La medicina moderna si trova dinanzi a frontiere inesplorate, dove la biologia cellulare incontra la speranza di trattamenti sempre più personalizzati e meno invasivi. In questo contesto, le cellule staminali prelevate dal cordone ombelicale occupano un posto di rilievo, rappresentando un ponte tra l'inizio della vita e il futuro della salute. Tuttavia, la gestione di questo patrimonio genetico richiede una consapevolezza critica, capace di distinguere tra le opportunità terapeutiche reali e le insidie di un mercato che, talvolta, opera in zone d'ombra.

La natura biologica delle cellule staminali cordonali
Le cellule staminali possono essere definite come cellule “indifferenziate” che hanno come principale caratteristica quella di potersi riprodurre in modo virtualmente illimitato, dando vita a copie identiche di loro stesse e a cosiddette “cellule figlie”. Queste ultime si divideranno a loro volta in linee cellulari mature, ciascuna con caratteristiche morfologiche e funzioni specifiche. Entrando ora nel merito delle cellule staminali contenute nel cordone ombelicale, è importante spiegare che questo si forma attorno alla quinta settimana di gestazione e che sostituisce il sacco vitellino.
Il sangue del cordone ombelicale è dunque particolarmente ricco di tipologie cellulari, diverse sia dalle cellule staminali embrionali che da quelle di un bimbo o di un adulto. Nel momento in cui esso viene raccolto dopo il parto - e si tratta di un processo semplice, indolore sia per la mamma che per il bambino e totalmente sicuro - è ancora molto ricco di cellule staminali altamente sterili rispetto a quelle di una persona adulta. Le staminali da funicolo ombelicale sono cellule adulte con la particolarità di avere dei geni embrionali che quelle prelevabili in un organismo maturo non hanno.
Storia ed evoluzione della terapia con cellule cordonali
Le cellule staminali del cordone ombelicale stanno diventando sempre di più un’opzione terapeutica per diverse patologie oltre alle già note patologie ematologiche. Il primo trapianto di cellule staminali prelevate da sangue cordonale andato a buon fine è avvenuto nel 1988. Da allora, i trapianti di cellule staminali da funicolo ombelicale sono cresciuti notevolmente in tutto il mondo, superando i 30.000 casi tra bambini e pazienti adulti.
Nel mondo ad oggi ci sono circa 190 sperimentazioni cliniche in corso che prevedono l’uso delle cellule staminali cordonali per il trattamento di una varietà di malattie, tra cui leucemie, anemie, diabete e disordini congeniti metabolici come l’adrenoleucodistrofia cerebrale. Il numero di trials clinici sale a oltre 400 se si considerano le sperimentazioni già concluse. La Medicina Rigenerativa si occupa proprio dello sviluppo di terapie innovative ed avanzate mirate alla ricostruzione di tessuti ed organi irrimediabilmente danneggiati, necessitando di un’approfondita conoscenza della biologia delle staminali e dello sviluppo di tecnologie che permettano il loro mantenimento in coltura.
Staminali cordonali, le novità della ricerca
Opzioni di conservazione: pubblico vs privato
Oltre 5 milioni di persone nel mondo hanno già scelto di non buttare via un patrimonio inestimabile: il cordone ombelicale. Ad oggi in Italia esistono due opzioni per salvaguardare le cellule staminali del cordone: la conservazione privata o la donazione pubblica. Secondo le normative vigenti, una mamma che decide di effettuare il prelievo ha due possibilità:
- La donazione alla collettività: presso una struttura pubblica, il sangue prelevato raggiunge una banca e diventa immediatamente disponibile a chiunque ne abbia bisogno, coordinato dal Centro Nazionale Sangue e dal Centro Nazionale Trapianti.
- La raccolta e conservazione a pagamento: la conservazione deve avvenire all'estero, per proprio conto, per l'utilizzo in caso di necessità personale.
Il Sistema Sanitario Nazionale garantisce, inoltre, la possibilità per le famiglie a cui è diagnosticata una delle 80 malattie individuate di conservare le proprie cellule staminali in banche pubbliche a spese dello Stato, attraverso la cosiddetta donazione autologa familiare. È importante sottolineare che il trapianto di cellule staminali del midollo rappresenta una tecnica salvavita e la difficoltà a reperire un donatore compatibile ha spinto gli scienziati a ricercare fonti alternative.
Il mercato privato e i rischi di gestione: il caso Genico SA
Quando termini come "salvavita" si affiancano a potenziali profitti, nasce un mercato complesso. Nel 2019, un servizio di Milena Gabanelli per la trasmissione Report stimava che, a livello mondiale, nelle banche private fossero conservati almeno 4 milioni di cordoni per uso personale. Tuttavia, questa pratica ha mostrato criticità significative. Un'inchiesta di Alessandra Pellegrini De Luca su Il Post ha portato alla luce la vicenda della società svizzera Genico SA.
Questa società, attiva tra il 2015 e il 2022, è fallita improvvisamente senza lasciare traccia dei campioni affidati. Migliaia di famiglie si sono trovate nell'impossibilità di rintracciare il materiale biologico dei propri figli. Il problema è tecnico e burocratico: Genico non possedeva congelatori propri, ma si appoggiava a terzi, e i codici identificativi necessari per collegare i campioni ai proprietari sono andati dispersi con il fallimento.
Questa situazione è particolarmente grave quando una famiglia necessita effettivamente delle cellule per la cura del proprio figlio. Per fare chiarezza, diverse realtà come la SSCB (Swiss Stem Cells Bank) hanno lanciato appelli affinché i genitori coinvolti si mettano in contatto per verificare la reale disponibilità e lo stato di conservazione dei campioni presso strutture certificate, mettendo in guardia da soggetti terzi non autorizzati che propongono soluzioni poco trasparenti.

Qualità e garanzie tecniche nella conservazione
La qualità di un campione non si misura solo nella sua crioconservazione, ma nelle procedure adottate. Il metodo di analisi seguito da laboratori accreditati, in linea con le banche pubbliche nazionali, prevede la riduzione del volume del sangue cordonale, pratica raccomandata dagli enti internazionali (JACIE - FACT). La riduzione del volume, o "purificazione", è un processo complesso che elimina i globuli rossi, evitando che una successiva manipolazione in caso di trapianto comprometta la vitalità cellulare.
Un centro serio deve essere in grado di fornire un certificato di conservazione dettagliato, a firma del direttore scientifico, con risultati in termini sia di quantità che di vitalità cellulare. Inoltre, l’autorizzazione all’importazione del campione in Italia, necessaria per un eventuale utilizzo terapeutico, deve essere rilasciata dal Ministero della Salute. La prudenza, dunque, deve guidare la scelta dei genitori: non basta che una società offra la conservazione per 50 anni, ma è necessario verificare le credenziali, l'affidabilità scientifica e la solidità della struttura a cui si affida un bene così delicato.
Le cellule cordonali offrono una compatibilità totale tra fratelli nel 25% dei casi, una percentuale che decresce con l'aumentare del grado di parentela, rendendo fondamentale la certezza che il campione sia tracciabile, sano e immediatamente reperibile qualora la scienza o la necessità medica lo richiedano.
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