La comprensione dello sviluppo umano è un viaggio affascinante, un’esplorazione delle forze che plasmano l’individuo dalla sua primissima infanzia fino alla piena maturità. Secondo il modello della Psicosintesi, sviluppato da Roberto Assagioli, questo percorso è guidato da un principio fondamentale: il Sé, l’essenza immortale e immutabile che opera fin dalla nascita, forse persino dal concepimento. L’evoluzione umana non è vista come una tabula rasa da riempire, ma come una graduale espressione del Sé, influenzata dal contesto ambientale. Al centro di questo processo si trova la volontà, la funzione psichica che orchestra e organizza lo sviluppo fisico, emotivo e cognitivo del bambino.
L'Infanzia: Una Prospettiva Storica e Psicosintetica
Storicamente, l’infanzia non è sempre stata riconosciuta come una fase vitale distinta. Fino al XVII secolo, i neonati ricevevano cure fisiche, ma mancava una considerazione affettiva o cognitiva. Solo intorno ai quattro anni venivano inseriti nel mondo adulto. Con il XVII secolo, l’attenzione si spostò sull’educazione, ma prevalentemente in termini morali e religiosi, concependo il bambino come una "tabula rasa" da plasmare. Fu Jean-Jacques Rousseau, alla fine del XVII secolo, a proporre una visione alternativa, considerando il bambino un "nobile selvaggio" con una conoscenza innata del bene e del male.
La psicologia del profondo ha successivamente posto l'infanzia al centro dell'attenzione, ma spesso concentrandosi sugli aspetti pulsionali, definendo il bambino "polimorfo perverso". Nonostante le diverse concezioni, è prevalsa l'idea che il bambino debba essere addestrato o che sia un essere idealizzato, trascurando il significato etimologico di "educare" come "portare fuori". Queste idee derivano probabilmente dalla natura in gran parte inconscia del bambino, che ha favorito immagini di primitivo, tabula rasa o polimorfo perverso, permettendo proiezioni da parte di pedagogisti.
Un cambiamento significativo è avvenuto nel 1989 con la Convenzione di New York, che ha riconosciuto a livello giuridico il diritto di ogni fanciullo a uno sviluppo fisico, emotivo, mentale e spirituale, imponendo ai genitori l'obbligo di curarne la crescita e agli stati il dovere di sostenerli.
La Psicosintesi, pur non dedicandosi esclusivamente alla psicologia dell'età evolutiva, offre una prospettiva chiara e coerente. Assagioli riteneva il bambino una realtà complessa, con disposizioni innate e una vita interiore già dal neonato. Il compito dell'educatore non è riempire un vuoto o dominare istinti, ma far emergere l'individuo potenziale.

Il Ruolo del Sé e della Volontà nello Sviluppo
Il Sé, elemento cardine della Psicosintesi, opera fin dalla nascita come struttura psichica e guida dei processi mentali. Esiste dal concepimento, e i bambini sperimentano un senso emergente di sé fin dall'inizio. L'espressione del Sé si sviluppa attraverso le relazioni. Studi recenti confermano che le prime difese, i desideri e le fantasie infantili sono successivi alla formazione del Sé. Il Sé non si forma, ma è presente fin dall'inizio, e il bambino non è primariamente impegnato nella relazione, ma nell'espressione del proprio Sé, che necessita della relazione per realizzarsi.
Ciò che si struttura nella relazione è, invece, la personalità, un insieme integrato di contenuti fisici, emotivi, mentali e spirituali. L'ovoide, rappresentazione grafica della personalità infantile, è inizialmente dominato dall'inconscio, con il Sé immutabile al centro. Il campo di coscienza si amplia con la crescita, grazie alle relazioni affettive.
All'inizio della vita, il bambino è immerso nelle energie dell'inconscio, ma in pochi anni ricapitola lo sviluppo della specie, sviluppando un subconscio differenziato e poi una coscienza. L'evoluzione umana è un percorso dall'indifferenziato verso una maggiore specificità e consapevolezza.
Ogni bambino nasce con una sua tipologia e potenzialità innate, che tende a esprimere. "Nella psiche infantile vi sono disposizioni, formazioni subcoscienti congenite che si presentano fin dai primi mesi come differenze di umore e di comportamento, e si andranno evidenziando sempre di più con la crescita. Il bambino è una realtà complessa, in cui fino alla nascita sono presenti elementi individuali, ereditari e collettivi, energie pulsionali e emotive, e un’anima che attende di esprimersi attraverso la personalità in formazione."
Per questo sviluppo, il bambino necessita della relazione. Attraverso la relazione primaria, acquisisce fiducia di base, integra vissuti e si esprime. Sebbene la direzione dello sviluppo sia determinata dal Sé, la relazione funge da facilitatore o ostacolo.
Le Prime Relazioni Affettive: Fondamento della Personalità
La Psicosintesi riconosce l'importanza delle prime relazioni affettive, ma le inserisce in un quadro dove il Sé dirige lo sviluppo e le relazioni agiscono come facilitatori. La madre, inizialmente, svolge una funzione di contenimento, una "gestazione mentale ed empatica". Il neonato vive protetto nella mente e nel cuore materno. Lo sviluppo può incontrare ostacoli quando il bambino deve adattarsi alla madre o quando questa non soddisfa le sue aspettative.
