Il dibattito sulla vita umana, dalla sua concezione al suo epilogo naturale, è al centro di una contesa culturale e spirituale che definisce il nostro tempo. In questo contesto, l'approccio alla questione dell'aborto emerge come un baricentro cruciale, rivelando profonde divergenze di visione sul valore intrinseco dell'esistenza e sulle responsabilità etiche della società. Si osserva un clima di crescente intimidazione e una violenza sempre più esplicita contro chi promuove la dignità della Vita umana senza distinzioni e in ogni fase dell’esistenza, specialmente la più fragile e vulnerabile. Questo scenario solleva interrogativi fondamentali: dove sono lo sdegno di politica e istituzioni? Dove si nascondono i paladini di democrazia, diritti, pluralismo e libertà di opinione? È ormai tempo di dire basta ai silenzi e alle complicità che alimentano questa atmosfera ostile.
Il "mistero del male" non può essere ristretto esclusivamente all'ideologia femminista antipatriarcale o alle lacune nelle tutele giuridiche e legislative; tale interpretazione, infatti, è del tutto insufficiente per inquadrare i sistematici assalti agli attivisti pro-vita e alla religione cattolica. Appare del tutto lapalissiano che la radice dell’odio verso il grembo, e di conseguenza verso coloro che si adoperano per difenderlo, non sia di natura meramente umana, bensì affondi le sue radici in una dimensione più profonda, di origine demoniaca. Il magistero cattolico, con la sua ininterrotta tradizione, spiega chiaramente che le azioni del principe delle tenebre non si limitano alle "classiche" vessazioni, ossessioni, possessione o infestazioni. Esse si manifestano anche mediante il proponimento di modelli sociali che promuovono concetti come "l’utero è mio e lo gestisco io", e attraverso l'offerta di paradisi spiritualistici. Questi ultimi, pur volendo apparire come una scimmiottatura dell’opera di Dio, finiscono per lasciare, più o meno consapevolmente, carta bianca all’azione di Satana, il quale trova in tali dimensioni una certa ospitalità idolatrica, trasformando la libertà in una licenza per la distruzione.

La Battaglia per la Vita e la Critica al Dogma Progressista sull'Aborto
La difesa della vita nascente si scontra con una narrazione dominante che, in nome di un'autonomia individuale malintesa, rischia di oscurare il valore universale della vita stessa. Un esempio emblematico di questa conflittualità si è manifestato a Napoli, dove, dalla parata del movimento Non una di Meno, è comparso uno stendardo raffigurante un’immagine della Madonna che, invece del Cuore di Gesù, teneva tra le mani una pillola abortiva. Questo gesto, interpretato come una provocazione blasfema da Pro Vita & Famiglia, ha evidenziato la gravità dello scontro ideologico in atto. L'associazione, che si occupa di custodire le vite nascenti, pur proferendo parole sacrosante, dovrebbe tuttavia allargare l'orizzonte delle responsabilità, riconoscendo che la minaccia alla vita si manifesta in molteplici forme e non è riconducibile a un'unica causa. La narrativa mainstream, che veicola la convinzione che qualunque fatto di cronaca che implica atti di violenza nei confronti di una donna venga etichettato come femminicidio, ignora che l'unica reale forma di femminicidio è, in verità, praticata mediante l’aborto selettivo. Questa pratica orrifica, purtroppo, con l’aumento dell’immigrazione, ha luogo anche nella "civile" Italia, spesso nell’indifferenza dell’autorità giudiziaria, rivelando una profonda ipocrisia nel dibattito pubblico.
