Gravidanza e Sensazioni Strane allo Stomaco: Cause, Sintomi e Strategie di Gestione

La gravidanza è un periodo di profondi mutamenti fisiologici e psicologici per la donna, che coinvolgono l'intero organismo e non solo l'apparato genitale. Durante questa fase straordinaria, il corpo subisce innumerevoli cambiamenti strutturali e funzionali che rappresentano delle risposte d'adattamento alla nuova condizione. Tali mutazioni iniziano dal concepimento e perdurano per tutto lo sviluppo dell'embrione e del feto fino alla nascita del neonato. Questi cambiamenti possono manifestarsi con piccole sensazioni e alterazioni soggettive, spesso avvertite prima ancora dei segni obiettivi, e che frequentemente accompagnano la donna per tutti i nove mesi, senza diventare, nella maggior parte dei casi, veri e propri disturbi.

Molte donne sperimentano disturbi gastrointestinali, che possono includere bruciore di stomaco, acidità, mal di stomaco e altri sintomi fastidiosi. Quasi la metà delle future mamme nel periodo dell'attesa può andare incontro a queste problematiche, dovute sia ai cambiamenti ormonali che all’ingombro del feto nella pancia. Questi disturbi sono spesso legati ai cambiamenti ormonali e fisici che avvengono nel corpo durante la gestazione, influenzando la digestione e le abitudini alimentari. Alcune donne avvertono tutti questi sintomi, altre solo alcuni, ma è fondamentale conoscerne le cause e le strategie per gestirli al meglio, garantendo il benessere della mamma e del bambino.

Il Bruciore di Stomaco in Gravidanza: Un Compagno Comune

Il bruciore di stomaco in gravidanza è una delle sensazioni più diffuse e talvolta più fastidiose che le future mamme possono sperimentare. Si tratta di una sensazione di dolore o “calore” che tende a partire dalla bocca dello stomaco o dalla parte bassa del petto, e può arrivare fino alla gola. Questo disturbo è molto diffuso ed è legato al reflusso acido, cioè alla risalita dei succhi gastrici dallo stomaco verso l’esofago. È una condizione che, in gravidanza, tende a presentarsi soprattutto a partire dal secondo trimestre e ad intensificarsi nell’ultimo periodo della gestazione, sebbene possa comparire già nei primi mesi.

Il meccanismo alla base del bruciore di stomaco durante la gestazione è piuttosto chiaro. Durante la gravidanza, infatti, l’organismo subisce tutta una serie di modificazioni ormonali e fisiche che rendono più facile la risalita degli acidi gastrici. La valvola che collega l’esofago con lo stomaco, chiamata sfintere esofageo inferiore, non riesce a funzionare correttamente e a trattenere gli acidi come accade normalmente, favorendo il reflusso.

Differenza tra Bruciore di Stomaco e Nausea Mattutina

Nei primi mesi molte donne sperimentano la nausea mattutina, che può essere confusa con il bruciore di stomaco in gravidanza. Tuttavia, i due disturbi hanno caratteristiche distinte:

  • La nausea è una sensazione di malessere allo stomaco, a volte accompagnata da vomito. Tende a comparire al mattino, e a migliorare dopo il primo trimestre. Spesso è preceduta da un senso di vuoto allo stomaco e può essere scatenata dalla vista o dall'odore di particolari cibi o sostanze.
  • Il bruciore di stomaco è una sensazione di dolore o calore localizzato tra petto e gola, legato alla risalita di acidi. Può insorgere dopo i pasti e si accompagna talvolta a rigurgito acido o sapore amaro in bocca.

Differenza tra bruciore di stomaco e nausea

Le Cause Profonde: Ormoni e Pressione Uterina

Le cause delle sensazioni strane allo stomaco, in particolare del bruciore, sono legate a una combinazione di fattori ormonali fisiologici e alla progressiva "crescita" dell’utero. Entrambi questi aspetti determinano significative modificazioni nell'apparato digerente della donna.

Il Ruolo Determinante degli Ormoni

Gli ormoni, e in particolare l’azione del progesterone, influiscono molto sulla comparsa del bruciore di stomaco in gravidanza. Infatti, il progesterone tende ad influire anche sull’apparato digerente, contribuendo al rilassamento della muscolatura liscia, la quale comprende lo sfintere esofageo inferiore. Questo sfintere è una specie di “valvola” che separa stomaco ed esofago. Normalmente, si chiude dopo il passaggio del cibo, impedendo la risalita dei succhi gastrici. Tuttavia, quando il progesterone fa rilassare la muscolatura, questi acidi tendono a risalire verso l’alto più facilmente, talvolta contribuendo al peggioramento della nausea in gravidanza.

