L'ascesa di Francesco Milleri, manager italiano di spicco, rappresenta un percorso esemplare di visione strategica, profonda conoscenza dei processi aziendali e una spiccata capacità di cogliere le opportunità offerte dalla digitalizzazione. Partendo dalla sua data di nascita, 1959, a Città di Castello, in Umbria, la sua carriera si è snodata attraverso tappe significative che lo hanno portato alla presidenza di holding di rilievo come Delfin S.à.r.l. e alla guida di colossi industriali come EssilorLuxottica, un'azienda multimiliardaria che sta ridefinendo il settore dell'eyewear e oltre. Il suo nome è indissolubilmente legato alla trasformazione e all'espansione di uno degli imperi industriali più importanti d'Italia, un'eredità che ha saputo non solo raccogliere ma anche proiettare verso orizzonti futuri, in linea con i principi e la visione del suo mentore, Leonardo Del Vecchio.
Le Origini e la Formazione Accademica di un Leader
Francesco Milleri è nato nel 1959 a Città di Castello, in provincia di Perugia, Umbria. Le sue radici affondano in un contesto italiano, ma la sua formazione accademica ha subito mostrato un'ambizione e una portata internazionale. Ha intrapreso un percorso di studi rigoroso e prestigioso, culminato con una laurea con lode in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Firenze. Questa prima fase della sua formazione ha fornito a Milleri una solida base analitica e una comprensione approfondita dei quadri normativi, competenze che si sarebbero rivelate preziose nel corso della sua carriera.
La sua sete di conoscenza e la sua inclinazione per il mondo degli affari lo hanno spinto a proseguire gli studi in ambito economico-manageriale. Nel 1987, ha conseguito un master in Business Administration (MBA) con alto merito presso l’Università Bocconi di Milano, una delle istituzioni accademiche più rinomate in Italia per gli studi economici e manageriali. Non contento di ciò, la sua specializzazione si è ulteriormente affinata nel campo della Corporate Finance. Questa ulteriore tappa formativa lo ha visto trasferirsi negli Stati Uniti, un passo significativo per acquisire una prospettiva globale e competenze all'avanguardia. È qui che, vincitore della prestigiosa borsa di studio “Donato Menichella” bandita dalla Banca d’Italia, si è specializzato in Corporate Finance presso la Stern School of Business della New York University. Questo periodo di studio negli Stati Uniti gli ha permesso di acquisire competenze approfondite non solo in materia di corporate finance, ma anche nel management consulting e nella gestione dei processi aziendali all'interno di organizzazioni complesse. La sua preparazione accademica è stata così completa e variegata da portarlo, in una fase iniziale della sua carriera, a ottenere una cattedra in Economia politica presso l’Università degli Studi di Firenze, a dimostrazione della sua profonda comprensione delle dinamiche economiche e del suo interesse per l'insegnamento e la trasmissione del sapere. Questa combinazione di studi giuridici ed economici, arricchita da un'esperienza internazionale, ha fornito a Milleri un bagaglio culturale e professionale estremamente versatile e solido, fondamenta su cui avrebbe costruito la sua notevole carriera manageriale e imprenditoriale.

Dalla Consulenza all'Imprenditoria: La Nascita di Abstract
Il percorso professionale di Francesco Milleri ha preso il via in Italia, nel settore della consulenza direzionale, un ambito che gli ha permesso di applicare le competenze acquisite durante i suoi studi e di confrontarsi con le realtà di diverse aziende. Nel 1988, ha iniziato la sua carriera come consulente aziendale, operando per un'ampia gamma di gruppi italiani e multinazionali. La sua esperienza si è estesa a diversi settori strategici, tra cui la meccanica, i beni di consumo, la finanza e il farmaceutico, permettendogli di sviluppare una visione trasversale delle dinamiche industriali e commerciali. Dalla fine degli anni Ottanta, si è affermato come consulente aziendale per importanti società, consolidando la sua reputazione e la sua expertise.
La sua propensione all'innovazione e la sua fiducia nella digitalizzazione hanno trovato piena espressione nel 1996, anno che ha segnato un punto di svolta significativo nella sua carriera: la sua prima esperienza in ambito imprenditoriale. Insieme a due soci, Milleri ha fondato una società di consulenza strategica inizialmente denominata Duglio, Milleri Associati. Questa entità ha poi subito mutamenti nell'assetto societario, assumendo successivamente la denominazione di MeA e, infine, di Abstract. La società, oggi nota anche come Mea srl, si è focalizzata fin da subito sul settore dei software e si è specializzata nella definizione e ingegnerizzazione dei processi aziendali.
