Il gioco non è solo una forma di intrattenimento: è un elemento chiave per aiutare il tuo bambino a conoscere sé stesso e il mondo che lo circonda. Quando si diventa genitori è normale chiedersi: “Che giochi comprare a un neonato così piccolo?”. Nei primi mesi di vita, ogni giorno, il bebè taglia innumerevoli traguardi sotto gli occhi amorevoli (e, spesso, sorpresi) di mamma e papà. La sua graduale acquisizione di nuove competenze passa anche attraverso la relazione con l’adulto e il ‘gioco’, inteso come movimento e scoperta del corpo. Già dai primi giorni di vita, il gioco è tutto quello che crea 'connessione' e relazione tra genitore e bimbo, inoltre per lui è anche scoperta di sé, dell'altro e del mondo. Per questo, è fondamentale proporre attività anche ai piccolissimi perché il gioco, pur se semplice, è il vero alimento della mente, del cuore e della pancia del bimbo.
Il cervello del bambino è progettato per imparare giocando. Quando giochiamo con un bambino, lui entra in modalità apprendimento: tutti i suoi sensi sono focalizzati sull’attività. Ecco perché il ruolo dei genitori in questo processo di crescita è importante. Siamo infatti noi a fornire al bambino gli stimoli adeguati per favorire le sue abilità fisiche, cognitive e la sua competenza emotiva. Scegliere i giochi giusti per ogni età non è solo una questione di intrattenimento, ma una vera opportunità per favorire lo sviluppo psicomotorio e cognitivo del tuo bambino. Non aspettarti giochi particolarmente complicati e articolati, in quanto i bambini così piccoli hanno necessità di ricevere molto amore e pochi stimoli ben calibrati sulla loro soglia di attenzione e di veglia.
Le prime settimane: la nascita di una relazione sensoriale
Nei primi giorni il neonato trascorre la maggior parte del tempo a dormire. Successivamente, le fasi di veglia si allungheranno e ci daranno modo di divertirci con nostro figlio. Nei primi due mesi, il neonato esplora il mondo principalmente con vista, udito e tatto. La sua vista è ancora sfocata, riconosce solo contrasti netti, mentre l’udito percepisce già la voce dei genitori e suoni familiari. Anche i movimenti sono ancora riflessi, ma osservandolo puoi capire cosa lo stimola davvero. Le ricerche, ad ogni modo, dimostrano che fin dalle prime settimane il cervello del neonato cresce a una velocità sorprendente: ogni stimolo visivo, sonoro o tattile contribuisce a creare nuove connessioni neuronali e a favorire lo sviluppo dei sensi.

Un'attività adatta al primo mese di vita è far ascoltare al bebè dei suoni, i cosiddetti 'rumori bianchi', che ricalcano quelli che lui sentiva nella pancia. Il phon, l'aspirapolvere, o la cappa della cucina, per esempio, sortiscono un effetto calmante perché hanno sempre la stessa lunghezza d'onda. Per quanto riguarda la vista, le righe piacciono tanto a ogni bebè perché le vede come se fossero in movimento; non a caso, per esempio, le camicie a righe dei papà 'ipnotizzano' i piccolissimi. Scegliere i giusti giochi per neonati di 1 mese significa proporre stimoli semplici e sicuri che lo aiutino a sviluppare i sensi senza sovrastimolarlo. Carte o libri in bianco e nero, figure geometriche ad alto contrasto aiutano il neonato a mettere a fuoco e a seguire oggetti con gli occhi; la capacità visiva alla nascita non è maturata completamente, ma necessita ancora di qualche mese.
Il gioco è anche il modo migliore che hanno i papà per entrare nell'universo dei bambini molto piccoli. La mamma ha molte più occasioni di interagire con il figlio e l'allattamento ne è l'esempio principale. Il gioco, invece, consente di stabilire un primo contatto tra padre e figlio. Ci si può sedere accoccolati e parlare lentamente, raccontando quello che desiderate. Questo gesto va accompagnato con la voce: parlategli dolcemente. Una stimolazione della vista è già possibile, perché il piccolo è capace di mettere a fuoco a 10-15 cm di distanza. Consiglio ai genitori di guardarlo negli occhi fin dai primi giorni di vita. Suggerisco di porlo a 10 cm dai loro occhi e di fissarlo.
