FIVET e Blastocisti: Percorsi di Successo nella Riproduzione Assistita

La Fecondazione In Vitro (FIVET) rappresenta una delle frontiere più avanzate e promettenti nella medicina riproduttiva, offrendo speranza a coppie che incontrano difficoltà nel concepimento naturale. Questo complesso ma efficace percorso mira a superare gli ostacoli alla fertilità attraverso un approccio scientifico e altamente personalizzato. Ogni paziente è unico, e per questo, ogni trattamento nell'Istituto Bernabeu è personalizzato. Il proposito è determinare l’origine della sterilità nella coppia e disegnare il trattamento più adeguato.

La Valutazione Preliminare: Fondamento del Successo

Prima di intraprendere un percorso di FIVET, una valutazione approfondita è essenziale per determinare l'idoneità della coppia al trattamento e per ottimizzare le possibilità di successo. Nella donna, si realizza un’esplorazione del collo uterino, dell’endometrio, e possibili alterazioni delle tube di Falloppio e la regolarità dei cicli mestruali. Lo scopo è determinare che la FIVET sia il procedimento corretto per trattare la problematica di sterilità e che la coppia si trovi fisica e psicologicamente pronta per iniziarlo. Nel caso contrario, verrà consigliato ai pazienti il trattamento più adeguato.

Esplorazione medica del sistema riproduttivo femminile

La Stimolazione Ovarica: Incrementare la Qualità degli Ovociti

Il procedimento completo di FIVET, a seconda dei casi, ha una durata che varia da 8 a 12 giorni circa. Questa stimolazione è fondamentale per l’esito futuro. Raggiungere il maggior numero di ovociti è importante, però lo è ancora di più la qualità degli stessi. Per questo, seguiamo con frequenza la loro evoluzione con controlli ecografici che ci permetteranno di disegnare al meglio la dose ormonale più adeguata per ottimizzare la loro qualità. L'obiettivo è quello di favorire la produzione di più ovociti maturi. Per aumentare le probabilità di ottenere più ovociti maturi, la donna assume farmaci ormonali per circa 10-12 giorni.

Il Prelievo Ovocitario e la Fecondazione

Quando gli ovociti sono maturi e hanno raggiunto il miglior momento di crescita, vengono prelevati attraverso ecografia vaginale, sotto un’anestesia locale o una leggera sedazione, in modo assolutamente indolore. Quando i follicoli raggiungono la maturazione ottimale, si procede con il prelievo degli ovociti tramite una puntura ovarica ecoguidata. Il risultato della fecondazione, che segna il primo giorno di vita embrionaria, viene osservato dopo circa 18 ore.

L'ICSI: Una Rivoluzione nella Fertilità Maschile

L'ICSI (Iniezione Intracitoplasmatica dello Spermatozoo) è stata una vera rivoluzione nelle tecniche di riproduzione assistita perché risolve la maggior parte dei problemi di sterilità maschile. Questa tecnica viene usata per la fecondazione quando il seme presenta una bassa quantità di spermatozoi, una morfologia alterata, una mobilità ridotta o quando il seme è incapace di fecondare attraverso una FIVET convenzionale. La selezione dello spermatozoo si basa sulle caratteristiche morfologiche, e in certi casi usando metodi complementari (MACS, IMSI, PICSI).

Microscopio utilizzato per la selezione degli spermatozoi in ICSI

Coltura Embrionale e lo Stadio di Blastocisti

Dopo la fecondazione, inizia il processo di sviluppo nell’incubatrice con un mezzo di coltura che fornisce tutto il necessario per una crescita corretta. È importante tener presente che non tutti gli ovociti verranno fecondati e non tutti daranno origine ad embrioni validi. Cresceranno embrioni di buona e cattiva qualità e altri si bloccheranno e smetteranno di crescere.

La Blastocisti: Un Embrione Pronto all'Impianto

La blastocisti è un embrione che si è sviluppato fino a 5-6 giorni dopo il concepimento. È caratterizzata da un altissimo numero di cellule e da una maggiore predisposizione all’impianto in utero. È in questa fase inoltre che è possibile, laddove necessario, eseguire un’indagine preimpianto. La blastocisti umana è l’embrione che raggiunge 5-6 giorni di sviluppo, ed è composta da tre parti fondamentali: 1. blastocele, cavità piena di liquido; 2. trofectoderma, che dà origine alla placenta; 3. zona pellucida, che protegge l’embrione.

Non tutti gli embrioni che vengono formati riescono a superare le prime fasi di sviluppo e a raggiungere lo stadio di blastocisti (solo il 35%), per cui è facile comprendere che lungo questo percorso avviene una selezione naturale in favore degli embrioni più forti. Questi motivi permettono un aumento delle percentuali di successo di gravidanza, evidenziato anche dalla letteratura scientifica, che salgono al 56% contro il 30-35% rispetto ad embrioni di 2 o 3 giorni. Se si esegue un’indagine genetica preimpianto e si selezionano solo le blastocisti cromosomicamente sane, il tasso può salire anche fino al 70%, con un unico impianto.