Abstract si è distinta per la sua lungimiranza, puntando sullo sviluppo della piattaforma SAP, intuendone le potenzialità rivoluzionarie per la gestione aziendale. Questa decisione strategica si è rivelata vincente, permettendo ad Abstract di farsi rapidamente strada nel settore della consulenza, acquisendo la fiducia di importanti realtà. Tra queste, spiccano collaborazioni di rilievo come quelle con l'Istituto Europeo di Oncologia, al quale Abstract ha affidato il design e l’implementazione dei processi gestionali, e con il San Raffaele di Milano e l’azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara.
Un ulteriore consolidamento della sua visione orientata al futuro si è avuto nel 2006, quando Abstract ha acquisito iDoq. Questa azienda, specializzata nell’automatizzazione di flussi documentali e proprietaria della piattaforma di digitalizzazione Lucy Star, ha permesso ad Abstract di ampliare ulteriormente la propria offerta di servizi. A seguito di questa acquisizione, Abstract ha avviato collaborazioni con realtà di peso internazionale, tra cui Campari, Barilla e, in modo particolarmente significativo per il futuro di Milleri, Luxottica. Queste partnership hanno dimostrato la capacità di Milleri e della sua società di rispondere alle esigenze di digitalizzazione e di ottimizzazione dei processi di grandi gruppi industriali, gettando le basi per successivi e ancora più ambiziosi progetti.
L'Incontro con Leonardo Del Vecchio e l'Era Luxottica
L'ingresso di Francesco Milleri nell'orbita di Luxottica e il suo incontro con il fondatore, Leonardo Del Vecchio, rappresentano un capitolo cruciale nella sua biografia professionale, plasmando in maniera indelebile il suo percorso futuro. Il primo contatto, in modo del tutto inatteso, è avvenuto attraverso una circostanza personale: Milleri era infatti il vicino di casa di Nicoletta Zampillo, la moglie dell’imprenditore, la quale lo ha presentato a Del Vecchio. Questo incontro casuale si è rivelato l'inizio di una relazione professionale e di una profonda amicizia che avrebbe ridefinito il destino di Luxottica e quello dello stesso Milleri.
Il gruppo guidato da Leonardo Del Vecchio era già impegnato, in quegli anni, nella digitalizzazione dei suoi processi di business e si era già affidato ad Abstract per progetti di change management legati a SAP. Questa preesistente collaborazione aveva permesso a Milleri di dimostrare la sua expertise e la sua capacità di comprendere e implementare complesse trasformazioni aziendali. È proprio Francesco Milleri a guidare la delicata fase di trasformazione di Luxottica, portando l’expertise e il know-how di Abstract all'interno del gruppo. In circa dieci anni, sotto la sua guida, Luxottica è riuscita a sostenere efficientemente la migrazione su tecnologia SAP della quasi totalità delle sue attività nelle diverse aree geografiche. Questo imponente lavoro ha consentito di integrare sistemi e modalità di lavoro, garantendo una significativa semplificazione dei processi, un controllo più rigoroso dei flussi e una più ampia flessibilità e rapidità decisionale. Inoltre, la società di Milleri ha fornito a Luxottica il suo primo "Virtual Store", un'app mobile di rilievo strategico per l'intero Gruppo, dimostrando la sua capacità di innovare anche sul fronte delle soluzioni commerciali e di interazione con il cliente.
Lavorando a stretto contatto con il fondatore di Luxottica fin dal 2014, quando è arrivato come "segretario particolare", Milleri è riuscito a farsi sempre più interprete della visione imprenditoriale di Leonardo Del Vecchio. Del Vecchio, infatti, aveva l'esigenza di far compiere un salto di qualità al gruppo degli occhiali. Sebbene sotto la guida di Andrea Guerra, CEO dal 2004 al 2014, Luxottica avesse raddoppiato il fatturato a 7,6 miliardi di euro, a giudizio del fondatore, l'azienda si era "impolverata" e non stava abbracciando con sufficiente vigore la rivoluzione digitale, sia internamente (era troppo burocratizzata, lenta nei processi e senza una forte spinta dell’e-commerce) sia all’esterno. C'era una chiara minaccia proveniente dalla Silicon Valley, con l'introduzione di nuovi paradigmi tecnologici.