Il contrasto alle politiche pro-aborto e la difesa dei princìpi tradizionali trovano eco anche in contesti locali. Sono giorni neri per Verona, la prima città ad aver approvato una mozione contro la legge 194, la quale finanzia associazioni legate ai movimenti antiabortisti. L'impegno delle forze conservatrici e pro-vita è visibile, ma incontra anche forti resistenze. Un convegno che avrebbe dovuto svolgersi in un hotel del centro, ad esempio, è stato annullato dopo un’azione di protesta organizzata da movimenti che a Verona lavorano per aprire spazi di libertà e da Non Una di Meno. Questa opposizione, che ha visto tra i partecipanti figure controverse, sottolinea l'asprezza del conflitto ideologico. Non Una di Meno, a Verona, negli ultimi giorni è stata impegnata anche su un altro fronte, criticando alcuni consiglieri di maggioranza che hanno preso posizione contro un’iniziativa del movimento a favore dell’educazione sessuale e della corretta informazione sulla contraccezione. Nel criticare l’iniziativa, i consiglieri comunali hanno sostenuto (contro il parere scientifico dei maggiori organismi di controllo e tutela della salute) che la cosiddetta pillola del giorno dopo, un contraccettivo di emergenza, sia una pillola abortiva. Hanno parlato di "propaganda cretina" e della necessità "di informare i giovani sui valori positivi della vita e della famiglia". L'azione informativa di Nudm è stata criticata anche da Federfarma Verona, la quale ha scelto di intervenire non per denunciare le false affermazioni dei consiglieri o la mancanza totale di politiche comunali rivolte alla salute e all’educazione sessuale, ma affermando che la contraccezione di emergenza "è un farmaco tanto particolare per la salute della donna", anche "dal punto di vista concettuale". Tuttavia, ha replicato Nudm, "informare sulla 194 e sui diritti che le donne hanno e che sono stati stabiliti dall’Agenzia Italiana del Farmaco su base scientifica, non significa fare propaganda o impedire a coloro che vogliono agire diversamente di farlo". Questa polarizzazione dimostra come anche su questioni scientifiche e mediche, il dibattito si politicizzi, distorcendo la realtà a fini ideologici.
La Chiesa e la Questione della Scomunica: Un Silenzio Imbarazzante?
All'interno degli ambienti cattolici italiani, il tema della scomunica, sebbene contemplato chiaramente dal codice canonico, sembra essere caduto in disuso, specialmente dopo il Concilio Vaticano II. A "destra", un'associazione tradizionalista veronese ha chiesto, a causa delle ambigue prese di posizione di Prodi circa i Pacs e la fecondazione assistita, la sua scomunica. A "sinistra" (forse in ossequio alla par condicio), padre Alex Zanotelli, ex direttore di Nigrizia, ha chiesto la scomunica per i piloti d'aereo che bombardano l'Irak. Al di là delle singole boutade, comunque degne di essere approfondite, sovviene naturale chiedersi perché la Chiesa, nonostante il codice canonico contempli chiaramente la sanzione della scomunica, dopo il Concilio Vaticano II, non ne abbia più comminata alcuna. Nemmeno in caso di aborto volontario, che la dottrina cattolica condanna senza appello! A questo punto, vuoi per la restrizione del senso del peccato, vuoi per l’allargata misericordia della Chiesa, se dell’antico strumento inquisitoriale s’è persa traccia, ha ancora senso tenerlo in vita? La questione rimane aperta, alimentando il dibattito tra chi invoca maggiore fermezza e chi auspica una pastorale più inclusiva e misericordiosa, anche a costo di apparire meno rigorosa.
Fatima: la scomunica è applicabile oggi? A chi?
Il Pericolo dell'Eutanasia e il Paradosso del Suicidio Legalizzato
La difesa della vita non si limita alla sua protezione all'inizio, ma si estende fino al suo termine naturale, opponendosi a qualsiasi forma di soppressione o agevolazione della morte. Nei giorni scorsi il governo ha approvato ciò che sulla carta si scrive DAT (Disposizione Anticipata Trattamento), ma più realisticamente si legge eutanasia, o meglio, diritto al suicidio. Questa decisione si inserisce in un contesto in cui le statistiche hanno accertato che negli ultimi anni i tassi di suicidio sono in continuo aumento su tutto il pianeta. A prescindere dai fattori che inducono all’estremo gesto, ad ogni singola vita spezzata, l’opinione pubblica esprime rammarico e dolore. Tuttavia, delusione e sconforto, strano a dirsi, riguardano unicamente i suicidi consumati fuori dalle strutture ospedaliere. In termini chiari: l’atto di chi si butta dal ponte è sì considerato doloroso, ma anche se non apertamente confessato, come un gesto vile e spregevole. Al contrario, l’atto di chi decide di togliersi la vita da un letto di ospedale viene elevato al rango di eroicità.