Il bambino interiorizza l'amore ricevuto come amore per sé stesso e l'affidabilità dell'ambiente come fiducia in sé. Il suo stato interno è sorretto dall'altro, che rispecchia la sua realtà (mirroring). Il Sé necessita di un ponte per stabilizzare l'Io e connettersi al mondo esterno; questo ponte è la relazione primaria con i genitori, in primis la madre, che permette al Sé di irradiarsi sull'Io e collegarsi alla realtà.
Le prime relazioni sono delicate perché il bambino, a contatto con le forze inconsce, è ricettivo alle energie inconsce collettive e all'atmosfera psichica circostante. È influenzato dall'inconscio dei genitori più che dai loro comportamenti coscienti. Il mirroring, che inizia forse nella fase intra-uterina, coinvolge il livello inconscio della madre. Il bambino, indifeso di fronte alle proiezioni adulte, può acquisire o meno la fiducia di base in queste relazioni primarie.

La Stella delle Funzioni: Un Modello dello Sviluppo Psichico
La "Stella delle Funzioni" è un modello originale della Psicosintesi che descrive l'unicità di ogni bambino. Al centro della stella si trova la volontà, funzione centrale e stabile, che definisce l'identità dell'individuo. Le altre funzioni si attivano sequenzialmente con la crescita, in un ordine generale: sensazione, impulso-desiderio, immaginazione, emozione-sentimento, pensiero, intuizione.
Tuttavia, ogni bambino presenta caratteristiche innate che portano a una maggiore energia e dinamicità in una funzione rispetto ad altre. Riconoscere queste differenze è fondamentale per l'educazione e la comprensione di eventuali difficoltà.
Nell'istruzione scolastica, il riconoscimento delle diverse modalità di apprendimento e delle diverse "intelligenze" faciliterebbe il percorso educativo, evitando frustrazioni e basse autostime.
All'inizio della vita, il bambino è identificato con il corpo e vive la sua corporeità. Le prime funzioni a manifestarsi sono la sensazione e l'impulso-desiderio.
Sensazione: Attraverso la sensazione, il bambino entra in contatto con la realtà interna ed esterna. La bocca è inizialmente l'organo sensoriale più importante. Le sensazioni e le pulsioni sono intense, e le esperienze piacevoli o spiacevoli hanno un impatto profondo. Nei bambini con questa funzione predominante, si nota una grande sensibilità percettiva, che può portare a creatività ma anche a impressionabilità e suggestionabilità.
Impulso-Desiderio: Questa funzione spinge all'azione, inizialmente manifestata attraverso il pianto. Accogliere, esaudire e contenere gli impulsi e i desideri del neonato è fondamentale per creare una relazione positiva.
Immaginazione: Si attiva parallelamente, permettendo al bambino di rispondere ai bisogni in modo fantasioso. Dopo il primo anno, l'immaginazione diventa cruciale per rappresentare oggetti e persone assenti, permettendo al bambino di sperimentarsi e padroneggiare la realtà, passando dalla soggettività a una relazione con il "non-me". L'immaginazione è essenziale per il gioco, attività fondamentale per lo sviluppo della personalità, che consente la sperimentazione e l'acquisizione di modelli comportamentali.
SVILUPPO EMOTIVO, RELAZIONALE ed AFFETTIVO del BAMBINO, dalla nascita ai primi anni di vita
Il Percorso verso la Maturità: Volontà, Relazione e Consapevolezza
Lo sviluppo della personalità prosegue attraverso l'attivazione e l'integrazione delle diverse funzioni psichiche. La volontà, una volta sviluppata, assume un ruolo centrale nell'orientare le altre funzioni verso obiettivi consapevoli. La capacità di gestire gli impulsi, di dirigere l'immaginazione, di comprendere e regolare le emozioni, di pensare criticamente e di attingere all'intuizione sono tutte tappe fondamentali nel percorso verso la maturità.
Le relazioni continuano a giocare un ruolo cruciale, non più solo come fonte di nutrimento primario, ma come specchio per la crescita dell'Io e per la differenziazione del Sé. La capacità di stabilire relazioni sane e costruttive è un indicatore della maturità raggiunta.
La Psicosintesi sottolinea che il percorso di sviluppo non è sempre lineare. Possono emergere difficoltà e conflitti, ma la presenza di una volontà forte e la capacità di integrare le diverse parti di sé, guidate dalla saggezza del Sé, permettono di superare gli ostacoli e di realizzare il proprio potenziale.
Il viaggio dalla nascita alla maturità è, in essenza, un viaggio verso una maggiore consapevolezza di sé e del mondo, un cammino di integrazione e realizzazione guidato dalla forza interiore della volontà e dall'ispirazione del Sé. La comprensione di questo processo, attraverso modelli come la Psicosintesi, offre strumenti preziosi per favorire uno sviluppo armonioso e completo dell'individuo.
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