Sapere di essere in dolce attesa di due o più bambini può essere una notizia eccitante ma al tempo stesso preoccupante per la futura mamma, il suo partner e la famiglia. Per questo è importante essere ben informati riguardo i cambiamenti che potrebbero verificarsi durante il periodo della gravidanza gemellare e dopo il parto, rivolgendosi ai centri di riferimento in modo da poter essere seguiti da un team multidisciplinare specializzato nella gestione della gravidanza plurima. Non illudetevi, crescere dei gemelli è tutt'altro che facile per diversi motivi. La gravidanza gemellare, sia pure più complessa e impegnativa rispetto a quella singola, può comunque essere serena e arrivare a un esito felice, anche con un parto naturale se ne sussistono le condizioni.

L'Incidenza e le Origini della Gemellarità
La gravidanza bigemina (due gemelli) può verificarsi nell’1-2% dei casi, rappresentando l'evento più frequente tra le gravidanze plurime. La gravidanza trigemina, ovvero con tre gemelli, è ancora più rara rispetto a quella bigemina e oggigiorno si riscontra per lo più nei casi in cui vengono utilizzate tecniche di fecondazione assistita. Le nascite multiple sono spesso oggetto di curiosità e interesse. In alcune culture antiche la nascita di gemelli era associata a uno stigma, mentre in altre erano considerati protetti dalla benevolenza divina.
La gemellarità si distingue principalmente in due tipi:
Dizigotiche (Gemelli Fratelli): Nascono da due ovuli fecondati da due spermatozoi diversi. In questo caso, nasceranno fratelli che saranno geneticamente diversi benché ovviamente imparentati e accomunati dall’avere condiviso la gestazione nella pancia della mamma. Hanno placente e sacche amniotiche separate, per questo si parla di gravidanza bicoriale e biamniotica. Questa è la situazione più frequente, che si verifica circa nei due terzi delle gravidanze gemellari. I gemelli dizigoti ed un terzo dei monozigoti sono bicoriali. Possono avere sesso uguale o diverso, ciascuno con la propria placenta e il proprio sacco amniotico. La gemellarità dizigotica è più frequente nelle donne di età superiore a 35 anni per l'aumento dei livelli di gonadotropine che si verifica a quest'età e sembra essere ereditaria in alcune famiglie. Studi effettuati sulle tribù Yoruba ed in altre popolazioni di razza nera che presentano elevate percentuali di gemellarità dizigotica hanno dimostrato che tale propensione è correlata all'elevata concentrazione plasmatica di FSH ed LH che deriva da una peculiare costituzione ipotalamo-ipofisaria. L'ereditarietà riguarderebbe in maniera maggiore i gemelli dizigoti rispetto agli omozigoti, in quanto due varianti genetiche che stimolano la produzione dell'ormone che stimola la maturazione dei follicoli nelle ovaie sono state rilevate in alcune madri di gemelli dizigoti.
Monozigotiche (Gemelli Identici): Derivano da un unico ovulo fecondato da un solo spermatozoo e la divisione in due embrioni avviene successivamente. I gemelli monozigoti sono conseguenza della fecondazione di un singolo ovocita con formazione di un solo zigote. L'uovo così fecondato, in uno stadio precoce dello sviluppo, si divide in due masse cellulari che si accrescono indipendentemente, in modo tale che ciascuna di esse possa generare un individuo completo. I feti condividono la stessa placenta (gravidanza monocoriale), mentre la sacca amniotica può essere unica (monoamniotica) o doppia (biamniotica). I cosiddetti gemelli identici hanno in genere un proprio sacco amniotico e un proprio cordone ombelicale, ma condividono la placenta. Avranno lo stesso sesso e presenteranno tratti fisici molto simili. I gemelli monozigoti hanno dunque alla nascita un corredo genetico estremamente simile, ma non identico. Una certa misura di variabilità genetica comincia a manifestarsi fin dalle prime fasi dello sviluppo, e dal confronto delle sequenze di DNA dei genomi di gemelli monozigoti emergono centinaia di differenze. La gemellarità monozigotica si verifica sporadicamente.

