Natalia Goncharova: Un'Amazzone dell'Avanguardia Russa tra Tradizione e Rivoluzione

Natalia Sergeevna Goncharova (1881-1962) è stata una figura titanica nel panorama artistico del primo Novecento, un'artista poliedrica e anticonformista che ha saputo intrecciare la ricchezza della tradizione russa con le audaci innovazioni delle avanguardie occidentali. La sua vita e la sua opera, caratterizzate da una costante ricerca e da una volontà indomita di rompere le convenzioni, sono state celebrate in un'ampia retrospettiva a Palazzo Strozzi di Firenze, visibile dal 28 settembre 2019 al 12 gennaio 2020. Questa esposizione, intitolata "Natalia Goncharova tra Gauguin, Matisse e Picasso", ha offerto un'immersione profonda nel percorso artistico di una donna che ha trasceso i confini della pittura per abbracciare grafica, scenografia, costumi teatrali, design e persino performance artistiche.

Le Radici Russe e la Nascita di un Talento

Nata nel 1881 nel governatorato di Tula, nella Russia centrale, Natalia Goncharova proveniva da una famiglia della piccola nobiltà. Suo padre era il pronipote della moglie del celebre poeta Alexander Pushkin, mentre sua madre discendeva da un professore di Teologia. La sua infanzia e adolescenza trascorse nella campagna russa, un ambiente che avrebbe profondamente influenzato la sua sensibilità artistica, infondendole un amore duraturo per la storia, il folklore, i colori accesi e i paesaggi della sua terra d'origine. Le fotografie dei primi anni del Novecento la ritraggono immersa nella vita rurale, indossando abiti tradizionali, un'immagine che contrasta con la donna audace che di lì a poco avrebbe sfidato le convenzioni artistiche e sociali.

Giovane Natalia Goncharova in abiti tradizionali russi

Trasferitasi a Mosca per studiare, Natalia incontrò Mikhail Larionov, pittore coetaneo e futuro compagno di vita e di arte. Tra loro nacque un sodalizio profondo, un'alleanza umana e artistica che sarebbe durata oltre sessant'anni, caratterizzata da un amore reciproco e da una condivisa dedizione alla ricerca artistica. Fu Larionov, tra i primi a riconoscere il suo straordinario talento, a incoraggiarla e a sostenerla nel suo percorso.

La Rivoluzione del Nudo e la Lotta contro la Censura

Una delle tappe fondamentali e più controverse della carriera di Goncharova fu la sua audace rappresentazione del nudo femminile. Nel 1910, espose per la prima volta in Russia dipinti di nudi eseguiti da una donna, un atto rivoluzionario in un'epoca in cui questa tematica era prevalentemente appannaggio maschile. Il dipinto "Modella su sfondo blu" fu sequestrato dalle autorità, e l'artista accusata di pornografia e immoralità. La resa anatomica nel quadro era esplicita, discostandosi dalla più accademica rappresentazione dei nudi contemporanei. Nonostante le accuse, Goncharova fu assolta, ma l'episodio segnò l'inizio di una lunga battaglia contro la censura.

Natalia Goncharova, Modella su sfondo blu, 1909-1910

Oltre un secolo dopo, questa stessa opera ha riscosso nuova attenzione e controversie. La parte superiore del dipinto, utilizzata come trailer promozionale per la mostra di Firenze, è stata giudicata inappropriata da Instagram a causa della raffigurazione di nudità e parti di pelle considerate eccessive, portando al suo temporaneo blocco. Questo episodio sottolinea come l'audacia di Goncharova continui a stimolare dibattiti sulla rappresentazione del corpo e sui limiti della censura, sia essa istituzionale o digitale. La sua scelta di dipingere nudi era una rivendicazione dei diritti delle donne, equiparando la loro libertà espressiva a quella degli uomini.

Altrettanto audace fu la sua opera "Dea della fertilità", anch'essa sequestrata nel 1910, non solo per la sua esplicita rappresentazione anatomica, ma anche a causa del titolo stesso, che alludeva a temi considerati tabù.

L'Esplorazione di Stili e Movimenti: Dal Neoprimitivismo al Raggismo

L'arte di Natalia Goncharova è stata un caleidoscopio di stili e influenze. Insieme a Larionov, fu una delle figure chiave del Neoprimitivismo russo, un movimento che attingeva alle radici del folklore, alle stampe popolari (lubki), alle sculture in pietra (kamennye baby) e all'arte contadina, reinterpretandole attraverso una lente moderna. Opere come "Lavaggio della biancheria" (1910) riflettono questo interesse, con figure femminili statuarie e monumentali che evocano le antiche sculture. L'artista incorporava elementi del suo mondo rurale, come i ricami tipici delle campagne di Tula, infondendo alle sue tele un forte legame con la terra d'origine.

Natalia Goncharova, Lavaggio della biancheria, 1910

Contemporaneamente, Goncharova non esitò a confrontarsi con le più avanzate correnti artistiche europee. L'esposizione a Palazzo Strozzi, infatti, ricostruiva le relazioni e gli influssi reciproci tra Natalia, Larionov e artisti come Paul Gauguin, Henri Matisse e Pablo Picasso. I paesaggi e le nature morte di Cézanne e Gauguin, le forme innovative di Picasso, dialogavano intensamente con le sue creazioni. Goncharova coglieva le novità dell'Occidente con la ferma volontà di preservare la bellezza delle tradizioni russe e orientali, creando una sintesi unica.

