Il ciclo della vita: approfondimento sulla gestazione felina e la biologia del riccio

La natura, nel suo complesso equilibrio, ci offre spettacoli di vita che spesso sfuggono alla nostra quotidianità. Che si tratti della dolce attesa di una gatta domestica o del delicato ciclo vitale di un riccio selvatico, comprendere i meccanismi biologici è fondamentale per garantire il benessere di questi animali.

La gestazione felina: fasi, tempi e segnali del parto

La gravidanza delle nostre gatte è un momento delicato e unico, da vivere con serenità, ma facendoci trovare preparati per poter garantire la miglior assistenza a Micia nel momento del parto. La gestazione è il periodo durante il quale la gatta porta i suoi piccoli nell'utero. Inizia con l'impianto dell'uovo nella mucosa uterina e dura fino al parto. La durata della gestazione felina ha una durata media di 63-65 giorni. In base ad alcuni fattori, come l’età della micia, il numero di gattini che porta in grembo o la razza del gatto, può essere leggermente più breve (circa 58 giorni) o un po’ più lunga (circa 70 giorni).

Per stabilire con precisione la data del termine bisogna contare i giorni a partire dall'accoppiamento. In media si contano 65 giorni. Attenzione, alcune gatte (meno del 10%) sono di nuovo in calore mentre sono incinte, tra il 21° e il 24° giorno di gestazione e possono essere fecondate! Se accettano l'accoppiamento in questo periodo, nuovi ovuli possono impiantarsi in un utero che ne contiene già.

Monitoraggio clinico e comportamentale

Per un veterinario esperto, la palpazione addominale permette di sentire, a partire dal 20° giorno di gestazione, quelle che vengono chiamate "ampolle fetali", corrispondenti agli embrioni. Dopo il 30° giorno diventa difficile poiché è possibile confondere i feti con i visceri. La palpazione diventa nuovamente possibile dopo il 45° giorno. L'ecografia a partire dal 17° giorno è il metodo più utilizzato e meno invasivo. La radiografia può essere effettuata a partire dal 50° giorno poiché gli scheletri dei feti diventano visibili (mineralizzazione) e si possono contare più facilmente rispetto all'ecografia.

La gatta incinta mangia molto: accumula riserve che saranno utili durante l'allattamento. È consigliato nutrire la gatta incinta "a volontà": ha bisogno di aumentare l'apporto energetico di circa il 10% a settimana. È bene evitare un sovrappeso: se la gatta era sovrappeso prima della gestazione, sarà necessario valutare con il veterinario l'opportunità di limitare la distribuzione di alimenti ricchi di energia. È fondamentale ricordare che non è consigliato vaccinare durante la gestazione a causa dei rischi teratogeni, cioè che possono causare malformazioni.

illustrazione di una gatta incinta che riposa in un luogo tranquillo

L'avvicinarsi del momento fatidico

La gatta cercherà un luogo tranquillo e sicuro dove partorire. Poco prima del parto, potrà capitare di vederla rovistare negli armadi, nei cassetti e sotto il letto. Anche se Micia ha sempre mangiato di gusto, nei due giorni precedenti al parto quasi tutte le gatte smettono di mangiare o mangiano pochissimo. A seconda del carattere delle singole gatte, quando il parto è vicino alcune diventano molto affettuose e cercano attenzioni da parte del padrone. Nelle 12-24 ore precedenti al parto, la temperatura corporea della gatta può scendere al di sotto dei 37,5°. La temperatura corporea di un gatto varia normalmente tra i 38° e i 39,2°. Prima che il parto inizi la gatta potrebbe leccarsi la zona dell’apparato genitale in modo insistente.

Molte gatte partoriscono di notte o nelle prime ore del mattino quando c’è più silenzio e l’ambiente è molto più tranquillo. Le motivazioni hanno origini biologiche e comportamentali: in natura, i predatori sono meno attivi e la gatta può stare più sicura. Mediamente, se tutto progredisce senza complicazioni, il parto durerà dalle due alle sei ore. I gattini nascono a intervalli di 15-60 minuti l’uno dall’altro. Mamma gatta partorirà naturalmente, senza bisogno d’aiuto. Spesso, anzi, le interferenze esterne possono causarle fastidio. Quando il parto termina, mamma gatta si rilassa visibilmente e questo è il segnale sia che il parto è finito, sia che è andato tutto bene. Ora la neomamma comincerà a leccarsi, subito dopo allatterà i gattini e si metterà sdraiata, in una posizione comoda.