Sviluppo cognitivo e interazione nel secondo mese
A due mesi il neonato (più precisamente “lattante”) diventa più attento e curioso: comincia a seguire gli oggetti con gli occhi, a muovere più coordinatamente braccia e gambe e a riconoscere suoni familiari. I giochi per lattanti di 2 mesi stimolano, quindi, questi nuovi interessi, senza sovraccaricare il sistema nervoso del bambino, che è ancora molto piccolo. In questa fase, il neonato comincia a integrare ciò che vede con gli stimoli che gli arrivano dagli altri sensi: gusto, udito, tatto. Verso i due mesi il neonato inizia la cosiddetta “lallazione”, ovvero i suoi primi tentativi di vocalizzazione. Questo avviene tanto più precocemente quanto più ha sentito la voce e lo sguardo del genitore su di sé.
TUMMY TIME e SVILUPPO PSICOMOTORIO del NEONATO da 0 a 3 MESI - Dr. Matteo Silva Osteopata pediatrico
In questo periodo suggerisco il baby talking, ovvero l’attività di instaurare un dialogo con il neonato. In momenti della giornata quando il piccolo è rilassato ed inizia ad emettere i vocalizzi bisogna guardarlo negli occhi. Quando farà una pausa il papà o la mamma ripeteranno gli stessi vocalizzi, così da instaurare un vero dialogo. Si tratta di un’attività molto gratificante per i piccoli perché hanno l’impressione che qualcuno capisca la loro lingua. Parlare, cantare e sorridere al bambino durante giochi interattivi: l’interazione con i genitori è uno dei principali stimoli cognitivi e affettivi nei primi mesi di vita. Anche giochi semplici diventano così esperienze di apprendimento e di maggiore fiducia.
Per stimolare il movimento, le palestrine con oggetti sicuri o i tappeti per attività sono perfette: permettono al bambino di esplorarli con braccia e gambe, incoraggiando la coordinazione e la forza muscolare. Ad esempio, appendere piccoli oggetti leggeri a una giostrina sopra il tappeto aiuta il neonato a muovere le mani verso di essi, stimolando l’apprendimento motorio e sensoriale. Con la carta delle uova di Pasqua e un po' di stoffa colorata è possibile creare uno speciale cuscinetto, piacevole da toccare che stimola vista, udito e tatto. E' sufficiente tagliare un rettangolo di tessuto, inserire all'interno la carta dell'uovo di cioccolato e cucire i bordi. Chi non ama ago e filo, può usare un sacchettino di cotone già pronto, chiuderlo bene e lasciarlo toccare liberamente al bimbo.
La scoperta delle mani e il coordinamento dai 3 ai 5 mesi
Dai tre mesi in poi si possono cominciare a proporre giochi che utilizzino le capacità sensoriali. Questo perché il bimbo a 3 mesi riesce a vedere fino a 30 cm di distanza e più cresce più sua la messa a fuoco si allunga di qualche metro fino a comprendere tutta la stanza. In questo periodo il piccolo inizia a fare maggiore attenzione ai suoni e rumori. Inoltre, in questa fase il bambino è particolarmente attratto dai colori vivaci e dai contrasti netti. Il bambino acquisisce un maggiore controllo sui movimenti delle mani e inizia a esplorare il mondo con il tatto e la bocca. È particolarmente attratto da oggetti con diverse consistenze, che può afferrare e portare alla bocca per conoscerli meglio.

Quando a 3 mesi cerca di allungare le mani verso un oggetto, per esempio, sta esercitando le sue capacità di problem solving per afferrare quello che lo interessa. Per giocare con il piccolo, avvicinate gli oggetti, senza metterli direttamente nelle sue mani, in modo che possa esercitare il coordinamento dei movimenti necessari per afferrare da solo l’oggetto. Riuscire nell’impresa è una grande soddisfazione per ogni piccolo e osservare i suoi ‘progressi’ lo è anche per il genitore! Un altro “gioco” che suggerisco è quello di stringere per esempio la mano o il piede o la gamba del neonato e di guardarlo negli occhi nominando la parte del corpo interessata.
