La gastroenterite, un’infezione che interessa lo stomaco e l’intestino, è tra le malattie infettive più frequenti nei bambini, sin dalla culla. Spesso viene erroneamente chiamata "influenza gastrointestinale" o "virus intestinale", ma si tratta propriamente di un’infiammazione del tratto digerente. Le infezioni gastrointestinali infettive rappresentano una delle più comuni infezioni in età pediatrica. In tutto il mondo, ogni anno si verificano miliardi di episodi, più comunemente nei bambini al di sotto dei 5 anni, specialmente in Paesi dove i bambini sono più vulnerabili e le cure non sono sempre di facile accesso. In queste aree, ogni anno centinaia di migliaia di bambini al di sotto dei 5 anni muoiono per la diarrea causata dalla gastroenterite.
Nei Paesi dove i bambini sono ben nutriti e hanno accesso a un’assistenza medica eccellente, le conseguenze non sono così gravi, anche perché i fluidi di idratazione possono essere somministrati in vena (per via endovenosa) se necessario. Tuttavia, la gastroenterite acuta è comunque un problema frequente. Ogni anno, la gastroenterite è una causa comune di visite al pronto soccorso e di ricoveri ospedalieri di bambini, anche in Paesi sviluppati come gli Stati Uniti o l'Italia.
La gastroenterite nel neonato è una condizione tanto comune quanto temuta dai genitori, soprattutto nei primi mesi di vita. È importante riconoscere tempestivamente i sintomi della gastroenterite per intervenire in modo adeguato, evitando complicanze come la disidratazione. Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a titolo informativo e non sostituiscono in nessun caso assistenza o consiglio medico.
Che Cos'è la Gastroenterite (o Infezione Intestinale) nel Neonato?
Il virus intestinale nei bambini, indicato anche con il nome di influenza intestinale, corrisponde propriamente a una gastroenterite virale. Si tratta, più precisamente, di un’infiammazione dello stomaco e/o dell’intestino che dà esito a sintomi caratteristici a carico di questi ultimi, come mal di pancia, vomito e diarrea. La gastroenterite è un’infiammazione del tratto digerente che causa vomito, diarrea o entrambi e talvolta è accompagnata da febbre o crampi addominali.
Cause Principali delle Infezioni Intestinali nei Bambini
La gastroenterite può avere origine da virus, batteri e parassiti. Nella maggior parte dei casi, la gastroenterite è causata da virus, ma anche da batteri o parassiti. Le cause più rare di gastroenterite includono tossine chimiche, farmaci o sostanze illegali. Raramente la gastroenterite deriva da una condizione allergica (gastroenterite eosinofila) o da un’allergia alimentare.
Agenti Virali: I Principali Responsabili
I virus sono la causa più comune di gastroenterite, e quattro categorie di virus causano la maggior parte delle gastroenteriti.

Rotavirus
Il Rotavirus è la principale causa di gastroenterite virale nei neonati e nei bambini sotto i 5 anni. Si tratta di un virus a RNA, che utilizza cioè l’RNA come materiale genetico, appartenente alla famiglia dei Reoviridae. È noto per causare gastroenterite acuta, un’infiammazione dello stomaco e dell’intestino, soprattutto nei bambini, anche se può infettare persone di tutte le età. Il Rotavirus nei bambini sotto i 5 anni di età può causare sintomi più intensi e, quindi, può comportare un maggiore rischio di disidratazione. Il periodo di “picco maggiore” è solitamente quello invernale, da novembre fino a marzo, anche se alcuni studi suggeriscono che il cambiamento climatico potrebbe alterare la stagionalità di alcuni virus come il Rotavirus.
Questa infezione è diffusa in tutto il mondo. L'aver contratto il virus una volta non dà immunità sufficiente, anche se le infezioni che si contraggono negli anni successivi e in età adulta tendono a presentarsi in forma più leggera. In tutto il mondo, le gastroenteriti da Rotavirus necessitano di oltre 25 milioni di visite mediche e 2 milioni di ricoveri ospedalieri ogni anno. In Europa, ogni anno, richiedono visite o accessi in Pronto Soccorso per gastroenterite da Rotavirus tra i 150 mila e i 600 mila bambini sotto i 5 anni, di cui in media tra i 75 mila e i 150 mila vengono ricoverati. In Italia, su una media di 80 mila - 90 mila visite per infezioni da Rotavirus si verificano circa 10 mila ricoveri l’anno per gastroenterite. I ricoveri, soprattutto nei Paesi sviluppati, sono molto inferiori rispetto ai casi di gastroenteriti da Rotavirus curati a livello domiciliare. Questo dato comprende anche gli adulti, che seppur in forma più lieve, possono contrarre il Rotavirus.
