La gestione del melo: tra dirado, impollinazione e fitoregolatori per una produzione di qualità

Melo in fiore

Il dirado del melo rappresenta una delle pratiche agronomiche più delicate e strategiche, fondamentale per ottenere produzioni di maggiore qualità, sia in termini di pezzatura che di colore. Tradizionalmente, il dirado manuale, eseguito a frutticini ormai formati, comporta costi elevati, richiedendo tra le 200 e le 300 ore di lavoro, rendendolo difficilmente sostenibile negli attuali scenari frutticoli. La complessità di questa pratica è influenzata da molteplici condizioni climatiche, quali temperatura, umidità ed esposizione alla luce. Inoltre, varietà come Fuji e Gala si rivelano più difficili da diradare rispetto ad altre, sottolineando la necessità di approcci mirati e innovativi.

Il ruolo dei diradanti chimici e la loro applicazione

I diradanti chimici possono essere concettualmente suddivisi in due macro categorie: i diradanti fiorali e quelli post-fiorali. Nei diradanti post-fiorali rientrano sostanze come la 6-Benziladenina, il NAD (1-naftilacetamide) e il NAA (acido alfa-naftalenacetico). Il momento ottimale per gli interventi sui fiori coincide con l'inizio della caduta dei petali del fiore centrale. L'etilene, rilasciato durante la fioritura dei fiori secondari, stimola l'invecchiamento degli ovuli, causando la caduta dei fiori non fecondati o di quelli che hanno subito una fecondazione anomala.

Perchè diradare? Dalla fisiologia alle soluzioni applicative

Daglas: un coadiuvante innovativo per il dirado fiorale

Un prodotto specifico, Daglas, fertilizzante liquido di Greenhas, si distingue per la sua elevata purezza e la sua azione unica. L'etichetta di Daglas fornisce chiare indicazioni sul momento applicativo, il dosaggio e l'evidente azione nutrizionale sul fiore centrale del melo. Questo prodotto unisce l'azione del tiosolfato di ammonio e del tiosolfato di potassio. Grazie all'interazione opportunamente bilanciata dei suoi costituenti, Daglas supporta l'azione dei diradanti chimici quando applicato sul melo durante la fase di fioritura. L'ammonio tiosolfato e il tiosolfato di potassio, presenti in un'unica formulazione, conferiscono a Daglas elevate proprietà igroscopiche, che gli permettono di assorbire acqua dall'ambiente circostante. Dopo l'applicazione, pistilli e polline si asciugano per effetto osmotico e, di conseguenza, l'ovulo non può essere fecondato. Daglas risulta efficace su tutte le varietà di melo attualmente disponibili, sebbene con intensità diverse in funzione delle specifiche genetiche. Le condizioni necessarie per l'impiego di Daglas richiedono che le piante siano asciutte e prive di rugiada al momento dell'applicazione.

BREVIS®: un approccio innovativo al dirado basato sulla fotosintesi

Meccanismo d'azione di BREVIS®

BREVIS® agisce sulla fotosintesi della pianta, inducendo una cascola dei frutti in eccesso e incrementando la qualità e la quantità della produzione. Il suo meccanismo d'azione consiste nel bloccare il trasporto non ciclico degli elettroni nel fotosistema II. Nei giorni successivi all'applicazione, BREVIS® influenza l'apparato fotosintetico riducendone il trasporto lungo la catena anche oltre il 60%. Durante questo temporaneo periodo di stress, che generalmente dura al massimo 3 settimane, l'intercettazione della luce viene disturbata, riducendo la produzione di carboidrati e generando competizione per i fotosintetati tra germogli e frutti.

I risultati ottenuti dal Fruit Research Station di Jork sono estremamente positivi, indicando che l'efficacia di Brevis è superiore a quella di tutti i diradanti con cui è stato confrontato, incluso il Carbaryl. Il coinvolgimento di Adama, iniziato nel 2007, ha permesso di investire le risorse necessarie e, grazie alle competenze e all'esperienza maturata come leader di mercato nel settore della protezione delle piante, di migliorare ulteriormente la formulazione attraverso un'intensa attività di sperimentazione su numerose cultivar coltivate in diversi Paesi. Brevis® offre una combinazione impareggiabile di efficacia, selettività e vantaggi qualitativi per il produttore.

Brevis® si differenzia dai prodotti comunemente utilizzati per il dirado, che si basano sull'attività ormonale della pianta. Nel 2014, Brevis® è stato registrato nel sud Europa con procedura zonale ed è attualmente autorizzato in Spagna, Portogallo, Francia, Svizzera, Inghilterra, Belgio, Paesi Bassi, Polonia, Austria, Slovenia, Grecia, Macedonia, Albania e Serbia. Brevis® si caratterizza per l'elevata solubilità e il veloce assorbimento nella pianta, con il prodotto assimilato nel tessuto vegetale già dopo 2 ore dall'applicazione.