La domanda che ogni sano di mente dovrebbe porsi è: è logico pretendere la libertà di suicidarsi in ospedale e al tempo stesso rammaricarsi per il suicidio dal ponte sull’autostrada? Questo è un paradosso che fa crollare qualunque pretesa liberalizzazione: chi approva il primo suicidio e disapprova il secondo sa dirci chi è autorizzato a decidere chi è degno di suicidarsi o meno? Se il suicidio è libertà, perché preoccuparsi per il loro dilagare, e su che basi ammettere o estromettere una persona da quello autorizzato dalla legge? Tanto varrebbe approvare tutti i suicidi, anche quello del ragazzino abbandonato dalla fidanzata o quello della ragazza che va male all’università. Il tragico è che, in nome della solitudine (prima causa dei suicidi) innalzata a sommo tribunale e chiamata liricamente "autonomia", nessuno sarà mai più autorizzato a salvare il suicida, dato che i legislatori spiegano che, a decisione presa, ogni interferenza verrà considerata alla stregua di un reato. Il suicidio, checché ne dicano i cultori della morte, non è un atto libero, eroico e dignitoso, ma un tardivo richiamo alla vita, un grido di aiuto che pretende risposte terapeutiche e soprattutto esistenziali. Appare lapalissiano che uno stato che apre al suicidio e che si deresponsabilizza dall’obbligo della solidarietà, non opera per il bene del paziente, ma semplicemente perché considera i cittadini oggetti guasti di cui disfarsi. Questo potere tecnico mercantile non ha alcun bisogno di riconoscere autorità o comunità organiche di nessun tipo, nemmeno la famiglia, contribuendo a una crescente atomizzazione sociale e alla perdita di quei legami essenziali che costituiscono la vera rete di solidarietà umana.

La Falsa Narrativa del "Femminicidio" e la Realtà della Violenza
La manipolazione mediatica e la strumentalizzazione di determinate categorie di violenza distorcono la percezione pubblica e occultano verità scomode. La notizia di atti di violenza, se la vittima fosse stata una donna e l’assassino un uomo, avrebbe scatenato l'urlo dei media all’ennesimo femminicidio, senza alcuna connotazione ideologica apparente. Tuttavia, emerge una domanda spontanea: Adamo era realmente più tremendo di Eva? L’Eva tentatrice narrata nella Bibbia, in realtà, dimostra il contrario. I dati, spesso ignorati dalla narrativa dominante, hanno appurato che il numero di vittime maschili è stato maggiore del numero di vittime femminili (51,11% contro 48,89%). Analogamente, per quanto riguarda il suicidio, gli uomini che si tolgono la vita sono 3200, mentre le donne sono 800, e il suicidio è doppio nelle donne sole.
Questa narrazione del "femminicidio" è, per molti, un fake di prim’ordine partorito da ideologie femministe ed anti patriarcato non suffragate da nessun testo antropologico, psichiatrico, giuridico, religioso o semplicemente di cronaca. È un inequivocabile segno che dietro la coercizione al pensiero unico si occultano lobby e poteri forti provvisti di capitali immensi. La narrativa mainstream veicola la convinzione che qualunque fatto di cronaca che implica atti di violenza nei confronti di una donna venga etichettato come femminicidio. In Italia, le donne assassinate ogni anno sono circa 130, mentre gli uomini sono 400. Queste statistiche, seppur tragiche, mettono in discussione la rappresentazione distorta della violenza di genere, suggerendo che la realtà sia ben più complessa e richieda un'analisi meno ideologica e più aderente ai fatti.

La Guerra Culturale: Attacco ai Valori Tradizionali e Manipolazione Informativa
La società contemporanea è teatro di una guerra culturale incessante, dove i valori tradizionali sono sotto attacco e l'informazione è spesso strumento di agenda. BastaBugie si presenta come una selezione di articoli per difendersi dalle bugie della cultura dominante: televisioni, giornali, internet, scuola, ecc. L'obiettivo è pensare con la propria testa, senza paraocchi e senza pregiudizi, non dipendendo da partiti politici, né da lobby di potere. Il materiale pubblicato è senza fini di lucro e a solo scopo di studio, commento didattico e ricerca, con titoli redazionali ideati per una comprensione immediata dell'argomento trattato. Si condivide, senza particolari illusorie aspettative ma con un briciolo di speranza, l'attesa degli ulteriori sviluppi e degli inevitabili effetti sull'Occidente europeo e la sua ostinata deriva antropologica e spirituale, che diventa socio-politica.
