La maternità è spesso descritta come un percorso unico e trasformativo. Tuttavia, quando la natura o le tecniche di procreazione medicalmente assistita portano alla luce una gravidanza gemellare o trigemina, l’esperienza si arricchisce di complessità fisiologiche e logistiche che richiedono un’attenzione specifica. Una gravidanza si definisce multipla quando nell’utero della futura madre è presente più di un feto. Se gli embrioni sono due si parla di gestazione bigemina, mentre se sono tre la gravidanza viene classificata come trigemina.

Le basi biologiche della gemellarità
La distinzione tra le diverse tipologie di gravidanza multipla risiede nel processo di concepimento. La gravidanza si dice dizigotica se gli ovuli fecondati sono due e se ad agire sono stati due spermatozoi diversi. Al contrario, la gravidanza gemellare si dice monozigotica quando un ovulo è stato fecondato da un unico spermatozoo che, in una fase successiva, si è diviso.
Per quanto riguarda la classificazione basata sugli annessi embrionali:
- Gravidanza monocoriale monoamiotica: si verifica se la divisione dell'ovulo fecondato avviene tra l'ottavo e il dodicesimo giorno.
- Gravidanza trigemina: rappresenta una sfida significativa sia per la madre che per il team medico. Essa può essere trizigotica (tre ovociti fecondati da tre spermatozoi), dizigotica (due ovociti fecondati, dove uno dei due embrioni si divide in due gemelli identici) o monozigotica (un singolo ovocito fecondato che si divide in tre embrioni).
Fattori che influenzano il concepimento multiplo
I fattori che determinano la possibilità di un concepimento gemellare sono molteplici. Oltre alla predisposizione familiare e alla nazionalità della madre, un ruolo centrale è svolto dall'età: le donne di età pari o superiore ai 35 anni presentano una maggiore frequenza di gravidanze plurigemellari. Una spiegazione scientifica è data dalla qualità degli ovuli, che diminuisce con l'invecchiamento e può favorire la suddivisione in più embrioni, unita a un picco di fertilità negli anni precedenti la premenopausa.
L'uso di tecnologie di procreazione assistita (PMA) ha contribuito significativamente all'aumento delle gravidanze trigemine e multiple. Circa l'85% dei trigemini viene concepito a seguito di trattamenti per la fertilità, come l'induzione dell'ovulazione o il trasferimento di più embrioni durante la fecondazione in vitro (FIVET). Negli ultimi anni, tuttavia, la ricerca si è concentrata sul miglioramento delle percentuali di successo trasferendo un numero minore di embrioni grazie a tecniche avanzate, come la diagnosi genetica preimpianto con screening di aneuploidie attraverso la tecnica array-CGH.

L'evoluzione della gestazione: trimestri e cambiamenti
Nel primo trimestre, una gravidanza gemellare può apparire simile a una gestazione singola. Tuttavia, in caso di gemelli, i valori delle Beta hCG nel sangue o nelle urine risultano notevolmente più alti. Dal secondo trimestre, le differenze diventano evidenti: aumenta il volume dell'addome, la percezione dei movimenti dei bambini è più marcata e l'aumento di peso corporeo risulta più elevato.
In una gestazione gemellare si raccomandano controlli ecografici più frequenti rispetto alla norma. La diagnosi di corionicità (numero di placente) e amnionicità (numero di sacchi) deve idealmente avvenire entro la quattordicesima settimana. È fondamentale monitorare il benessere materno e fetale tramite esami come la translucenza nucale, l'amniocentesi e la villocentesi.
Rischi e complicanze nelle gravidanze multiple
La presenza di più di un feto tende a distendere eccessivamente l'utero, causando una condizione che può innescare contrazioni prima del termine. I rischi per la madre includono:
- Iperemesi gravidica (nausea e vomito eccessivi).
- Anemia.
- Diabete gestazionale.
- Preeclampsia (ipertensione arteriosa associata a proteine nelle urine).
- Emorragia post-partum, causata spesso dall'incapacità dell'utero sovradisteso di contrarsi efficacemente dopo il parto.
Per i feti, i rischi riguardano principalmente la mortalità e morbidità perinatale. In particolare, i gemelli monocoriali affrontano rischi specifici legati alla placentazione, come la sindrome da trasfusione feto-fetale (TTTS), in cui si verifica uno squilibrio circolatorio tra il feto "donatore" e il feto "ricevente". Questa condizione può portare a ritardo di crescita, malformazioni o disturbi neurologici.
Twin-to-Twin Transfusion Syndrome and Fetoscopic Laser Surgery
Il momento del parto: gestione e pianificazione
Il parto pretermine è la complicazione più frequente. Nelle gravidanze gemellari, la prematurità si presenta nella metà dei casi, mentre quasi tutte le gravidanze trigemine terminano prima della trentasettesima settimana. Per proteggere la madre e i neonati, i medici possono ricorrere al parto cesareo programmato.
La decisione tra parto naturale e cesareo dipende dalla posizione dei feti. Se il primo gemello è in posizione cefalica, è possibile procedere per via vaginale. Tuttavia, se il primo gemello o il secondo si trovano in posizioni anomale, o se vi è sofferenza fetale, il cesareo diventa necessario. È indispensabile che tali procedure avvengano in strutture ospedaliere dotate di expertise ostetrico-ginecologica e neonatologica avanzata.
Aspetti logistici e supporto psicologico
Oltre alle sfide cliniche, la gestione di una gravidanza trigemina comporta implicazioni pratiche considerevoli: dalla necessità di maggiore spazio abitativo all'adeguamento dell'auto per tre seggiolini, fino alla gestione delle forniture necessarie per tre neonati.
La reazione dei genitori alla notizia di una gravidanza multipla passa spesso attraverso fasi di shock, rifiuto e ansia. È naturale che i partner reagiscano in modo diverso ed è utile prendersi il tempo necessario per metabolizzare l'evento. La rete di supporto, composta da amici, parenti e associazioni specializzate, risulta essere una risorsa preziosa per affrontare i dubbi quotidiani. Accettare aiuto non è segno di debolezza, ma una strategia pragmatica per sostenere la crescita di una famiglia numerosa che inizia in modo straordinario.
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