La fiducia di Del Vecchio in Milleri è cresciuta progressivamente. Nel 2016, il presidente Del Vecchio lo ha nominato amministratore con funzioni vicarie, facendolo entrare stabilmente in azienda, un segnale inequivocabile della sua importanza strategica. Divenuto successivamente Vicepresidente, Francesco Milleri ha assunto la carica di Amministratore Delegato di Luxottica da gennaio 2018, subentrando a Massimo Vian nel dicembre 2017. Questo percorso di crescente responsabilità ha cementato il suo ruolo di "delfino" e successore ideale, un collaboratore scelto con grande lungimiranza da Del Vecchio, come Milleri stesso ha commentato in un'occasione: “Del Vecchio ci ha fatto sentire davvero speciali… Ci ha dato un ruolo in questo mondo, ci ha accolto nella sua grande famiglia” e “A me Del Vecchio ha insegnato a essere sempre riconoscente, sempre generoso”. La crescita registrata in questi anni è tangibile nei numeri: dal 2015 al 2019, le vendite cumulate sono cresciute di circa il 40% rispetto al periodo 2010-2013, passando da 26 a 36 miliardi di Euro; l’utile netto cumulato è cresciuto di circa l’80% e il valore medio del margine netto è salito dal 7,5% circa a oltre il 10%. In parallelo, è proseguito il percorso di semplificazione organizzativa, turnover manageriale e trasformazione digitale guidato da Francesco Milleri, elementi chiave per il successo futuro.
La Nascita e la Crescita di EssilorLuxottica: Una Visione Integrata
Sotto la guida di Francesco Milleri, e con la piena approvazione di Leonardo Del Vecchio, è stata conclusa una delle operazioni più significative nel panorama industriale globale: l'accordo con Essilor, il competitor francese. Questo accordo, che Del Vecchio stesso aveva rivelato al Corriere della Sera essere stato raggiunto proprio da Milleri, ha portato alla nascita di EssilorLuxottica nel 2017. Questa fusione ha dato vita al più grande gruppo eyewear integrato verticalmente a livello mondiale, un colosso che comprende montature, occhiali e negozi, coprendo ogni fase della filiera produttiva e distributiva.
La nascita di EssilorLuxottica non rappresentava soltanto un modo per diventare un leader dell’occhialeria a 360 gradi, ma anche per creare un sistema integrato dove fosse più facile introdurre l’innovazione di prodotto che Del Vecchio aveva in mente. L'intuizione di Del Vecchio era chiara: la sua "creatura" rischiava di non sopravvivere alla "distruzione tecnologica" incombente se non si fosse adeguata ai tempi, come dimostrato dal lancio dei Google Glass nel 2012 che introduceva il concetto di "occhiali intelligenti". L'unione con Essilor, leader nelle lenti sofisticate, ha permesso di affrontare questa sfida in modo proattivo.
Inizialmente, Milleri ha operato all'interno di EssilorLuxottica in qualità di co-delegato esecutivo, per poi assumere la piena responsabilità come Amministratore Delegato. Nel maggio del 2021, Francesco Milleri è stato confermato nel ruolo di AD di EssilorLuxottica, un riconoscimento della sua capacità di guidare un'entità così complessa e innovativa. Successivamente, dal 2022, ha ricoperto anche le cariche di Presidente di EssilorLuxottica e di Presidente della holding di famiglia Delfin S.à.r.l., quest'ultima nomina avvenuta sotto il volere dello stesso magnate Del Vecchio dopo la sua scomparsa. La sua leadership è stata cruciale per realizzare il sogno di Del Vecchio di portare Essilux nella "Champions League" delle società di borsa, quelle con un valore superiore ai 100 miliardi di euro. Alla morte del fondatore, il gruppo valeva circa 63 miliardi; in un lasso di tempo relativamente breve, la capitalizzazione è più che raddoppiata.