L’azione ormonale, inoltre, tende a rallentare i movimenti intestinali, contribuendo a prolungare i tempi di digestione. Un transito intestinale più lento aumenta i tempi di “svuotamento” dello stomaco, favorendo la comparsa del reflusso e di altri disturbi, come la stitichezza in gravidanza. Il progesterone è anche, in parte, responsabile di ulteriori disturbi come i piedi gonfi in gravidanza.

La gonadotropina corionica (HCG), un ormone secreto dalla placenta e dosato nei test di gravidanza, è probabilmente la causa di nausea, vomito e ipersalivazione (scialorrea), soprattutto nei primi tre mesi di gravidanza, con un picco al secondo mese e nelle gravidanze gemellari. Con la diminuzione dei livelli di HCG, la nausea e il vomito si attenuano fino a scomparire dopo il terzo mese.

Infine, la notevole presenza nel sangue degli ormoni estrogeni e del progesterone può provocare anche una maggiore ritenzione idrica, che, sebbene non direttamente legata alle sensazioni gastriche, è un altro esempio dell'ampio impatto ormonale sull'organismo materno.

La Pressione dell'Utero in Crescita

Con l’avanzare della gravidanza e la crescita del feto, il volume dell’utero aumenta progressivamente e finisce per comprimere gli organi circostanti. Lo stomaco, in particolare, viene “spinto” verso l’alto, andando a ridurre di fatto la sua capacità di contenere gli alimenti e favorendo la comparsa di bruciore di stomaco in gravidanza.

In particolare nell’ultimo trimestre, quando il feto raggiunge le sue dimensioni maggiori, la pressione esercitata sull’addome è particolarmente forte: in questa fase gli episodi di reflusso, anche di notte, diventano più frequenti e intensi. Non è un caso se molte donne riferiscono che il disturbo tenda a peggiorare soprattutto nelle ultime settimane di gravidanza. La presenza di un utero di queste dimensioni e peso provoca una certa compressione sugli altri organi addominali. Questo fattore meccanico, combinato con il rilassamento dello sfintere esofageo inferiore già favorito dal progesterone, peggiora significativamente i sintomi del reflusso.

Utero che comprime lo stomaco in gravidanza

Sintomi allo Stomaco per Trimestre: Un Percorso Evolutivo

I disturbi gastrointestinali e le sensazioni strane allo stomaco tendono a modificarsi e intensificarsi nel corso dei nove mesi di gravidanza, seguendo l'evoluzione dei cambiamenti ormonali e fisici.

Primo Trimestre: L'Inizio delle Modificazioni

Il bruciore di stomaco in gravidanza può presentarsi già nelle prime settimane di gestazione, sebbene tenda a diventare più “forte” e più frequente nei mesi successivi. Nei primi tre mesi il disturbo è legato soprattutto alle modificazioni ormonali che interessano (anche) il sistema digestivo. Durante il primo trimestre i livelli di progesterone iniziano ad aumentare. Questo ormone riduce il tono della muscolatura liscia, andando a rilassare lo sfintere esofageo inferiore, la “valvola” che separa l’esofago dallo stomaco. Se la chiusura non è completa, i succhi gastrici possono risalire lungo l’esofago e provocare sensazione di bruciore. Inoltre, lo stesso progesterone rallenta i movimenti dell’apparato digerente, rendendo la digestione più lenta e favorendo la comparsa di reflusso e acidità.

Oltre al bruciore, i primi, nonché i più frequenti, disturbi sono la nausea e/o il vomito al mattino, la salivazione abbondante e i piccoli dolori allo stomaco. Si presentano già dalle prime settimane di gravidanza e, nella maggior parte dei casi, con il terzo mese scompaiono; solo raramente si manifestano oltre questo periodo.I crampi allo stomaco nelle prime settimane della gravidanza sono un sintomo piuttosto comune. Se sono lievi, di solito non devono destare preoccupazione né richiedono cure particolari. Spesso sono provocati dalle modifiche a cui il corpo della donna va incontro per effetto degli ormoni. Per assecondare l’esigenza di fare spazio per l’accrescimento del feto e l’aumento di dimensioni dell’utero, legamenti e muscoli si distendono, diventano meno rigidi. Inoltre, i vasi sanguigni si dilatano, peggiorando la sensazione di gonfiore e pesantezza addominale. Tutti questi cambiamenti possono creare piccoli fastidi o, talvolta, crampi di lieve intensità. Un’altra causa di crampi all’inizio della gravidanza, ma più in basso rispetto allo stomaco, è rappresentata dall’impianto. In alcune donne, il posizionamento dell’ovulo fecondato nella parete dell’utero provoca doloretti addominali simili a crampi. Nelle prime settimane di gravidanza, questi sintomi possono essere dovuti anche all’ansia che questa condizione scatena nella mamma.

