Ciao e benvenuto in questo nuovo articolo dedicato al meraviglioso mondo dei gatti, uno degli animali domestici più amati. Fin dall'antichità, il gatto ha saputo conquistare un posto speciale nelle case e nei cuori delle persone, diventando un compagno fedele e discreto. L’animale che andremo a descrivere è un gatto, un animale domestico che si trova a casa di molte persone.
Il gatto è un mammifero quadrupede, un felino elegante, atletico e molto attento alla propria pulizia. Ha 4 zampe, una coda, lunghi baffi e artigli sempre pronti all’azione. Si tratta di un animale che, pur con la sua autonomia, è amichevole e non fa fatica a fare amicizia, a differenza di quello che si pensa, anche con altri animali della casa; infatti non è così raro vedere un cane e un gatto che dormono insieme. I gatti sono davvero fantastici: fanno le fusa quando sono contenti, fanno la pasta con le zampe, adorano infilarsi nelle scatole e sanno anche… essere alla moda!

La Storia Millenaria di un Amico Peloso
Il legame tra uomo e gatto ha origini antichissime, tanto che si stima che i primi contatti tra le due specie risalgano a circa 10.000 anni fa. È stato proprio il gatto ad avvicinarsi agli insediamenti umani, approfittando dell’abbondanza di roditori che saccheggiavano le dispense e il cibo presente nelle abitazioni. Da qui è nato inizialmente un rapporto di “convenienza”: l’uomo si è reso conto dell’utilità del gatto per liberarsi delle infestazioni di topi, mentre il gatto traeva beneficio dall’essere umano, che gli offriva protezione dai predatori.
La domesticazione del gatto è assai antica: secondo alcuni studiosi sarebbe avvenuta nel Medio Oriente già diecimila anni fa. Probabilmente l'origine del rapporto tra l'uomo e il gatto coincide con lo sviluppo dell'agricoltura intensiva in Mesopotamia e nella Valle del Nilo, quando i coltivatori iniziarono a costruire depositi per il grano, l'orzo e il miglio. Ciò provocò una concentrazione di roditori e questi ultimi attirarono l'attenzione dei gatti selvatici. L'uomo incoraggiò la presenza di questi gatti non appena si rese conto del beneficio che ricavava dall'eliminazione dei topi dai granai.
Nell'antico Egitto, in alcune civiltà il gatto era considerato addirittura un animale sacro, simbolo della divinità. Era usanza comune seppellirlo accanto al padrone, con la speranza di continuare la loro vita insieme nell’aldilà. Nell'Estremo Oriente, i gatti vennero utilizzati anche per proteggere i bozzoli dei bachi da seta dai topi che li divoravano. Ciò diede loro grande prestigio per la salvaguardia di un'industria così importante per la civiltà cinese. La relazione tra uomo e gatto poi si è evoluta nel tempo, fino ad arrivare ad oggi in cui questo felino è tra gli animali da compagnia più amati, insieme ai cani.
Secondo alcuni studiosi, Felis catus, il gatto domestico discende dal gatto selvatico (Felis silvestris), di cui ha conservato molti comportamenti caratteristici, come essere più attivo durante le ore notturne e l’istinto predatorio che porta i nostri felini a catturare topolini, lucertole e nidiacei. Il gatto è presente ovunque sia arrivato l’uomo, con la sola eccezione dell’Antartide. E quando non è strettamente domestico, vive comunque nelle vicinanze degli insediamenti umani.
Le Caratteristiche Fisiche del Gatto
Il gatto è un mammifero di cui esistono molte razze. In età adulta arriva a pesare in media tra i 3 e i 5 kg, anche se esemplari di alcune razze possono raggiungere pesi maggiori. Le sue dimensioni sono abbastanza standard: gli adulti sono lunghi mediamente 75 cm. La sua conformazione fisica gli permette una grande agilità, tale per cui è in grado di spiccare salti pari a 5 volte la loro lunghezza, esclusa la coda. I gatti hanno quattro zampe che sono in grado di fare qualsiasi cosa, ad esempio graffiare le persone in un modo da farle sembrare dei soldati ritornati dalla guerra, oppure permettono di compiere grandi salti per arrampicarsi. Il gatto possiede artigli retrattili, che gli conferiscono un movimento silenzioso e passo felpato, caratteristica ideale per la caccia, attività in cui è particolarmente abile. I suoi passi sono piccoli e silenziosi.