Il Rotavirus è la causa più comune di diarrea disidratante grave nei neonati e nei bambini in tutto il mondo, in particolare tra i 3 e i 15 mesi. La sua frequenza si è ridotta da quando è stato introdotto il vaccino contro il Rotavirus.
Norovirus
Dall’introduzione del vaccino contro il Rotavirus, il Norovirus è diventato la causa più comune di gastroenterite in tutte le fasce di età, compresi i bambini. Questo virus colpisce solitamente i bambini tra i 6 mesi e i 18 mesi di età. Le infezioni avvengono tutto l’anno, ma la maggior parte si osserva da novembre ad aprile. La maggior parte dei pazienti viene infettata dopo ingestione di cibo o acqua contaminati. Poiché il Norovirus è altamente contagioso, l’infezione può facilmente diffondersi attraverso il contatto umano. Il Norovirus è all’origine della maggior parte dei casi di epidemie di gastroenterite che si sviluppano sulle navi da crociera e nelle case di cura.
Adenovirus
L’Adenovirus colpisce più comunemente i bambini di età inferiore ai 2 anni. Le infezioni si contraggono tutto l’anno e aumentano lievemente d’estate. L’infezione si diffonde attraverso la trasmissione oro-fecale oltre che le goccioline respiratorie.
Astrovirus
L’Astrovirus può infettare ad ogni età, ma generalmente colpisce in età neonatale e prescolare. Nei climi temperati, l’infezione è più comune durante i mesi invernali, mentre nelle regioni tropicali l’infezione è più comune durante i mesi estivi. Si diffonde per trasmissione oro-fecale.
I bambini contraggono la gastroenterite virale da altri bambini che l’hanno già avuta o che sono stati esposti alla malattia, ad esempio negli asili, nelle scuole e in altri ambienti molto frequentati. La gastroenterite virale è molto contagiosa e si diffonde in modo particolarmente facile da bambino a bambino. La trasmissione oro-fecale è il modo abituale di diffusione della gastroenterite virale. Oro-fecale significa che i virus presenti nelle feci di una persona infetta entrano nella bocca di un’altra persona, spesso tramite fomiti, ovvero il contatto diretto con oggetti contaminati, come maniglie di porte, giocattoli e oggetti di uso comune. La gastroenterite virale può essere trasmessa anche dagli starnuti, dalla tosse e dagli sputi.
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Agenti Batterici: Quando i Batteri Entrano in Gioco
I batteri che causano più comunemente la gastroenterite includono: Campylobacter, Clostridioides difficile (C. diff.), Escherichia coli (E. coli), Salmonella, Shigella e Stafilococchi (che causano l’intossicazione alimentare da stafilococco). Cause meno comuni includono Yersinia, Listeria e Vibrio.
I bambini possono contrarre la gastroenterite batterica nei seguenti modi:
- toccando o mangiando cibi contaminati, in particolare carne, pollame o uova crudi o cotti in modo inadeguato.
- mangiando crostacei contaminati.
- bevendo latte o succo non pastorizzato.
- toccando animali portatori di alcuni batteri.
- ingerendo acqua contaminata di pozzi, corsi d’acqua e piscine.
I batteri possono proliferare in molti tipi di alimenti che sono stati lasciati fuori dal frigo, situazioni a rischio potenziale sono buffet e picnic. Negli alimenti contaminati dai batteri di stafilococco, può crescere una tossina che provoca attacchi di vomito e diarrea. La gastroenterite contratta da cibo contenente microrganismi o tossine batteriche è chiamata a volte “intossicazione alimentare”. Ad esempio, i bambini possono contrarre la Salmonella toccando rettili (tartarughe o lucertole), uccelli o anfibi (rane o salamandre) e raramente possono contrarre l’E. coli toccando gli animali allo zoo. Può capitare che i batteri siano trasmessi da cani o gatti con la diarrea. I bambini possono contrarre la gastroenterite ingerendo acqua contaminata o nuotando in acqua contaminata come quella di pozzi, fiumi, oceani, laghi, parchi acquatici e piscinette, vasche da idromassaggio e piscine (le cosiddette malattie correlate al nuoto).