Secondo Trimestre: L'Intensificazione

Nel secondo trimestre, il bruciore di stomaco in gravidanza tende a intensificarsi, quando iniziano a combinarsi fattori ormonali e fisici. Infatti, in questo periodo il volume dell’utero cresce e inizia a “spingere” contro lo stomaco. Con la crescita dell’utero, aumenta la pressione addominale, che riduce lo spazio disponibile per gli organi digestivi e rende più probabile la “risalita” dei succhi gastrici nell’esofago. Questo fenomeno si somma al rilassamento dello sfintere esofageo inferiore, già favorito dal progesterone, peggiorando i sintomi del reflusso.Nel secondo trimestre di gravidanza, il bruciore di stomaco può manifestarsi con maggiore frequenza e intensità. I sintomi tipici includono:

  • Sensazione di bruciore al petto o alla gola, che spesso compare o peggiora dopo i pasti.
  • Sapore amaro o acido in bocca.
  • Sensazione di gonfiore o pressione addominale.
  • Episodi di rigurgito acido, a volte associati a nausea.Questi disturbi possono disturbare il riposo notturno e influenzare negativamente l’alimentazione quotidiana, rendendo difficile il mantenimento di un’alimentazione regolare e potendo persino causare perdita di peso.

Terzo Trimestre: Il Culmine dei Disturbi

Nel terzo trimestre, il bruciore di stomaco in gravidanza tende a raggiungere la sua fase più intensa. Il volume dell’utero è al massimo e la pressione esercitata sugli organi addominali è particolarmente marcata. Quando il feto cresce e l’utero si espande, lo stomaco viene compresso contro il diaframma. Questa pressione riduce lo spazio disponibile per gli alimenti deglutiti, facilita la risalita dei succhi gastrici e può peggiorare i sintomi del reflusso, soprattutto dopo aver mangiato o quando ci si trova in posizione sdraiata.Il bruciore di stomaco in gravidanza è uno dei disturbi più frequenti nelle ultime settimane prima del parto. Anche piccole quantità di cibo possono provocare la comparsa dei sintomi, anche più volte al giorno. Molte donne, inoltre, riferiscono di svegliarsi durante la notte per via del bruciore o di avvertire una sensazione di pesantezza persistente nella parte alta dell’addome.I crampi allo stomaco nel terzo trimestre sono dovuti prevalentemente a cause come modifiche anatomiche che preparano l’utero ad accogliere il bambino, cambiamenti fisiologici della motilità intestinale e compressione dello stomaco causata dalla presenza del feto. L’utero va incontro ad uno straordinario aumento di dimensioni in gravidanza; se in condizioni normali è lungo circa 6-7 centimetri, nel terzo trimestre arriva a superare i 30 centimetri. Oltre a contenere il feto, che può pesare anche più di 4 chili, ospita la placenta, che pesa circa 500 grammi, e un litro circa di liquido amniotico. La presenza di un utero di queste dimensioni e peso provoca una certa compressione sugli altri organi addominali.

Si deve anche tenere conto del fatto che gli ormoni prodotti durante la gravidanza causano modifiche importanti nella fisiologia del sistema gastroenterico. Questi cambiamenti possono portare a disturbi gastrici o intestinali di vario tipo, fra cui aumento dell’acidità gastrica, bruciore di stomaco, reflusso gastroesofageo e stitichezza.

Evoluzione dei sintomi gastrointestinali trimestre per trimestre

Oltre il Bruciore: Altre Sensazioni Gastriche Comuni

Le "sensazioni strane allo stomaco" in gravidanza non si limitano al solo bruciore, ma possono includere una varietà di disturbi gastrointestinali che contribuiscono al disagio complessivo.