Il piano diabolico, già collaudato ed usato in tempi recenti, è la manipolazione attraverso il terrore. Sono passati solo 4 anni da quando la TV ha testato sulla popolazione l’efficacia del terrore come arma di convinzione. La non meno terroristica campagna climatica ha spinto milioni di italiani a buttare soldi in inutili macchine elettriche e in costosissimi impianti solari i cui costi non saranno mai riscattati. Questa è una chiara dimostrazione di come l'informazione venga strumentalizzata per realizzare agende, progetti e programmi che avvantaggiano unicamente chi controlla la galassia politico-economico-finanziaria mondiale. Inequivocabile segno che dietro la coercizione al pensiero unico si occultano lobby e poteri forti provvisti di poteri e capitali immensi.
Anche il sacro è soggetto a profanazione e reinterpretazione. La Portafortuna gialla è stata esposta nei giorni scorsi, nel corso della conferenza stampa di presentazione degli eventi culturali in programma a Roma prima dell’apertura ufficiale del Giubileo e del Padiglione della Santa Sede a Expo Osaka. Mons. Nello stesso contesto, un prelato ha spiegato che la sostituta del coetaneo Gesù Bambino è "Nata dalla creatività di Simone Legno, Luce è la mascotte che ci accompagnerà". La domanda che sorge spontanea è: l’informatissimo Monsignore, si sarà preso la briga di informarsi circa l’underground dell’immaginifico artista? Una sempreverde gag che aleggia nel clero ribadisce che Dio è Uno, Trino e Quattrino. Poco importa che si tratti di Dio, o di un suo rimpiazzo; l’importante è che chi ha realizzato la "cosa", porti tanti soldini all’autore e di conseguenza anche alle casse del Vaticano.
Un ulteriore fronte di attacco ai valori tradizionali si manifesta nell'evoluzione (o involuzione) dei costumi, che ha mutato la simbologia dei tatuaggi. Nel mondo cristiano, questa pratica assunse un valore legato alla Fede. Tuttavia, oggi i contenuti pagani e demoniaci hanno totalmente rimpiazzato le rappresentazioni sacrali. È scritto in Levitico 19:28: "Non vi farete incisioni sul corpo per un morto, né vi stamperete alcun segno. Io sono il Signore". Sarà un caso, ma l’esplosione del fenomeno tatuaggi va di pari passo con l’incremento esponenziale della cremazione. Le due pratiche hanno in comune la "violazione" del corpo, laddove la dottrina cattolica precisa che il corpo è Tempio dello Spirito Santo, e dovrebbe essere trattato con rispetto anche dopo la morte. Questa tendenza riflette un’erosione del rispetto per la sacralità del corpo umano, promuovendo una visione che lo riduce a mero possesso individuale, disponibile per ogni manipolazione o distruzione.

Le Ramificazioni Politiche e la Lotta per l'Anima dell'Occidente
La battaglia per la difesa dei valori tradizionali e della vita si estende oltre i confini nazionali, assumendo contorni geopolitici e influenzando le dinamiche internazionali. I sorprendenti risultati delle elezioni generali del novembre 2024 negli Stati Uniti hanno generato una sensazione immediata di sollievo per molti. I media avevano preparato il Paese a una competizione serratissima per il presidente e il Congresso. Molti non si aspettavano un esito immediato e pensavano che i risultati sarebbero stati contestati e che ci sarebbero voluti giorni per risolverli. Fortunatamente, i vincitori hanno ricevuto mandati chiari e la nazione è stata salvata da un'altra fonte di acrimonia. Non c'è stata violenza o aggressione.