Grazie alla presenza di circa 30 vertebre (il numero varia a seconda della lunghezza dell'individuo) sulla spina dorsale, i gatti sono agili, scattanti e riescono ad attraversare anche gli anfratti più angusti. L'agilità del gatto è proverbiale: è noto a tutti il fatto che davanti all'aggressione di un cane, il felino cerca di raggiungere il punto sopraelevato più vicino con grandi balzi. Ma, anche in assenza di pericolo, si osserva la sua tendenza a spiccare formidabili salti per raggiungere il piano di un tavolo o di un mobile. Questo comportamento rivela le abitudini almeno in parte arboricole di questo animale, che sugli alberi trova rifugio dai predatori e opportunità di catturare uccellini o altri piccoli animali. Tuttavia, il gatto non ha una grandissima abilità sugli alberi: le sue capacità di correre sui rami sono limitate rispetto a quelle di una martora, per esempio, e inoltre necessita di un periodo di apprendimento. Molto spesso, quando un gatto non è abituato ad arrampicarsi, può trovare difficile scendere da un albero dove si era rifugiato istintivamente.
Il gatto ha una vista eccellente grazie alla quale può vedere anche quando c’è pochissima luce. Spiccano due occhioni luminosi a mandorla, e lo sguardo è sempre attento e aguzzo. Un’altra caratteristica di questo felino sono le sue vibrisse: i suoi lunghi baffi, che sono dei veri e propri organi sensoriali. Esse servono al gatto per muoversi con destrezza anche al buio e in spazi ristretti. Grazie alle forte sensibilità delle vibrisse, i gatti sono in grado di percepire gli oggetti che li circondano e la presenza di eventuali prede. Le sue orecchie si drizzano ad ogni piccolo rumore. Il suo pelo può essere di vari colori e lunghezze, come nel caso di Zizù, un simpatico gattino di due anni che vive con me da circa uno, il cui pelo è grigio, grigio come il ferro, e morbidissimo che fa venire voglia di tenerlo e accarezzarlo per tutto il giorno. Molti gatti vivono 14 o 15 anni, ma ci sono alcuni che arrivano all’età di ben 25 anni! In generale, la speranza di vita di un gatto è compresa tra i 12 e i 18 anni, ma ci sono gatti che superano anche i 20 anni.
Il Carattere e il Comportamento del Gatto
Difficile definire in generale il carattere del gatto, dal momento che ogni animale presenta una sua specifica personalità. Ogni gatto ha un suo personalissimo carattere: ci sono gatti più o meno pigri, altri che amano la compagnia e altri ancora che preferiscono la solitudine, ci sono gatti agitati ed estremamente tranquilli. La sua indole e il suo comportamento dipendono da molti fattori; tra questi determinanti sono la razza e l’età. Il gatto è unico, inimitabile e irripetibile. Zizù, ad esempio, è scaltro e pigro, ama farsi fare le coccole ed essere grattato sotto la pancia, e mi fa molta compagnia specialmente quando sono sola a casa. Lui ha l'abitudine di salire sulla sedia e in braccio alle persone. Quando arriva mio padre gli lecca la mano. A volte mi salta al collo.
Una delle caratteristiche comuni a tutti i gatti è che amano profondamente la pulizia: trascorrono infatti ore e ore al giorno a leccarsi il pelo e, a meno che non stia comunicando un disagio, il gatto farà sempre i suoi bisogni nell’apposita lettiera. Questo comportamento non ha a che fare con una “mania delle pulizie”, quanto invece a un comportamento istintivo con cui il gatto nasconde il suo odore a eventuali predatori, aumentando la probabilità di sopravvivenza.
