Superare le Sfide della Fertilità: Un Approfondimento sui Servizi di PMA e Genetica a Chieti

Il percorso verso la genitorialità è una delle esperienze più profonde e gratificanti della vita. Tuttavia, per alcune coppie, questa strada può essere costellata di ostacoli, rendendo il sogno di avere un figlio una sfida complessa. L'infertilità, intesa come la difficoltà a concepire, è una condizione che interessa un numero crescente di individui e coppie, spingendoli a cercare soluzioni mediche avanzate. Fortunatamente, i progressi nella Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) e nella genetica offrono oggi speranze concrete e opportunità tangibili. Nel contesto di Chieti e delle aree limitrofe, i centri specializzati mettono a disposizione una gamma completa di servizi e competenze all'avanguardia per supportare le coppie in questo delicato viaggio.

Coppia che si confronta con un medico specialista della fertilità

Comprendere l'Infertilità: Tipi e Diagnosi Iniziale

Affrontare le sfide legate alla fertilità è un percorso che molte coppie si trovano ad intraprendere, spesso confrontandosi con la realtà dell'infertilità o della sterilità. È fondamentale comprendere che l'infertilità (o sterilità) della coppia può manifestarsi in due forme distinte, ciascuna con le proprie caratteristiche e implicazioni. Si parla di infertilità di primo livello quando, nonostante i ripetuti tentativi protratti nel tempo e senza l'utilizzo di contraccettivi, nessun concepimento è mai andato a buon fine. Questa situazione implica che la coppia non ha mai sperimentato una gravidanza. Diversamente, l'infertilità può essere definita secondaria, una condizione che si verifica solo dopo un precedente concepimento o una gravidanza portati a termine. Questo significa che, in passato, la coppia ha avuto successo nel concepire e portare a termine una gravidanza, ma ora incontra difficoltà a raggiungere un nuovo concepimento. La distinzione tra queste due forme è cruciale per l'inquadramento diagnostico e per la definizione del percorso terapeutico più appropriato, che può variare notevolmente a seconda della specifica situazione clinica della coppia. La consultazione con specialisti della fertilità è il primo passo essenziale per inquadrare correttamente la situazione e delineare le possibili vie d'azione.

Le Tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di Secondo Livello: FIVET e ICSI

Le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) rappresentano il cuore degli interventi per l'infertilità. Tra le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) di secondo livello si inseriscono la FIVET (fecondazione in vitro) e la ICSI (microiniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo). Si tratta di procedure mediche altamente specializzate che permettono di fecondare l’ovocita materno con i gameti maschili del liquido seminale paterno fuori dal corpo femminile, in un ambiente controllato di laboratorio. Questo processo extra-corporeo è un passo fondamentale per superare le barriere biologiche che impediscono il concepimento naturale.

Una volta avvenuta la fecondazione, l’embrione o gli embrioni così ottenuti vengono poi impiantati nell’utero della donna con la speranza che almeno uno attecchisca e che si sviluppi dando luogo ad una gravidanza. È importante notare che una gravidanza ottenuta tramite queste tecniche può essere singola o plurima, a seconda del numero di embrioni impiantati e del loro successo nell'attecchimento. Entrambe le tecniche, sia la FIVET che la ICSI, possono essere effettuate sia con gameti della coppia, ovvero con ovociti e spermatozoi dei partner (fecondazione omologa), che con gameti di donatori estranei (fecondazione in vitro eterologa), offrendo così opzioni a un più ampio spettro di coppie con diverse esigenze cliniche. Le due tecniche di PMA di secondo livello, FIVET e ICSI, si definiscono mediamente invasive e sono tra le più accreditate per ottenere un concepimento e una gravidanza in caso di infertilità di uno o di entrambi i soggetti della coppia. Queste procedure, sebbene complesse, sono eseguite con grande attenzione alla sicurezza e al benessere della paziente, e prevedono sempre una preparazione adeguata. Si eseguono previa anestesia locale o sedazione profonda, per garantire il massimo comfort durante le fasi più delicate.