Nei primi anni dieci del Novecento, Natalia Goncharova e Mikhail Larionov inventarono il Raggismo (Luchizm), un movimento che mirava a rappresentare la realtà attraverso il gioco dei riflessi luminosi prodotti dagli oggetti. I "raggi" diventavano gli elementi costruttivi del quadro, mettendo in secondo piano la riconoscibilità del soggetto e muovendosi verso una progressiva astrazione. Sebbene condividesse con il Futurismo l'idea del movimento, il Raggismo si distingueva per una minore esaltazione del progresso e della modernità, mostrando invece una maggiore consapevolezza dei limiti di tali ideali. La sua ricerca sull'energia e sulla trasformazione della materia la portò a percorrere in modo originale la strada verso l'astrazione.

Natalia Goncharova, Raggio di colore, 1913

La Religione come Campo di Battaglia Artistico

Un altro ambito in cui Natalia Goncharova dimostrò un coraggio straordinario fu quello della pittura religiosa. Tra il 1909 e il 1910, si dedicò alla creazione di opere sacre, sfidando apertamente la tradizione ortodossa che impediva alle donne di realizzare icone, riservando questa attività esclusivamente agli uomini, considerati creati "ad immagine di Dio". Le sue opere religiose erano provocazioni consapevoli, non solo per la mano che le aveva create, ma anche per lo stile moderno con cui venivano rappresentate le figure sacre, spesso giudicate delle parodie.

Natalia Goncharova, Evangelisti, 1910-1911

Alcuni dei suoi lavori, come gli "Evangelisti", vennero sequestrati, e l'artista fu accusata di blasfemia. Fortunatamente, venne assolta anche in queste circostanze. In queste opere, Goncharova riprendeva le icone bizantine, ma sostituiva lo sfondo dorato con colori forti e immagini espressive, unendo fonti tradizionali con lo stile profano della modernità. Il suo Trittico della Madre di Dio, ad esempio, incorporava ricami della tradizione contadina nei riquadri laterali, dimostrando la sua capacità di fondere sacro e profano, tradizione e innovazione.

L'Artista Poliedrica: dal Teatro alla Moda

L'attività di Natalia Goncharova non si limitò alla pittura. Fu una vera e propria artista a tutto tondo, eccellendo come grafica, illustratrice, costumista, scenografa e decoratrice. La sua passione per il teatro e per la danza la portò a collaborare con il celebre impresario Serge Diaghilev e i suoi Ballets Russes. Per opere come "Le Coq d'Or" e "L'Oiseau de feu", disegnò costumi e scenografie che affascinarono il pubblico parigino, reinterpretando il mondo russo in chiave moderna.

Natalia Goncharova, Bozzetto per i costumi de

Per preparare i suoi lavori per i balletti, Natalia intraprese studi approfonditi, ispirandosi ai mosaici ravennati e ai pittori toscani del Trecento per "Liturgie", e al flamenco e alle atmosfere spagnole per "Triana". Queste opere, pur non andando in scena per i costi elevati, si tradussero in potenti tele da cavalletto, come "Le donne spagnole", dove gli influssi delle icone russe si fondono con una frammentazione cubista e colori smorzati.

La sua versatilità si estese anche al campo della moda e del design. Ricevette commissioni per disegnare tessuti, abiti da sera, arazzi e carte da parati, pubblicando anche su riviste prestigiose come Vogue e Vanity Fair. Il paravento "Primavera" (1927-1928) è un esempio sublime della sua capacità di fondere linguaggi figurativi e astratti, Oriente e Occidente.

Un Legame Indissolubile con Larionov e la Vita in Europa

La vita di Natalia Goncharova fu indissolubilmente legata a quella di Mikhail Larionov. Dopo aver lasciato la Russia nel 1915, stabilirono la loro base a Parigi. La loro unione, pur non convenzionale - inclusero nella loro vita Alexandra Tomilina, che divenne compagna di Larionov e assistente di entrambi - fu caratterizzata da profondo rispetto e affetto. Si sposarono solo nel 1955, principalmente per gestire il lascito artistico dell'altro.

Natalia Goncharova e Mikhail Larionov

Dopo la Rivoluzione Russa del 1917, i due artisti persero i loro risparmi investiti in rubli e le loro collezioni d'arte private furono nazionalizzate. Per sfuggire ai bombardamenti, lasciarono Parigi per poi stabilirsi definitivamente nella capitale francese nel 1919. In Europa, continuarono la loro attività artistica, collaborando con Diaghilev e frequentando artisti e intellettuali internazionali.

Natalia Goncharova morì nel 1962 a Parigi, e fu sepolta nel cimitero di Ivry-sur-Seine. Larionov le sopravvisse e si sposò con Alexandra Tomilina nel 1963. Alla sua morte nel 1964, fu sepolto nella stessa tomba di Natalia. Alexandra Tomilina ereditò il loro lascito artistico, che, seguendo le disposizioni degli artisti, fu destinato allo Stato sovietico, arrivando in Russia nel 1989.

L'Eredità di un'Artista "Amazzone"

Natalia Goncharova è stata una figura pionieristica, un'artista che ha osato sfidare le convenzioni sociali e artistiche del suo tempo. La sua incessante ricerca di nuove forme espressive, la sua capacità di unire tradizione e modernità, Oriente e Occidente, ne fanno una delle figure più significative dell'avanguardia russa e internazionale. La sua opera continua a ispirare e a far discutere, testimoniando la forza e la vitalità di un'arte che non conosce confini. Le sue tele, i suoi disegni, i suoi costumi teatrali e i suoi lavori grafici ci parlano di una donna forte, tenace e incredibilmente talentuosa, un'autentica "amazzone" dell'arte che ha lasciato un'impronta indelebile nella storia.

2019-09-26 FIRENZE - 1 A MONOGRAFICA ITALIANA SU NATALIA GONCHAROVA

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