I gatti trascorrono molte ore a dormire, dalle 12 alle 16 ore al giorno, praticamente il doppio di un uomo! Amano il caldo e infatti, se hai un gatto, noterai come spesso vada alla ricerca degli spiragli di sole per crogiolarsi sotto i suoi raggi… Oppure, lo troverai attaccato al termosifone! Zizù, ad esempio, dorme con me e quando fa freddo si infila sotto le mie coperte. La grande pigrizia del gatto è conosciuta da tutti, la sua tendenza a trascorrere lunghi periodi di riposo, sdraiato o accovacciato in posizioni sempre assai eleganti e armoniose. Da queste posizioni ogni tanto si solleva, si stira con la perfezione di un maestro di stretching e fa una breve passeggiata come se volesse esplorare la casa. Questo comportamento è tipico di tutti i Felidi, piccoli o grandi che siano, e fa parte di un efficiente meccanismo di gestione dei propri muscoli e dell'energia. Anche se sembrano addormentati, improvvisamente possono scattare all'apparire di una preda. La cattura della preda deve avvenire in pochi secondi durante i quali si investe tutta l'energia possibile per poi tornare al riposo, condizione a cui il gatto, come la lince o la tigre, dedica la maggior parte del suo tempo.
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I felini comunicano con miagolii e suoni differenti, che hanno sviluppato soprattutto nel rapporto con gli umani, mentre tra simili tendono a comunicare maggiormente attraverso stimoli non verbali (infatti, messi a confronto, un gatto domestico miagola molto di più rispetto a un gatto randagio). Zizù, ad esempio, miagola spesso, sembra quasi che capisca quello che dico. Quando vuole uscire fa la stessa cosa. Quando richiede le coccole mi fa le fusa.
Uno dei suoni più amati dagli umani sono senza dubbio le fusa: si tratta di un caratteristico rumore che il gatto produce attraverso la vibrazione della laringe e del diaframma, in risposta a stimoli piacevoli come le coccole, il cibo, una coperta calda, un gioco coinvolgente (ma anche in presenza di dolore). Il gatto fa le fusa quando è contento o per incoraggiarsi in un momento di pericolo. Soffia quando è aggressivo e per spaventare i nemici (anche altri gatti). Miagola quando è insoddisfatto o per esprimere dolore o semplicemente per "parlare" con il proprio padrone. Non comunica solo con la voce, ma anche con il muso, sfregandolo contro chi gli è vicino in segno di amicizia. È dimostrato che le fusa hanno un effetto terapeutico sull’uomo, riducendo lo stress, rallentando il battito cardiaco e abbassando la pressione arteriosa. I gatti comunicano anche con il linguaggio del corpo e un’ampia gamma di vocalizzazioni.
Se hai un gatto in casa, te ne sarai già accorto: i felini amano le routine! Il gatto, infatti, sviluppa un attaccamento verso l’ambiente in cui vive, di cui desidera avere il controllo. Ogni cambiamento (anche un cambio di arredamento) lo costringe ad un nuovo adattamento, situazione che può causargli stress. Zizù mi fa molta compagnia specialmente quando sono sola a casa. Condividiamo anche degli spuntini insieme a noi. È stato il regalo più gradito.
A differenza di quanto si pensa, il gatto ama giocare e interagire con il suo umano: i suoi giochi preferiti riguardano tutto ciò che simula la caccia. Ti sfido a provare tirando un nastrino o una corda: il tuo gatto inizierà a fare agguati e a rincorrerlo, con lo stesso coinvolgimento che avrebbe nel cacciare una preda! Zizù corre, rincorre il suo gioco preferito: una pallina rossa ormai sgonfia. A volte mi ruba il biscotto o dal mio piatto. Il gatto non vuole annoiarsi, facciamolo giocare con una pallina e con altri giochetti da lasciare in giro.
Alimentazione del Gatto
Il gatto è esclusivamente carnivoro e la sua alimentazione in natura è particolarmente ricca di proteine. Tra le sue prede naturali rientrano uccelli, roditori, lucertole, piccoli mammiferi e anche insetti. Nonostante il gatto sia carnivoro, potrai vederlo mangiare qualche filo d’erba: questa serve al gatto come “digestivo”, aiutandolo a purificarsi e a espellere eventuali palle di pelo. Inoltre, alcune ipotesi scientifiche ritengono che l’erba abbia un ruolo nutritivo per il gatto, contenendo acido folico e vitamine utili per l’animale.
