Guida completa alla scelta e gestione dei fondi per l'acquario naturale

La scelta del fondo rappresenta uno dei momenti più critici durante l'allestimento di un acquario. Si tratta di una decisione che, una volta attuata, risulta estremamente difficile da modificare in seguito senza dover smantellare l'intero ecosistema. Le tipologie di fondi in acquario si distinguono in base alle colonie di batteri contenute al proprio interno, elementi fondamentali capaci di influenzare il benessere dell'intero sistema. Il fondo non è solo un tappeto di sassolini, ma è la parte nascosta che decide la salute della vasca: sotto la superficie, nei granuli di sabbia e negli strati dei terreni fertili, vive un mondo fatto di batteri, scambi chimici, microfauna e processi che determinano la salute delle piante, la vitalità dei pesci e la stabilità biologica.

Sezione trasversale di un acquario con stratificazione del fondo

Differenza tra fondo inerte e fondo fertile

Per prima cosa, i fondi in acquario vanno scelti in base alla tipologia di piante e di animali acquatici che deciderete di porvi all’interno. Una distinzione fondamentale riguarda la natura chimica del substrato.

Il fondo inerte

Se non avete intenzione di inserire all’interno del vostro acquario delle piante vere e magari preferite delle piante finte (esteticamente meno lodevoli e totalmente inutili, se non dannose per l’ecosistema acquario), allora avrete bisogno di realizzare un fondo inerte. Il fondo inerte non interagisce con la chimica dell’acqua; può essere utilizzato anche nei plantacquari, in cui sono presenti più piante che pesci, a patto che si svolga spesso la fertilizzazione dell’ambiente. Per creare un fondo inerte adatto a tutti i tipi di acquario, potrete scegliere tra alcuni materiali: innanzitutto, la sabbia che deve essere pulita bene perché spesso polverosa, un elemento naturale facilmente reperibile e con cui i vostri animali acquatici hanno già confidenza. In alternativa, suggeriamo di inserire la ghiaia al quarzo, un minerale neutro in acqua e adatto ai pesci di fondo, perché - grazie alle sue smussature - non ferisce.

Il fondo fertile

Se avete intenzione di realizzare un plantacquario oppure di avere un acquario con qualche pianta, vi consigliamo di aggiungere come primo strato un fondo fertile. È molto importante avere un fondo fertile, così che le piante possano creare le radici e rimanere sane. Il fondo fertile andrà posto come substrato e successivamente andrà ricoperto dagli altri materiali che avete scelto per il fondo del vostro acquario. È necessario porre il fondo fertile in acquario a 3 centimetri di altezza nelle zone in cui si prevede di inserire le piante e coprirlo con almeno uno strato di 4-5cm, per assicurarsi che non riaffiori mai in superficie. Uno dei migliori elementi utilizzabili per realizzare un fondo fertile è il fondo allofano, formato da argille addizionate di concimi specifici. È molto funzionale se inserito nell’acquario in combinazione alle rocce calcaree, perché “assorbe” la durezza carbonica.

La gestione dei substrati tecnici e attivi

Quando si parla di acquari piantumati, il fondo diventa un vero sistema di nutrizione e regolazione dell’acqua. I soil attivi, spesso di origine giapponese, sono terreni tecnici composti da argille e materiali vulcanici. Vengono prodotti tramite processi industriali che li rendono porosi, leggeri e capaci di scambiare ioni con l’acqua.

Un esempio celebre è l’Akadama, diffusissimo tra gli aquascaper più esperti, che ha la particolarità di essere un fondo adsorbente. Non è consigliato ai principianti in quanto la gestione di tutti i valori chimici dell’acqua è più complessa. Altri prodotti, come l'Environment Soil di GlasGarten, rendono l’acqua del vostro acquario estremamente limpida sin dall’inizio, ed è particolarmente ricercato dagli appassionati di gamberetti e gamberi.

