Il gonfiore della mammella è un problema molto comune e spesso innocuo. Nella maggior parte dei casi a causarlo sono infatti variazioni ormonali del tutto fisiologiche, come quelle tipiche della pubertà, del ciclo mestruale, della gravidanza, dell’allattamento, della menopausa o associate all’assunzione di contraccettivi ormonali. Quando non è il sintomo di una malattia che richiede un trattamento specifico il gonfiore della mammella può essere contrastato assumendo farmaci o vitamine, in particolare la vitamina E, oppure con impacchi caldi o freddi.
Durante l’età fertile ogni donna nota in alcune giornate il proprio seno gonfio e dolorante da diventare quasi irriconoscibile. Quindici giorni prima del ciclo, durante l’allattamento o nella pre-menopausa: in questi momenti il seno aumenta di volume, è duro alla palpazione e si avverte una maggiore sensibilità. Può essere talvolta un fenomeno correlato alla dolce attesa.

Il seno come segnale precoce della gestazione
Il disturbo del seno gonfio e dolorante affligge la maggior parte delle donne e rappresenta una condizione fisiologica che si verifica dopo l’ovulazione; tende invece a venire meno al sopraggiungere del ciclo mestruale. Prima ancora che tu ti accorga che il tuo ciclo è in ritardo, potrebbero comparire altri segnali comuni di una gestazione nella sua fase iniziale. Il seno gonfio è uno di questi.
Tale fastidio può essere dovuto all’aumento del livello di progesterone, un ormone prodotto nelle ovaie e nel surrene che influisce sulle condizioni e sul funzionamento delle mammelle. In presenza di un incremento del tasso di progesterone, il flusso di sangue si concentra nell’area delle ghiandole mammarie provocando gonfiore. Se ti è già capitato di notare il tuo seno gonfio dopo il ciclo o in gravidanza, ciò può essere dovuto ad alcune fluttuazioni fisiologiche ormonali.
Per quanto riguarda la dolce attesa, nella fattispecie, il maggiore volume delle mammelle e la sensazione di gonfiore sono collegati all’aumento dei livelli di prolattina. Si tratta di un ormone prodotto dall’ipofisi che ha la funzione di favorire la produzione del latte materno facendo sì che sia già possibile nutrire il piccolo appena dopo il parto. É altrettanto vero che la prolattina potrebbe causare dolore e gonfiore al seno anche quando non si è in stato interessante, come nel caso della iperprolattinemia: è una condizione che si verifica quando si unisce il mal di testa a dolore e seno gonfio.
Bisogna ricordare che il corpo di ciascuna donna è diverso e quindi la severità dei sintomi della dolce attesa è alquanto variabile. C’è quindi la possibilità che si verifichi una gravidanza senza seno gonfio nei rarissimi casi in cui i relativi sintomi non possono essere riconosciuti come tali. Ciò succede per esempio nel corso di una gravidanza criptica, ossia il fenomeno per cui una donna non realizza di essere in stato interessante fino alle ultime settimane di gestazione. Diverse ragioni ormonali e psicologiche possono portare a questa tipologia di gestazione. Analogamente, in una gravidanza recente, se si ha partorito da poco, gli ormoni impiegano diverso tempo prima di tornare alla normalità e potrebbe anche saltare il ciclo per via dell’allattamento.
Trasformazioni anatomiche e funzionali nelle fasi della gestazione
Il seno in gravidanza subisce trasformazioni significative già dalle prime settimane, sotto l’effetto di ormoni come estrogeni, progesterone e prolattina. Questi cambiamenti preparano il corpo all’allattamento, determinando aumento di volume, maggiore sensibilità e modifiche di capezzoli e areole. Proprio per queste ragioni anche il seno in gravidanza cambia e comincia ad assumere una forma differente per sostenere al meglio la futura mamma e il suo bambino.
Durante la gestazione l’aumento di estrogeni stimola il sistema dei dotti a svilupparsi e specializzarsi, il progesterone influenza l’aumento delle dimensioni degli alveoli e dei lobi del seno, e l’ormone lattogeno placentare (HPL), rilasciato dalla placenta, è responsabile delle modificazioni di seno, capezzolo e dell’areola che si espandono insieme ai tessuti fibroso e adiposo di sostegno prima del parto. La conseguenza è che, per quanto riguarda l’aspetto visivo, la maggior parte delle donne osserva un aumento del seno in gravidanza.
Primo trimestre - Il viaggio della gravidanza | Animazione 3D
Già dai primi giorni, o comunque durante le prime settimane e poi nel corso del primo trimestre, i dotti e gli alveoli nel seno crescono rapidamente. La modificazione della struttura del seno che viene messa in atto dall’aumento ormonale fa sì che sia più dolente e i capezzoli più sensibili. Questo sintomo solitamente si attenua dopo il primo trimestre ma può continuare in forma più lieve fino al parto.