Se il nostro amico è in casa con noi ha bisogno di una ciotola per l’acqua e una per il cibo, una cassettina con la sabbia per i bisogni da tenere sempre pulita, un tappetino o qualcos’altro dove si può consumare le unghie. Sceglierà lui il luogo dove dormire! A volte il nostro amico vuole stare da solo e dormire in pace: non disturbiamolo 100 volte al giorno!
Razze di Gatti: Unicità e Varietà
Perché le razze feline sono meno differenziate tra loro rispetto alle razze canine? La domesticazione del gatto non ha prodotto animali così marcatamente diversi tra loro come lo sono levrieri, bassotti, segugi e mastini. I caratteri che differenziano le razze feline sono leggere variazioni nella forma della testa, delle orecchie e degli occhi, nella lunghezza del pelo, oltre che nelle proporzioni corporee. I modelli di colorazione ricorrono in tutte le razze ma talvolta influiscono in maniera determinante a definire le stesse. Per esempio, le convenzioni tra gli allevatori, in base a criteri estetici, vogliono che nel siamese la particolare colorazione del pelo sia abbinata con gli occhi azzurri, mentre nel certosino il pelo deve essere grigio scuro e gli occhi arancioni o ambra.
Esistono più di cento razze di gatti. Alcune delle razze di gatti più conosciute e diffuse nel nostro Paese hanno delle spiccate caratteristiche che differenziano la personalità dei loro esemplari in modo marcato. Qui di seguito, esploreremo alcune delle razze più note e le loro peculiarità, utili per descrivere il gatto in modo oggettivo per le scuole elementari.
- Persiano: È fra i gatti più amati al mondo per la sua eleganza e per la bellezza del pelo. Il suo aspetto rispecchia il carattere: ama prendersi cura di sé, farsi guardare, stare in casa al calduccio e su superfici morbide. Ma ha anche un ottimo carattere: è pacato, silenzioso, tranquillo, gentile e affettuoso. Inoltre, sopporta perfettamente anche la solitudine. Il gatto persiano è nato e si è diffuso in Iran. È tra i gatti più comuni perché ha una natura docile e riesce a creare subito dei legami con i suoi padroni. È di taglia media, ha il pelo lungo e gli occhi grigi e vispi. Il suo manto può essere di diversi colori. Un grande gatto con pelo lungo e folto di vario colore, occhi blu o arancioni, testa grande con muso schiacciato: ecco un preziosissimo persiano.
- Siamese: Inconfondibile grazie al suo luminoso e pregiato mantello, il gatto siamese ha anche un carattere che non si dimentica mai: è forse il più vivace fra i gatti di razza, sempre desideroso di giocare e di muoversi; curioso fino allo sfinimento, ha bisogno di un padrone di buon carattere e paziente. Il gatto siamese ha origini asiatiche, è di taglia media e ha un fisico longilineo. La sua testa è tipicamente triangolare e i suoi occhi blu zaffiro. Ha il pelo molto corto, di colore bianco crema e con macchie di diverso colore, che varia in base alla zona in cui è cresciuto: se ha vissuto in una zona calda, le sue macchie sono molto chiare o tendenti al rosso. Invece un gatto di piccole dimensioni, magro e snello, con la testa triangolare, occhi azzurri e colore point (cioè con estremità del corpo più scure) sarà un siamese.
- Certosino: Il gatto certosino è famoso per il suo carattere mansueto e per la sua capacità di offrire una presenza discreta ma affettuosa, senza mai risultare inopportuno. Il gatto certosino proviene dalla Francia. Ha il pelo corto di colore grigio, è di taglia media/grande e possiede un fisico robusto. La femmina è più snella e attiva del maschio, che può arrivare a pesare anche 8 kg.
- Norvegese: Il gatto della razza norvegese conserva nel suo intimo un’indole un po’ selvaggia. Non vuol dire che sia un felino aggressivo, anzi, è socievole e ama stare in compagnia ma… non può rinunciare a giocare alla caccia! Ama molto fare il predatore e se non può sfogarsi allora compensa muovendosi molto.