Acidità e Reflusso Gastroesofageo

L’acidità in gravidanza è spesso correlata al bruciore di stomaco e può essere altrettanto fastidiosa. La produzione aumentata di acido gastrico e il rallentamento del processo digestivo possono causare sensazioni di disagio. Il reflusso in gravidanza è una condizione in cui il cibo e gli acidi dallo stomaco risalgono nell’esofago, causando una sensazione di bruciore. Questo è particolarmente comune nel secondo e terzo trimestre, quando l’utero esercita una maggiore pressione sullo stomaco. Se il cardias, la valvola all'ingresso dello stomaco, perde di tonicità, il contenuto gastrico tende a "risalire" nell'esofago. Tale attitudine è, in una certa misura, perfettamente normale e non provoca sintomi a meno che non sia eccessiva.

Mal di Stomaco e Crampi

Il mal di stomaco in gravidanza può manifestarsi come crampi, dolori acuti o fastidi generali, spesso dovuti a cambiamenti nei livelli ormonali e alla crescita dell’utero. I crampi allo stomaco sono comuni, soprattutto nel primo trimestre, e possono essere causati da cambiamenti nei legamenti e nei muscoli addominali che si distendono per fare spazio all'utero in crescita.I crampi allo stomaco fanno parte dei piccoli disturbi che compaiono durante la gravidanza in alcune donne. Generalmente sono accompagnati da sintomi quali difficoltà digestive, bruciore di stomaco e reflusso gastroesofageo. I crampi percepiti più in basso rispetto allo stomaco, invece, sono molto simili ai dolori mestruali e possono comparire solo da un lato oppure in entrambi i lati. Alcune donne riferiscono di sentire una sorta di fastidio, di intorpidimento, mentre per altre il dolore, pur limitato nel tempo, è più intenso.

Vomito e Diarrea

Il vomito e la diarrea possono verificarsi durante la gravidanza, generalmente a causa di infezioni gastrointestinali o cambiamenti nel sistema digestivo. Sebbene spesso benigni, possono indicare disturbi più specifici come la gastrite o la gastroenterite.

Fitte allo Stomaco

Le fitte allo stomaco in gravidanza possono essere fastidiose e generalmente sono causate da movimenti dell’utero, ma in alcuni casi potrebbero essere legate a disturbi gastrointestinali più ampi.

Strategie Efficaci per Gestire i Disturbi Gastrointestinali

Il bruciore di stomaco e le altre sensazioni strane in gravidanza possono essere gestiti efficacemente, nella maggior parte dei casi, attraverso una serie di accorgimenti alimentari e modifiche delle abitudini quotidiane. La gestione delle malattie gastrointestinali in gravidanza richiede un approccio integrato che includa modifiche nella dieta, l’assunzione di rimedi naturali e, se necessario, farmaci approvati dal medico.

L'Importanza dell'Alimentazione

Per contenere il bruciore di stomaco in gravidanza e altri disturbi, è fondamentale curare la propria alimentazione. La prevenzione consiste nel seguire un regime alimentare equilibrato.

I Cibi Consigliati Contro il Bruciore di Stomaco in Gravidanza:Alcuni alimenti possono attenuare i sintomi del bruciore di stomaco in gravidanza. In particolare:

  • Lo yogurt e il latte, in particolare il latte caldo con un cucchiaino di miele, possono dare un effetto “calmante”. Tuttavia, è importante evitarli se, invece, si soffre di intolleranza al lattosio.
  • Consumare cibi semplici, non troppo elaborati, privilegiando una dieta ricca di verdure cotte, cereali integrali e proteine leggere.
  • È estremamente utile rivolgersi ad un nutrizionista, che possa dare indicazioni precise riguardo cosa mangiare in gravidanza e cosa non mangiare in gravidanza, anche seguendo la condizione e le preferenze individuali della gestante.

I Cibi e le Bevande da Evitare in Gravidanza:Ci sono alimenti e bevande che possono aumentare il rischio di sviluppare bruciore di stomaco in gravidanza, favorendo il rilassamento dello sfintere esofageo o la produzione di acido gastrico. Tra questi rientrano:

  • I cibi molto grassi e le fritture.
  • I piatti molto speziati e gli intingoli.
  • Gli agrumi e i succhi di frutta.
  • Il cioccolato.
  • Il caffè e, più in generale, le bevande contenenti caffeina.
  • Le bevande gassate.