Schema di una blastocisti umana con le sue componenti

Il Trasferimento Embrionale: Il Momento Cruciale

Una volta raggiunta la fase di blastocisti, si procede con il trasferimento dell’embrione. Un momento cruciale del trattamento. Avviene mediante ecografie addominali. Depositeremo direttamente nell’utero materno il mezzo di coltura che contiene l’embrione. Nel caso di trasferimento di blastocisti, la procedura avviene generalmente al quinto o sesto giorno dopo la fecondazione. Si tratta di una procedura ambulatoriale, non invasiva e indolore, eseguita senza anestesia.

Transfer a Blastocisti vs. Transfer a Stadio Precoce

Esistono due modalità principali di trasferimento degli embrioni: il transfer embrionale a blastocisti (al 5° o 6° giorno di sviluppo embrionale) o più precocemente, allo stadio di embrioni al 2°-3° giorno. La scelta tra un transfer piuttosto che un altro dipende dal singolo caso, caratterizzato da numerosi fattori come le cause dell’infertilità, il numero di embrioni realizzati e la loro qualità, l’età materna ed eventuali altri percorsi di PMA falliti in precedenza.

Molti utilizzano la metodica del transfer selettivo di blastocisti, che significa arrivare a blastocisti solo se al giorno 3 si avranno molti embrioni di ottima forma (tipo 1 o tipo A). Tuttavia, si ritiene che proprio nei casi in cui si hanno pochi embrioni al giorno 3, occorra verificare se questi sono in grado di raggiungere lo stadio di blastocisti e soprattutto se sono "brutti". Si propone pertanto il trasferimento embrionale a blastocisti "elettivamente" e non "selettivamente".

Qual è l’embrione con più chance di ottenere una gravidanza?

Crioconservazione e Opzioni di Trattamento

Gli embrioni che non sono stati trasferiti e si desidera conservarli, dopo la loro vitrificazione, vengono posti in custodia. Dopo la loro identificazione, si depositano in una posizione esclusiva nei contenitori criogenici dei nostri laboratori. La crioconservazione o vitrificazione può essere preferibile in alcuni casi. Ad esempio, è possibile utilizzare embrioni a fresco in un trattamento e conservare gli altri, ottenuti dalla fecondazione in vitro, nell’eventualità di un nuovo tentativo o un secondo figlio per evitare di ripetere una pesante stimolazione ovarica ed il prelievo degli ovociti. Gli embrioni in sovrannumero si possono conservare anche quando l’organismo di una donna non è pronto all’impianto per diverse motivazioni di tipo medico.

La Vitrificazione: Una Tecnica Avanzata

La vitrificazione consiste in un congelamento rapidissimo che evita la formazione di cristalli di ghiaccio all’interno delle cellule e conseguenti eventuali danni. Per questo occorre affidarsi ad un centro per la fertilità qualificato. Le blastocisti di buona qualità che non vengono trasferite immediatamente possono essere crioconservate tramite vitrificazione, una tecnica di congelamento rapido che evita la formazione di cristalli di ghiaccio e preserva l’integrità cellulare.

Il Test di Gravidanza e il Follow-up

Dopo 13/14 giorni dall’inizio della somministrazione del progesterone, si programmerà un prelievo del sangue per confermare la gravidanza o meno: i livelli di ormone beta-hCG che produce l’embrione e passa al sangue della madre determineranno se si è annidato nell’utero. In caso di risultato negativo, i medici che hanno partecipato al trattamento ne analizzeranno le cause per studiare come proseguire. Dopo il test di gravidanza positivo, verrà effettuata un’ecografia dopo circa due settimane.

Versatilità della FIVET e Nuove Frontiere

La FIVET è un procedimento molto versatile. Gli ovuli usati possono provenire dalla stessa paziente o da una donatrice di ovuli. Allo stesso modo, il seme può provenire dal partner o da un donante di seme. La tecnica ha reso possibile gravidanze a donne single od omosessuali (ROPA). La Fecondazione in Vitro è il trattamento più frequente in medicina riproduttiva.

La SOFT FIV e il Ciclo Sostituito

La SOFT FIV (una FIVET leggera) rappresenta un’alternativa alla stimolazione ovarica convenzionale. L’obiettivo è quello di limitare il numero di ovuli da ottenere con un dosaggio di medicinali inferiore per il paziente e senza compromettere le possibilità di gravidanza cumulativa. La SOFT-FIV richiede una quantità inferiore di farmaci a differenza della stimolazione classica, e non tutti iniettabili.

Il ciclo sostituito o “artificiale” consiste nel realizzare il criotrasferimento una volta ottimizzata la ricettività endometriale con la somministrazione di estrogeni e progesterone. È indicato nelle pazienti anovulatorie, con cicli irregolari o senza funzione ovarica. In certi casi può essere appropriato anche in alcuni pazienti normoovulatori.