- Europeo: Il gatto europeo è il più diffuso e comune e raggruppa caratteri di esemplari anche molto diversi fra loro.
- Maine Coon: Il gatto Maine Coon è americano, è di taglia media e ha il pelo semilungo. Può essere di diversi colori e il più diffuso è quello giallo-bianco. Le sue zampe vengono chiamate "pattini da neve" perché gli consentono di camminare agilmente sul manto nevoso quando caccia le sue prede.
- Balinese: Il gatto balinese è di origini americane. Ha il pelo semilungo e il suo colore può essere bianco, marrone, crema o avorio. Assomiglia a un persiano, anche se hanno tratti del corpo diversi: il balinese ha il pelo più lungo e la coda che termina con un ciuffo di peli.
- Ragdoll: Il gatto Ragdoll ha origini americane, ha una corporatura robusta e può arrivare a pesare anche 10 kg: è infatti tra le razze feline più grandi. Il suo pelo è semilungo e può essere di svariati colori. È docile e affettuoso.
Il prezzo di esemplari appartenenti a razze pregiate può essere molto alto. Attraverso gli anni, i caratteri delle razze possono cambiare in base ai capricci della moda felina, ovvero delle regole convenzionali che le definiscono. Per esempio, confrontando la foto di un siamese da esposizione degli inizi del Novecento con uno attuale vediamo differenze notevoli: a quel tempo un siamese aveva la corporatura di un gatto medio e veniva riconosciuto soltanto per la particolare colorazione e gli occhi azzurri; oggi invece ciò che distingue il siamese è soprattutto la forma snella, la testa triangolare e le zampe lunghe. I gatti sono oggetto di grandi passioni e danno luogo a molte attività remunerative come gli allevamenti di razze pregiate, le mostre e il commercio di innumerevoli prodotti di consumo (dal cibo per gatti alle gabbiette da viaggio). La selezione artificiale ha prodotto numerosi modelli di colorazione del pelo, che nel gergo tecnico vengono chiamati tabby, rosso, squama di tartaruga, blu, silver, point. Per selezione sono stati ottenuti gatti con occhi impari, cioè dai colori diversi, e sono nate razze con la forma del cranio allungata e sottile oppure larga e schiacciata.
Sfatare Falsi Miti e Curiosità Felini
Attorno al mondo dei gatti ruotano davvero molte false credenze, ovvero informazioni che la scienza ha dichiarato inesatte. È fondamentale che tu, da proprietario di un gatto o futuro tale, conosca queste “fake news” per garantire il massimo benessere al tuo animale. Vediamo subito quali sono queste false credenze.
- Il gatto si nutre di latte. FALSO! Il gatto, come abbiamo visto, è un animale carnivoro. Si nutre di latte come tutti i mammiferi fino allo svezzamento, dopo di che il suo organismo ridurrà la produzione di lattasi (enzima necessario alla digestione del latte). Questo significa che, una volta svezzato, il gatto potrà avere difficoltà a digerire il latte, mostrando sintomi come diarrea e vomito. Ci sono comunque alcuni gatti che tollerano il latte anche da adulti: se così fosse, puoi darglielo in piccole dosi, ma mai come unico alimento, altrimenti svilupperà carenze nutrizionali. Invece, per quanto riguarda i gattini non svezzati, è giusto dare il latte di vacca? Generalmente NO, dal momento che il latte vaccino ha una composizione diversa dal latte materno. Rivolgiti sempre al veterinario che ti saprà consigliare un latte specifico per gattini non svezzati.
- Il gatto cade sempre in piedi e, anche se scivola da grandi altezze, non si fa male. FALSO! Il gatto ha l’abilità di cadere sulle zampe, grazie alla sua conformazione fisica, ma attenzione! Questo non accade sempre! Il gatto, soprattutto cadendo da grandi altezze, può disorientarsi e non riuscire ad atterrare sulle zampe. Inoltre, al contrario di credenze diffuse, quando si tratta di altezze importanti il gatto rischia di ferirsi gravemente e anche di morire, causandosi lesioni agli arti e agli organi interni. Per questo motivo, se hai un terrazzo o delle finestre esposte, è fondamentale metterle in sicurezza con reti o griglie apposite.