I numeri sotto la gestione di Milleri in EssilorLuxottica sono impressionanti e testimoniano il successo di questa visione integrata. Il fatturato è cresciuto dai 7,6 miliardi di euro del 2014 ai 26,5 miliardi di euro previsti per la fine del 2024. Nello stesso periodo, gli utili netti sono balzati del 350%, raggiungendo i 3,1 miliardi di euro, e il monte dividendi è passato da circa 687 milioni a 1,8 miliardi. Questi dati concretizzano la visione di Del Vecchio e l'efficacia della strategia implementata da Milleri, il quale si è impegnato a gestire le azioni in linea con i principi del suo mentore, garantendo stabilità e crescita alla società in un clima economico e politico mutevole. Il gruppo, valutato circa 64 miliardi di euro al momento della fusione, si sta avvicinando all'esclusivo club d'imprese valutate più di 100 miliardi di euro, proprio come era nei desideri di Del Vecchio.

L'Innovazione Tecnologica e il Futuro degli Occhiali Intelligenti
La visione di Francesco Milleri per EssilorLuxottica si estende ben oltre il tradizionale mercato dell'occhialeria, proiettandosi con audacia nel futuro dell'innovazione tecnologica, in particolare nel campo degli occhiali intelligenti. È Milleri che negli anni successivi alla fusione con Essilor ha il merito di aver "messo a terra" la geniale intuizione di Del Vecchio di dar vita agli smart glasses. Questa visione non si limita a un semplice aggiornamento dei prodotti esistenti, ma mira a una vera e propria rivoluzione nel modo in cui interagiamo con la tecnologia e il mondo circostante.
Per raggiungere questo obiettivo ambizioso, Del Vecchio e Milleri hanno stretto una partnership strategica di altissimo profilo, nientemeno che con Meta (precedentemente Facebook). Questa collaborazione ha lo scopo di creare occhiali intelligenti capaci di telefonare, scattare foto e video, e chattare attraverso comandi vocali, trasformando l'occhiale da semplice ausilio visivo a un dispositivo multifunzionale e interattivo. L'ultimo e più recente sviluppo di questa partnership sono i Meta Ray-Ban Display, presentati il 18 settembre, che integrano funzioni tecnologiche avanzate controllate da un bracciale neurale in grado di leggere i movimenti delle mani. A differenza dei superati Google Glass, che ponevano la tecnologia in primo piano a discapito dell'estetica, la chiave di volta dei Meta Ray-Ban Display è il design, che si fonde armoniosamente con le funzionalità tech, rendendo l'innovazione accessibile e desiderabile.
La visione di Milleri è chiara: gli smart glasses sono destinati a sostituire i cellulari, liberando le mani e interagendo con l'utente attraverso la voce e il movimento degli occhi, grazie allo sviluppo di tecnologie di eye-tracking, in collaborazione anche con il Politecnico di Milano. In questo scenario futuro, lo schermo del telefonino potrebbe convergere direttamente nella lente dell’occhiale, fornendo risposte sul display in lenti intelligenti che seguono i movimenti dell’occhio e comprendono su cosa l'utente si sta soffermando. Il "wearable computing" - l'informatica indossabile - è un concetto che Milleri immagina applicabile a tutti i 150 marchi del ricco portafoglio di EssilorLuxottica. Questa flessibilità garantisce al gruppo ulteriori margini di crescita e ha già attratto investitori di peso, con Meta che è diventata azionista di Essilux con una quota del 3%, un ulteriore frutto della stabile collaborazione tra Milleri e Mark Zuckerberg.
Francesco Milleri ha illustrato la sua visione agli azionisti di Essilux lo scorso aprile, spiegando che "i nostri occhiali wearable non solo guardano al futuro ma vanno a costruirlo". Ha previsto che le montature potranno sostituire gli smartphone, lasciando le mani libere e permettendo all'utente di usare solo vista, udito e voce per i comandi vocali. Questi dispositivi, nella sua visione, permetteranno di controllare la casa e l'automobile, pagare le bollette, comprendere ciò che qualcuno cerca di dire in uno spazio affollato, leggere dati biomedici grazie alle lenti e ricevere consigli per migliorare la propria salute. In sintesi, "occhiali che ci aiuteranno a prendere le decisioni migliori in qualunque momento della nostra vita. Questo futuro che era così difficile da sognare 10 anni fa" è ora una realtà in fase di costruzione.

