La riproduzione dei pesci in acquario rappresenta sempre un evento speciale, sia per le specie rare che per le varietà più comuni. Molti ospiti delle nostre vasche d’acqua dolce, in condizioni favorevoli, possono riprodursi spontaneamente senza particolari accorgimenti da parte dell’allevatore. Tra le specie più affascinanti e prolifiche, i Guppy occupano un posto d’onore: il loro soprannome, "pesce milione", deriva proprio dalla loro straordinaria capacità di moltiplicarsi in tempi brevissimi.

Il Dimorfismo Sessuale: riconoscerli al primo sguardo
Il dimorfismo dei guppy è molto facile da individuare, innanzitutto dall'aspetto: i maschi hanno la livrea più colorata e soprattutto la coda e la pinna dorsale molto più sviluppate e colorate delle femmine, che sono in genere più grandi, con la pancia più gonfia, e con una colorazione grigiastra, scialba, con le pinne non colorate o a volte con la coda appena colorata, ma non certo paragonabile ai maschi. La differenza fondamentale comunque è che i maschi hanno la pinna anale trasformata in gonopodio, un organo sessuale che serve ai pesci ovovivipari per fecondare le uova direttamente nella pancia della femmina, che partorisce quindi piccoli vivi. Spesso i Guppy sono i primi pesci che vede chi entra nel mondo acquariofilo; il gonopodio non è altro che quella protuberanza fatta a forma di "pisellino". E' molto importante però mettere sempre un maschio ogni 2-3 femmine, a causa dell'estrema "focosità" dei maschi; mettere soltanto una coppia, o peggio, tanti maschi e poche femmine, significa spesso condannare a morte prematura le femmine, per il troppo stress. Lo so che i maschi sono più belli, ma la salute dei pesci viene per prima. Sconsigliatissimo è anche fare acquari di soli maschi, perché sono più belli e per non avere il problema degli avannotti: sono pesci dall'istinto riproduttivo straordinario, lo stress per loro sarebbe enorme e cronico.
La biologia della riproduzione: perché sono ovovivipari?
L'enorme prolificità dei guppy è dovuta al fatto di essere ovovivipari, cioè le uova non devono essere deposte su un qualche supporto esterno per essere poi fecondate dallo sperma del maschio, ma, grazie al gonopodio maschile, vengono fecondate direttamente all'interno della pancia della madre. Così gli embrioni all'interno delle uova fecondate si possono sviluppare al sicuro, al riparo dai predatori, nutrendosi del sacco vitellino contenuto all'interno. Al momento del parto quindi la mamma espelle le uova che si stanno schiudendo, partorendo piccoli già formati, della lunghezza di 5-6 mm. del tutto autosufficienti. Se a questo si aggiunge il fatto che una femmina partorisce da una ventina fino a 35-40 piccoli ogni 30 giorni circa (dipende da molti fattori, dall'età, dalla temperatura, ecc.) si riesce a comprendere come mai venga soprannominato "pesce milione": in un tempo relativamente breve si moltiplicano a dismisura, senza contare il fatto che una femmina già a un mese o due è sessualmente matura ed è in grado di partorire a sua volta. Questo in natura serve a garantire la propagazione della specie, anche in assenza di cure parentali da parte dei genitori, perchè tra le decine e decine di piccoli, qualcuno che riesce a sopravvivere ai predatori c'è sempre.

