L'evoluzione della tecnologia digitale ha trasformato profondamente il rapporto tra medico e paziente, rendendo la salute riproduttiva e il supporto ginecologico più accessibili che mai. In un contesto in cui le barriere logistiche e geografiche, come quelle riscontrabili in molte aree territoriali, possono ostacolare il diritto alla salute, la telemedicina emerge come uno strumento fondamentale. Questo articolo esplora le opportunità offerte dal videoconsulto, le procedure legali per l'interruzione di gravidanza in Italia e l'importanza del supporto informativo e psicologico.

La telemedicina nella ginecologia moderna
Un ginecologo online è utile in tutti quei casi in cui si necessita di consulenza medica o assistenza ginecologica non urgente, che non richiede un esame fisico diretto. In particolare, la consulenza online permette di accedere a tutta una serie di visite, prestazioni e servizi, comodamente da casa, ovviando a difficoltà logistiche e mancanza di tempo. Il consulto con un ginecologo online consente di accedere a tutta una serie di servizi e prestazioni, particolarmente importante per la salute delle donne. Queste includono una valutazione iniziale di sintomi non gravi di recente comparsa, come febbricola, gonfiore addominale o lievi dolori muscolari, oltre alla possibilità di visionare e commentare con il medico i risultati degli esami effettuati.
È fondamentale sottolineare che il videoconsulto con un ginecologo online non sostituisce le visite specialistiche in presenza. Può essere utile in molti casi, ma non in tutti, in particolare non può sostituire visite in cui la visione diretta da parte del medico è indispensabile, come, ad esempio, l’esame pelvico. Il videoconsulto, inoltre, è sconsigliato nel caso di problemi cronici presenti da molto tempo. Per prenotare una consulenza online, è necessario avere una connessione stabile e un dispositivo mobile o un computer.
Percorsi di supporto e interruzione di gravidanza
Il tema dell'interruzione di gravidanza è regolato in Italia dalla Legge 194/78, che definisce le norme per la tutela della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza. L’IVG è l’interruzione volontaria della gravidanza che si esegue nelle strutture ospedaliere o ambulatoriali convenzionate da personale medico non obiettore, sulle donne incinte che non abbiano superato i 90 giorni dall’inizio della gestazione stessa in totale privacy e sicurezza. L’ITG è invece l’interruzione terapeutica della gravidanza, consigliata in genere dagli stessi medici quando esami strumentali o di screening neonatale abbiano evidenziato gravi malformazioni fetali o malattie congenite incurabili, o quando il prosieguo della gravidanza possa mettere a rischio la vita della madre.
I servizi per l’interruzione volontaria della gravidanza IVG e ITG si rivolgono alle donne che per motivi personali o sanitari non intendano proseguire una gravidanza e desiderino affidarsi, per questo intervento, al personale medico non obiettore formato per prestare tale servizio in condizioni di sicurezza, privacy e sostegno anche psicologico. Per la richiesta di un IVG la donna maggiorenne dovrà recarsi presso il consultorio più vicino o dal proprio ginecologo di fiducia, se non obiettore, e richiedere il certificato apposito con cui poi potrà rivolgersi ad una struttura sanitaria pubblica o convenzionata e prenotare il servizio gratuitamente. In caso di minorenne, se entro i 90 giorni utili per presentare il certificato il genitore o il tutore legale non siano disponibili o rintracciabili per la firma del consenso, si può ricorrere ad un giudice tutelare.
La legge 194 compie 40 anni
Il certificato telemedico: un nuovo approccio
Come risulta dalle testimonianze raccolte dalla Rete, ottenere una certificazione per IVG può diventare una corsa a ostacoli. Lo prevede la legge 194/78, art. 4 e 5 e da oggi è possibile ottenerlo in telemedicina tramite un consulto via web, come previsto dall’accordo nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni “Indicazioni nazionali per l’erogazione di prestazioni in telemedicina”.
Si tratta di un documento che attesta lo stato di gravidanza della donna, la sua richiesta di abortire e l’avvenuto colloquio con il personale medico. Dove necessario, può contenere l’indicazione che la procedura deve essere eseguita con urgenza, senza l’attesa di 7 giorni prevista dalla legge. Durante la videochiamata, la donna invierà la scansione del proprio documento di identità e del test di gravidanza (test positivo del sangue o delle urine ed eventuale ecografia, se eseguita). Si svolgerà poi un regolare colloquio tra la donna ed il medico in cui verranno poste varie domande sulla situazione clinica, sociale, economica e psichica della donna, come previsto dalla legge 194/78.
Metodologie di intervento: farmacologica e chirurgica
La medicina offre diverse procedure per l'interruzione di gravidanza. La IVG farmacologica si può praticare quando la gravidanza non abbia superato le sette settimane (49 giorni). Si tratta sempre di una pratica medica che si basa sull’assunzione di due farmaci diversi nell’arco delle 48 ore. I principi attivi su cui questo tipo di IVG precoce si basa sono il mifepristone, conosciuto con la sigla RU486, e una prostaglandina. In prima istanza la donna assume il mifepristone, che ha lo scopo di inibire la produzione di progesterone, ovvero l’ormone che permette l’attecchimento dell’embrione nel tessuto uterino, e in questo modo la gravidanza si interrompe. A seguire, è necessario applicare delle candelette di prostaglandina per permettere l’espulsione del materiale embrionale.

La IVG chirurgica si effettua invece previa sedazione endovenosa in day hospital. Questa tecnica prevede un allargamento del collo uterino al fine di poter inserire la cannula per l’isterosuzione, che in pratica “aspira” l’embrione. Si completa l’operazione, in sé molto rapida, con la tecnica del courettage, che consiste nel “raschiare” le pareti dell’utero con una sorta di cucchiaio metallico per eliminare ogni traccia di tessuto placentare. Per quanto riguarda l’ITG (dopo i 90 giorni), la normativa italiana consente l’interruzione volontaria terapeutica fino alle 22 settimane di gestazione. Quando la gravidanza sia così avanzata, si induce il parto sotto sedazione. Si tratta di una procedura estremamente traumatica, ma in molti casi necessaria.
Il ruolo delle associazioni e il supporto alla scelta
Laiga ha scelto di mappare gli ospedali italiani che offrono il servizio di interruzione di gravidanza per migliorare l’accesso a questo servizio sanitario, accogliendo feedback e informazioni circa i luoghi e le strutture mancanti. L.A.I.G.A ODV è nell’elenco delle associazioni cui è possibile devolvere il 5×1000. Iniziative come la campagna "My voice My choice" hanno portato a importanti vittorie, riconoscendo che le risorse economiche europee possono finanziare anche i costi di viaggio e alloggio per le interruzioni di gravidanza, se necessario.
È importante sottolineare che non esiste un contraccettivo infallibile, ma è essenziale proteggersi da gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili. La prevenzione, unita alla consapevolezza dei propri diritti e alla disponibilità di professionisti formati, costituisce il pilastro fondamentale della salute femminile. Il videoconsulto non sostituisce una visita in ambulatorio, ma è un primo passo cruciale per aiutare a orientarsi, offrendo uno spazio di dialogo dove il medico è totalmente a disposizione per chiarire i dubbi e fornire risposte chiare in tempo reale, garantendo la tutela dei dati personali.