Verso i 5 mesi il principale mezzo di esplorazione degli oggetti è ancora la bocca e lo sarà ancora per molto tempo. Il bambino sta perfezionando l’abilità di afferrare e di tendersi. Offritegli un sonaglio, prima nella mano sinistra e subito dopo nella destra. Portateglielo vicino per farglielo prendere, ma senza metterglielo in mano. Potete anche aiutarlo a sperimentare le capacità motorie: mettete il bambino carponi sul tappeto e ponete i palmi delle vostre mani contro le piante dei piedini. Il bambino si allungherà in avanti, spingendo prima contro una delle vostre mani, poi contro l’altra. Ricordate che proprio in queste settimane si sta allenando per affinare le sue abilità motorie e di coordinamento: se cerca di afferrare un oggetto o un gioco che dondola sul suo lettino, sta semplicemente facendo esperienza.
La conquista della posizione seduta e la permanenza degli oggetti (6-9 mesi)
Tra i sei e i nove mesi, il bambino inizia a sedersi in autonomia, a gattonare e a esplorare attivamente l’ambiente che lo circonda. Questa fase è fondamentale per lo sviluppo della coordinazione occhio-mano e delle abilità motorie. Una volta che il bambino è diventato più esperto nell’usare i sensi per esplorare l’ambiente, il gioco gli dà l’opportunità di mettere all’opera le sue nuove capacità. La maggior parte dei bambini impara nei primi mesi a stare seduto da solo, alcuni già gattonano e si tirano su da soli dalle sbarre del lettino o del box. Per quanto riguarda la motricità fine, il bambino imparerà ad afferrare e lasciare la presa ancora meglio.
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Al sesto mese inizia a svilupparsi il legame tra suono e significato delle parole. Il tradizionale gioco del Cucù Settete - che ogni genitore ben conosce e diverte tanto il piccolo - aiuta a capire che la mamma non scompare quando non è sotto gli occhi. In questa fase, il bambino inizia a comprendere la permanenza degli oggetti, ovvero che un oggetto continua a esistere anche se non è visibile. La mamma copre il volto con le mani dicendo Cu-cu e poi apre le mani svelando un mega sorriso esclamando Settete. In questo modo il bimbo non solo si divertirà un mondo a veder comparire e sparire la mamma, ma imparerà anche ad abituarsi all'idea che se la mamma non c'è per un momento poi ritorna sempre.
A volte è piuttosto complicato, quindi per aiutare il piccolo potete fare con lui dei giochi di “cucù” o di “nascondino”. Si possono mettere le mani davanti al viso o un panno e poi si torna di nuovo ‘indietro’: “Cucù!”. È possibile anche il contrario: che il bambino tenga il panno davanti al viso e lo tiri via al momento giusto. Una alternativa è quella di cercare insieme alcuni peluche che si sono 'nascosti' in casa, sotto il letto, il divano o il tappeto. Il gioco è divertente e permette di sperimentare che anche se non vedo qualcosa, per esempio l'orsetto perché è sotto il letto, c'è ancora.
Esplorazione dello spazio e giochi di causa-effetto
Il bambino è sempre più interessato a ciò che lo circonda e riesce a girare la testa. Il bambino sa bene che un’azione ha una conseguenza. Ecco perché trova particolarmente divertente quando accade qualcosa di inaspettato. La palla inizia a diventare sempre più interessante, perché quando la si spinge o la si calcia, rotola via. Il bambino ama muoversi, quindi gli piacerà rincorrere i giocattoli in movimento: la palla o i giocattoli con le ruote. Molto emozionante anche quando il bambino gattona: gattona dietro di lui. Si vede subito il mondo dalla sua prospettiva.

Un semplice barattolo del caffè di latta con il coperchio di plastica permette al bimbo di scoprire giocando, insieme al genitore, i concetti di 'dentro' e 'fuori'. Poi è sufficiente mostrare un paio di volte al bimbo che è possibile inserire l'oggetto nel buco e tirarlo fuori invitandolo a ripetere l'operazione. In alternativa alla latta del caffè, va bene anche una scatola da scarpe. Una volta che il lattante è divenuto più abile a manipolare gli oggetti si può mettere a sua disposizione una scatola. I piccoli passeranno molto tempo ad aprire la scatola, mettere dentro gli oggetti, richiuderla, per poi ricominciare da capo. Non occorre acquistarli, vanno bene anche quelli di uso quotidiano. Devono essere abbastanza grossi e non devono frantumarsi.