Investimenti Strategici e la Frontiera Med-Tech
La visione futuristica di Francesco Milleri per EssilorLuxottica si concretizza attraverso ingenti investimenti strategici, con una particolare enfasi sulla frontiera del med-tech, ovvero la tecnologia applicata al settore medico. Negli ultimi diciotto mesi, Milleri ha destinato 3,5 miliardi di euro a una serie di acquisizioni mirate, orientando Essilux verso questa nuova e promettente direzione.
Gli investimenti si sono concentrati su diverse aree chiave della tecnologia medica. Nel campo della diagnostica avanzata, EssilorLuxottica ha acquisito aziende come Heidelberg Engineering e Cellview, rafforzando la sua capacità di offrire soluzioni all'avanguardia per l'analisi e la diagnosi oculistica. Nei trattamenti clinici, l'acquisizione di Espansione ha ampliato il raggio d'azione del gruppo. La microchirurgia è un altro settore strategico, come dimostrato dall'acquisizione di Optegra, mentre l'inclusione di Nuance Audio e Pulse Audition nel portafoglio di acquisizioni segna l'ingresso del gruppo nell'audiologia, ampliando ulteriormente il suo raggio d'azione nel campo della salute sensoriale.
Milleri non si ferma qui. Guarda con interesse al gigante giapponese Nikon, di cui ha già rilevato il 9,4% delle quote. L'interesse per Nikon è duplice: da un lato, le sue "telecamerine" per gli smart glasses, essenziali per integrare funzionalità video avanzate negli occhiali intelligenti; dall'altro, le tecnologie legate ai microprocessori per le lenti di nuova generazione. Questi microprocessori sono cruciali per gli occhiali del futuro, che Milleri immagina possano trasformarsi in un vero e proprio strumento diagnostico portatile, una sorta di "oculista sempre addosso". Le nuove lenti non solo intercetteranno i bisogni oculistici dei clienti, ma potranno anche raccogliere dati generali sulla salute, offrendo un potenziale enorme per la prevenzione di patologie come il diabete o gli infarti, trasformando così gli occhiali in un dispositivo di monitoraggio della salute a 360 gradi.
Ancora più audace è la frontiera dell'implantologia, uno scenario che sembra uscito da un film di fantascienza come Blade Runner ma che Milleri sta attivamente perseguendo. La microchirurgia potrebbe, in un futuro non troppo lontano, permettere di inserire direttamente nell'occhio microscopiche lenti dotate di realtà aumentata. Milleri ha deciso di puntare con decisione anche su questo segmento, come dimostra l'acquisizione delle cliniche Optegra, che contano 70 centri in Europa centro-orientale e che già praticano, tra le altre cose, interventi di microchirurgia sulla retina. Questa strategia evidenzia la volontà di EssilorLuxottica, sotto la guida di Milleri, di essere non solo un produttore di occhiali, ma un pioniere nel campo della salute visiva e oltre, abbracciando le più avanzate tecnologie mediche e digitali per migliorare la qualità della vita delle persone.
Francesco Milleri e l'Impero Delfin: Oltre gli Occhiali
Francesco Milleri, tuttavia, non è solo EssilorLuxottica. La sua influenza si estende alla presidenza di Delfin S.à.r.l., la holding di famiglia di Leonardo Del Vecchio, un ruolo che ha assunto dal 2022. Questa nomina lo ha posto alla guida di un impero che va ben oltre il settore dell'occhialeria, abbracciando anche il mondo della finanza e degli investimenti. L'aver esportato il modello Luxottica nella gestione delle partecipazioni extra-occhiali ha dato i suoi frutti anche nella gestione finanziaria dell'impero di famiglia, dimostrando la trasversalità delle sue capacità manageriali.
Milleri è succeduto a Leonardo Del Vecchio sulla tolda di comando della cassaforte di famiglia come presidente esecutivo, un incarico che gli permette di gestire un patrimonio diretto di 55 miliardi di euro. Questo valore si riferisce specificamente alle partecipazioni in Essilux, Mps, Unicredit, Generali e Covivio. Se si considera la capitalizzazione complessiva delle aziende di cui Delfin è primo o secondo azionista, l'impero che Milleri guida raggiunge una valutazione di circa 200 miliardi di euro. Questa "incoronazione di fatto a vita", stabilita da Del Vecchio, mirava a spingere all'unità la sua complessa discendenza, sebbene ancora in lite per l'eredità dopo oltre tre anni dalla scomparsa del fondatore.