Oltre alla provenienza geografica, vi sono altri fattori predisponenti, come l’età della madre, il suo stato nutrizionale e il numero di gravidanze avute in precedenza. Una donna tra i 35 e i 40 anni che ha già avuto quattro figli si stima abbia il triplo delle probabilità di una gravidanza gemellare rispetto a una donna di 20 anni senza figli. L’aumento del numero di gravidanze gemellari registrato negli ultimi anni può essere spiegato con il ricorso alla procreazione medicalmente assistita (PMA), in particolare l'induzione dell'ovulazione. Contrariamente a quanto ritenuto dall’opinione pubblica, la maggior parte delle gravidanze gemellari iatrogene (dovute cioè a trattamento medico) è conseguente alla semplice induzione dell’ovulazione e non all’impiego di tecniche di riproduzione assistita.
Classificazione Dettagliata: Corionicità e Amnionicità
La classificazione della gravidanza gemellare è fondamentale e si basa sul numero di placente (corionicità) e di sacchi amniotici (amnionicità). La gravidanza gemellare deve essere distinta a seconda del numero di placente e sacchi amniotici in: bicoriale, monocoriale, monoamniotica.
Gravidanza Bicoriale Biamniotica (2 placente, 2 sacchi):
- Questa è la forma più comune e la meno complessa. Si verifica quando lo zigote si divide entro il quarto giorno post concezionale nella gravidanza gemellare monozigotica. In questo caso, l'inner cell mass o embrioblasto non si è ancora formato, così come le cellule destinate a formare il trofoectoderma non sono ancora definite. Ogni gemello ha la sua placenta e il suo sacco amniotico.
- Nella gravidanza gemellare bicoriale biamniotica, i gemelli hanno un diverso patrimonio genetico e hanno due placente separate se dizigoti. Se monozigoti, una gravidanza bicoriale biamniotica con sesso concordante può essere monozigotica.
- È importante notare che se le placente sono contigue o fuse, possono apparire come un'unica massa all'ecografia. In tal caso, per una corretta diagnosi, si valuteranno le caratteristiche del setto che divide le camere gravidiche. Se il setto interamniotico esiste ed è spesso, si tratta di gravidanza bicoriale biamniotica ed in tal caso non si tratta di placenta unica, ma di placente contigue o fuse.
Gravidanza Monocoriale Biamniotica (1 placenta, 2 sacchi):
- In questo caso, gli embrioni condividono la stessa placenta, ma hanno due sacchi amniotici diversi. La scissione dell'embrione avviene tra il quarto e l'ottavo giorno di sviluppo. L'inner cell mass si è formato, sono ben definite le cellule destinate a formare il trofoectoderma ed è presente la cavità blastocelica.
- Questa tipologia è più frequente rispetto alla monocoriale monoamniotica e comporta rischi specifici legati alla condivisione della placenta.
Gravidanza Monocoriale Monoamniotica (1 placenta, 1 sacco):
- Rappresenta circa il 5% di tutte le gravidanze monocoriali ed è la forma più rara e rischiosa. La divisione dell'embrione avviene dopo l'ottavo giorno di sviluppo (tra l’ottavo e il tredicesimo giorno). È presente il disco embrionario didermico ed il celoma extraembrionario.
- Si osserva una cavità amniotica singola con una singola placenta da cui originano due cordoni ombelicali inseriti molto vicini l'uno all'altro.
- In presenza di un solo sacco vitellino e di due embrioni bisognerà accertarsi con ripetuti controlli che i gemelli non siano congiunti.

Sintomi e Diagnosi Ecografica
I sintomi classici della gravidanza, come nausea, stanchezza, sonnolenza, variazioni nel gusto e cambiamenti di umore, possono comparire prima e risultare più decisi e intensi in caso di gravidanza gemellare. Già dalla sesta settimana è possibile avvertire la tipica nausea, associata a scialorrea (aumento della salivazione). Tuttavia, i sintomi non sono un indice certo di gravidanza gemellare.
