagine inviate, secondo le fondatrici, sono le pagine che parlano di politica, con fogli scritti da bambini di 10 anni con riflessioni serissime sul tema. Poi le pagine sulla famiglia, tra fratelli, sorelle, litigate, perdoni, che rivelano le dinamiche domestiche. Colpiscono le pagine - e sono moltissime - rancorose, piene di melodrammaticità. Problemi che per gli adulti sembrano piccoli, per i bambini sono un assoluto, perché percepiti con un'intensità unica e priva di filtri. È bello rispecchiarsi in quelle sensazioni, perché tutti le abbiamo provate, creando un senso di universalità nell'esperienza infantile. Anche la religione è tra i temi preferiti dai bambini, tra chi scrive preghiere e chi va a messa per fare l’occhiolino al bimbo che gli piace, mostrando la combinazione di spiritualità e prime pulsioni sociali.

Oggi, i bambini, usano i diari cartacei? L'impressione delle fondatrici, basata però sull’esperienza personale legata ai loro lavori, tra scuola e ripetizioni, è che i bambini oggi ricevano molti meno diari su cui scrivere a mano. Una cosa che hanno sempre notato tra le pagine che vengono inviate è che i diari erano tenuti molto di più dalle ragazze che dai ragazzi. Questo aspetto oggi si accentua ancora di più: ci sono meno diari, e quindi ancora meno ragazzi maschi che ci scrivono, indicando un potenziale divario di genere nell'espressione personale scritta.

Sappiamo che - soprattutto per chi è un pochino più grande - un confronto con le proprie emozioni si cerca anche su Chat GPT. Che cosa ne pensano Agnese e Clementina? La grande differenza che notano rispetto a un diario cartaceo è che Chat GPT è interattivo. Si scrive lì per cercare un riscontro più immediato, per avere una risposta alle proprie domande, senza riflettere troppo o aspettare. Si chiede all’AI: perché mi sento così? Invece il diario cartaceo implica una riflessione interiore, un esternare i propri vissuti e sensazioni, senza avere una risposta o un riscontro. È un dialogo con se stessi e implica una capacità di guardarsi dentro, sviluppando l'auto-consapevolezza. E ragionare sui propri sentimenti è una forma di educazione emotiva, per questo è preziosa, poiché coltiva la capacità critica e introspettiva piuttosto che la dipendenza da risposte esterne.

Grafico sulla diffusione dei diari cartacei e digitali tra i bambini

Consigli Pratici per Incoraggiare la Scrittura di Diari nei Bambini

Per promuovere la pratica del diario tra i bambini, il National Literacy Trust sta incoraggiando tutti a comprare un diario o regalarne uno. Con la scrittura quotidiana, i bambini possono praticare la scrittura a mano fuori da scuola, consolidando le abilità apprese. La bellezza di un diario è che i bambini possono scrivere qualsiasi cosa vogliano. Potrebbe essere quello che hanno fatto quel giorno, come si sentono o le loro speranze e paure, offrendo una libertà espressiva totale. Questo, dice la NLT, è utile anche per gli adulti, dimostrando l'universalità del beneficio di scrivere i propri pensieri. A tal proposito, un consiglio utile è quello di leggere ai propri figli un libro in cui il protagonista scrive un diario come il Diario di un bambino impacciato di Jeff Kinney e Il diario di Anna Frank, per mostrare modelli e ispirare.

Il posto perfetto per un diario è lo Scaffale per letti a castello di Tidy Books Bunk Bed Buddy. Ovviamente un diario è personale, quindi è sempre utile avere un posto segreto per tenerlo lontano da occhi indiscreti, garantendo quella privacy essenziale per l'espressione autentica. L'idea di un bambino che scrive nel proprio diario nascondendolo dietro le sue cose preferite nel suo Scaffale per Letti a castello Bunk Bed Buddy di Tidy Books è evocativa di quel senso di proprietà e intimità.

In conclusione, offrire ai bambini l'opportunità di tenere un diario significa dotarli di uno strumento potente per la loro crescita personale, emotiva e cognitiva. Che sia un tradizionale quaderno segreto o un innovativo diario creativo, la scrittura di sé rimane un gesto di libertà e auto-scoperta insostituibile.

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