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Ciclo vitale e protezione dei ricci selvatici

Capita a molti, nelle più svariate circostanze, di imbattersi in questo piccolo ma affascinante animale che ispira tenerezza e talvolta il desiderio di accudirne uno. Il riccio, però, non rientra tra la schiera degli animali domestici, ma è una specie inclusa tra quelle protette e non è detenibile in cattività da privati; in tal senso la legislazione italiana vieta ogni forma di allevamento e cattura con finalità amatoriali.

La riproduzione in natura

Il riccio predilige ambienti caldi, tende a dormire nelle ore diurne e a muoversi e nutrirsi durante le ore notturne. Relativamente all’attività riproduttiva, va detto che in genere l’animale raggiunge la maturità sessuale intorno a 10 mesi di vita e tende spesso a partorire due cucciolate l’anno, ciascuna composta da 2 a 6 piccoli. La gestazione dura circa 35 giorni ed il periodo fertile è tra i mesi di aprile e settembre. Spesso il parto avviene nel mese di ottobre, in ritardo rispetto al normale periodo riproduttivo. In questo caso i cuccioli di peso inferiore ai 500 gr andrebbero affidati alle cure dell’uomo per consentirgli di superare i rigori dell’inverno.

I giovanissimi ricci nascono già con le spine di colore bianco, ma queste sono molto morbide. Il senso dell’olfatto è invece sviluppatissimo già nelle prime settimane di vita. Intorno alla sesta settimana i cuccioli possono dirsi pienamente autonomi e gironzolano per l’ambiente in cerca di cibo. In questa fase si nutrono sgranocchiando tutto ciò che trovano nelle vicinanze. Il primo consiglio è quello di non toccare l’animale e di non prelevarlo dall’ambiente a meno che questo non sia ferito e necessiti di cure. Uno degli errori più comuni è somministrare ai piccoli ricci del latte vaccino o per cuccioli di gatto.

foto di un piccolo riccio nel suo habitat naturale

Solidarietà tra specie: il caso della gatta Musya

Le cure parentali sono molto importanti nei mammiferi, perché i piccoli hanno necessità della madre fino allo svezzamento. L'istinto materno è più forte di ogni cosa, e può superare anche le differenze di specie. Lo ha dimostrato la gattina Musya, che non ha badato al fatto che i 'gattini' a cui stava facendo da balia avessero qualche spina di troppo!

Una tenerissima storia che ha commosso gli utenti di tutto il mondo e che arriva dalla Russia, precisamente dallo zoo di Vladivostok. I responsabili del giardino zoologico spiegarero che, a causa di un grave incidente con il tosaerba, i piccoli ricci avevano perso la loro madre. Così avevano tentato di allattarli artificialmente con delle siringhe e i biberon, ma i cuccioli si erano rifiutati e non accettavano il cibo in nessun modo. Anche se erano molto affamati, senza la madre non riconoscevano il cibo. Per due interi giorni erano rimasti a digiuno, e i dipendenti dello zoo avevano ormai perso le speranze. Il destino degli otto cuccioli sembrava segnato. Una dipendente dello zoo di Vladivostok poi ha visto Musya passeggiare nei dintorni e ha pensato di fare un tentativo. La gatta aveva da poco finito di allattare alcuni randagi, per cui produceva ancora latte. Non appena i cuccioli vennero posti accanto a Musya, seguirono l'istinto, e tranquillizzati da quella dolce gattina cominciarono a nutrirsi del suo latte, accettandola come madre.

Il Selkirk Rex: una curiosità genetica tra i felini

La storia del Selkirk Rex ha inizio nel 1987, quando un’allevatrice americana di gatti Persiani decide di prendersi cura di una gattina randagia, trovata nel Wyoming. Miss de Pesto, questo il nome datole dalla nuova proprietaria, ha un aspetto e un fascino del tutto particolari: il suo mantello, infatti, è ricciuto e ruvido. Un anno più tardi viene fatta accoppiare con un Persiano e partorisce sei cuccioli, tre dei quali con il suo stesso pelo, gli altri invece con il pelo liscio.