L’unico dato certo per una diagnosi di gravidanza gemellare è l’ecografia. Già intorno alla 5a-6a settimana, con la prima ecografia, è possibile capire se la donna aspetta due gemelli. A quel punto, è importante diagnosticare la corialità e l'amnionicità, ossia scoprire se ogni embrione è nutrito dalla sua placenta o se c’è una placenta sola per entrambi, e quanti sacchi amniotici sono presenti. La diagnosi di corionicità e di amnionicità della gravidanza gemellare è raccomandata prima della quattordicesima settimana, e più precisamente tra l’undicesima e la tredicesima. Un’ecografia fatta prima di questo periodo non dà dati certi e non serve a prevenire problematiche di nessun genere o a scongiurare il rischio di aborto spontaneo.
L'elevato potere di risoluzione delle moderne apparecchiature ecografiche consente di conoscere con largo anticipo il tipo di placentazione nelle gravidanze multiple, fornendo informazioni decisive sotto il profilo clinico e prognostico. L'approccio ecografico alla diagnosi prenatale di corionicità raggiunge attualmente un'affidabilità del 95% circa, con il vantaggio di essere innocuo, incruento e ripetibile. Ciò avviene grazie al riconoscimento di markers specifici quali il numero delle placente, il numero delle membrane amniocoriali, lo spessore del setto interamniotico e la ricerca del segno "lambda". Quest'ultimo corrisponde alla duplicazione dei foglietti coriali nel punto di inserzione placentare. Nel primo trimestre è facile differenziare la gestazione bicoriale da quella monocoriale perché il sepimento che differenzia i due sacchi è ben visibile. Non altrettanto semplice è differenziare la gestazione monocoriale biamniotica da quella monocoriale monoamniotica.
Nel secondo e nel terzo trimestre, per riconoscere l'amnionicità di una gravidanza gemellare in presenza di placente fuse si deve ricorrere alla determinazione del sesso fetale. In caso di sesso concordante bisogna valutare lo spessore del setto amniotico. La mancata visualizzazione della membrana che separa i feti non deve far porre diagnosi di monoamnionicità se questa non è stata già evidenziata nel primo trimestre. Se osserviamo due embrioni si tratta di gravidanza gemellare monocoriale ed è importante valutarne l'amnionicità. In presenza di un solo sacco vitellino e di due embrioni bisognerà accertarsi con ripetuti controlli che i gemelli non siano congiunti. Se le camere gestazionali sono separate da un setto spesso è chiaro che ognuna di queste è dotata di una sua autonoma corionicità. L'esame ecografico inizierà dall'osservazione dei genitali. Se i genitali fetali sono dello stesso genere bisogna osservare la placenta. Se le placente sono due ben separate, la gemellarità è bicoriale biamniotica.
Il dosaggio della gonadotropina corionica (Beta hCG) mostrerà valori notevolmente più alti rispetto a una gravidanza singola. Tuttavia, l'utilizzo del dosaggio delle Beta hCG non ha un'utilità dimostrata dagli studi ed è ormai una pratica antiquata che non migliora l'esito delle gravidanze iniziali che si complicano e che esitano in aborto spontaneo.
1.3 I tre trimestri di gravidanza | Gravidanza gemellare. Come comportarsi
Le Complicanze e i Rischi Associati alla Gravidanza Gemellare
È innegabile che una gravidanza gemellare comporti più rischi rispetto a una singola. Rispetto alla gravidanza singola, è più frequente l’insorgenza di complicanze che, per essere ridotte, richiedono il ricorso a protocolli specifici.
Complicanze Materne:La gravidanza gemellare può determinare una possibilità più alta per le donne di incorrere in problematiche di salute di vario genere. Le più frequenti sono l’ipertensione della gravidanza (la cosiddetta gestosi) e la pre-eclampsia, che comporta un aumento di pressione sanguigna con concentrazione anomala di proteine nel sangue, e il diabete gestazionale. Altre complicanze includono anemia, colestasi (malattia del fegato che comporta prurito) ed emorragie dopo il parto. Il maggiore aumento di peso corporeo della donna provoca una maggiore difficoltà a muoversi ed una maggiore facilità a stancarsi, dolori lombari e talora disturbi respiratori.