Alimentazione in gravidanza: i cibi da evitare e quelli indispensabili

Abitudini Quotidiane e Stile di Vita

Oltre alla scelta degli alimenti, è fondamentale curare anche il modo in cui si mangia e le proprie abitudini quotidiane.

La Postura e il Ritmo dei Pasti:Per ridurre l’incidenza di bruciore di stomaco in gravidanza può essere utile:

  • Suddividere l’alimentazione quotidiana in più pasti con porzioni piccole, evitando le abbuffate. Consumare pasti “piccoli” e frequenti durante la giornata.
  • Cenare almeno due o tre ore prima rispetto al momento di coricarsi. Non coricarsi prima di due o tre ore dal pasto, per dare il tempo allo stomaco di svuotarsi almeno parzialmente.
  • Mangiare lentamente, in posizione seduta e con il busto eretto, masticando bene, prendendosi il tempo per consumare i pasti.
  • Durante il sonno, può aiutare tenere sollevata la parte superiore del corpo con dei cuscini.

Altre Strategie Quotidiane:

  • Indossare abiti comodi che non vadano a comprimere l’addome, evitando indumenti attillati o scomodi e cinture.
  • Una moderata attività fisica è fra i rimedi ritenuti utili in caso di crampi allo stomaco durante la gravidanza. Fare una passeggiata, camminando lentamente e praticare qualche esercizio di stretching può essere d'aiuto.
  • Concedersi una doccia calda, senza esagerare con le temperature alte.
  • Respirare profondamente e lentamente.
  • Idratarsi adeguatamente, bevendo la giusta quantità di acqua.
  • Alcune donne traggono beneficio nel masticare delle gomme senza zucchero, azione che stimola la produzione di saliva e aiuta ad attenuare il senso di acidità.
  • Se si è rimaste incinte già in sovrappeso, è opportuno cercare di non prendere troppi chili durante la gravidanza. Il medico potrà consigliare su quanto peso si dovrebbe guadagnare per la propria salute e quella del bambino.
  • Se si è una fumatrice, anche di sigaretta elettronica, è fondamentale smettere immediatamente!

In casi particolarmente gravi, si possono assumere farmaci antireflusso, che aiutano la mamma a sentirsi meglio ma non hanno conseguenze sul feto. Oggi è possibile scegliere tra diverse opzioni farmaceutiche che contribuiscono a ridurre i sintomi e a limitare quindi i fastidi, senza danneggiare il nascituro, ma sempre sotto consiglio del medico o del farmacista. I prodotti possono contenere estratti naturali, ad esempio finocchio e carciofo, o sostanze di origine naturale che favoriscono i processi digestivi e possono attenuare i crampi, la nausea o il vomito, e regolare il pH dello stomaco.

Quando Rivolgersi al Medico: Segnali di Allarme

Il bruciore di stomaco in gravidanza è, nella maggior parte dei casi, un disturbo fisiologico e benigno, che non deve destare particolare preoccupazione. Tuttavia, ci sono situazioni in cui è indicato rivolgersi al medico o al proprio ginecologo di fiducia.

In particolare, è opportuno rivolgersi ad un medico se il bruciore è molto intenso e/o si accompagna a ulteriori sintomi come:

  • Difficoltà a deglutire.
  • Dolore toracico.
  • Tosse persistente.
  • Voce rauca.
  • Presenza di sangue nel vomito o nelle feci (feci nere).
  • Perdita di peso involontaria.
  • Dolori particolarmente intensi.
  • Questi disturbi possono disturbare il riposo notturno e influenzare negativamente l’alimentazione quotidiana, rendendo difficile il mantenimento di un’alimentazione regolare e causare perdita di peso.

È opportuno contattare il proprio medico se il bruciore di stomaco in gravidanza è persistente o si accompagna a sintomi che potrebbero indicare la presenza di condizioni diverse dal reflusso “fisiologico”. In alcuni casi, il mal di stomaco può essere legato a disturbi più gravi, come la gastrite o la gastroenterite. La gestione delle malattie gastrointestinali in gravidanza richiede un approccio integrato che includa modifiche nella dieta, l’assunzione di rimedi naturali e, se necessario, farmaci approvati dal medico.

Sintomi gastrointestinali che richiedono attenzione medica in gravidanza

Oltre lo Stomaco: Altri Disturbi Comuni in Gravidanza (e Loro Collegamenti)

La gravidanza è un momento fisiologico che interessa la donna sia dal punto fisico sia psichico, determinando innumerevoli cambiamenti. Molteplici sono i disturbi che possono manifestarsi, alcuni dei quali, sebbene non direttamente legati allo stomaco, sono connessi alle stesse profonde modificazioni ormonali e fisiche che influenzano anche la salute gastrointestinale.

