Fertilia: Memoria, Rinascita e il Legame con le Origini sull'Adriatico

La storia di Fertilia, una località che occupa un posto speciale nella memoria dell'Adriatico orientale, è stata al centro di un'importante ricorrenza che ha segnato un momento di forte intensità civile e simbolica. Le celebrazioni, apertasi nei giorni scorsi al Teatro comunale Gavino Ballero di Alghero e proseguita poi con la cerimonia della posa della prima pietra davanti al teatro, hanno riaffermato il valore della memoria e guardato al futuro con rinnovato slancio. La partecipazione di numerose autorità, tra cui la ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone, figlia e nipote di esuli istriani, il sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto, l'assessora regionale Desiré Manca, il vescovo Mauro Maria Morfino, il prefetto di Sassari Grazia La Fauci, e rappresentanti istituzionali e associativi come Renzo Codarin per l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e FederEsuli, ha sottolineato l'importanza di questo evento.

Comunità di Fertilia

La "Terza Rinascita" di Fertilia: Oltre la Fondazione e l'Esodo

Dyego Tuljak, membro della Giunta Esecutiva dell'Unione Italiana (UI), ha rappresentato l'organizzazione alla commemorazione, sottolineando in particolare il valore umano e attuale dell'iniziativa. Al di là della cornice istituzionale, Tuljak ha voluto mettere l'accento sulla vitalità percepita nella comunità degli esuli, definendo la sua esperienza come qualcosa che lo ha colpito profondamente. In questa prospettiva, Tuljak ha proposto una lettura significativa della storia di Fertilia, definendola una città della "terza rinascita". La prima, ha osservato, fu quella della fondazione. La seconda coincise con l'arrivo degli esuli, che qui trovarono accoglienza e la possibilità di ricominciare. La terza sarebbe quella che si sta aprendo oggi, grazie ai nuovi progetti di rilancio immaginati dall’amministrazione locale, tra il recupero del teatro, la valorizzazione delle strutture ricettive e una visione di crescita culturale più ampia. Questa visione di rinascita si nutre della consapevolezza che la storia di Fertilia non appartiene solo agli esuli che vi trovarono una nuova casa, ma anche a quel mondo italiano dell’Adriatico orientale che, pur restando nei luoghi d’origine, continua a custodire una comune eredità storica, culturale e linguistica.

Il Ritorno alla Terra dei Padri: Riannodare i Fili della Storia

Un elemento particolarmente significativo delle celebrazioni è stato il riconoscimento e la valorizzazione della presenza della Comunità Nazionale Italiana (CNI) nei due momenti della manifestazione. La possibilità di portare un saluto pubblico in entrambe le occasioni, e per di più in dialetto, ha assunto un valore emotivo speciale. Quel saluto, accolto con partecipazione, ha rappresentato molto più di un gesto simbolico: è stato il segno di una continuità linguistica, culturale e affettiva che unisce ancora oggi le due sponde dell’Adriatico.

In questo contesto, l'iniziativa "Ritorno alla Terra dei Padri" assume un ruolo centrale. Tra il 1944 e la fine degli anni Cinquanta, la quasi totalità degli italiani residenti a Zara, Fiume, nelle isole di Cherso e Lussino e nella penisola istriana abbandonarono tutto ed esodarono altrove, spinti dalla progressiva perdita delle proprie terre cedute con il Trattato di Pace del 10 febbraio 1947 alla Jugoslavia comunista di Tito appena costituitasi. I profughi giuliano dalmati si dispersero così un po’ ovunque, dall’America all’Argentina, mentre molti scelsero di restare in Italia. È il caso di Fertilia, città fondata in epoca fascista ma rimasta incompiuta, che venne popolata e completata proprio da un gruppo di esuli partiti da Chioggia nel 1948 a bordo di 13 pescherecci.

Mappa dell'esodo Giuliano-Dalmata

Lo scorso 30 luglio, da Fertilia è salpata un’imbarcazione che sta compiendo, a ritroso, lo stesso percorso, giungendo fino a Rovigno e a Pola. L'obiettivo di questo viaggio/evento, organizzato dall’Ecomuseo Egea con il supporto dell’Anvgd e del CDM, è riannodare i fili della storia e ricongiungere la comunità della diaspora con le terre d’origine, in armonia con la componente italiana autoctona. L’Anvgd e il CDM avranno uno spazio al Villaggio Barcolana per far conoscere ancora meglio la storia di Fertilia e le attuali risorse del territorio, rafforzando ulteriormente il legame tra le generazioni e le sponde dell'Adriatico.

L'Importanza della Memoria Storica e Culturale

La presenza dell'Unione Italiana (UI) alla commemorazione non è stata marginale né protocollare. Ha indicato invece la volontà di tenere insieme memoria e presente, riconoscendo che la storia di Fertilia appartiene non solo agli esuli che vi trovarono una nuova casa, ma anche a quel mondo italiano dell’Adriatico orientale che, pur restando nei luoghi d’origine, continua a custodire una comune eredità storica, culturale e linguistica. Questo legame indissolubile si manifesta attraverso la lingua, le tradizioni e la forte identità che unisce le comunità, anche a distanza di decenni.

Jacky, l'orso del monte Tallac: 22 - Ritorno alla terra d'origine

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Fertilia: Un Simbolo di Resilienza e Continuità

La storia di Fertilia è un potente esempio di resilienza di fronte alle avversità storiche. La fondazione della città, l'esodo e la successiva ricostruzione da parte degli esuli istriani rappresentano un capitolo significativo della storia italiana del XX secolo. Il recupero del teatro, la valorizzazione delle strutture ricettive e la visione di crescita culturale più ampia non sono solo progetti di sviluppo locale, ma rappresentano il desiderio di dare nuova vita a un luogo intriso di storia e di memoria.

Teatro comunale Gavino Ballero di Alghero

La capacità di guardare al futuro, come simboleggiato dalla posa della prima pietra, pur nel pieno rispetto del passato, dimostra la vitalità di una comunità che ha saputo trasformare le sfide in opportunità. Il "Ritorno alla Terra dei Padri" non è solo un evento simbolico, ma un ponte tangibile tra passato e presente, tra la diaspora e le terre d'origine, tra la memoria e la speranza di un futuro condiviso. La ricorrenza a Fertilia, con la sua risonanza civile e simbolica, continua a rafforzare il legame tra le comunità italiane sparse nel mondo e le loro radici, celebrando la forza della cultura e della memoria nel superare le distanze geografiche e temporali.

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