Complicanze Fetali Generali:Durante la vita intrauterina i gemelli possono avere riduzioni della crescita o malformazioni con maggiore frequenza rispetto alle gravidanze singole. La principale complicanza è la prematurità, che interessa circa il 60% delle gravidanze gemellari rispetto al 5-10% di quelle singole. Tanto prima nascono i neonati, tanto maggiore è il rischio di problematiche a breve e a lungo termine legate alla respirazione, alla nutrizione, alla resistenza, alle infezioni e al corretto funzionamento del sistema nervoso. La gravidanza gemellare ha in tutti i casi una maggiore probabilità di concludersi pretermine.
Complicanze Specifiche delle Gravidanze Monocoriali:I gemelli monocoriali presentano spesso una prognosi peggiore rispetto ai gemelli bicoriali, con una morbilità e mortalità perinatale da 3 a 5 volte più elevata. La percentuale di malformazioni è alta nelle gravidanze monocoriali biamniotiche ed è altissima in quelle monocoriali monoamniotiche. Ciò sia perché la gemellarità monozigotica è essa stessa il risultato di un'anomalia dello sviluppo embrionale sia perché alcuni fattori endogeni ed esogeni responsabili della gemellarità possono essere, al tempo stesso, causa di anomalie congenite. Le complicanze fetali sono maggiori nel caso di gravidanze monocoriali e aumentano ancora di più in presenza di una sola sacca amniotica (evenienza rarissima).
Sindrome da Trasfusione Feto-Fetale (TTTS): Una delle complicanze più frequenti, interessa circa il 10-15% delle gravidanze gemellari monocoriali. Si presenta quando il sangue passa in quantità eccessiva dal sacco amniotico di un gemello, chiamato “donatore”, a quello dell’altro gemello, “ricevente”, creando uno squilibrio nella circolazione e nella quantità di liquido amniotico per feto. Anastomosi artero-venose placentari realizzano un flusso ematico unidirezionale con trasfusione interfetale. Più numerose sono le anastomosi placentari, minore è la probabilità che si sviluppi TTTS.
- Gemello Donatore: Diventa progressivamente anemico, ipoteso ed ipovolemico, dimostra ritardo di crescita di variabile entità ed oligoidramnios. L’oligoidramnios può diventare così grave che il gemello donatore viene confinato sulla parete uterina, alla quale sembra aderire. Il setto interamniotico non è più visibile e si configura il quadro ecografico dello "stuck twin".
- Gemello Ricevente: Ipervolemico, presenta biometria normale o aumentata e può sviluppare ipertrofia cardiaca e scompenso cardiaco congestizio. L'aumentata produzione fetale di urina determina la comparsa di polidramnios.
- Diagnosi e Trattamento: L'esordio della sindrome può verificarsi a diverse epoche gestazionali, più frequentemente tra la 16a e la 25a settimana, conducendo alla perdita di entrambi i feti, oppure nel terzo trimestre ove spesso l'evidenza clinica è caratterizzata dalla sola crescita discordante dei gemelli. Dibattuto è il ruolo della flussimetria Doppler nella diagnosi e nel management della TTTS. È necessario intervenire tempestivamente perché le forme gravi, se trascurate, possono portare alla perdita di uno o di entrambi i gemelli, così come allo sviluppo di lesioni cerebrali nel gemello sopravvissuto. La sindrome da trasfusione feto-fetale può essere trattata tramite la coagulazione laser endoscopica, con cui vengono ‘bruciati’ selettivamente alcuni vasi sanguigni della placenta per ristabilire la giusta distribuzione del sangue per entrambi i gemelli. Grazie a questa tecnica la sopravvivenza dei neonati è di circa il 50% per entrambi i gemelli e del 70% per un solo gemello. L'amnioriduzione è un trattamento sintomatico che prolunga la gravidanza complicata da TTTS diminuendo la sovradistensione uterina ed il rischio di travaglio pretermine.
