Giuliano Gabriele Guida Bardi si presenta come una figura poliedrica e spesso oggetto di discussione nel panorama italiano. La sua presenza è emersa in contesti diversificati, spaziando dalla sfera letteraria e giornalistica a quella imprenditoriale e radiofonica. Sebbene la sua attività professionale e le sue apparizioni pubbliche siano state notevoli, egli ha mantenuto un profilo estremamente riservato riguardo ad alcuni aspetti della sua vita privata, rendendo non disponibile al pubblico una precisa data di nascita. Tuttavia, le cronache e i documenti pubblici lo identificano come nato nel 1972, fornendo così un riferimento temporale per la sua età, seppur senza specificare il giorno o il mese esatto della sua venuta al mondo. Le informazioni relative alla sua situazione familiare, in particolare a possibili legami matrimoniali o alla presenza di figli, rimangono altrettanto celate, non essendoci dettagli noti a riguardo.

Nonostante questa riservatezza, Guida Bardi ha offerto alcuni scorci sulle sue passioni e sul modo in cui si percepisce. Si definisce un "piccolissimo imprenditore", un'etichetta che suggerisce una predilezione per iniziative di scala contenuta ma significative. Parallelamente, le sue inclinazioni lo portano verso attività che evocano un senso di avventura e sfida: è noto per essere un pilota d'aereo e un velista, unendo così l'interesse per il mondo degli affari a una spiccata passione per le attività avventurose e sportive. Questo quadro iniziale dipinge la figura di un individuo dalle molteplici sfaccettature, capace di muoversi in ambienti eterogenei con un'attitudine che combina pragmatismo e spirito libero.
La Carriera Professionale: Dalla Consulenza alla Scrittura
La traiettoria professionale di Giuliano Guida Bardi è stata caratterizzata da un susseguirsi di esperienze eterogenee, che hanno contribuito a plasmare la sua immagine pubblica e le sue competenze. Un ruolo significativo nel suo percorso è stato quello di consulente politico, una funzione che presuppone una profonda conoscenza dei meccanismi decisionali e delle dinamiche di potere. Questa esperienza lo ha portato a operare in contesti istituzionali di rilievo, in particolare nella Regione Sardegna, sua terra d'origine.
All'interno dell'amministrazione regionale sarda, Guida Bardi ha ricoperto la posizione di segretario generale del Centro Internazionale Studi Industriali (Cisi). Questo ente, creato dalla stessa Regione, aveva un obiettivo strategico ben definito: attrarre investimenti industriali sul territorio, con l'intento di promuovere lo sviluppo economico e occupazionale. La sua nomina a una posizione di tale responsabilità indicava una fiducia nelle sue capacità gestionali e nella sua visione strategica. Nel Cisi, egli godeva di un trattamento economico di Direttore Generale, che comportava uno stipendio lordo che superava i 100mila euro, a riprova dell'importanza attribuita al suo ruolo. Il Centro internazionale studi industriali prese forma in un periodo specifico, ai tempi in cui Mariolino Floris era presidente della Giunta regionale, correndo l'aprile del 2000. La struttura del Cisi prevedeva anche un Consiglio di Amministrazione (Cda) di nomina politica, i cui membri percepivano un compenso, sebbene il magistrato inquirente avesse rilevato che, di fatto, non operassero attivamente.
Vicende Giudiziarie e Controversie sul Cisi
Nonostante l'iniziale promessa del suo incarico al Cisi, la carriera di Giuliano Guida Bardi è stata segnata da una complessa vicenda giudiziaria che ha attratto l'attenzione delle cronache regionali e nazionali. Questa questione, emersa nei primi anni Duemila, ha avuto al centro l'operato del Centro Internazionale Studi Industriali e le decisioni prese sotto la sua direzione.
Il 20 giugno del 2006, Guida Bardi ricevette un'ordinanza di custodia cautelare, che lo condusse agli arresti domiciliari. Le accuse mosse nei suoi confronti erano gravi e riguardavano diversi reati: peculato, appropriazione indebita e turbata libertà degli incanti. L'inchiesta, condotta dal pm Giangiacomo Pilia, si concentrava su un'operazione finanziaria specifica: un investimento di due milioni e mezzo di euro che il Cisi aveva effettuato nell'agosto del 2002 nella Banca 121. La particolarità di questa operazione era che la sua compagna di allora, Donatella Cherchi, era promotrice proprio della Banca 121, configurando un potenziale conflitto di interessi.
