La scienza moderna si trova oggi di fronte a traguardi che fino a pochi decenni fa appartenevano esclusivamente alla fantascienza. Il dibattito sulla clonazione umana, intrecciato con la ricerca sulle cellule staminali e le nuove frontiere della bioingegneria, solleva interrogativi profondi sulla natura stessa dell'essere umano. Al centro della questione vi è il tentativo dell'uomo di "dominare la vita", un desiderio che oscilla tra il nobile obiettivo di curare malattie devastanti e il rischio di trasformare la biologia in un insieme di "parti di ricambio" manipolabili.

Il mito dell'"uomo senza testa" e l'etica della ricerca
A un congresso di medicina in India gli scienziati hanno discusso della possibilità di far nascere "un uomo senza testa". L'headless human è uno dei più recenti sviluppi della genetica: manipolando l'embrione umano, è possibile far nascere un uomo senza sistema nervoso, quindi avere una organ farm, una "fattoria di organi umani" da utilizzare per la ricerca. L'headless human è uno dei possibili esiti della clonazione umana: "Fa inorridire solo il pensarci" dice ad AsiaNews il prof. Augusto Pessina, 59 anni, docente di Microbiologia all'Università di Milano. Il dibattito sulla clonazione nasconde la volontà dell'uomo di "dominare la vita umana". E lo headless human è un esempio di tale titanica vertigine di potere.
Proprio oggi alle Nazioni Unite si vota una proposta appoggiata da 64 paesi per il bando totale di ogni forma di clonazione umana. Venti stati invece vogliono permettere la clonazione terapeutica, che però - secondo Pessina - "non è per nulla diversa dalla clonazione riproduttiva: non esiste differenza fra clonare per riprodurre o per curare" afferma il prof Pessina, che è vice presidente dell'Associazione Italiana Colture Cellulari.
La sottile (e contestata) distinzione tra clonazione riproduttiva e terapeutica
La differenza fra "riproduttiva" o "terapeutica" è spesso oggetto di dispute terminologiche. Se clono un embrione umano lasciando in sospeso il problema se per scopo riproduttivo o no, che cosa ne faccio una volta creato? Lo sviluppo facendolo diventare un uomo, o decido di eliminarlo? La differenza fra "riproduttiva" o "terapeutica" è solo qui: se far nascere un individuo, oppure sopprimerlo.
Bisogna rimettere in discussione il trattato di Helsinki sui diritti dell'uomo, in cui si afferma che "la terapia è un danno accettabile fatto alla persona intera con lo scopo di un bene maggiore". Ma con la clonazione "terapeutica" si uccide una vita umana per salvarne un'altra. Allora dovremmo modificare proprio il principio generale terapeutico: d'ora in poi dovremmo dire che per guarire una vita, possiamo ucciderne un'altra.
Cellule staminali embrionali vs cellule staminali adulte
L'attuale dibattito sulla clonazione e l'uso delle cellule embrionali dimentica spesso l'uso di cellule staminali adulte, che non pone problemi etici di sorta. Quando parliamo di "cellule staminali embrionali" diciamo una cosa non esatta: le cellule staminali sono per definizione quelle adulte, quelle presenti nel nostro organismo capaci di rigenerare i nostri tessuti. Le cellule embrionali hanno capacità staminali, ma non sono staminali: l'embrione è una cellula che dà origine a un individuo psichicamente e organicamente intero.
Oggi con le cellule staminali adulte si possono già curare moltissime malattie: ricostruzione della cornea, ossa, cartilagini, pelli ustionate. Invece, non esiste un solo dato nella letteratura scientifica che prova che le cellule embrionali siano scientificamente affidabili. Dovremmo studiarne di più e seguire il metodo della ricerca, verificandone la tenuta sulle cavie animali, come si fa con ogni farmaco e in ogni esperimento scientifico.

La clonazione: dalla pecora Dolly ai primati
La clonazione è letteralmente la copia di uno o più esseri viventi a partire da un individuo detto originale. La copia viene effettuata a livello di DNA. Due sono le forme di clonazione: la clonazione per scissione, consistente nell'induzione artificiale della gemellarità, e la clonazione per trapianto nucleare, consistente nell'inserimento del nucleo di una cellula dell'individuo da clonare in una cellula uovo non fecondata.
La grande portata dell'evento Dolly è stata la capacità di far regredire la cellula somatica al livello di cellula totipotente. Tuttavia, la clonazione applicata con successo a svariate specie animali risultava fino al 2017 ancora fallimentare sui primati. Nel gennaio 2018 un gruppo di studiosi dell'Istituto di Neuroscienze dell'Accademia delle Scienze di Shangai ottiene la nascita di due macachi, Zhong Zhong e Hua Hua.
La membrana plasmatica (tratto da Saraceni, Strumia)
Interessi economici e il ruolo delle istituzioni
Dietro l'enfasi umanitaria della scienza, si celano solidi interessi economici. Molte industrie sono pronte ad ottenere tessuti ed embrioni umani sostitutivi da utilizzare, e vendere, per gli ospedali, per verificare farmaci, da utilizzare nella ricerca. Un'azienda tedesca di Mainz ha già fatto domanda all'Ufficio europeo per brevettare linee cellulari ottenute da embrioni.
La tematica della responsabilità nell’innovazione è trasversale. Alberto Oliverio solleva l’importante questione secondo la quale compito della scienza non è soltanto quello di fornire all’uomo le tecnologie, ma soprattutto quello di decidere razionalmente se servirsene o no. Con l'avvento delle tecnologie legate alla riproduzione, il rischio è di promuovere una concezione meccanicistica dell’uomo, visto come essere fatto di parti che si possono togliere e sostituire a piacimento.
Il caso giapponese: embrioni chimera e trapianti on-demand
Hiromitsu Nakauchi è un nome noto nel campo della ricerca biologica di frontiera, quella degli embrioni chimera, ovvero che contengono materiale genetico di diversa provenienza. Lo scienziato giapponese dell'università di Tokyo mira a mescolare insieme specie diverse. L'obiettivo è di poter contare, un giorno, su organi umani adatti a essere utilizzati nei trapianti, trovando soluzioni on-demand al problema della scarsità organi disponibili.
Nel 2016, ricercatori parte del team di Nakauchi erano riusciti a creare degli ibridi uomo-maiale, pur evidenziando le difficoltà che si avevano con le cellule umane. Queste ricerche, sebbene promettenti per la medicina dei trapianti, spingono sempre più in là il confine tra mondo naturale e artificiale.
La prospettiva etica e il valore della vita
Ad ogni essere umano, dal concepimento alla morte naturale, va riconosciuta la dignità di persona. Il Magistero della Chiesa richiama la responsabilità etica e sociale dell'operato scientifico. Il valore etico della scienza biomedica si misura con il riferimento sia al rispetto incondizionato dovuto ad ogni essere umano, in tutti i momenti della sua esistenza, sia alla tutela della specificità degli atti personali che trasmettono la vita.
Vietare la clonazione non è una questione religiosa, ma di umanità. Come uomini ci dobbiamo chiedere se è giusto farlo, indipendentemente da ogni sguardo religioso al problema. Quello che conta è mettersi dalla parte della vita umana e trattarla non come un mezzo o una risorsa biologica, ma come un fine in sé. La scienza deve essere libera, ma sempre con un controllo etico della società civile, affinché il progresso tecnologico non finisca per svuotare di significato l'essere che pretende di curare.
tags: #giapponrse #clona #embrione #umano