Diagramma che illustra il processo di FIVET

La Fecondazione In Vitro (FIVET)

La FIVET, o Fecondazione In Vitro Et (Transfer), rappresenta la fertilizzazione in vitro propriamente detta e ha rivoluzionato il campo della medicina riproduttiva. Il percorso inizia con una fase cruciale per la paziente. Viene fatta precedere da una stimolazione ovarica controllata della donna, un processo farmacologico mirato a produrre un numero maggiore di ovociti maturi rispetto al ciclo naturale. A questa fase di stimolazione fa seguito il prelievo degli ovociti, una procedura delicata eseguita con tecnica di agoaspirazione follicolare, che permette di recuperare gli ovociti direttamente dalle ovaie. Successivamente, in laboratorio, si procede alla fecondazione con i gameti del coniuge o di un donatore, sì da ottenere un concepimento extra uterino. Questa fase è attentamente monitorata dagli embriologi, che creano le condizioni ottimali per l'incontro tra ovocita e spermatozoo. Gli embrioni che ne derivino vengono poi attentamente valutati e, quelli considerati più idonei, vengono reimpiantati nell’utero femminile con la speranza che almeno uno attecchisca e dia inizio alla gravidanza.

Esistono anche situazioni in cui è la donna a ricevere gli ovociti di una donatrice. In questo caso, si procederà a preparare farmacologicamente l’utero dell’aspirante mamma per renderlo pronto ad accogliere gli embrioni. Questa preparazione è essenziale per ottimizzare le probabilità di successo dell'impianto. Cui seguirà la fecondazione extra corporea degli ovociti con i gameti maschili, completando il ciclo con il trasferimento degli embrioni nell'utero materno.

FASI DI UN TRATTAMENTO FIVET (Fecondazione In Vitro). Coltura embrionale

La Microiniezione Intracitoplasmatica dello Spermatozoo (ICSI)

La ICSI, acronimo di Microiniezione Intracitoplasmatica dello Spermatozoo, è una tecnica evoluta della PMA che si distingue per la sua precisione e per essere indicata in situazioni specifiche, in particolare quelle legate a fattori maschili severi di infertilità o a condizioni che riducono il numero di ovociti disponibili. Questa metodologia è indicata in caso il numero degli ovociti disponibili sia ridotto o quando si utilizzino gameti crioconservati, i quali potrebbero avere una minore vitalità dopo lo scongelamento.

Anche per la ICSI, la prima fase prevede la stimolazione ovarica della donna, un passaggio essenziale per ottenere più ovociti maturi possibili. Cui si fa seguire il prelievo degli ovociti dalle ovaie con sedazione più o meno profonda, per garantire il comfort e la sicurezza della paziente durante la procedura. Contemporaneamente al prelievo ovocitario, si prepara il campione di sperma del partner o del donatore. La peculiarità della ICSI risiede nel processo di fecondazione: avviene sempre in laboratorio, come per la FIVET, ma con una differenza sostanziale. Invece di lasciare che gli spermatozoi fecondino naturalmente l'ovocita in una capsula, solo uno spermatozoo viene selezionato con estrema cura sotto il microscopio e iniettato direttamente all'interno del citoplasma di ciascun ovocita maturo. Questo approccio mirato aumenta significativamente le possibilità di fecondazione, specialmente quando la qualità o la quantità degli spermatozoi sono compromesse.

Immagine del processo ICSI: iniezione dello spermatozoo nell'ovocita

Il Percorso delle Tecniche PMA: Dalla Stimolazione al Transfer Embrionale

Sia la FIVET che la ICSI prevedono una serie di passaggi articolati e precisi, che richiedono un attento monitoraggio medico e un'elevata specializzazione del team coinvolto. Questi passaggi sono cruciali per massimizzare le probabilità di successo e per garantire la sicurezza della paziente.

La Stimolazione Ovarica Controllata

Il trattamento inizia con la somministrazione di gonadotropine, ormoni che stimolano lo sviluppo follicolare nelle ovaie. Questo processo viene avviato il secondo o terzo giorno del ciclo mestruale, dopo aver effettuato un controllo ecografico preliminare per valutare lo stato basale delle ovaie. Per entrambe le tecniche, sia FIVET che ICSI, è prevista una stimolazione ovarica controllata. Questa stimolazione è impostata e personalizzata in base ad una serie di parametri individuali della paziente, che includono l'età, i livelli di FSH basale (Ormone Follicolo-Stimolante), l'AMH (Ormone Anti-Mülleriano) e la conta dei follicoli antrali. Questi indicatori sono fondamentali per adattare il protocollo di stimolazione alle specifiche esigenze biologiche della donna, seguendo dei protocolli che prevedono l’impiego di gonadotropine ed analoghi del GnRH (Ormone di Rilascio delle Gonadotropine), che permettono di controllare il ciclo ovarico e prevenire l'ovulazione spontanea prima del prelievo. L'obiettivo è ottenere un numero ottimale di ovociti maturi, senza compromettere la salute della paziente.