Le indagini si estesero coinvolgendo altre figure di rilievo. Sul registro degli indagati finirono anche l'ex presidente della Regione, Italo Masala, insieme a due assessori che successivamente avrebbero intrapreso percorsi politici significativi: Ugo Cappellacci e Pietro Pittalis. Nel Consiglio di Amministrazione del Cisi, oltre al futuro governatore Christian Solinas, erano stati nominati in sei. La vicenda del Cisi suscitò anche l'interesse della Corte dei Conti, che "ci mise il naso" sulla questione, sollevando un interrogativo fondamentale: l'ente non aveva personalità giuridica, pertanto non avrebbe potuto legalmente effettuare investimenti di tale portata. Questo aspetto evidenziava una potenziale anomalia nella gestione dei fondi pubblici.

Tre anni dopo l'arresto, le vicende processuali ebbero un primo esito giudiziario. Giuliano Guida Bardi fu condannato in primo grado a cinque anni di reclusione, mentre la sua compagna di allora, Donatella Cherchi, ricevette una condanna a tre anni. Tuttavia, non tutti gli indagati condivisero la stessa sorte. Masala, Cappellacci e Pittalis uscirono dall’inchiesta senza condanne. Anche gli altri membri del Cda del Cisi, incluso il Direttore Generale dell’assessorato alla Programmazione e l’ex presidente Andrea Sechi, vennero tutti assolti.
La storia del Cisi si concluse con un provvedimento di scioglimento, con l'arrivo della Giunta guidata da Renato Soru. L'ente fu considerato "totalmente inutile", avendo fallito nel suo scopo principale: "di attrazione di investimenti industriali nemmeno l’ombra". La sua liquidazione segnò la fine di un capitolo controverso nella gestione delle risorse regionali in Sardegna.
La Sfera Pubblica: Giornalismo, Televisione e Iniziative Culturali
Malgrado le complesse vicende giudiziarie, Giuliano Guida Bardi non ha cessato di perseguire e costruire una carriera nell'ambito della comunicazione e della cultura. È noto per aver continuato la sua attività come scrittore e giornalista, mantenendo una presenza attiva nel dibattito pubblico italiano.
Questa presenza si è concretizzata anche attraverso diverse apparizioni televisive, che lo hanno portato alla ribalta nazionale. È stato ospite, ad esempio, in programmi di grande risonanza, tra cui "Otto e mezzo" di Lilli Gruber, un salotto televisivo dove si affrontano temi di attualità politica e sociale. In queste occasioni, Guida Bardi ha discusso di un'ampia varietà di argomenti, dimostrando una capacità di spaziare "dai vaccini al reddito di cittadinanza". La sua versatilità nel trattare temi così diversi gli ha valso l'appellativo di "tuttologo da Lilli Gruber", un soprannome che sottolinea la sua propensione a intervenire su quasi ogni questione. Tuttavia, è emerso che "il tuttologo da Lilli Gruber ha un passato pesante", facendo riferimento proprio alle vicende giudiziarie legate al Cisi che lo videro finire agli arresti domiciliari nel 2006.
Giuliano Guida Bardi: "Parlare di diritto internazionale ormai fa ridere. Finito il potere mitigato"
Oltre al ruolo di opinionista, Guida Bardi ha proseguito la sua attività come consulente politico, mantenendo relazioni con esponenti della politica sarda. In particolare, il rapporto con Pietro Pittalis, che era stato coinvolto nell'inchiesta sul Cisi e poi assolto, è proseguito, con Guida Bardi che gli ha fatto da consulente politico. Esiste anche una sua affermazione di essere stato consulente del ben più noto Francesco Cossiga, ma questa notizia, per ovvie ragioni, non è verificabile attraverso fonti indipendenti, lasciandola nel campo delle dichiarazioni personali.