L’infezione da batterio Clostridioides difficile può verificarsi nei bambini che hanno assunto antibiotici o che hanno terminato un ciclo di antibiotici nelle ultime 6-10 settimane, perché gli antibiotici possono trattare i batteri normali presenti nel tratto digerente che aiutano a tenere sotto controllo i batteri causa di malattie. Alcuni bambini possono sviluppare un’infezione da Clostridioides difficile dopo un ricovero in ospedale e si possono verificare casi in comunità. Il Clostridioides difficile è una causa batterica comune di diarrea.
Agenti Parassitari: Meno Comuni ma Insidiosi
La gastroenterite causata da parassiti (come Giardia intestinalis e Cryptosporidium parvum) viene solitamente acquisita bevendo acqua contaminata o mediante trasmissione oro-fecale, notoriamente diffusa negli asili/asili nido. Il parassita Entamoeba hustolytica è una causa comune di diarrea emorragica in zone dove l’igiene è inadeguata, ma è raro in Paesi con elevati standard igienici. Decisamente poco comuni in Italia sono le gastroenteriti da parassiti come la Giardia lamblia e l’Entamoeba hustolytica. L’infezione batterica o parassitaria è talvolta difficile da distinguere dall’infezione virale, ed è più comune nei luoghi in cui l’acqua potabile non è sicura e vi è una cattiva gestione delle acque reflue.
Cause Meno Frequenti o Non Infettive
La gastroenterite può derivare dall’ingestione di tossine chimiche, presenti in piante, come i funghi velenosi, o in alcuni tipi di crostacei esotici. I bambini che mangiano queste sostanze possono sviluppare gastroenterite. Un’altra causa di gastroenterite nei bambini è l’acqua o il cibo contaminati da sostanze chimiche come arsenico, piombo, mercurio o cadmio.
La diarrea è un potenziale effetto collaterale di molti farmaci. Se un bambino sviluppa diarrea, è consigliabile consultare una farmacia o un medico per sapere se la causa potrebbe essere un farmaco.
Manifestazioni Cliniche: I Sintomi della Gastroenterite
I sintomi di una gastroenterite sono piuttosto chiari e non lasciano adito a grandi dubbi: un’infezione gastrointestinale si manifesta, infatti, con mal di pancia, vomito e diarrea che può arrivare anche a 8-10 scariche giornaliere con feci in genere liquide e maleodoranti. Spesso insieme a questi sintomi classici possono essere presenti febbre e debolezza che portano il neonato a dormire più del consueto, e inappetenza che si traduce nel rifiuto, più o meno marcato, ad assumere il latte materno o artificiale e le pappe se il piccolo è già svezzato. L’infezione causa una combinazione di vomito, diarrea, crampi addominali, febbre e inappetenza.
Sintomi Specifici in Base all'Agente Causale
Gastroenterite causata da virus
I virus provocano diarrea acquosa. Raramente le feci contengono muco o sangue. Il Rotavirus può durare da 5 a 7 giorni nei lattanti e nei bambini piccoli. La maggior parte dei bambini accusa vomito e qualcuno febbre. La diarrea è acquosa, ma non contiene sangue. Nei bambini è più probabile che la diarrea causi grave disidratazione e perfino la morte.Nei bambini il Norovirus causa più vomito che diarrea e dura solo 1-3 giorni. I bambini hanno crampi addominali e possono avere febbre, cefalea e dolori muscolari.L’Adenovirus causa vomito lieve 1 o 2 giorni dopo l’inizio della diarrea. La diarrea può durare da 1 a 2 settimane. I sintomi dell’Astrovirus sono simili a quelli di un’infezione da Rotavirus lieve.
Gastroenterite causata da batteri
I batteri possono causare febbre e diarrea sanguinolenta e alcuni tipi provocano anche crampi addominali. Alcuni tipi di batteri, come certi ceppi di E. Coli e Shigella, producono tossine che causano una complicanza chiamata sindrome emolitico-uremica. In questa sindrome, i globuli rossi vengono distrutti (emolisi) e si verifica un’insufficienza renale, che provoca un accumulo di sostanze tossiche nel sangue (uremia). Questa complicanza è una causa comune di malattia renale cronica nei bambini.
