La Fivet (Fecondazione In Vitro con Embryo Transfer) rappresenta una delle frontiere più avanzate della medicina riproduttiva, offrendo una speranza concreta a coppie che affrontano difficoltà nel concepire naturalmente. Questo percorso, carico di aspettative ma anche di ansie, è vissuto da molte persone che desiderano ardentemente coronare il sogno di diventare genitori. Le storie che emergono da questo cammino sono un intreccio di sofferenza, resilienza e, fortunatamente, di gioia immensa.
Le Diverse Fasi del Percorso Fivet: Dall'Inizio all'Attesa
Il percorso della Fivet inizia con una serie di valutazioni mediche approfondite per comprendere le cause dell'infertilità. Queste possono includere esami del sangue per valutare la riserva ovarica e la qualità degli ovociti, spermiogrammi per analizzare la motilità e la morfologia degli spermatozoi, e indagini più specifiche come l'isterosalpingografia o la laparoscopia per valutare la pervietà delle tube.
"E' la mia prima esperienza e sono un pò in ansia," condivide una giovane donna di 32 anni, esprimendo un sentimento comune a chi si affaccia per la prima volta a questo complesso iter. L'ansia è una compagna costante, alimentata dalla speranza ma anche dalla consapevolezza delle sfide che il percorso può presentare.
La stimolazione ovarica è una delle prime fasi attive del trattamento. Attraverso la somministrazione di farmaci, spesso tramite iniezioni quotidiane, si mira a indurre la crescita di un numero adeguato di follicoli, le strutture che contengono gli ovociti. Questa fase può essere fisicamente e psicologicamente impegnativa, con possibili effetti collaterali e la necessità di monitoraggi ecografici frequenti.
"Produco poco sono 7 ovociti xk la dottoressa mi ha dato una leggera stimolazione, terrorizzata xk pensavo sono pochi e se nn sono buoni e se sono vuoti? Insomma dramma…" racconta un'altra donna, evidenziando la preoccupazione per la quantità e la qualità degli ovociti ottenuti.
Il pick-up ovocitario è il momento in cui gli ovociti maturi vengono prelevati dalle ovaie sotto sedazione o anestesia. Subito dopo, in laboratorio, avviene la fecondazione. Ci sono diverse tecniche, tra cui la FIVET classica, dove gli spermatozoi vengono messi a contatto con gli ovociti, e la ICSI (Iniezione Intracitoplasmatica dello Spermatozoo), in cui un singolo spermatozoo viene iniettato direttamente nell'ovocita. "Arriva il pick up e sono tt e 7 pieni si fecondano tt e 7 e 4 diventano blastocisti," riporta una testimonianza di successo, mostrando come anche con un numero iniziale non elevato di ovociti, si possano ottenere ottimi risultati.
Successivamente, gli embrioni vengono coltivati in laboratorio per un periodo che può variare da tre a cinque giorni, fino allo stadio di blastocisti. La scelta di trasferire embrioni allo stadio di blastocisti è spesso legata a un tasso di impianto più elevato.

Il transfer embrionale è il momento in cui uno o più embrioni vengono delicatamente depositati nell'utero. Questo è un passaggio cruciale, carico di attesa e speranza. Dopo il transfer, inizia il periodo di "cova", un'attesa che può sembrare infinita, in cui si spera nell'impianto dell'embrione e nel successivo sviluppo della gravidanza.
"Ora sono in cova di un'altra blasto e tra 2 giorni avrò nuovamente la beta! Spero vada tutto bene e che possa finalmente coronare il sogno di diventare mamma! Anche se le paura di non farcela sono sempre molte," esprime una donna, catturando l'essenza dell'attesa e dell'incertezza che caratterizzano questa fase.
Le Sfide e le Complicazioni: Dall'Iperstimolazione alla Gravidanza Biochimica
Nonostante la speranza e gli avanzamenti tecnologici, il percorso della Fivet non è esente da ostacoli. Una delle complicazioni più temute è la sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS), una reazione eccessiva del corpo alla terapia ormonale. "Ho gia fatto il pick up qualche mese fa, ma purtroppo sono andata in iperstimolazione," racconta una donna, descrivendo una delle esperienze più difficili.
Un'altra realtà dolorosa è la gravidanza biochimica, che si verifica quando il test di gravidanza è positivo, ma la gravidanza non progredisce oltre le primissime fasi a causa di un impianto non riuscito o di un'anomalia cromosomica. "Ho cmq fatto la beta con risultato 42, molto basse ma la mia blasto aveva provato quanto meno ad attaccarsi al mio endometrio! Purtroppo il ciclo è arrivato e la mia gravidanza è finita in biochimica," condivide una testimonianza, evidenziando il dolore di un'attesa infranta.