Tuttavia, la fluidità delle elezioni non è stata la causa principale di sollievo. Le politiche radicali del ticket Harris incombevano all'orizzonte. Molti americani temevano il trionfo di politiche aggressive in materia di aborto e LGBTQ, iniziative “woke” e ulteriore caos sull'immigrazione. Temevano un'elezione socialista disastrosa in cui tutti avrebbero sofferto e la nazione sarebbe andata in rovina. Un sospiro di sollievo ha accolto gli elettori la mattina dopo: i binari erano sgombri. Le grandi riforme socialiste sono state nuovamente evitate. Nonostante tutta la retorica su un’"economia delle opportunità", la sconfitta della sinistra ha impedito al governo di regolare e intervenire nel libero mercato e nelle vite di innumerevoli americani. I conservatori sociali hanno accolto con favore la sconfitta di tre referendum a favore dell'aborto e hanno deplorato il successo di altri sette. Tuttavia, queste vittorie hanno sfatato il mito secondo cui tutte le misure a favore della vita perdono alle elezioni, dimostrando una resilienza inaspettata.
Un ultimo punto di sollievo è stato considerare l'impatto psicologico della vittoria sulla nazione e sul mondo. La sinistra è rimasta desolata, disarticolata e abbattuta, poiché i risultati hanno contraddetto le loro aspettative. Ancora una volta, la narrazione della lotta di classe, così essenziale per la mitologia di sinistra, è stata smentita. È stata la classe operaia "oppressa" a rivoltarsi contro la sinistra e a sostenere la destra in massa. La sconfitta della Harris ha provocato onde d'urto ovunque. È stato un duro colpo per la sinistra mondiale, che ha subito sconfitte elettorali in Europa e in Sud America. Con le elezioni americane, la causa della sinistra in tutto il mondo adesso annaspa senza una meta. Questi risultati meritano un sospiro di sollievo, dal quale dovrebbe scaturire la risoluzione a lottare con più impegno per l'America e per l'Occidente. Le elezioni sono solo una battaglia nel contesto di una più ampia guerra culturale per l'anima americana. Questa battaglia infuria senza sosta in mezzo al decadimento morale della società. Pertanto, questo sollievo dovrebbe ispirare i conservatori a raddoppiare gli sforzi per un ritorno all'ordine. È necessario fare pressione su quei conservatori eletti che hanno vacillato e persino abbandonato le questioni morali che un tempo difendevano. È davvero il momento di tirare un sospiro di sollievo. Sono stati evitati così tanti danni, ma la vigilanza rimane essenziale.

Questo quadro si completa con le tensioni geopolitiche attuali. Dopo che Biden ha autorizzato gli ucraini a usare armi letali per colpire in profondità la Russia, si è diffusa la convinzione che nulla di peggio di lui e di tutto il fronte progressista possa esistere. Peraltro, permettere ciò a mandato scaduto, per generare una escalation e lasciare a Trump una situazione ingestibile, indica un cinismo e una totale mancanza di senso della responsabilità. Pur di danneggiare Trump e di metterlo in difficoltà, non esiterebbero a scatenare una guerra mondiale. Il fronte progressista è questo, null’altro che questo. Agli amici di sinistra, si potrebbe augurare buon proseguimento della battaglia antifascista, anche buona rivoluzione contro il clero, la monarchia e la nobiltà, e buona permanenza nel '700. Questa analisi critica sottolinea una profonda sfiducia nelle élite progressiste, accusate di agire in maniera irresponsabile e ideologica, mettendo a rischio la stabilità globale in nome di un'agenda politica.
Infine, la narrativa popolare narra che il principe delle tenebre doni talenti singolari in cambio di un prezzo da pagare: l’anima. Da quando esiste il talento è sempre esistito il folklore e la credenza che ad esso sia legato a doppio filo un "pegno" demoniaco per giustificarlo. Elencare i casi di artisti che in cambio del successo hanno barattato la loro "porzione" immortale richiederebbe tempi biblici. Il cantante più noto è forse Bob Dylan, che in un’intervista spiegò: "Ho fatto una specie di patto di ferro con lui, un sacco di tempo fa". Nell’intervista integrale spiegò che alcuni pezzi famosi gli uscivano "spontaneamente" senza il minimo sforzo. Ma la parte più straziante saltò fuori quando ammise l’impossibilità di revocare il patto unitamente alla consapevolezza di finire agli inferi. Si potrebbe analizzare il comportamento umano con le fini parole di Marco 8, 36-37: "E che giova all’uomo se guadagna tutto il mondo e perde l’anima sua? E che cosa potrebbe dare l’uomo in cambio della propria anima?". Queste parole risuonano come un monito per una società sempre più orientata al materialismo e al successo mondano a discapito dei valori spirituali più profondi.