Gastroenterite causata da parassiti
I parassiti di solito causano diarrea che può durare a lungo e possono indurre diarrea intermittente. La diarrea di solito non è sanguinolenta. I bambini possono essere molto stanchi e perdere peso quando la diarrea causata da infezioni parassitarie si protrae a lungo.
La gastroenterite senza vomito e diarrea è più rara, ma può comunque presentarsi con mal di pancia e febbre a 38°C o con gastroenterite febbrile, manifestazioni più difficili da diagnosticare nei neonati. La presenza di virus gastrointestinale nei bambini può anche essere accompagnata da sfoghi cutanei, come avviene talvolta con l’infezione da Adenovirus.
La Disidratazione: Una Complicanza Critica, Specialmente nei Neonati
È l'aspetto più preoccupante di una gastroenterite: la scarsa assunzione di liquidi associata alla loro significativa perdita per via di vomito e diarrea aprono la strada alla disidratazione, evento critico da monitorare sempre con molta attenzione nei bambini e nei neonati in modo particolare. Il rischio di incorrere nella disidratazione è tanto più alto, infatti, quanto minore è l’età di chi accusa una gastroenterite.
La complicanza più comune della gastroenterite grave è la disidratazione (fluidi troppo pochi nell’organismo), che si verifica perdendo liquidi con il vomito e le feci. I bambini leggermente disidratati sono assetati, mentre quelli fortemente disidratati diventano apatici, irritabili o letargici. I lattanti hanno una maggiore probabilità di disidratarsi e sviluppare complicanze gravi rispetto ai bambini più grandi. I lattanti disidratati hanno bisogno di cure mediche urgenti. Se la disidratazione è grave, può portare a uno squilibrio elettrolitico e metabolico, coinvolgendo altri organi quali reni, fegato e sistema nervoso. Questi sono casi molto limitati, soprattutto nel nostro Paese, rispetto alle aree in via di sviluppo, dove il Rotavirus è causa di mortalità. La gastroenterite grave provoca disidratazione e uno squilibrio di alcune sostanze chimiche del sangue (elettroliti), a causa della perdita di liquidi corporei e di elettroliti attraverso vomito e feci.
Segni Allarmanti di Disidratazione nel Neonato
Nel neonato il segnale che denuncia uno stato di disidratazione è il pannolino che rimane asciutto più del solito e l’urina che diventa a poco a poco più scura. Anche la rapida perdita di peso è sintomo di disidratazione ma per il genitore può risultare difficile verificare questo dato. I segni di disidratazione preoccupanti che richiedono cure mediche immediate nei lattanti sono i seguenti:
- fontanella sulla testa affossata
- occhi scavati
- pianto senza lacrime
- bocca asciutta
- Non producono molta urina.
- aspetto poco vigile e privo di energia (letargia).
Tuttavia, può essere difficile valutare la quantità di urina nei bambini che portano il pannolino e hanno feci acquose frequenti. Invece, è più facile capire se un bambino più grande non fa tanta pipì o ha una sete eccessiva. Un neonato di appena 1 mese con virus intestinale è particolarmente vulnerabile. La disidratazione del neonato può insorgere rapidamente. In questi casi, è fondamentale rivolgersi subito al pediatra.
Come si Diagnostica la Gastroenterite?
Il medico basa la diagnosi della gastroenterite sui sintomi e rivolgendo delle domande ai genitori sul tipo di esposizione del bambino. La diagnosi di una gastroenterite è di solito evidente grazie ai soli sintomi, ma la causa spesso non lo è. A volte altri familiari o colleghi hanno avuto recentemente sintomi simili oppure il bambino è stato a contatto con certi animali. Altre volte, la gastroenterite può essere attribuita ad acqua contaminata o cibo cotto male, avariato o contaminato, tra cui frutti di mare crudi o maionese lasciata fuori dal frigorifero troppo a lungo. Anche recenti viaggi, specialmente in alcuni Paesi stranieri, e l’uso recente di antibiotici possono fornire indizi sulla possibile causa.
Di solito gli esami diagnostici non sono necessari perché quasi tutte le forme di gastroenterite migliorano spontaneamente in poco tempo. Tuttavia, se i sintomi sono gravi o durano più di 48 ore, si possono far esaminare in laboratorio campioni di feci per la presenza di globuli bianchi e batteri, virus o parassiti. Possono essere effettuati anche esami del sangue per ricercare segni di infezione o di complicanze, come cambiamenti dei minerali (elettroliti) nel sangue.La diagnosi di gastroenterite si basa principalmente sulla presenza e valutazione dei sintomi, sull’anamnesi del bambino e sull’esame obiettivo. Test molecolari (PCR multiplex) sono test moderni che permettono di identificare rapidamente il materiale genetico di vari virus (Norovirus, Rotavirus, ecc.) in un singolo campione fecale.