Il Prelievo degli Ovociti

Nel caso vengano utilizzati gli ovociti della stessa aspirante madre per la fecondazione in vitro, è necessario effettuare un prelievo degli stessi. Questa procedura è un momento chiave del ciclo di PMA. La tecnica di aspirazione follicolare si effettua ambulatorialmente, il che significa che la paziente non necessita di un ricovero ospedaliero prolungato. Tuttavia, per la sicurezza e l'efficacia dell'intervento, la paziente dovrà presentarsi a digiuno di almeno 6 ore, durante le quali è consentito bere solo un po’ d’acqua. Inoltre, per prevenire eventuali complicanze, la sera prima dovrà assumere un antibiotico per prevenire eventuali infezioni durante l’intervento. L’agoaspirazione follicolare, che si effettua per via vaginale sotto guida ecografica, si esegue sotto sedazione profonda, ovvero previa iniezione di un farmaco che indurrà un sonno profondo della durata di circa 20-30 minuti, permettendo alla paziente di non percepire dolore o disagio. Al termine della procedura, la paziente deve restare in day-hospital per qualche ora, monitorata attentamente dal personale medico per assicurarsi che non ci siano effetti collaterali. Successivamente, è libera di rientrare a casa, dove però è necessario che rimanga a riposo per tutto il resto della giornata, evitando sforzi e attività stressanti.

La Preparazione del Campione Maschile e l'Estrazione di Spermatozoi

Contemporaneamente al prelievo ovocitario, o in preparazione ad esso, si procede alla preparazione del campione di sperma del partner o del donatore. Questo processo include la selezione e la preparazione degli spermatozoi più vitali e morfologicamente idonei per la fecondazione. In alcune situazioni, la presenza di azoospermia, ovvero l'assenza di spermatozoi nel liquido seminale, può rappresentare una sfida. Tuttavia, anche in questi casi, esistono soluzioni avanzate. Nei casi di azoospermia ostruttiva, è possibile estrarre gli spermatozoi direttamente dal testicolo o dall’epididimo mediante varie procedure microchirurgiche di pertinenza urologica. Queste tecniche, come la TESE (Testicular Sperm Extraction) o la PESA (Percutaneous Epididymal Sperm Aspiration), permettono di recuperare spermatozoi anche in assenza di eiaculazione, offrendo nuove speranze alle coppie.

Il Transfer Embrionale

La fase successiva e altrettanto critica è rappresentata dal transfer, ovvero dal trasferimento degli embrioni ottenuti dalla fertilizzazione in vitro. Gli embrioni vengono impiantati nell’utero della donna dopo circa 48 ore dal prelievo degli ovociti e dalla fertilizzazione in vitro. Questo intervallo di tempo permette agli embriologi di monitorare lo sviluppo embrionale e selezionare gli embrioni con il più alto potenziale di impianto. L’impianto degli embrioni, solitamente due o tre al massimo per evitare gravidanze plurime ad alto rischio, viene eseguito tramite un sottile catetere. È una procedura che non è dolorosa, e di solito si esegue con tecnica ecoguidata, permettendo al medico di visualizzare con precisione il punto di rilascio degli embrioni nell'utero. Nei giorni seguenti al transfer, è opportuno che la paziente rimanga a riposo ed eviti sforzi e stress di qualunque tipo per agevolare l’attecchimento di almeno un embrione. Questa fase post-transfer è delicata e richiede tranquillità e attenzione per ottimizzare le possibilità di successo.

Servizi Avanzati: Genetica, Crioconservazione e Preservazione della Fertilità

Oltre alle tecniche di PMA di base, i centri specializzati nella fertilità offrono una serie di servizi avanzati e complementari che sono cruciali per un approccio olistico e personalizzato alla cura dell'infertilità.

Il Servizio di Genetica Medica e Consulenza Pre-concezionale

Un elemento fondamentale di un percorso di fertilità completo è il supporto della genetica medica. Il Servizio di Genetica Medica esegue attività di studio, messa a punto ed esecuzione di test genetici post-natali per l'identificazione delle alterazioni molecolari associate a malattie genetiche. Queste indagini molecolari permettono di realizzare diagnosi a fini assistenziali, offrendo un'ottimizzazione, un inquadramento e una terapia mirati in base al profilo genetico della coppia o dell'individuo. Inoltre, la genetica svolge un ruolo cruciale nella prevenzione, attraverso la consulenza genetica e la consulenza preconcezionale. La consulenza è necessaria al fine di inquadrare il sospetto clinico e indirizzare al test genetico più appropriato, in conformità al “Decreto Lorenzin” (GU n. 257 del 4 novembre 2017). Questo servizio è essenziale per le coppie che desiderano approfondire i rischi di malattie genetiche ereditarie e prendere decisioni informate prima o durante il percorso di PMA. I servizi di genetica medica supportano anche attività di ricerca, contribuendo all'identificazione di nuove correlazioni genotipo/fenotipo, che possono portare a una migliore comprensione e trattamento delle patologie genetiche. Per facilitare l'accesso a questi servizi, il Centro per lo svolgimento delle analisi genetiche è convenzionato con le ASL locali, inclusi i presidi di Chieti, Pescara e Teramo.