Anche guardare insieme le cose rimane interessante, soprattutto tutto ciò che si apre e si chiude o che ha dei pulsanti. Giocattoli interattivi con pulsanti e luci stimolano curiosità e problem-solving. Tuttavia, personalmente non amo i giochi dove schiacciando un tasto partono canzoni o luci in modo eccessivo. Meglio proporre blocchi da incastro e scatole dove attraverso i buchi si possono infilare oggetti diversi, ma anche cubi per fare le torri. Adesso il bimbo sa stare seduto, striscia e gattona.
Lo specchio e la consapevolezza di sé
Un’idea semplice e divertente è appoggiare uno specchio davanti al bebè, magari sistemandolo vicino a una parete per sicurezza, mentre lui è a pancia in giù, sul lettone o su un morbido tappeto. Mettiti davanti allo specchio con il bambino. Si ammirerà e non si renderà ancora conto che si tratta di lui. Dopo un po’, si riconoscerà e vi vedrà improvvisamente in piedi. Una volta che il bambino si è abituato allo specchio, potete fare insieme le facce più strane. Giocate con la sua immagine e la vostra per qualche secondo: il piccolo fa fatica a sollevare la testa, quindi è opportuno non allungare i tempi del gioco ma si può ripeterlo più volte nel corso della giornata.
L'attività con lo specchio stimola il bambino ad alzarsi per guardare. Tu accompagna con parole e sorrisi i suoi sforzi e, quando lo vedi stanco, rimettilo in posizione supina. Anche lo sviluppo socio-emotivo procede velocemente. Il bambino diventerà sempre più indipendente e noterete che conosce la differenza tra ciò che gli è familiare e ciò che non gli è familiare. Mentre a un bambino più piccolo può non importare con chi si siede in grembo, ora inizia la cosiddetta fase “one-ness”. La famigerata solitudine si fa sentire per molti bambini. Sei la persona più speciale del mondo e non osare andartene o dare più attenzioni a un altro bambino.
Filastrocche, ritmo e stimolazione del linguaggio
Filastrocche e canzoncine sono preziose per stimolare e rassicurare ogni bebè già dalle prime settimane di vita. Cantare o recitare parole in rima al piccolo favorisce lo sviluppo del linguaggio ed è anche un’occasione per ‘allenare’ movimento e ritmo effettuando la stimolazione senso-motoria. Per stimolare lo sviluppo del linguaggio, si può, ad esempio, fare un gioco di dita, tenendo le dita una alla volta. “A letto, a letto”, disse Pollicino. Prima il cibo, disse Likkepot. Dove lo prendo, disse Long Jack. Nella credenza della nonna, disse Ringeling. Lo darò via, disse la piccola cosa”.
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Oppure un gioco in grembo in cui il bambino siede dapprima presumibilmente su un cavallo da signora, facendo dondolare le gambe con delicatezza, poi in grembo è un cavallo da gentiluomo, il bambino va un po’ più forte, e infine un cavallo da contadino o da circo, dove il piccolo “zoppica” un po’ più selvaggio o ancora più veloce. Il versetto recita così: “Un cavallo da signora, un cavallo da signora, un cavallo da signora va così… Un cavallo da signore, un cavallo da signore, un cavallo da signore va così… E un cavallo da fattoria, un cavallo da fattoria, un cavallo da fattoria va SO!”. Il vostro bambino ama sedersi sulle vostre ginocchia e giocare al cavallo al galoppo.
I bambini iniziano a imitare i gesti degli adulti, come battere le mani o salutare con la mano. Verso i 6 mesi padroneggia molti suoni con consonanti compreso ma’-mà, pà-pà, dà-dà. Quando il bambino pronuncia suoni significativi come ma’-ma’ o pa’-pa’ inevitabilmente l’adulto in ascolto li ripete mostrando la sua gioia. Sono molto importanti gli stimoli a livello linguistico perché condizioneranno lo sviluppo del linguaggio evitandone il ritardo della comparsa. Leggere ai bambini sin dai primi mesi comporta tantissimi vantaggi. Mettetevi seduti accoccolati e sistemate accanto a voi tanti libri. Sfogliate le pagine e pronunciate i nomi degli animali o degli oggetti indicandoli con l'indice.