Il tratto più distintivo del Selkirk è il pelo riccio che può essere lungo o corto. Questa caratteristica deriva, come ha scoperto un medico veterinario dell’Università di Vienna, dalla mutazione di un gene dominante: ciò significa che basta che uno dei genitori lo possieda per trasmetterlo a circa la metà della cucciolata. Il mantello di questo splendido felino è soffice, ricopre interamente il corpo e ha un sottopelo piuttosto fitto. I ricci sono evidenti soprattutto sul collo, sul ventre e sulla coda: sono ammesse tutte le varianti di disegno e colore.

ritratto di un gatto di razza Selkirk Rex con il suo tipico pelo riccio

I gatti di questa razza sono di taglia media e hanno una corporatura piuttosto robusta e muscolosa. Le zampe, di media lunghezza, sono caratterizzate da un’ossatura forte, mentre i piedi sono grandi e rotondi. La testa del Selkirk Rex è larga e arrotondata, le guance sono piene e il naso è corto e dritto. Le orecchie, ben distanziate tra di loro, sono larghe alla base e si assottigliano sulle punte; anche gli occhi, grandi e rotondi, sono distanti e tendono ad avere un colore uniforme, in accordo con quello del pelo. Di indole socievole e affettuosa, il Selkirk Rex è paziente e adatto a vivere in famiglia, anche con bambini. Non particolarmente vivace né esuberante, può mostrarsi riservato con persone estranee, ma non appare mai insofferente o turbato. Un gatto, insomma, dal temperamento equilibrato.

Dinamiche riproduttive e gestione della cucciolata

Una gatta può partorire da uno a otto cuccioli, anche se la normalità rientra tra i tre cuccioli e i cinque. Durante la prima gravidanza, mamma gatta tenderà ad avere meno cuccioli. Anche la razza è un fattore molto importante per il numero di cuccioli. Una gatta può restare incinta già dopo 1-2 settimane dal parto. Anche se sta ancora allattando, mamma micia può tornare in calore. Nella gatta, infatti, il ciclo ormonale non viene interrotto dall’allattamento. I gatti vengono definiti animali poliestrali e possono avere più gravidanze nello stesso anno.

Per evitare gravidanze troppo frequenti e salvaguardare al meglio il benessere della gatta si può pensare alla sterilizzazione. Per sterilizzarla in sicurezza è bene consultare il veterinario di fiducia. In linea generale è possibile affermare che la gatta può essere sterilizzata alla quinta o sesta settimana dopo il parto, quando i micini vengono svezzati. Le gatte iniziano a entrare in calore quando le giornate si allungano e si fanno più calde, intorno alla fine di febbraio. Per quanto riguarda le fasi del calore, il proestro è la fase in cui la gatta inizia ad attirare i maschi, anche se non è ancora pronta per accoppiarsi. Durante il proestro, sarà possibile notare un aumento dell'affettuosità: la gatta cercherà più spesso compagnia e si strofinarà contro persone e oggetti. Successivamente l'estro dura tra 4 e 7 giorni ed è il momento in cui la gatta è pronta per accoppiarsi. Se l'accoppiamento avviene, si verifica l'ovulazione. I genitali della gatta possono apparire leggermente gonfi, ma è il suo comportamento a essere particolarmente indicativo: inizierà a miagolare frequentemente e potrebbe segnare il territorio urinando in vari luoghi.

Comportamenti e precauzioni per la fauna selvatica

Verso la fine di settembre e l'inizio di ottobre i piccoli ricci lasciano definitivamente la loro madre e si preparano per la stagione fredda, dedicandosi alla costruzione di un nido. È utile, in questo periodo, lasciare nel giardino rametti e cumuli di foglie. Il riccio ha un udito molto sviluppato ed è conseguentemente particolarmente sensibile ai rumori; forti colpi, infatti, inducono l’animale ad “appallottolarsi” nel classico atteggiamento di difesa, esponendo gli affilati aculei. Durante il periodo invernale, quando le temperature scendono al di sotto dei 12 gradi, il riccio può andare in letargo, questa condizione potrebbe essere preceduta o seguita nei giorni autunnali o primaverili con temperature che facilmente si attestano intorno alla soglia indicata, da fasi alternare simil-letargiche.

La conservazione della specie dipende anche dalla nostra capacità di osservare senza interferire. Quando ci si imbatte in una cucciolata di ricci nel proprio giardino, la regola d'oro è la discrezione. Non trattandosi di animali domestici, non necessitano di interventi umani a meno che non si tratti di individui palesemente malati, feriti o in grave difficoltà. La natura, come dimostrato dalla dedizione materna osservata in specie diverse, possiede meccanismi di resilienza sorprendenti che, se rispettati, permettono il normale decorso della vita animale lontano dalle insidie causate dall'attività umana. Ogni intervento deve essere mirato esclusivamente a proteggere l'animale dai pericoli antropici, assicurandoci di non trasformare un momento naturale di vita selvatica in una situazione di stress evitabile.

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