La Crioconservazione degli Ovociti e degli Embrioni

La crioconservazione rappresenta un'importante opzione strategica nel trattamento dell'infertilità. Nel nostro centro, può essere effettuata la crioconservazione degli ovociti soprannumerari per consentire, in caso di fallimento della tecnica “a fresco”, di eseguire ulteriori tentativi senza dover sottoporre la paziente a una nuova stimolazione e prelievo chirurgico di ovociti. Questa tecnica aumenta l'efficienza dei cicli di PMA e riduce il carico fisico ed emotivo per la paziente. La crioconservazione degli ovociti avviene mediante vitrificazione, una tecnica di congelamento ultra-rapido che minimizza la formazione di cristalli di ghiaccio, preservando così l'integrità cellulare degli ovociti e migliorandone il tasso di sopravvivenza dopo lo scongelamento. Anche gli embrioni possono essere crioconservati, offrendo alle coppie la possibilità di tentare gravidanze successive con il materiale già ottenuto. La risposta "Sì" alle attività di crioconservazione si riferisce a chi esegue queste tecniche nella sua pratica clinica di routine.

Contenitori per la crioconservazione di ovociti

La Preservazione della Fertilità in Contesti Oncologici

La preservazione della fertilità è un tema di interesse crescente, in particolare per i pazienti oncologici giovani. Questo è dovuto in ragione del numero sempre più elevato di casi di insufficienza ovarica precoce conseguenti al trattamento di una patologia oncologica. Approssimativamente, il 3% delle neoplasie viene diagnosticato in pazienti con età inferiore a 40 anni. Grazie ai progressi raggiunti nell’ambito delle terapie oncologiche, la prognosi della maggior parte dei tumori che affligge la popolazione giovanile è oggi in netto miglioramento, con tassi di sopravvivenza molto elevati. Tuttavia, i trattamenti salvavita possono avere un impatto significativo sulla fertilità futura. La probabilità delle ovaie di subire un danno che comporti perdita del patrimonio follicolare e rischio di menopausa precoce dipende da diversi fattori, tra cui il tipo di farmaco chemioterapico utilizzato, dalla dose cumulativa e dall’età della paziente al momento del trattamento. La possibilità di crioconservare ovociti, spermatozoi o tessuto ovarico prima dell'inizio delle terapie oncologiche offre a questi pazienti l'opportunità di preservare la propria fertilità e realizzare il desiderio di genitorialità una volta superata la malattia.

Il Ruolo del Centro e la Trasparenza dei Dati

La trasparenza e l'accuratezza delle informazioni relative all'attività dei centri di PMA sono fondamentali per garantire scelte consapevoli alle coppie. Le informazioni in questa sezione vengono fornite ed aggiornate periodicamente direttamente dai centri all'ISS Istituto Superiore Sanità, un ente garante della salute pubblica. La sezione “Profilo del Centro” contiene l'attività svolta in termini di cicli iniziati secondo le varie tecniche applicate e con la tipologia di pazienti trattati con cicli a fresco, in base alla diagnosi di infertilità e alla loro età. Queste informazioni si riferiscono agli ultimi dati disponibili, come indicato nella stessa sezione, e fanno riferimento all’attività svolta due anni prima rispetto alla data di pubblicazione.

Questa differenza di circa due anni tra lo stato attuale del centro e la diffusione dei dati di attività in esso svolta, può comportare due possibili incongruenze. Per esempio, un centro attualmente autorizzato a svolgere attività di secondo e terzo livello (come indicato nella sezione Anagrafica), potrebbe presentare dati di attività solo di primo livello, compatibilmente con il livello autorizzato nel periodo della raccolta dati. È importante che le coppie siano consapevoli di questa tempistica e consultino direttamente il centro per informazioni aggiornate sul proprio status e sulle procedure offerte. Questo garantisce che le decisioni siano prese sulla base delle informazioni più attuali e pertinenti.

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