Nausea, Vomito e Ipersalivazione

Tra i più frequenti disturbi della gravidanza, nausea, vomito e ipersalivazione (scialorrea) sono probabilmente causati da un ormone secreto dalla placenta, la gonadotropina corionica (HCG), ossia l'ormone che si dosa nei test di gravidanza. Essi, quindi, sono tanto più probabili quanto più alti sono i livelli di HCG e, perciò, più intensi nei primi tre mesi di gravidanza (con un picco al secondo mese) e nelle gravidanze gemellari. Fortunatamente, molte donne non hanno nausea o hanno solo sintomi minimi. Ad ogni modo, in concomitanza con la diminuzione dei livelli di HCG, la nausea e il vomito si attenuano fino a scomparire dopo il terzo mese. Di solito questi disturbi, preceduti da un senso di vuoto allo stomaco, sono più accentuati al mattino e possono essere scatenati dalla vista o dall'odore di particolari cibi o sostanze. Spesso si associano a cambiamento del gusto e ad un apparente aumento della salivazione, in quanto la futura mamma non riesce a deglutire la saliva normalmente prodotta dalle ghiandole salivari.

Insonnia e Ansia

Per definizione, attesa è sinonimo di ansia. Pertanto, anche durante "la dolce attesa" l'ansia legata alla paura per la propria salute o per quella del nascituro si presenta con espressioni molto variabili. Il risultato di un esame fuori norma, un dato ecografico non rassicurante, la mancata percezione dei movimenti del bambino per qualche ora, l'approssimarsi della data del parto o anche altre cose più banali scatenano nella futura mamma vere e proprie crisi di panico che, il più delle volte, svaniscono non appena si consulta il proprio medico. L'insonnia è una delle espressioni di questi fenomeni che, più frequentemente, affiorano in piena notte. Il più delle volte non è necessario alcun trattamento. Si possono usare blandi sedativi a base di camomilla, valeriana o melissa e seguire un corso di preparazione al parto (per imparare a respirare in modo profondo). Infine fare pasti leggeri e facili da digerire evitando di andare a letto subito dopo mangiato.

Il Prurito: Un Segnale da Non Sottovalutare

Tra i piccoli disturbi che si manifestano durante la gravidanza, uno dei più frequenti è il prurito. Questo sintomo, anche se per la maggior parte dei casi è banale, non deve essere mai sottovalutato e va sempre riferito al proprio ginecologo di fiducia, che indicherà la cura migliore per ogni singolo caso. È soprattutto nel corso degli ultimi mesi di gravidanza che alla futura mamma può capitare di avvertire sul corpo un fastidioso prurito. In genere tende a localizzarsi sul pancione, seno e gambe e solo di rado si estende al resto del corpo.Se la pelle tira, potrebbe essere uno degli effetti della tensione cui viene sottoposta nel corso dei nove mesi di gravidanza, soprattutto nell'ultimo trimestre, quando l'utero si ingrossa notevolmente. La pelle dell'addome, ma anche del seno e delle cosce, subisce un progressivo stiramento che finisce spesso per irritare la cute. Inoltre, durante l'attesa la notevole presenza nel sangue degli ormoni estrogeni e del progesterone provoca una maggiore ritenzione idrica. Così i tessuti impregnati di acqua si tendono più del solito e possono dare una lieve sensazione di prurito nella parte bassa dell'addome, alle gambe e ai piedi.Per rimediare a questo sintomo, normale in gravidanza, è fondamentale mantenere la pelle ben idratata: occorre quindi, a cominciare già dai primi mesi della gestazione, utilizzare tutti i giorni creme elasticizzanti e antismagliature e oli emollienti e idratanti, per rendere la pelle più "elastica" per contrastare il progressivo "stiramento". I prodotti vanno applicati praticando lievi massaggi, utili a stimolare la circolazione sanguigna. Per alleviare il prurito inoltre, è consigliabile utilizzare sulle zone interessate il talco mentolato o lozioni rinfrescanti (a base di lavanda, acqua di rose, bergamotto), oppure fare un bagno tiepido a base di amido di riso dal potere sfiammante. Oltre ai rimedi indicati è consigliato anche un controllo del peso e lunghe passeggiate all'aperto che facilitano la circolazione sanguigna delle gambe.