La preparazione alla lattazione: dal colostro al latte maturo
Nel secondo trimestre di gravidanza, già a partire dalla 15^ settimana ed entro la 22^, il seno arricchito di nuovi dotti e alveoli inizia a produrre il latte (lattogenesi). A cambiare in gravidanza non è solamente il seno, ma anche i capezzoli che diventano più grandi e più scuri, stesso discorso vale per le areole. Si ritiene, inoltre, che l’odore di questa sostanza prodotta sia molto simile a quello del liquido amniotico e che possa per questo guidare il neonato verso il seno, così come il colore scuro delle areole, dopo la nascita.
La prima lattogenesi inizia circa 12 settimane prima del parto, quando le ghiandole mammarie iniziano a secernere colostro. La seconda lattogenesi inizia dopo la nascita, quando la placenta viene espulsa. I livelli di progesterone precipitano, mentre i livelli di prolattina rimangono alti. La prolattina è l’ormone principale ai fini della lattazione, ed è a sua volta controllata da ormoni secreti dall’ipofisi, dalla tiroide, dalle surrenali, dalle ovaie e dal pancreas.
I seni sono irrorati da un abbondante flusso sanguigno, che porta molto ossigeno. La quantità di latte prodotto aumenta rapidamente e la sua composizione gradualmente cambia da colostro a latte maturo. I livelli di sodio, cloruro e proteine nel latte decrescono e i livelli di lattosio e altri nutrienti aumentano. Gradualmente cambia il colore, dal giallo tipico del colostro a un bianco opalescente. Dato che questo processo è controllato dagli ormoni, i seni iniziano a produrre latte sia nel caso la madre stia allattando oppure no.
A questo stadio della lattogenesi è importante allattare a richiesta perché un allattamento frequente nella prima settimana dopo il parto sembra aumentare il numero di recettori della prolattina nel seno. Il terzo stadio della lattogenesi è anche conosciuto come galattopoiesi, momento in cui si stabilizza la produzione di latte maturo.
Gestione del disagio e segnali d'allarme
È normale avere dolore al seno in gravidanza? La risposta è assolutamente positiva, anche quando il dolore può essere percepito come una fitta: sono sensazioni normali che non nascondono nessuna patologia ma solamente la laboriosa messa a punto di un meccanismo perfetto. Sappiamo che il seno è già in piena attività. Il colostro è pronto e può fuoriuscire dai capezzoli. Sarebbe meglio non indossare coppette assorbilatte che potrebbero alterare la flora batterica presente nei capezzoli e impedire la naturale traspirazione e produzione delle sostanze di protezione.
Per diminuire il dolore al seno in gravidanza è possibile utilizzare dei reggiseni senza cuciture, in tessuto morbido e privi di ferretto, per non costringere in poco spazio la pelle che si sta espandendo. Nelle prime settimane di gravidanza, le ghiandole mammarie cominciano ad aumentare di volume, accompagnate da un leggero formicolio o sensazione di pesantezza, e le vene sono più evidenti sotto la pelle, visto l’intensificarsi del flusso sanguigno nella zona del seno. Anche i capezzoli subiscono trasformazioni significative durante la gravidanza: diventano più scuri, più grandi e prominenti e diventano più evidenti i tubercoli di Montgomery, i piccoli rilievi intorno all’areola.

Anche durante la gravidanza è necessario continuare le autopalpazioni al seno e fare attenzione a cambiamenti che discostano dalla normalità. La presenza di un nodulo al seno in gravidanza può essere fisiologica in questo periodo ma, se se ne avverte la presenza anche a distanza di 15 giorni, è sempre bene controllarlo ecograficamente e sentire il parere del medico.
A volte si possono verificare anche in gravidanza quadri di mastite, caratterizzati da seno arrossato, tumefatto, dolente, caldo con cute ispessita, dovuti a un mancato riassorbimento del colostro. La mastite è un’infiammazione del seno che può manifestarsi con dolore, gonfiore, arrossamento e aumento della temperatura. Se i rimedi per la mastite non alleviano i sintomi o se l’infezione peggiora, è essenziale consultare un medico. Il medico può prescrivere antibiotici o, in casi gravi, drenare l’ascesso, se presente. Riconoscere i sintomi di mastite precocemente e adottare rimedi efficaci può aiutare a ridurre il rischio di complicazioni.
Per alleviare il dolore quotidiano è consigliabile effettuare delle spugnature con acqua tiepida o fredda, mentre è meglio evitare massaggi al seno perché potrebbero stimolare un’ulteriore produzione di prolattina, favorendo l’intensificarsi del dolore. Nella gestione del dolore è utile anche curare lo stile di vita: l’attività fisica non è controindicata, è bene però evitare di saltare a lungo. È consigliabile poi ridurre il consumo di alimenti ricchi di grassi e di sale che possono trattenere i liquidi, mentre è fondamentale assicurarsi un’adeguata idratazione, sia bevendo tanta acqua sia consumando frutta e verdura di stagione.
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