Considerazioni sulla Ripresa Post-Transfer

Generalmente, il giorno dopo il prelievo degli ovuli o il trasferimento, la donna può riprendere la propria vita normale. A differenza della diffusa opinione che ritiene necessario un assoluto riposo dopo il transfer, l’inattività assoluta può essere deleteria. Diversamente, un’attività fisica moderata aumenta il flusso sanguigno, riduce lo stress e le infiammazioni oltre a tenere sotto controllo il peso.

Personalizzazione e Tassi di Successo

Presso l’Instituto Bernabeu, lo studio della fertilità viene eseguito personalmente per poter individualizzare il trattamento e ottenere così un ottimo risultato. La statistica mostra dati globali e non applicabili a casi specifici, per cui è importante tener presente la necessità di personalizzare il pronostico. In seguito, si dettaglierà il tasso di gravidanza accumulata (le gravidanze ottenute dopo una puntura/recupero di ovociti). Questo comprende il trasferimento degli embrioni freschi ed un possibile trasferimento di embrioni criopreservati quando non si ottiene un risultato positivo in un primo trasferimento.

Il tasso di successo per un singolo trasferimento è intorno al 35%, ed esso aumenta significativamente, superando l’80% dopo 3 cicli di trattamento. Un altro aspetto che distingue i centri Genera è il supporto multidisciplinare. Ogni coppia è seguita da un team di esperti che lavora in sinergia per garantire il miglior percorso possibile. Scegliere Genera significa scegliere un centro che pone al centro del trattamento non solo la tecnologia avanzata, ma anche il benessere psicofisico di ogni coppia.

Le Esperienze Personali: Testimonianze di Speranza

Le storie di chi ha affrontato la FIVET sono spesso cariche di emozione e resilienza. "Venivo da una serie di stimolazioni non riuscite e da quattro ICSI andate tutte male," racconta una paziente. "Un medico, non so se definirlo tale, mi aveva detto che se volevo dei figli l’unica possibilità era l’ovodonazione. Mi sono rivolta a lui quando ancora non ero sposata, mi ha fatto fare delle cure pesantissime, punture e tutto, per farmi arrivare la mestruazione solo perché avevo l’ovaio micropolicistico e un ciclo non ovulatorio. Poi sono stata in Svizzera, dove ho fatto l’ICSI e due transfer a distanza di qualche mese, ma non è andata. Allora ho deciso di cambiare, cercato un’altra clinica vicino casa, ma anche lì, nonostante il prelievo ovocitario andasse bene, la coltura non andava oltre le 4 cellule. Ho fatto due volte il prelievo, due volte l’impianto e per due volte non è andata bene. A quel punto ho detto: basta, non faccio più niente, non ne voglio più sapere. Ero demoralizzata al massimo. Poi, viste le insistenze di mio suocero sono venuta a Raprui dove ho deciso di riprovare. Ho fatto la visita con il Prof. Cerusico e la prima cosa che mi ha detto è stata «qui tu diventi mamma», questa è stata la sua prima parola."

Fisiologicamente, infatti, è proprio allo stadio di Blastocisti (cinque giorni dopo l’avvenuta fecondazione) che l’Embrione transita dalle tube all’utero. Il vantaggio di coltivare gli embrioni sino allo stadio di Blastocisti risiede, dunque, nel fatto di ricreare il sincronismo fisiologico tra stadio di sviluppo embrionale e la sede anatomica del trasferimento aumentando le possibilità che si realizzi l’impianto. Contemporaneamente, mediante questa strategia, è possibile ridurre il numero di embrioni destinati al transfer minimizzando i rischi collegati all’insorgenza di una gravidanza gemellare. In un numero limitato di casi, la percentuale oscilla tra il 5% e il 10%, nessun Embrione è in grado di svilupparsi sino allo stadio di Blastocisti vanificando il trasferimento embrionario.

L'Importanza di un Centro Specializzato

Presso SISMER - Gruppo Nefrocenter, centro di eccellenza per la medicina della riproduzione, la coltura embrionale fino allo stadio di blastocisti è una pratica consolidata, applicata con competenza e maestria quando le condizioni cliniche e biologiche la ritengano opportuna, nel pieno rispetto della fisiologia e della sicurezza dei pazienti. Non è pertanto un percorso obbligato che di per sé garantisca un miglior successo all’intero trattamento. La scelta della durata della coltura embrionale va fatta in base all’intero quadro clinico ed embriologico di quella specifica coppia in quello specifico momento della loro storia terapeutica. Grazie a queste metodologie, SISMER ottiene tassi di successo tra i più elevati in Italia.

La Diagnosi Genetica Preimpianto (PGT) consente di analizzare il patrimonio genetico degli embrioni prima del transfer. Attraverso il prelievo di alcune cellule dalla blastocisti, è possibile individuare eventuali anomalie genetiche o cromosomiche.

Il trasferimento embrionale è una delle fasi più delicate del percorso FIVET. Al SISMER - Gruppo Nefrocenter, gli embrioni vengono mantenuti in incubatori di nuova generazione che simulano fedelmente l’ambiente uterino, con temperatura, umidità e concentrazione di gas costanti.

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