È importante notare che le cime sono spesso la parte più impegnativa da diradare a causa della maggiore radiazione solare percepita, di un maggiore diametro dei frutticini e di una difficile copertura da parte dei prodotti diradanti. Sul melo, la dose autorizzata è di 1,1-2,2 kg/ha, da applicare quando la dimensione media del frutto centrale misura almeno 10 mm. Si può valutare una seconda applicazione localizzata solo su varietà difficili da diradare e in condizioni collinari e montane. Sul pero, la dose autorizzata è di 1,1 kg/ha, quando la dimensione media del frutto centrale è di 12 mm. Si consiglia di limitare i trattamenti alla varietà Conference e di non effettuare una seconda applicazione. In frutteti caratterizzati da crescita vigorosa, con un numero elevato di succhioni, è consigliabile ridurre la dose. Si sconsiglia l'utilizzo di BREVIS® in miscela o in strategia con altri prodotti diradanti, oli estivi e coadiuvanti. In situazioni di stress, come gravi danni causati da vento o siccità, l'effetto di BREVIS® potrebbe essere maggiore. Dosi di applicazione singole o ripetute possono causare un sovra-dirado anche senza superare i dosaggi massimi indicati in etichetta. Per ottenere il risultato desiderato, è consigliabile seguire i consigli di tecnici esperti in dirado riguardo al dosaggio da utilizzare. Si raccomanda di applicare BREVIS® con temperature diurne superiori ai 10° C e mai oltre i 25°C.

La problematica della mancata allegagione nel melo 'Golden Delicious'

Un caso frequente, come riportato da un coltivatore, riguarda un melo varietà "Golden Delicious" che, pur fiorendo abbondantemente per due anni, non ha mai prodotto frutti. I fiori si seccano e si staccano ogni volta, nonostante la pianta, alta tre metri, non sia mai stata potata, non manchino acqua né concime e sia trattata con poltiglia bordolese 2-3 volte l'anno. Le foglie si presentano bellissime e brillanti, indicando una pianta in piena salute. In vivaio, altre piante simili hanno prodotto frutti anche in vasi piccoli, sollevando la questione della mancata allegagione dei frutticini in questo specifico esemplare.

Melo Golden Delicious in fiore senza frutti

Le soluzioni per la mancata allegagione: impollinazione incrociata

Poiché non c'è più spazio in giardino per altri alberi, si cercano soluzioni alternative alla piantagione di nuovi esemplari. Un'opzione considerata è innestare la pianta con una varietà differente in modo che le due varietà si fecondino a vicenda. Questa soluzione è dettata dalla consapevolezza che entrambe le varietà, "Golden Delicious" (e anche la pera Williams) sono autosterili. Per il melo, è possibile innestare anche solo una parte della pianta. Per quanto riguarda il pero, invece, è consigliabile piantare un'altra varietà nelle vicinanze, come Decana del Comizio, Kaiser o Passa Crassana, in grado di fecondare i suoi fiori. Questo indica che, per il pero, l'innesto potrebbe non essere una soluzione praticabile, ma è necessario un impollinatore esterno. Un coltivatore ha infine riportato il successo, avendo notato una piccolissima mela tra i rami del suo albero, suggerendo che le problematiche di impollinazione e allegagione possono essere risolte.

I fitoregolatori auxino-simili e la loro azione sull'allegagione e l'ingrossamento dei frutti

Struttura molecolare dell'auxina

In frutticoltura, l'obiettivo principale è ottenere un raccolto quantitativamente soddisfacente sia in termini di quantità che di qualità dei frutti. L'applicazione dei fitoregolatori permette di modulare questo fenomeno, riducendo la cascola e aumentando l'allegagione. La categoria di riferimento è quella dei fitoregolatori auxino-simili, che mimano l'azione delle auxine naturali. Questi ormoni vegetali influenzano positivamente la moltiplicazione e l'ingrossamento delle cellule, conferendo loro una maggiore plasticità e permeabilità delle pareti cellulari. Ciò favorisce l'ingresso dell'acqua e dei soluti all'interno della polpa del frutto durante la fase di ingrossamento.

I fitoregolatori auxino-simili contribuiscono alla differenziazione vascolare e dello xilema, così come alla proliferazione cellulare del cambio. A basse concentrazioni, al contrario, stimolano la produzione di nuove radici. Tuttavia, non tutti i fitoregolatori sono uguali. Acqua e nutrienti sono risorse che vanno a beneficio di ogni parte della pianta, ma è necessario che vengano maggiormente indirizzati verso i frutti in particolari momenti della stagione.

Perchè diradare? Dalla fisiologia alle soluzioni applicative

HF Calibra: un fitoregolatore per minimizzare la competizione e promuovere l'accrescimento

In questo contesto, dopo il dirado iniziale, l'uso di HF Calibra permette di influire positivamente sulla competizione che normalmente si instaura prima tra i fiori e poi tra i frutti. Una volta applicato, HF Calibra minimizza le competizioni a danno dei frutti inviando specifici messaggi alla pianta in modo che questa piloti l'invio preferenziale dell'acqua e delle sostanze nutritive verso i frutticini rimasti.

HF Calibra trova impiego su mandarino e arancio, oltre che su drupacee come pesco, nettarine, albicocco, susino. È autorizzato anche su melo, actinidia e avocado. Le dosi variano in funzione della coltura e degli obiettivi prefissati, che possono essere la riduzione della cascola (negli agrumi) oppure l'accrescimento e la maturazione dei frutti, spaziando da un minimo di 50 a un massimo di 200 millilitri per ettolitro d'acqua.

HF Calibra va impiegato in post-allegagione e sempre dopo l'eventuale diradamento. In tal modo, si dà un forte segnale alla pianta, stimolandone il biochimismo nella direzione della produttività. L'effetto anticascola che si apprezza sugli agrumi è spiegato dall'effetto ormonale “giovanile” che impedisce all'etilene endogeno di indurre la suberificazione del picciolo e la successiva caduta del frutto. Grazie alla sua buona miscibilità, ad HF Calibra possono essere aggiunti prodotti nutrizionali e biostimolanti finalizzati all'aumento del calibro dei frutti. Risultano particolarmente utili biostimolanti come Abyss e Abyss Pro quando applicati in post-fioritura.

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