Delfin, nella visione di Milleri, è stato e rimane un asset fondamentale per la difesa del core business di EssilorLuxottica. Ma è anche, e in maniera crescente, un modello da seguire per rafforzare e far crescere gli investimenti della holding, puntando sulla crescita dimensionale e sulla costruzione di "campioni nazionali" in diversi settori. Milleri è incaricato di preservare e far fruttare la straordinaria eredità finanziaria di Del Vecchio, operando in un contesto di mercato in costante evoluzione e spesso complesso.
La sua posizione alla guida di Delfin gli conferisce un potere e una responsabilità enormi, non solo nella gestione delle quote azionarie ma anche nell'orientare le strategie di importanti gruppi italiani ed europei. Questo ruolo richiede una profonda conoscenza dei mercati finanziari, una spiccata visione strategica e la capacità di negoziare e influenzare decisioni a livelli altissimi. La sua ascesa a presidente di Delfin è la chiara testimonianza della fiducia incondizionata che Leonardo Del Vecchio riponeva in lui, considerandolo il più adatto a perpetuare la sua visione e a guidare il vasto e articolato impero che aveva costruito nel corso di decenni. In questo contesto, Milleri non è solo un gestore di asset, ma un vero e proprio interprete e garante della strategia complessiva di un patrimonio che è sia industriale che finanziario.
La Strategia Finanziaria: Rivoluzionare la Galassia del Nord
Esportare tramite Delfin il modello Essilux nella finanza è diventato un pilastro della strategia di Francesco Milleri, seguendo la visione di Leonardo Del Vecchio di creare grandi gruppi italiani con una solida caratura europea. Questo approccio si è manifestato concretamente in una serie di investimenti e iniziative volte a influenzare il panorama finanziario italiano, in particolare quella che un tempo era nota come la "Galassia del Nord", l'asse Mediobanca-Generali.
Una prima applicazione di questo metodo è stato l’investimento in Unicredit. Sin dalla nascita dell’allora Unicredito nel 1998, Leonardo Del Vecchio aveva sempre appoggiato il progetto di far crescere una grande banca a sostegno del Paese. La partecipazione di Delfin, pari a circa il 3%, ha permesso di orientare le nomine degli ultimi capi-azienda, prima Jean Pierre Mustier e poi Andrea Orcel, dimostrando l'influenza strategica della holding nel settore bancario.
Ma è nel ridefinire i nuovi equilibri nell'asse Mediobanca-Generali che la strategia di Milleri, ereditata e condivisa con Del Vecchio, si è rivelata più ambiziosa e complessa. Se della compagnia triestina, Generali, Del Vecchio era socio da almeno vent’anni, il suo ingresso nel capitale di Piazzetta Cuccia, Mediobanca, è più recente. La scalata in Mediobanca è iniziata nel 2019, passando da un iniziale 7% fino a raggiungere la soglia del 20%. L'obiettivo era chiaro: cambiare la governance di Mediobanca e, da lì, orientare i destini di Generali, una scelta strategica profondamente condivisa con Milleri.
Tuttavia, al momento della scomparsa di Del Vecchio, questa strategia non aveva ancora prodotto i risultati sperati. A Trieste, il mercato aveva bocciato il ribaltone proposto con Francesco Gaetano Caltagirone all’assemblea del 2022. In Piazzetta Cuccia, era stata la Banca Centrale Europea (BCE) a fermare l’avanzata di Delfin sopra il 20%, impedendole ogni influenza sulla governance. Ma Francesco Milleri ha continuato a portare avanti il piano di Del Vecchio con tenacia, anche facendo storcere il naso a vari membri della famiglia, ovvero ai suoi stessi azionisti.
Per scardinare il blocco Mediobanca-Generali, Delfin ha affiancato Caltagirone, Banco Bpm e Anima nell’acquisto del 15% di Montepaschi, venduto dal Tesoro. Successivamente, ha sostenuto l’OPAS (Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio) senese su Piazzetta Cuccia, diventando così il primo azionista di Rocca Salimbeni. Con la conclusione di questa offerta, Milleri e i grandi soci di Montepaschi si trovano di fronte al primo scoglio della nuova gestione: la stesura di una lista per il vertice di Piazzetta Cuccia. L'obiettivo a lungo termine è fare di Mediobanca ciò che Del Vecchio desiderava: un protagonista dell’investment banking in Italia e in Europa, con bassi costi di struttura e un modello di business meno dipendente da Generali.