La valutazione della disidratazione è l’aspetto più critico della diagnosi. Il medico controlla la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca, la secchezza delle mucose e l’elasticità della pelle.
Approccio Terapeutico e Trattamento
Attualmente non esiste un trattamento antivirale specifico che possa "uccidere" il virus intestinale; il corpo deve eliminare l’infezione autonomamente. La cura si concentra sulla gestione dei sintomi e sulla prevenzione della disidratazione, sotto controllo e prescrizione del pediatra. Gli obiettivi principali della terapia sono il mantenimento dell’idratazione, la gestione dei sintomi e la prevenzione della diffusione del contagio.

Reidratazione: La Priorità Assoluta
La pietra miliare del trattamento è la reintegrazione dei liquidi e dei sali minerali persi. L’unico trattamento necessario per la gastroenterite è il riposo a letto e bere un’adeguata quantità di liquidi. I genitori devono controllare lo stato di idratazione nel bambino affetto da gastroenterite.
Le soluzioni reidratanti orali (ORS) rappresentano lo standard d’oro. Sono soluzioni di reidratazione orale, disponibili in polvere o liquida nelle farmacie e in alcuni negozi di alimentari. I bambini dovrebbero essere incoraggiati a bere molti liquidi, anche in dosi piccole ma frequenti. È consigliabile bere piccoli sorsi frequentemente. Se il bambino vomita, dovrebbe assumere piccole e frequenti dosi di liquidi per cercare prevenire la disidratazione.
I neonati dovrebbero continuare ad assumere latte materno o artificiale oltre a una soluzione orale di elettroliti. Lattanti e bambini piccoli non devono assumere succhi di frutta, bibite, bevande gassate, tè, bevande energetiche e bevande che contengono caffeina. Queste bevande in genere contengono troppi zuccheri, che possono aggravare la diarrea, e pochi sali (elettroliti), che sono necessari per compensare quelli persi dall’organismo. Per gli adolescenti, le bevande energetiche sono preferibili ai succhi e alle bibite perché contengono meno zuccheri, anche se non hanno la stessa quantità di elettroliti delle soluzioni orali di elettroliti. L’acqua semplice non è ideale per trattare la disidratazione nei bambini di qualsiasi età, perché non contiene sali. Le bevande sportive dovrebbero essere evitate perché hanno troppo zucchero e livelli di elettroliti inappropriati per il bambino con diarrea.
Un bambino che è moderatamente o gravemente disidratato deve essere valutato da un operatore sanitario. A volte i bambini devono essere portati dal medico e alcuni devono persino essere ricoverati, specialmente per una reidratazione per via endovenosa.
Alimentazione Durante e Dopo la Gastroenterite
In tutte le forme di diarrea è consigliabile una dieta libera, che segua l’appetito dei bambini. Per i lattanti, il consiglio è di proseguire con l’allattamento. La vecchia raccomandazione del digiuno prolungato o della dieta in bianco rigida è oggi superata. Non appena il vomito si placa, si raccomanda di riprendere un’alimentazione leggera e varia.Se il neonato ha poco appetito per via del malessere dovuto alla gastroenterite è bene cercare di proporre il seno oppure il biberon in modo più frequente del solito così che il piccolo assuma la giusta dose di liquidi per tenere a freno l’eventuale pericolo di disidratazione.Per quanto riguarda i bimbi più grandi non ci sono evidenze scientifiche che provino l’efficacia delle cosiddette “diete in bianco” che possono essere addirittura controproducenti: la gastroenterite può mettere inappetenza e proporre al piccolo cibi “punitivi” che magari non sono di suo gradimento significa metterlo nella condizione di mangiare ancora di meno. Meglio quindi optare per un’alimentazione che sia sì leggera ma gustosa e saporita cercando di limitare solo i grassi e gli zuccheri che possono peggiorare il problema della diarrea.