Questo disturbo può anche essere connesso alla cattiva funzionalità del fegato, che provoca la colestasi epatica, cioè la tendenza ad accumulare sali biliari nei tessuti, favorita dai mutamenti ormonali tipici dei nove mesi di gestazione. Il fegato non riesce a svolgere pienamente le sue funzioni di "filtro" e alcuni scarti delle cellule rimangono in circolo, provocando il senso di fastidio. Il prurito compare nell'ultimo trimestre, dapprima su braccia e gambe e poi tende a diffondersi su tutto il corpo. In questo caso per favorire l'eliminazione dei sali è utilissimo bere molto, almeno 1,5-2 litri di acqua naturale al giorno, e seguire una dieta adeguata, evitando pasti troppo abbondanti o molto speziati, i fritti, le salse e i salumi, ossia tutti quegli alimenti che richiedono un notevole impegno da parte del fegato. In caso di necessità il medico prescriverà farmaci che riattivano la funzione di filtro del fegato, e quelli che eliminano il fastidioso sintomo. Quando invece il prurito compare già a partire dai primi mesi di gravidanza è più probabile che esso sia dovuto a un fenomeno allergico. In questo caso il ginecologo potrebbe escludere dalla dieta della gestante alcuni alimenti ad alto rischio, come il latte e le uova. Anche le emorroidi si manifestano con un prurito persistente: questo disturbo, frequente nei nove mesi, è dovuto in gran parte alle modificazioni ormonali della gravidanza che coinvolgono anche i vasi sanguigni, determinando una dilatazione delle piccole vene che si trovano nella parete del canale anale.

Cause e rimedi per il prurito in gravidanza

Condizioni Mediche Rilevanti Durante la Gestazione

La gravidanza, pur non essendo una malattia, può causare una serie di disturbi e, in alcuni casi, può associarsi a condizioni mediche che richiedono attenzione specifica. È fondamentale monitorare la salute generale della donna per prevenire o gestire eventuali complicazioni.

Ipertensione in Gravidanza

L'ipertensione può essere pre-esistente alla gravidanza o comparire per la prima volta in gravidanza (più spesso nel terzo trimestre) anche senza alcun sintomo. A volte compare anche dopo il parto. Una pressione con valori 140/90 è considerata già elevata, in quanto normalmente la pressione si abbassa in gravidanza. In questi casi è necessario eseguire alcuni esami come l'esame delle urine con dosaggi delle proteine, esami del sangue specifici, ecografia con flussimetria, cardiotocografia (monitoraggio elettronico). Il consiglio è di misurare frequentemente la pressione arteriosa durante la gravidanza e rivolgersi al proprio medico o alla struttura ospedaliera, se i valori sono uguali o superiori a 140/90.

Diabete Gestazionale

Il metabolismo degli zuccheri nel sangue è gestito dagli ormoni prodotti dal pancreas: il glucagone, che fa aumentare il tasso di zuccheri, e l'insulina che lo riduce. In condizioni sane l'organismo dosa continuamente l'uno o l'altro di questi ormoni per mantenere un equilibrio. Il diabete si verifica quando per qualche motivo l'insulina prodotta è insufficiente a limitare la concentrazione degli zuccheri nel sangue. È questo il caso del diabete gestazionale, ossia di quella forma di diabete che insorge in gravidanza in donne precedentemente sane, e che in genere si risolve dopo il parto (anche se può lasciare una predisposizione a sviluppare successivamente il diabete nel 30-60 per cento dei casi).Il diabete gestazionale si verifica a causa degli ormoni della gravidanza, che possono contrastare la produzione di insulina in soggetti predisposti; questo meccanismo può essere accentuato da fattori come il sovrappeso o una dieta scorretta. Il diabete gravidico è una condizione a rischio anche per il nascituro, perché può comportare una crescita eccessiva del feto, aborto o parto prematuro. Gli esami consigliati sono l'esame delle urine, l'ecografia, la glicemia basale, la minicurva glicemica, il profilo glicemico.