Lo stesso approccio potrebbe essere adottato per il Leone di Trieste, Generali, anche se qui i tempi potrebbero essere più lunghi. Il sogno del fondatore era far crescere Generali al livello delle grandi rivali europee come Allianz e Axa, che all’inizio degli anni Duemila avevano un valore comparabile a Generali, mentre oggi la distanziano per decine di miliardi di capitalizzazione. Come? Applicato a Generali, il modello Luxottica passa necessariamente attraverso acquisizioni, per le quali il socio Delfin (oggi al 10%) potrebbe anche essere disposto a diluirsi. Prima, però, potrebbe essere necessario un cambio di governance. Di certo, in questo modo Milleri darebbe concretezza alla visione industriale di Del Vecchio: creare grandi gruppi (bancari e finanziari) che diano soddisfazioni agli azionisti e, soprattutto, siano anche i motori a servizio della crescita delle aziende italiane. Fonti vicine a Delfin fanno sapere che la finanziaria lussemburghese non avrebbe intenzione di aumentare la sua partecipazione in Generali, ma non vorrebbe neppure essere costretta a vendere azioni del gruppo di Trieste, soprattutto in vista del rinnovo dei vertici di Mediobanca a ottobre, dove l'AD Alberto Nagel ha aperto alla cessione della quota che l'istituto detiene in Generali (13% del capitale).

Impegno Sociale e Filantropico
Al di là dei suoi ruoli di leadership nel mondo industriale e finanziario, Francesco Milleri ricopre anche importanti incarichi di fiducia che ne evidenziano un profondo impegno sociale e filantropico. Questi ruoli, talvolta anche in assenza di formali posizioni esecutive, dimostrano la sua dedizione a cause di alto impatto sociale ed economico, un aspetto che rispecchia la generosità e la visione più ampia ereditata dal suo mentore, Leonardo Del Vecchio. Milleri opera, infatti, nel Consiglio di Amministrazione della Fondazione Leonardo Del Vecchio, un'istituzione che è attivamente impegnata nella realizzazione di progetti di grande rilievo.
L'attività della Fondazione si estende sia in Italia che a livello internazionale. In Italia, tra il 2020 e il 2021, la Fondazione ha giocato un ruolo significativo nella lotta alla pandemia, contribuendo con risorse e iniziative a sostegno del sistema sanitario e delle comunità. Questo impegno diretto in un momento di crisi ha dimostrato la capacità della Fondazione, sotto la supervisione di figure come Milleri, di rispondere con prontezza ed efficacia alle emergenze nazionali.
A livello internazionale, la Fondazione Leonardo Del Vecchio è particolarmente attiva in Ruanda, dove sostiene la creazione di strutture ospedaliere e centri di formazione. L'obiettivo primario di queste iniziative è garantire l’accesso universale alle cure oftalmologiche, un settore in cui la Fondazione può leverage sulla profonda conoscenza e sull'expertise del gruppo EssilorLuxottica. Questo impegno filantropico riflette la consapevolezza che il benessere visivo è un diritto fondamentale e che l'accesso a cure di qualità può trasformare radicalmente la vita delle persone, specialmente in contesti dove le risorse mediche sono limitate.
Oltre al suo ruolo nella Fondazione Del Vecchio, Francesco Milleri è anche Consigliere di Amministrazione dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO), dove rappresenta la Fondazione Leonardo Del Vecchio. Questa posizione lo vede coinvolto in uno dei centri di eccellenza europei nella ricerca e cura del cancro, contribuendo a sostenere l'innovazione scientifica e le pratiche mediche avanzate in un campo vitale per la salute pubblica. La sua presenza in tali contesti dimostra non solo una responsabilità istituzionale, ma anche un impegno personale nel promuovere iniziative che mirano a migliorare la qualità della vita e il benessere delle comunità, in linea con i valori di riconoscenza e generosità che, come Milleri stesso ha affermato, gli sono stati insegnati da Leonardo Del Vecchio. “A me Del Vecchio ha insegnato a essere sempre riconoscente, sempre generoso - chiosava Milleri - non sempre è facile seguire i principi che ci ha insegnato, ma c’è lo sforzo di farlo davvero ogni giorno”. Questo impegno va oltre il mero aspetto economico, evidenziando una dimensione etica e sociale che caratterizza la sua leadership.