Gli alimenti consigliati includono una combinazione di carboidrati complessi (riso, grano, patate, pane), carni magre, yogurt, frutta e verdura. Alimenti come riso, patate lesse, carote cotte, mela e banana, pane tostato e parmigiano stagionato sono ben tollerati. Yogurt magro può essere consumato con moderazione. È utile anche l'assunzione di acqua e brodi vegetali. Meglio evitare latte vaccino, succhi zuccherati e alimenti grassi o troppo ricchi di fibre. Dopo l’episodio acuto, è utile sapere cosa mangiare dopo la gastroenterite per evitare ricadute: una dieta controllata e graduale è sempre consigliata.
Gestione Farmacologica: Quando e Come
Spesso l’unico trattamento necessario per la gastroenterite è il riposo a letto e bere un’adeguata quantità di liquidi. Non è disponibile alcun trattamento antivirale specifico per le cause virali di diarrea.
Antibiotici: Possono essere somministrati antibiotici, ma solo in alcune situazioni specifiche e sotto la supervisione di un medico. L’uso di antibiotici, anche nelle forme ad eziologia batterica, deve essere sempre valutato con attenzione e considerato in casi selezionati. Contrariamente a quanto si possa pensare, l'antibiotico per gastroenterite è efficace solo in caso di infezione batterica confermata. Usarlo indiscriminatamente, soprattutto nei virus intestinali dei bambini, è inutile e potenzialmente dannoso.
Antidiarroici: La loperamide può essere utile negli adulti per ridurre il numero di scariche, ma è controindicata in presenza di febbre alta o sangue nelle feci. Ai bambini di età inferiore ai 18 mesi, in caso di diarrea, non devono essere somministrati farmaci antidiarroici come loperamide.
Antiemetici: In presenza di vomito grave, è possibile ricorrere ad alcuni farmaci antiemetici come ondansetron, per via orale o endovenosa.
Probiotici: I probiotici favoriscono la crescita della flora batterica intestinale. Sono normalmente presenti nell’organismo, e in alcuni alimenti che possono essere assunti come integratori. Integratori specificatamente formulati per neonati e bambini sono Prolife Infant e Prolife Pediatrico con formulazioni appositamente adatte a quelle fasce di età.
Paracetamolo: Il paracetamolo è indicato per la gestione della febbre.
Il riposo è fondamentale per permettere al sistema immunitario di combattere l’infezione.
Quanto Dura la Gastroenterite nel Bambino?
La gastroenterite virale di solito inizia da 12 ore a 5 giorni dopo l’esposizione e si risolve entro 3-7 giorni. La durata della gastroenterite dipende dall’agente patogeno e dalla gravità dei sintomi. In media, una gastroenterite virale dura dai 3 ai 7 giorni. Nei casi lievi, i sintomi da gastroenterite nei bambini migliorano nel giro di 48-72 ore. Tuttavia, in caso di gastroenteriti batteriche, la guarigione può richiedere più tempo, anche 10-14 giorni. La diarrea normalmente dura dai cinque ai sette giorni, ma in rari casi può proseguire per due settimane. Il vomito, quando presente, si risolve in tre-quattro giorni. Complessivamente, la malattia da Rotavirus dura in media 3-8 giorni.
Prevenzione: Misure Essenziali e Vaccinazione
È fondamentale conoscere i meccanismi di contagio del Rotavirus, in modo da prevenire il più possibile l’infezione, in particolare attraverso norme igieniche corrette. Non sempre è possibile prevenire la gastroenterite nei bambini, specialmente se parliamo di infezione virale stagionale, più comune nei mesi freddi.
Igiene Personale e Ambientale
La prevenzione del Rotavirus, nei bambini come negli adulti, parte dalle pratiche igieniche più semplici ma essenziali, come il lavaggio frequente delle mani con acqua e sapone, delle superfici, dei giocattoli e di tutti gli oggetti e degli spazi di uso più frequente nei servizi per l’infanzia. Il modo migliore per prevenire la gastroenterite è insegnare ai bambini e a chi se ne prende cura di lavarsi le mani ed evitare cibi conservati in modo incorretto e acqua contaminata.
La gastroenterite virale è particolarmente contagiosa. I neonati possono ammalarsi per contatto diretto con la saliva attraverso baci, abbracci, starnuti o colpi di tosse dei fratelli o di altri soggetti portatori del virus. La diffusione della gastroenterite virale avviene anche per via oro-fecale, cioè attraverso il contatto indiretto con le feci infette e il passaggio in bocca delle mani non lavate accuratamente o degli oggetti non sterilizzati.