Gestazione e riconoscimento della femmina gravida
Il periodo di gestazione è in media di 25 giorni, ma questo dato è da prendere con le pinze, nel senso che spesso le femmine hanno caratteristiche fisiologiche diverse e possono partorire prima o dopo del periodo sopra citato. In linea di massima, comunque, le femmine più giovani (5-8 mesi) tendono ad avere una gestazione più breve dai 19 ai 25 giorni, mentre le femmine più anziane (8 mesi e più) variano dai 27 fino ai 33 giorni. Questo divario tra femmine giovani ed anziane è dovuto probabilmente dal diverso numero di uova che si trovano a gestire. Infatti, mentre le femmine più giovani possono partorire, salvo eccezioni, un massimo di 20 avannotti, le femmine più grandi e mature possono arrivare fino a 60/70 avannotti se si trovano in eccellenti condizioni fisiche. Le femmine prossime al parto sono facilmente riconoscibili dal ventre gonfio e dalla macchia scura sempre più evidente nella zona uro-genitale. Le guppe che stanno per partorire hanno la pancia non solo gonfia, ma che sembra stia per esplodere. Quando la guppy sta per partorire, la macchia nera, oltre che più grande, diventa come "traslucida" e osservando molto attentamente è anche possibile scorgere i piccoli dentro la pancia.
La gestione del parto: sale parto o acquario piantumato?
Molti neo acquariofili, non appena scorgono una guppina con la pancia gonfia, corrono a comprare quelle specie di lager, le sale parto, da appendere all'interno della vasca, per salvare quanti più possibili avannotti. Se l'acquario è piantumato (bastano parecchie piante che formino cespugli un po' intricati e che soprattutto arrivino al pelo dell'acqua, tipo Limnophila, Bolbitis heudelotii, o piante galleggianti come Ceratophyllum demersum e Riccia fluitans), i guppini sono perfettamente in grado di cavarsela da soli. Se invece il nostro scopo è quello di salvarne il più possibile, si può far ricorso alle sale parto: si tratta di piccole vaschette di plastica - oppure gabbie di rete a maglia fine - da sistemare nell'acquario. Tuttavia, le sale parto non sono il luogo ideale per allevare gli avannotti. Anche per le future mamme, poi, passare lunghi periodi nella sala parto non è l'ideale, per cui conviene trasferirle solo quando stanno per partorire. Il metodo migliore è quello di usare una sala parto per un'unica femmina e usare il divisorio in modo da alloggiare la partoriente nella parte di vaschetta meno soggetta alla luce e far sì che l'altra parte sia rivolta verso la luce naturale.
Sala parto x guppy fai da te
Nutrizione e crescita: il protocollo di accrescimento
Per i primi giorni, gli avannotti di guppy hanno con sé un "pranzo al sacco" fornito dalla madre: il sacco vitellino. Ma questa riserva si esaurisce in fretta. Dimentica il cibo in scaglie sbriciolato. Per le prime due settimane, i tuoi piccoli hanno bisogno di un menù ricco di proteine e grassi. I naupli di Artemia Salina sono il Sacro Gal. I microworms rappresentano un'alternativa eccellente e più facile da coltivare in casa. Se non hai accesso a questi alimenti, la migliore alternativa è il tuorlo d’uovo sodo: prelevane una quantità minuscola, scioglila in un po’ d’acqua dell’acquario e somministrala con una siringa. Usa questa soluzione con estrema parsimonia, perché inquina l’acqua molto velocemente. La crescita degli avannotti non è lineare: durante la prima fase (0-15 giorni) si formano gli organi vitali; nella seconda (15-45 giorni) si sviluppano pinne e scheletro; infine, nella terza, raggiungono la maturazione morfologica.
Consigli pratici per la gestione della vasca
Il rapporto tra maschi e femmine deve essere mantenuto costante (1:2 o 1:3). Per quanto riguarda il sovrappopolamento, è bene accordarsi con un negoziante che possa accogliere le nidiate in eccesso dopo qualche mese, quando il loro sesso e la colorazione saranno ben visibili. Ricordate inoltre che per i cambi d'acqua in vasche con avannotti, il trucco per non risucchiarli consiste nell'utilizzare una bottiglia per prelevare l'acqua, immergendo completamente il collo, in modo che l'aria che esce crei delle bolle che impediscano ai pesciolini di entrare. L'osservazione costante è la chiave per comprendere il comportamento dei propri pesci e garantire loro una vita lunga e in salute.
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