- Il gatto è indipendente, si affeziona all’ambiente e non al padrone. FALSO! Il gatto è sicuramente un animale più indipendente rispetto al cane, ma non significa che non apprezzi la compagnia del suo umano, con cui è in grado di sviluppare un’intesa molto profonda. Zizù, ad esempio, mi fa molta compagnia specialmente quando sono sola a casa. Lo stesso vale per la famiglia. Devi sapere che anche il gatto ha spiccati bisogni sociali, che puoi soddisfare attraverso il gioco e con le coccole. Ricorda inoltre che i gatti soffrono la solitudine e per questo, se passi molto tempo fuori casa, il consiglio è quello di prendere al tuo micio un compagno di giochi. Dopo un primo momento di adattamento al nuovo inquilino, ti ringrazierà!
- Il gatto deve stare libero. FALSO! Una falsa credenza molto diffusa dice che il gatto, per sua natura, deve stare libero. Questa informazione è falsa, dal momento che dipende da come viene cresciuto il gatto e anche dalla sua indole. È dimostrato infatti che un gatto può condurre una vita lunga e felice anche vivendo tra le 4 mura di casa, a patto che l’ambiente abbia tutti gli stimoli di cui ha bisogno. Anzi, i gatti che vivono in semi-libertà (quindi che vengono lasciati uscire liberamente e che rientrano per mangiare e dormire) hanno generalmente una speranza di vita più breve, perché più a rischio di contrarre malattie e di subire incidenti e infortuni.
- Il gatto sa regolarsi da solo con il cibo. FALSO! Non tutti i gatti sanno regolarsi da soli con il cibo. Per alcuni è sufficiente riempire la ciotola e, quando sentono fame, mangiano poco alla volta. Non è però sempre così: soprattutto per i gatti che vivono in casa e che sono anche sterilizzati il rischio di obesità è molto alto. Ecco perché è importante che il padrone presti attenzione alla quantità di cibo, regolando le razioni. A causa di questa falsa credenza che il gatto si sappia regolare da solo con il cibo, molti proprietari si sentono tranquilli nel lasciare il gatto da solo per diversi giorni (es. durante le vacanze)… NON FARLO! Se decidi di lasciare il gatto a casa quando non ci sei per più giorni, chiedi a qualcuno di passare almeno una volta al giorno per controllare che abbia a disposizione il cibo e l’acqua e per pulire la lettiera.
L'Istinto Predatorio e l'Impatto Ambientale
Il gatto è un predatore di piccola taglia la cui maggiore soddisfazione consiste nell'avventarsi su di una piccola preda, e finirla dopo un lungo gioco. Tale informazione è nel DNA della maggior parte dei gatti, anche se in alcuni casi può scomparire in assenza di selezione naturale. In molti gatti domestici si osserva l'istinto di cattura non seguito da quello di divorare la preda: il gatto uccide un topolino ma poi non sa che farne. Ciò deriva da un mancato apprendimento da parte materna e dal fatto che il padrone, genitore adottivo, non gli ha mai messo un topolino nella ciotola quando era piccolo. Tutti i gatti hanno istinto da predatore, sta ai padroni contenerli. Poi alcuni gatti in particolare sono veramente abili.
Purtroppo i gatti sono temibili predatori e fanno stragi di piccoli vertebrati. È assolutamente inutile rimproverare un gatto per l'istinto di caccia che mostra verso qualsiasi piccolo animale che frequenti la casa, compresi gli uccelli selvatici, le lucertole o gli scoiattoli che possono frequentare un giardino. Oggi alle ore 19:00, ad esempio, è stato tolto un grosso geco dalle grinfie di un gatto. Oggi un gatto purtroppo caccia i gechi in terrazzo; ne sono stati già salvati alcuni dalle sue grinfie nelle ultime settimane e sono sempre scappati, ma uno è stato ferito (senza coda e sangue su un occhio) e respira e si muove un pochino ma non si sposta da ormai diverse ore. Purtroppo da mesi una gattina scorrazza nel nostro cortile, dando la caccia alle lucertole e - ahimè - anche ai gechi (ne sono già stati trovati a volte di feriti, che, soccorsi, sono però morti).