È proprio per questo che i piccoli tra i 12 e i 36 mesi che frequentano il nido e la scuola d’infanzia sono i soggetti più a rischio dal momento che la vita in comunità favorisce la trasmissione dei virus. Neonati e bambini possono ammalarsi di gastroenterite anche andando in piscina oppure assumendo acqua o alimenti contaminati, evento che non riguarda ovviamente i neonati allattati al seno.Se in casa c’è un fratellino o un adulto malato è importante disinfettare le superfici che potrebbero essere entrate in contatto con il virus, compresa la seduta del water, lavare separatamente abbigliamento e lenzuola e invitare tutti a lavarsi di frequente le mani. Il virus intestinale è contagioso poi fino a diversi giorni dopo la guarigione.

Allattamento al Seno
L’allattamento al seno rappresenta un fattore protettivo contro la gastroenterite nei neonati. In quelli allattati al seno, infatti, l’eventualità di contrarre la patologia è significativamente inferiore rispetto ai bambini alimentati con il latte artificiale, poiché si rafforza il sistema immunitario.
La Vaccinazione contro il Rotavirus
Dal momento che la forma di gastroenterite più frequente è quella da Rotavirus e visto che non esistono cure specifiche, la strada della prevenzione con la vaccinazione rimane la più efficace per arginare le conseguenze più gravi dell’infezione. Il vaccino per il Rotavirus si è infatti dimostrato molto efficace nel ridurre l’incidenza di gastroenteriti e complicazioni gravi dovute alla diarrea acuta e alla eventuale disidratazione. Entrambi i vaccini hanno dimostrato una riduzione significativa della gravità dell’infezione e della necessità di ospedalizzazione. A fare la differenza è anche la presenza, nei Paesi più ricchi, di un sistema sanitario, dotato di strutture dedicate all’assistenza sanitaria infantile, in grado non solo di ridurre la diffusione della malattia ma anche l’ospedalizzazione.
Il vaccino anti Rotavirus viene somministrato in due o tre dosi per via orale: la prima dose è prevista a partire dalle sei settimane di vita, anche in caso di nascita pretermine, ma non oltre le dodici settimane. Le successive dosi vengono somministrate a cadenza mensile con l’intero ciclo di vaccinazione che non dovrebbe protrarsi oltre le prime 24 settimane per il vaccino a due dosi e non oltre le 32 settimane per quello a tre dosi. Entrambi i vaccini sono sicuri ed efficaci nella protezione contro i ceppi più frequenti di Rotavirus e in grado di ridurre il rischio d’infezione fino al 90%. Dopo l’introduzione del vaccino contro il Rotavirus, il Norovirus è diventato la causa più comune di virus intestinale. Il vaccino contro il Rotavirus è offerto gratuitamente a tutti i nuovi nati in Italia dal 2017 (in Sicilia dal 2013).
Nei giorni successivi alla somministrazione del vaccino, è importante prestare attenzione a sintomi con gonfiore addominale, vomito, presenza di sangue nelle feci, accompagnati da febbre alta.
Quando Rivolgersi al Pediatra o al Pronto Soccorso
Soprattutto quando la gastroenterite si presenta nei neonati è sempre opportuno parlarne al pediatra per avere consigli mirati su come comportarsi. Chiaramente, è importante avvisare immediatamente il pediatra che potrebbe inviare al Pronto Soccorso perché il neonato venga reidratato per via endovenosa, se si presentano chiari segnali di disidratazione.
In particolare, è necessario consultare il medico o recarsi al pronto soccorso se il bambino presenta:
- segni allarmanti di disidratazione (fontanella infossata, occhi scavati, pianto senza lacrime, bocca secca, pannolino asciutto per molte ore, letargia o irritabilità estrema).
- vomito e diarrea molto consistenti e persistenti per più giorni.
- febbre alta (oltre i 38°C) che non si abbassa o persiste.
- presenza di sangue o muco abbondante nelle feci.
- dolori addominali intensi e persistenti.
- se il bambino è molto piccolo (neonati, specialmente al di sotto di 3 mesi), è sempre opportuno un controllo medico tempestivo.
Il neonato disidratato può diventare apatico, irritabile o letargico. Il rischio di incorrere nella disidratazione è tanto più alto, infatti, quanto minore è l’età di chi accusa una gastroenterite.