Nel contesto delle sue iniziative più recenti, Giuliano Guida Bardi è stato intervistato da "Costa Smeralda", una rivista di lusso edita dall’omonimo Consorzio, focalizzata sul racconto di Porto Cervo e dei suoi dintorni. L'intervista verteva su una formula innovativa da lui ideata, secondo cui gli artisti vengono ospitati in hotel pagando in opere d’arte, anziché in denaro. Questa modalità mira a creare una "contaminazione tra arte e turismo", unendo l'ospitalità alberghiera alla promozione culturale. Nell'intervista, presentandosi come vicepresidente di Federalberghi Sud Sardegna, Guida Bardi ha citato un elenco di artisti di rilievo coinvolti in questa iniziativa, tra cui il celebre scultore Pinuccio Sciola e il pittore Antonio Corriga. Ha specificato di aver "abbellito l’hotel Miramare di Cagliari" proprio grazie a questa formula, dimostrando un impatto concreto dell'iniziativa.

Tuttavia, la sua auto-identificazione come vicepresidente di Federalberghi Sud Sardegna è stata oggetto di discussione. È stato rilevato che Guida Bardi non possiede alberghi, un elemento che ha generato perplessità. Inoltre, Paolo Manca, il capo effettivo dell'associazione regionale e numero due a livello nazionale, ha esplicitamente dichiarato al Fatto Quotidiano che "Guida Bardi non è della partita", smentendo quindi la sua rappresentatività delle istanze di Federalberghi. Questa discordanza tra quanto dichiarato e la realtà dei fatti ha alimentato ulteriore curiosità e indagine sulla sua figura.
Un ulteriore dettaglio che "chiude il cerchio" su questo legame con il mondo dell'arte è emerso da una delibera del MAN di Nuoro, il Museo d'Arte di Nuoro. Questo documento attesta che il 30 luglio del 2021, il museo ha acquisito da Guida Bardi undici opere d'arte per un valore complessivo di 60mila euro. Le opere erano in gran parte quadri di Antonio Corriga, ma l'acquisto includeva anche un "pezzo" del già menzionato Pinuccio Sciola, consolidando il suo ruolo come tramite nel mercato dell'arte e rafforzando l'immagine di un individuo attivo anche in questo settore.
Legami con la Sardegna Film Commission e Affidamenti Diretti
Le dinamiche degli affidamenti diretti nella Pubblica amministrazione, ovvero il sistema delle aggiudicazioni di incarichi senza una gara collettiva, sono diventate un tema centrale di questa legislatura regionale, come indicato da inchieste giornalistiche. La pratica di assegnare incarichi in maniera discrezionale, con in ballo soldi pubblici, ha spinto a un esame approfondito degli enti regionali. In questo contesto, anche la Sardegna Film Commission è finita sotto la lente d'ingrandimento, rivelando un "filo rosso che passa per un tuttologo noto alle cronache, la sua ex compagna e una forte nuoresità".
La Film Commission, con dieci anni di storia nel 2022 e sempre sotto la direzione di Nevina Satta - manager dal curriculum d'oro e con studi in giro per il mondo, "barbaricina della Nuoro bene" - ha avuto il merito di trasformare la Sardegna in una "terra del cinema". Nonostante questo successo riconosciuto, la gestione delle risorse ha sollevato interrogativi, in quanto il continuo ripetersi dei nomi negli affidamenti diretti crea "un sistema chiuso dove sempre gli stessi professionisti ottengono l’incarico pubblico".

Nel 2021, in questo quadro, è emerso che Giuliano Gabriele Guida Bardi, classe 1972 e appunto noto come il "tuttologo da Lilli Gruber", ha ricevuto dalla Film Commission un mandato da "ambasciatore" per un anno. Come riportato da La Nuova Sardegna agli inizi di marzo, la direttrice Nevina Satta ha affidato a Guida Bardi il "Servizio di supporto per le relazioni nazionali e internazionali". Questo incarico ha previsto un compenso di 31.200 euro, sebbene sia stato segnalato che con lo stesso numero di Codice identificativo gara (CIG) sul sito web compariva un importo di 30mila euro. È significativo notare che Guida Bardi ha dimostrato in passato di sapersi "guadagnare da vivere" anche con le Fondazioni, richiamando alla mente le sue precedenti esperienze.