Sequenza TRAP (Acardia): Questa rara complicanza si verifica quando uno dei gemelli, a causa di particolari anastomosi presenti sulla superfice della placenta, non si sviluppa correttamente. Si verifica nell'un per cento delle gravidanze gemellari monocoriali. Il gemello acardio non ha connessioni vascolari dirette con la placenta. Anastomosi vascolari ombelicali artero-arteriose permettono al sangue di circolare secondo un gradiente pressorio che va dal feto normale all'acardio. In ogni caso, la circolazione congiunta che si stabilisce esclude dalla perfusione ematica il distretto craniale del feto destinato a divenire acardio, con conseguente arresto della morfogenesi. La diagnosi ecografica di acardia può essere posta fin dalla 11a - 12a settimana di gestazione con metodica transvaginale. Nel gemello acardio non è possibile identificare il cuore.
Morte Intrauterina di un Gemello: Si verifica nel 2-5% delle gravidanze gemellari e nel 14 -17% delle gravidanze trigemine. Colpisce i gemelli monocoriali con una frequenza 3-4 volte maggiore rispetto ai bicoriali ed è più comune quando uno dei feti presenta anomalie anatomiche.
- "Vanishing Twin": L'arresto dello sviluppo ed il conseguente riassorbimento di uno o più feti nel primo trimestre di gestazione è un fenomeno frequente in caso di gravidanza multipla (20 - 50%). Si tratta del "gemello che scompare". In circa il 20-30% dei casi la gravidanza gemellare si trasforma proprio in quel periodo in gravidanza singola senza che la futura mamma abbia particolari sintomi. In questo caso la prognosi per i feti superstiti è solitamente favorevole. Recenti ricerche ipotizzano che il fenomeno del vanishing twin sia una forma precocissima di sindrome trasfuso-trasfusore da anastomosi placentari non bilanciate.
- Morte nel Secondo o Terzo Trimestre: Più complessa la situazione se la morte in utero avviene nel secondo e nel terzo trimestre. Nelle gravidanze bicoriali non si presenta un problema di emorragia dal momento che ogni gemello ha la sua placenta. In questo caso i rischi sono dovuti principalmente alla prematurità. Nelle gravidanze monocoriali, la morte di un feto determina un sequestro di sangue verso il suo territorio placentare: il gemello rimasto può andare incontro a una emorragia acuta che comporta, in circa la metà dei casi, morte o danno cerebrale da ipovolemia (riduzione della massa ematica, con carenza dell’apporto di ossigeno al cervello).
Ritardo di Crescita Discordante: È una complicanza che complica un ulteriore 15% circa delle gravidanze gemellari monocoriali.
Sindrome di Down e Anomalie Cromosomiche: Il fatto di aspettare gemelli non comporta alcun rischio aggiuntivo per le monocoriali. Per le dizigotiche il discorso è diverso: essendo due ovuli distinti ad essere fecondati, il rischio che uno dei due sia Down è quindi doppio. L’esame non invasivo con la più alta sensibilità è la translucenza nucale, mentre sono sconsigliati i test sierologici, e cioè il bi-test o il tri-test, che nel caso di gemellarità perdono fortemente di sensibilità.
Monitoraggio e Gestione della Gravidanza Gemellare
La gravidanza gemellare, proprio per le sue criticità, risulta più impegnativa di una singola. Questo non vuole dire che non possa essere serena: la condizione indispensabile è che mamma e nascituri vengano seguiti da personale specializzato in grado di far fronte a qualsiasi tipo di complessità e rischio. La gravidanza gemellare deve essere seguita da un ginecologo specializzato ed esperto, soprattutto per l’esecuzione delle ecografie. La Clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano, ad esempio, è un centro di riferimento con ambulatori di controllo clinico ed ecografico specifici per la gravidanza gemellare.
I controlli innanzitutto devono essere più frequenti: è opportuna un’ecografia ogni mese in caso di gravidanza gemellare bicoriale, mentre la frequenza del monitoraggio ecografico diventa bisettimanale qualora la gravidanza sia monocoriale (a partire dalla 15a settimana di gravidanza). In ogni caso, la frequenza dei controlli sarà stabilita dal centro ecografico sulla base delle condizioni e del benessere di entrambi i feti. Anche gli esami di sangue e urine vengono eseguiti in tempi più ravvicinati, per cogliere sul nascere eventuali carenze o patologie. Un ruolo fondamentale, anche in termini di miglioramento degli esiti materno-fetali, è giocato dall’apporto di macro e micronutrienti. In donne normopeso con gravidanza gemellare è considerato normale un aumento di peso che varia dai 17 ai 25 Kg.