Per attenuare l'impatto della predazione dei gatti sui piccoli animali basta dotarli di un piccolo campanellino. Se renderete il vostro giardino una zona "non ospitale" la gattina non verrà più. Basta non darle da mangiare e disturbarla se si riposa lì. Ovviamente, pretendere la convivenza fra un gatto e un criceto, uno scoiattolo, un camaleonte o un canarino, è come voler attraversare un fiume senza bagnarsi.
Il fenomeno del randagismo felino è un problema serio. Molti gatti randagi si trovano in Sicilia sud-occidentale, generalmente molto magri e vivono con gli avanzi di cibo che i clienti dei locali del centro storico gli gettano. Spesso frugano nei sacchetti di raccolta dell'umido. La vita del gatto può svolgersi in molti modi: non sempre l'animale si trova a vivere in un appartamento, in un giardino o in una fattoria; spesso viene abbandonato e costretto a vivere nelle strade o alla periferia dei centri abitati. Il segreto del successo di questo felino è proprio nella capacità di sopravvivere in contesti tanto diversi. Come per i cani, anche per i gatti esiste il fenomeno dell'abbandono e del randagismo. Per animali che hanno subito un processo di 'civilizzazione' non è facile adattarsi a vivere di espedienti: per questo motivo, molti gatti abbandonati non riescono a sopravvivere. Inoltre, nei territori urbani si trovano a vivere in condizioni sanitarie pessime e in concentrazioni anomale per un predatore che in natura ha un territorio di 10 km2. Infine, non bisogna dimenticare che la presenza di tanti piccoli predatori in giro rappresenta un grosso danno per molte specie animali, soprattutto per gli uccelli che nidificano per terra o nei cespugli, le cui covate vengono distrutte dai gatti randagi. Si fa spesso riferimento alle capacità del gatto di orientarsi e ritrovare la strada di casa nel caso in cui venga abbandonato. Questo è sicuramente un adattamento a perlustrare territori di caccia assai vasti dove è importante essere in grado di ritrovare facilmente il proprio rifugio.
Il Gatto in Casa: Amico e Abitante
Il gatto viene considerato un vero e proprio animale da appartamento, grazie al modo in cui si abitua a vivere tra le mura domestiche. Infatti, questo felino si adatta molto meglio del cane alla vita solitaria e sedentaria di un appartamento. Basta vedere come si abitua facilmente a fare i propri bisogni nelle apposite cassette, mentre il cane ci obbliga a passeggiate forzate. Tuttavia, i gatti maschi tendono a marcare il proprio territorio, ovvero la nostra casa, in maniera poco piacevole: per esempio, spruzzando urina sui mobili, oppure graffiando i divani e gli armadi per lasciarvi i segni visibili delle unghie. Questi comportamenti sono istintivi, ovvero determinati geneticamente, e quindi non possono essere repressi con violenza. Diversamente dal cane, animale sociale, adattato a vivere in branco e a obbedire a un capo, il gatto è il padrone del proprio territorio e pertanto non può essere abituato a rispettare le regole umane.
Quando si decide di tenere un gatto in casa, bisogna sempre ricordare che non è un oggetto ornamentale né un giocattolo, ma un essere vivente con determinate esigenze. La mamma non lo sopporta, ma io faccio finta di niente, anche se la sua presenza è spesso un sospetto. Però quando è pulito e profumato diventa adorabile. Da secoli ospite delle abitazioni umane, il gatto è diventato un testimone silenzioso e discreto della nostra vita familiare, a ricordo dei tempi in cui svolgeva un ruolo importante nel controllo di topi e ratti. Ieri un ausiliario indispensabile, oggi un compagno riservato, il gatto instaura un legame profondo ma impercettibile sia con il padrone sia con la casa e trascorre lunghe ore in apparente meditazione. Sapevi che in Italia si festeggia la Giornata nazionale del gatto?
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