Il Ruolo di Donatella Cherchi e le Interconnessioni Finanziarie
Le indagini giornalistiche hanno altresì rivelato una serie di interconnessioni finanziarie e immobiliari che vedono protagonista Donatella Cherchi, ex compagna di Giuliano Guida Bardi e classe 1960, originaria di Abbasanta, in provincia di Oristano. Il suo nome è emerso in diversi contesti, spesso legati a operazioni che hanno sollevato interrogativi sull'utilizzo di fondi pubblici e sulla trasparenza delle procedure.
Come già accennato, Cherchi fu coinvolta insieme a Guida Bardi nella vicenda del Cisi, culminata con gli arresti domiciliari nel 2006 per accuse di peculato, appropriazione indebita e turbata libertà degli incanti, e successivamente con una condanna in primo grado a tre anni. Il legame tra i due, e la loro storia comune in contesti controversi, si è ripresentato in altre occasioni.

Nelle scorse settimane, sempre attraverso le ricostruzioni de La Nuova Sardegna, è emerso il nome di Donatella Cherchi nei documenti contabili della srl Ant. In questa società, la Cherchi figura come "segretario" di un'assemblea ordinaria tenutasi a novembre del 2021, durante la quale è stato approvato un bilancio del 2020.
Un'altra vicenda che ha evidenziato il ruolo di Cherchi riguarda la Fondazione San Pietro. All'inizio di febbraio, Sardinia Post aveva identificato, nel lungo elenco delle "mancette" della Finanziaria 2023, dei fondi destinati a questo ente. Si trattava di 100mila euro che si aggiungevano a un uguale importo già ottenuto quattordici mesi prima con la legge Omnibus di fine 2021. La "grande sorpresa" è arrivata con l'assegnazione di ulteriori 480mila euro dalla medesima Fondazione, sempre tramite l'ultima manovra.
È stato così scoperto che Donatella Cherchi è stata una delle fondatrici dell'ente intitolato a San Pietro. Ma la questione più rilevante è che proprio lei risulta essere la proprietaria dell'immobile a Nuoro, affacciato su piazza Campo dei Fiori, che la stessa Fondazione intendeva acquistare con i 480mila euro di contributo regionale. L'edificio in questione, che necessitava di ristrutturazione, ha l'ingresso in via Mariano D’Arborea e in passato apparteneva alla famiglia di Giuliano Guida Bardi. Cherchi lo aveva acquistato all'asta e aveva contratto un mutuo di 370mila euro che, materialmente, grava sui conti della Ant srl, evidenziando una complessa rete di collegamenti finanziari e immobiliari.
Sebbene Donatella Cherchi sia uscita quasi subito dalla Fondazione San Pietro, il legame con l'ente è rimasto intatto. L'immobile è stato inizialmente dato all'ente in comodato d'uso, per poi passare a un'operazione di compravendita. Tuttavia, l'ampia risonanza mediatica sulla "bolla dei ‘regalini’ attraverso la Finanziaria regionale" ha spinto i soci rimasti della Fondazione - Egidia Carta, Francesco Lai, Federica Sarritzu e Francesco Zaccheddu - a rinunciare ai 480mila euro. Questo episodio ha lasciato ancora irrisolto un mistero: il nome del consigliere regionale che aveva presentato l'emendamento per assegnare il maxi contributo.
La vicenda di Guida Bardi alla Film Commission e le scoperte sulle spese della Fondazione hanno fornito l'occasione per "mettere sotto la lente tutte le spese della Fondazione", un ente che non è di secondo piano, considerando che nel 2021 i suoi costi di produzione hanno raggiunto quasi i 4 milioni di euro. È stata anche ricercata una delibera riguardante un progetto pubblicato sulla rivista Aìnas, per il quale l'unica informazione disponibile online indica che è stato "Voluto e sostenuto dalla Fondazione Sardegna Film Commission e dalla direttrice Nevina Satta, ideato Giuliano Guida Bardi". Questi elementi evidenziano una fitta trama di relazioni e operazioni finanziarie nel contesto della gestione pubblica e culturale in Sardegna.