Il Parto Gemellare: Strategie e Tempistiche
La gravidanza gemellare viene considerata a termine a 38 settimane per le bicoriali biamniotiche in assenza di fattori di rischio. Per le monocoriali biamniotiche, il parto avviene a 36 settimane in assenza di fattori di rischio. Per le monocoriali monoamniotiche, verrà proposto un taglio cesareo tra 32 e 33+6 settimane in assenza di fattori di rischio, o a 34 settimane in assenza di fattori di rischio. In presenza di fattori di rischio materni o fetali, i tempi possono essere anticipati.
La via del parto (vaginale o taglio cesareo) e la sua tempistica dipendono da diverse variabili, tra cui la posizione dei feti, il tipo di gravidanza e l’eventuale presenza di complicanze. La maggior parte delle gravidanze gemellari ha un decorso normale, ma la complicanza più comune è il parto gemellare prematuro. Il parto pretermine è più frequente nelle gravidanze gemellari rispetto alle gravidanze singole.
- Parto Vaginale: Se non ci sono altre controindicazioni materne e/o fetali al travaglio e al parto, il parto naturale (vaginale) è indicato nei casi in cui entrambi i feti siano in presentazione cefalica, ovvero nella posizione ideale per nascere: con la testa rivolta verso il basso e i piedi in alto. La presentazione va confermata all’inizio del travaglio, che deve essere seguito con monitoraggio continuo delle condizioni fetali mediante registrazione della frequenza cardiaca (cardiotocografia). Altra condizione necessaria per il parto vaginale è che ciascun feto abbia un peso stimato compreso tra i 1.500 e 4.000 grammi. L’ossitocina o le prostaglandine possono essere utilizzati per indurre il parto o anche nel caso in cui il parto insorga spontaneamente (in questo caso farà da supplemento all’attività contrattile). Dopo la nascita del primo gemello è necessario eseguire un’ecografia per confermare la presentazione cefalica del secondo feto. Quando il secondo si trova nella posizione ideale, in caso di assenza di attività contrattile valida (inerzia uterina), può essere somministrata l’ossitocina. L’intervallo di tempo ottimale tra l’espulsione del primo gemello e il parto del secondo è variabile ma, nella maggior parte dei casi, il tutto si completa in un tempo inferiore ai 30 minuti.
- Taglio Cesareo: Nella maggior parte dei casi, il parto avviene tramite taglio cesareo. Se uno dei due feti si presenta in modo anomalo (accade nel 60% dei casi circa), si preferisce ricorrere al bisturi. Dopo la nascita del primo gemello è possibile che, in una percentuale variabile tra il 2% e il 20% dei casi a seconda dell’epoca gestazionale, il secondo feto cambi spontaneamente la propria presentazione e che sia necessario eseguire un parto cesareo. Nelle gravidanze monocoriali, la possibilità di ricorso al taglio cesareo aumenta del 3-5% rispetto alle gravidanze gemellari bicoriali biamniotiche. In presentazione cefalica/podalica o cefalica/trasversale viene invece proposto un RME (Rivolgimento per Manovre Esterne) sul secondo feto e, se riesce, un parto vaginale spontaneo o indotto, sempre se la donna è favorevole. Se la donna non è favorevole, o se il RME non riesce, si procede al taglio cesareo. Se queste condizioni non sussistono, e in caso di complicanze sopraggiunte durante il parto, si renderà necessario eseguire un cesareo.
Un record notevole in tema di parto gemellare è accaduto nel 2019, quando Liliya Konovalova, ventinovenne di Uralsk (Kazakistan) affetta da utero didelfo, malformazione molto rara che rende l’utero “sdoppiato”, ha dato alla luce due gemelli a undici settimane di distanza l’uno dall’altro.