Aborto Spontaneo e Minaccia d'Aborto

Quando una gravidanza si interrompe spontaneamente entro 180 giorni dalla data di inizio dell'ultima mestruazione (ossia 25 settimane e 5 giorni) si parla di "aborto spontaneo", che, nella maggior parte dei casi, è un evento che si verifica durante il primo trimestre di gravidanza. Quando nella donna compaiono sintomi che possono far temere per una possibile interruzione della gravidanza, ovvero perdite di sangue provenienti dalla cavità uterina e/o contrazioni dell'utero e fitte dolorose si parla di minaccia d'aborto. A questo proposito si raccomanda alle donne in stato di gravidanza di non sottovalutare nessun sintomo si presenti e di segnalarlo prontamente al proprio medico. Spesso la causa che provoca un aborto spontaneo non è identificabile, ma va comunque considerato che nella maggior parte dei casi tale evento è sporadico ed assolutamente non ripetitivo. Quando si verificano, invece, casi di aborto ripetuto si rende necessario indagare sulle cause. A tale scopo il medico, oltre a ricostruire la storia clinica della coppia ed a effettuare una visita ginecologica, prescriverà l'esecuzione di tutti gli accertamenti clinico-strumentali (cariotipo, ossia il corredo cromosomico sul sangue dei genitori, test di funzionalità tiroidea, colture cervico-vaginali, ecografia transvaginale, indagini sul sistema immunitario, ecc.) ritenuti utili per formulare la diagnosi e poter attuare così il trattamento più adeguato.

Infezione da Citomegalovirus (CMV)

Il citomegalovirus (CMV) è un virus del gruppo degli Herpesvirus. La maggioranza delle persone ha il suo primo contatto con il virus (infezione primaria) già alla nascita o durante l'infanzia. Infatti, le vie di trasmissione più precoci e frequenti comprendono la trasmissione al neonato: durante il parto (infezione perinatale) a seguito di contatto con secrezioni vaginali infette o durante l'allattamento materno (infezione postnatale). Circa il 60 per cento delle puerpere che hanno già contratto l'infezione primaria da CMV in passato, elimina il virus con il latte trasmettendo l'infezione a circa il 30-70 per cento dei neonati allattati per almeno un mese. Questa è una via di trasmissione naturale e del tutto benigna. Infatti, un neonato nato a termine sano raramente svilupperà sintomi evidenti di infezione e non andrà incontro ad alcuna complicazione (anche perché con il latte riceve oltre al virus una quota di anticorpi materni che lo proteggono). Inoltre, in caso di neonato di sesso femminile, si eliminerà il rischio di contrarre una infezione primaria nel corso di una futura gravidanza.L'infezione da CMV, quindi, può essere importante in gravidanza per il rischio di essere trasmessa al feto (trasmissione verticale) sia durante un'infezione primaria che a seguito di riattivazione o reinfezione della madre. Tuttavia, è importante tenere ben presente che eventuali malattie fetali malformative o di altro tipo sono causate pressoché esclusivamente da un'infezione primaria. L'infezione primaria si può verificare una sola volta nella vita. Pertanto, se una futura mamma ha già contratto in passato l'infezione primaria (e quindi sviluppato i relativi anticorpi ovvero, più in generale, un'immunità specifica), questa non può ripetersi in caso di ulteriore contatto con il virus. Il più delle volte la malattia decorre con assenza di sintomi o con una sintomatologia modesta come una leggera febbre e senso di stanchezza. Nei soggetti immunodepressi, cioè con ridotte difese immunitarie, il virus può causare disturbi più importanti. L'aver contratto la malattia non produce immunità; infatti, cessata la fase di attività del virus, il citomegalovirus assume una stabilità latente all'interno dell'organismo. Per impedire che il citomegalovirus turbi la serenità dell'attesa sarà bene accertare lo stato immunitario (presenza di IgG specifiche) nei confronti di questo virus prima di pianificare una gravidanza. In caso di sieropositività non sono necessari ulteriori controlli mentre in caso di sieronegatività è bene controllare con cadenza mensile IgM e IgG specifiche per CMV, per poter diagnosticare prontamente un'infezione primaria in corso gravidanza (sieroconversione). In caso di positività per IgM sarà bene rivolgersi ad un centro specializzato.

Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali

La colite ulcerosa e la malattia di Crohn sono malattie infiammatorie croniche intestinali che spesso insorgono in donne in età fertile, con un picco di incidenza tra i 15 e i 35 anni. La prima è caratterizzata da una condizione di infiammazione della parete intestinale del colon, ovvero del tratto terminale dell'intestino. La malattia di Crohn prevalentemente coinvolge l'infiammazione dell'ileo. È bene tenere sotto controllo queste malattie per evitare eventuali complicazioni durante la gravidanza.

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