Verso il primo compleanno: autonomia e primi passi
A partire dai nove mesi, i bambini iniziano a muoversi in modo autonomo, gattonando o facendo i primi passi con supporto. Questa fase rappresenta un’opportunità preziosa per incoraggiarli a esplorare e sperimentare. Il bambino ora sa come attirare l’attenzione, con un sorriso, balbettando o venendo letteralmente da voi e aggrappandosi a voi. Dal punto di vista motorio, sta seduto senza appoggio, probabilmente gattona, impara a mettersi in piedi da solo e a stare in piedi senza aiuto. Per stimolare il bambino a rispondere a semplici richieste verbali, puoi - mentre gli stai mettendo il pigiamino oppure dopo il bagnetto - toccarlo e nominargli le parti del corpo. La pancia, il nasino, la fronte, il piedino: nominali mentre li tocchi.

A questa età, non servono grandi cose per giocare. I giochi semplici per bambini fatti con quello che si trova in casa, sono i migliori. Soprattutto quando ogni oggetto è ancora un mondo da scoprire. Allora - sempre sotto la tua sorveglianza più stretta - apri un armadio basso e lascia che il bambino esplori. Le calamite grandi, in una misura 'sicura', meglio se in legno perché più piacevoli e calde al tatto, si prestano per un'attività semplice ma divertente che incanta ogni bimbo. E' sufficiente sistemare le calamite nella parte bassa del frigorifero di casa, mostrando al piccolo che può provare lui stesso ad attaccarle, staccarle, spingerle o guardarle scivolare giù.
Fra i regali per bambini di 1 anno o giù di lì ci sono le prime costruzioni. Blocchi semplici, magari in soffice stoffa o gomma. All’inizio li lancerà lontano, ma piano piano vedrai che comincerà ad associarli e a costruire. Un'attività divertente, e utile per lo sviluppo psicomotorio, è passare attraverso un tunnel. Il genitore si deve mettere davanti all'apertura circolare dalla parte opposta rispetto al bimbo, guardarlo e chiamarlo spostandosi di lato e dicendo ogni volta 'cucù'. Alcuni bimbi, però, non se la sentono di muoversi lungo l'intero tunnel; una buona idea per stimolarli è lanciare delle palline, indicando loro che entrano da una parte ed escono dall'altra.
Il gioco simbolico e l'immaginazione dai 12 mesi ai 3 anni
A partire dai 12 mesi, il bambino entra nella fase del gioco simbolico, imitando le azioni degli adulti e inventando scenari semplici. Inizia anche a comprendere meglio le interazioni sociali e ad esprimere desideri attraverso il gioco. Il bambino inizia a utilizzare oggetti per rappresentare qualcos'altro, come usare un blocco di legno come fosse un telefono. Fornire oggetti di uso quotidiano in versione sicura, come pentoline giocattolo o telefoni finti, stimola il gioco simbolico e l'immaginazione. Spesso, in casa, capita di avere un mappamondo: è ora di usarlo con il pargolo per una divertente attività che stimola la vista e la coordinazione occhio-mano.

Tra i due e i tre anni, il bambino diventa sempre più autonomo e creativo. Inizia a giocare in gruppo con altri bambini, scoprendo le regole sociali e affinando le sue capacità linguistiche. In questa fase il bambino impara che un’azione ha una conseguenza molto chiara. Ricordiamoci anche che il bimbo fa un utilizzo dei giocattoli del tutto personale e creativo: noi adulti tendiamo ad usare un oggetto seguendo le istruzioni scritte sulla scatola, mentre il bambino con dei semplici mattonicini ha la capacità di costruire ponti, automobili e aeroplani.
Per 'salvare' la biblioteca di casa dalle manine del pargolo e insegnargli giocando che i libri sono preziosi, si possono procurare delle vecchie guide telefoniche. Le loro pagine sottili non tagliano e sono perfette per essere strappate in libertà. La tentazione di fare a pezzettini i libri, per esempio, spesso è molto forte. Attraverso queste attività di distruzione e costruzione, il bambino esplora le proprietà fisiche dei materiali e scarica le sue energie in modo creativo.