La Vita con i Gemelli: Sfide e Consigli
L'arrivo di due bambini comporta la necessità di far loro spazio, spazio che possiamo già creare in gravidanza, seppur solo mentale o emotivo, diventa il preambolo per lo spazio fisico e temporale di cui avremo bisogno dopo. Prendersi cura di due o più bambini della stessa età, richiede una gran quantità di tempo e di fatica. Programmare in anticipo un aiuto in casa (nonni, zii, amici o baby-sitter) è fondamentale per affrontare le difficoltà dell’inizio.
- Allattamento al Seno: Nei parti multipli, dove i neonati nascono spesso prematuri e/o di peso minore, il poter essere allattati al seno è un notevole vantaggio. Praticamente qualunque posizione va bene, a patto che ci siano condizioni confortevoli per la madre e che i bimbi possano attaccarsi al seno correttamente. Se l’allattamento dei due gemelli in doppio risulta essere troppo stressante per la neomamma, si può anche ricorrere ad un allattamento misto alternato, in cui i gemelli vengono allattati una volta al seno ed una volta con il biberon.
- Sviluppo del Linguaggio: Per i gemelli molto spesso il primo mondo esterno è il co-gemello, con il quale ha una intimità tale che gli consente una comunicazione che esula dalle competenze linguistiche abituali e può essere costruita con “fonemi criptici”, vale a dire emissione di suoni incomprensibili per il mondo esterno.
- Educazione e Socializzazione: Quando sono molto piccoli è più comodo farli mangiare insieme, fare il bagnetto o le nanne nello stesso momento. L’inserimento al Nido può avvenire anche insieme. È importante, però, che in seguito i gemelli si dividano e frequentino la scuola elementare, se possibile anche la scuola materna, in due sezioni diverse. Questo perché nella coppia gemellare può succedere che, ogni volta che uno dei due, o dei tre, cerca di svolgere un’attività da solo, l'altro finisca per interferire e distrarlo. È bene invece favorire, fin dai primi anni, dei momenti in cui ognuno svolge attività autonome.
Curiosità e Aspetti Scientifici sui Gemelli
Più di uno studioso dell’antichità greca e romana provò a identificare la causa all’origine dei parti gemellari, ipotizzando che fossero dovuti a un eccesso di sperma o dallo “sdoppiamento” del materiale spermatico nell’utero. Oggi conosciamo meglio i meccanismi del concepimento e dello sviluppo embrionale e sappiamo che la gemellarità può avere più di una causa.
- Altri Tipi di Gemelli Rari: In due casi riportati in letteratura, una cellula uovo si è divisa in due parti attaccate, fecondate da due spermatozoi separati, e la struttura risultante si è separata di nuovo a formare dei gemelli sesquizigoti, con lo stesso corredo genetico materno ma con diversi corredi cromosomici di origine paterna. Nel caso della superfecondazione eteropaternale, due cellule uovo emesse nello stesso ciclo di ovulazione possono essere fecondate da spermatozoi di padri diversi. Una separazione tardiva e incompleta dello zigote può invece portare alla formazione di gemelli congiunti (detti impropriamente gemelli siamesi).
- Record di Nascita: Nel 2009 Nadya Suleman, in seguito a trattamenti per la fecondazione in vitro, è diventata la seconda donna degli Stati Uniti ad avere otto gemelli.
- Gemellologia: Sir Francis Galton, psicologo e naturalista inglese e cugino di Charles Darwin, fu forse il primo a utilizzare i gemelli per confrontare gli effetti di fattori naturali e ambientali sullo sviluppo umano. Da questi studi ha avuto inizio la gemellologia, una disciplina biologica e medica che studia i problemi della gemellarità. I gemelli monozigoti si sono rivelati molto importanti per studiare le modificazioni epigenetiche, ovvero alterazioni nell’espressione dei geni dovute a fattori di regolazione esterni alla sequenza dei geni. Tra i gemelli identici più noti come soggetti di studi sperimentali si possono ricordare Mark e Scott Kelly, astronauti della NASA: uno di loro, Scott, ha trascorso complessivamente un anno sulla Stazione spaziale internazionale mentre l’altro è sempre rimasto sulla Terra. Dal confronto dei loro organismi, gli scienziati hanno potuto valutare gli effetti della microgravità e di altri fattori ambientali, tra le altre cose, sull’espressione dei geni.