La ricerca di un figlio attraverso la PMA può essere estenuante, sia fisicamente che emotivamente. Le numerose punture, i farmaci, le visite mediche, le attese, i risultati negativi possono mettere a dura prova la resilienza di una coppia. "Il percorso non è mai facile perchè ci sono mille ansie e paure ma la speranza è sempe l'ultima a morire!" sottolinea un commento, riassumendo la dicotomia tra difficoltà e speranza che pervade questo cammino.
L'Importanza del Supporto e della Resilienza
In un percorso così delicato, il supporto psicologico e quello della rete sociale diventano fondamentali. "Le coppie che si sottopongono a un trattamento di riproduzione assistita hanno bisogno di circondarsi di amici discreti e, allo stesso tempo, attenti e disponibili," si legge in un passaggio, sottolineando l'importanza di un ambiente di sostegno.
Molte donne condividono la necessità di trovare forza interiore e di non arrendersi di fronte alle avversità. "Ti auguro buona fortuna e non smettere mai e poi mai di crederci,nemmeno quando le cose si fanno dure!" è un incoraggiamento che risuona tra le esperienze condivise.
La consapevolezza che non sempre il primo tentativo va a buon fine è un dato di fatto che può alleviare la pressione. "Da quello che sto leggendo in questi gg è abbastanza frequente che il primo tentativo non vada bene. Non mollare, dobbiamo crederci profondamente…è fondamentale," rassicura un'altra utente, offrendo conforto e prospettiva.
Il ruolo del Counseling Psicologico nella Procreazione Medicalmente Assistita
Storie di Successo e Speranza
Nonostante le difficoltà, le storie di successo nella Fivet sono numerose e incredibilmente commoventi. Queste testimonianze offrono un faro di speranza a chi sta ancora affrontando il proprio percorso.
"Eccomi 😁 inizio la stimolazione che avevo 30 anni… Arriva il pick up e sono tt e 7 pieni si fecondano tt e 7 e 4 diventano blastocisti. La biologa scelse la mia blasto con una monetina essendo tt identiche… E oggi stringo la mia gioia tra le braccia… Bello come il sole intelligentissimo… L'amore più grande.." racconta una madre, condividendo la gioia di aver finalmente raggiunto il suo sogno.
Un'altra storia di successo narra di un percorso lungo e complesso: "Ho 40 anni e fatto 4 fivet post 2 gravidanze extrauterine… Il 4 tentativo nel privato… Transfer inizio luglio 2021, beta hcg positive fine luglio, ora incinta a 14 settimane." Questa testimonianza evidenzia la tenacia e la determinazione necessarie, ma anche la ricompensa finale.
"Il 14 luglio 2020 nasce il mio miracolo , si chiama Michele Maria. Non c'è giorno in cui io non pensi a quello che è accaduto," condivide una madre, descrivendo il proprio bambino come un vero miracolo dopo un percorso costellato di perdite, emorragie e il rischio di parto prematuro.
La diagnostica pre-impianto (PGT) è una tecnica che, in alcuni casi, può aumentare le probabilità di successo, analizzando gli embrioni per individuare eventuali anomalie cromosomiche prima del transfer. "Quindi la soluzione per noi è stata, a parer nostro, la diagnostica pre impianto, che la clinica aveva consigliato," spiega una donna, evidenziando come questa opzione possa essere risolutiva.
Considerazioni sulla Fivet
La Fivet è un trattamento complesso che richiede un approccio multidisciplinare, coinvolgendo medici, biologi, psicologi e, naturalmente, la coppia stessa. La scelta della clinica e del team medico è cruciale. "Nel pubblico sono stata ad Umberto Policlinico 1 - Roma, che consiglio, pur i miei 3 negativi, ma il mio era un problema di età ed embrioni non sani. Invece il 4 tentativo a Villa Margherita, dal Dr," indica un'esperienza di confronto tra strutture pubbliche e private.
La durata del percorso, i costi, le implicazioni emotive e fisiche sono tutti fattori da considerare attentamente. Tuttavia, per molte coppie, la Fivet rappresenta l'unica via per realizzare il desiderio di genitorialità, un viaggio di trasformazione che, nonostante le inevitabili difficoltà, può condurre alla gioia più grande. "Le cicatrici sono il segno che è stata dura. grazie Kikka … che bello leggere queste storie a lieto fine!!! Complimenti ed un bacino alla tua stellina!!!" riassume il sentimento di gratitudine e solidarietà che lega chi ha attraversato e chi sta attraversando questo percorso.