Proposte educative basate sul metodo Montessori
Dalla pedagogia Montessori, che valorizza il naturale istinto all’indipendenza, autoregolazione e istinto di conoscenza del bambino, ci arrivano molte idee per far giocare i neonati. Idee anche di oggetti e giocattoli da costruire da soli in casa per aiutare la scoperta da parte del neonato delle proprie capacità e del mondo. Nei giochi per neonati ispirati al metodo Montessori, a te spetterà il ruolo di spettatrice e di facilitatore, ma il neonato dovrà fare da solo.
TUMMY TIME e SVILUPPO PSICOMOTORIO del NEONATO da 0 a 3 MESI - Dr. Matteo Silva Osteopata pediatrico
La giostrina Gobbi è un gioco montessoriano adatto a neonato di 2-3 mesi d’età. La puoi costruire da sola, attaccando a un sostegno orizzontale 5 sfere ricoperte di fili di lana dello stesso colore ma di sfumature diverse. Se più o meno dai 6 mesi in poi il bambino sta seduto, cosa c’è di meglio per intrattenere il bebè che farlo accomodare davanti a un pannello sensoriale costruito apposta per lui? L’importante è incollare sulla tavola di legno oggetti che, per forma e materiale, siano in grado di stimolare tutti i sensi.
Infine, un classico dei giochi ispirati al metodo montessoriano è il cesto dei tesori. Facilissimo da fare: basta un cesto di paglia, vimini o legno, riempito di oggetti semplici, fatti di materiali naturali e di forme diverse. Niente plastica, niente punte o spilli, niente oggetti piccoli. Sì a spugne, spazzole morbide, cucchiai di legno o metalli, pigne, stoffe varie. Il bambino li prenderà, li lancerà (non cercare di fermarlo, il bambino butta i giocattoli per terra per imparare moltissime cose, in realtà!), li porterà alla bocca girandoli da tutti i lati. Poi, passerà ad un altro e via dicendo. È anche il momento giusto per realizzare il primo cestino dei tesori perché i bambini amano scoprire ciò che c'è dentro un contenitore.
Errori comuni e precauzioni nei primi mesi di vita
Nei primi due mesi, il neonato è molto sensibile agli stimoli. Anche se può sembrare naturale cercare di “intrattenerlo” in ogni momento, ci sono alcune cose da evitare assolutamente per non sovraccaricarlo o mettere a rischio la sua sicurezza. Evitare giochi troppo rumorosi o luminosi: giochi elettronici rumorosi, luci lampeggianti o musiche ad alto volume possono stressare il bambino e interferire con il sonno. Nei primi mesi bastano suoni delicati e luci naturali o immagini a contrasto. Evitare l’uso di cellulari, tablet o TV. Anche se può sembrare un modo facile per distrarlo, gli schermi non hanno alcun beneficio sullo sviluppo nei primi mesi. Studi dimostrano che l’esposizione precoce agli schermi può interferire con lo sviluppo cognitivo, linguistico, visivo ed il legame genitore-bambino.
Evitare oggetti non sicuri: piccoli pezzi, materiali tossici o giocattoli fragili rappresentano rischi di soffocamento o ferite. Per i giochi per neonati di uno o due mesi scegli sempre materiali morbidi o non taglienti, naturali e certificati per la sicurezza infantile. Evitare la sovrastimolazione: anche i giochi più adatti possono diventare troppo se usati senza moderazione. Il neonato ha bisogno di pause, di momenti di calma e di contatto diretto con i genitori per elaborare gli stimoli ricevuti. Sono piccole creature curiose, che però non sanno ancora dosare bene le energie, e una sovrastimolazione può riflettersi anche su momenti come il sonno.
È fondamentale non anticipare le azioni del pargolo dimostrando fiducia nel suo ‘fare’. Durante tutto il periodo da 0 a 3 anni, il ruolo del genitore è centrale. Non è necessario avere una collezione infinita di giocattoli: spesso il gioco più coinvolgente è quello che crea una connessione emotiva con il genitore. Ricordate di assecondare il bisogno di contatto senza temere di “fargli prendere il vizio”. Ogni fase del gioco è un piccolo passo verso l’autonomia e la scoperta del mondo. Vanno messi a disposizione degli oggetti, non tanti e a rotazione. Quando il bimbo ha finito di esplorare un oggetto, ovvero quando lo abbandona, il genitore lo sostituisce con un altro.