Come preparare un substrato fertile semplice per un acquario piantumato.

Considerazioni sulla granulometria e materiali specifici

La forma dei granuli che inserite all’interno del vostro acquario è determinante sia per gli organismi che vi abitano che per eventuali pulizie.

  • Sabbia fine: Se la sabbia è troppo fine tende a compattarsi, riducendo la circolazione dell’acqua tra i granuli. In vasche senza una buona manutenzione, questo porta al problema delle zone anossiche (prive di ossigeno).
  • Granulometria media: Hanno un aspetto più grossolano, ma sono molto più facili da gestire. L’acqua circola meglio, il rischio di zone anossiche diminuisce.
  • Lapillo vulcanico: È un materiale spesso sottovalutato, ma in realtà è uno dei substrati più interessanti e versatili. È pieno di cavità e pori microscopici che diventano case perfette per i batteri. Spesso viene posizionato sotto al substrato principale per evitare la compattazione.

Consigli per l'allestimento di un acquario d'acqua dolce

Per il fondo d’acquario d’acqua dolce consigliamo di utilizzare la fluorite, un minerale che - data la sua composizione chimica - consentirà al fondo dell’acquario di rimanere stabile per molto tempo. Inoltre, la fluorite ha la peculiarità di poter rimanere fertile in maniera continuativa, semplicemente addizionando periodicamente delle specifiche Pastiglie-Tabs da fondo.

Se decidete di realizzare un acquario piantumato senza CO2, è essenziale bilanciare la scelta del substrato. Molti neofiti si chiedono se il fondo fertile sia indispensabile: per piante da prato come Eleocharis parvula o Marsilea hirsuta, il fondo fertile è caldamente consigliato per garantire una crescita rigogliosa. È fondamentale ricordare che un substrato scuro farà risaltare i pesci di colore chiaro, mentre un substrato brillante renderà meglio i vostri pesci di colore scuro e “allargherà” alla vista un piccolo acquario.

Esempio di layout di acquario con diverse granulometrie

Manutenzione e pulizia del fondale

Prevenire è meglio che curare: è molto importante costruire il fondo con un’angolazione leggermente inclinata, che permetterà ai residui batterici e ai sedimenti di depositarsi in un angolo dell’acquario. Questo ci consentirà di pulire la vasca, indipendentemente dalle tipologie di fondi in acquario. Sarà necessario rimuovere dal fondo i detriti, il mangime per pesci e gli scarti prodotti dagli animali e dalle piante.

Per la pulizia, avrete bisogno di un sifone. Se avete il sifone elettrico, prestate attenzione a non prelevare anche parte del fondo che avete creato per il vostro acquario, dato che è più difficile modulare la potenza dell’aspirazione. Con la sabbia fine la regola è non esagerare: sifonare troppo in profondità rischia di rimescolare zone anossiche e liberare gas indesiderati. Il metodo più sicuro è “accarezzare” la superficie con il tubo sifone, aspirando solo i detriti visibili.

Fondi per acquari di acqua marina e salmastra

Per il fondo di acquario in acqua marina, l’ideale è creare un substrato formato da sabbia sottilissima - chiamata sugar size, letteralmente “dimensione dello zucchero” - di circa 2 centimetri. La sabbia più sottile è in grado di formare una barriera che blocca materiali di scarto e quindi germi e batteri.

Per l'acqua salmastra, il consiglio è di ricreare l’ambiente palustre, caratterizzato da fango, detriti e melma. L’ideale per creare questo fondo in acquario è utilizzare la classica sabbia, purché abbia dei granelli molto sottili. Se si usa una sabbia più spessa, c’è il rischio di creare dei canali che permettono allo sporco di proliferare all’interno dell’acquario e di minare il benessere di piante e animali. In questi ambienti è anche possibile utilizzare un minerale duro come l’aragonite nera, che ha tutte le caratteristiche per ricreare condizioni simili a quelle dell’ambiente naturale.

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