L’epopea dell’eroe invincibile: Achille nelle filastrocche per l’infanzia

La figura di Achille, il semidio greco protagonista dell’Iliade, esercita da millenni un fascino magnetico non solo sui lettori adulti, ma anche sui bambini. Le storie che lo vedono protagonista, tramandate attraverso i secoli, trovano oggi nuova linfa nella letteratura per l'infanzia, specialmente attraverso l’uso delle filastrocche. Queste composizioni, caratterizzate da una struttura ritmica che ricalca il battito del cuore, permettono di avvicinare i più piccoli ai grandi temi del mito classico con leggerezza e consapevolezza pedagogica.

rappresentazione artistica di un giovane Achille in armatura che osserva il fiume Stige

La genesi di un eroe: il dono della madre

Nel palazzo di re Peleo, la nascita di un bambino speciale portò una gioia immensa. Figlio del sovrano e della dea Teti, il piccolo fu chiamato Achille. Tuttavia, la dea Teti, pur amando profondamente suo figlio, era tormentata da un presagio: il bambino sarebbe stato forte e invincibile, ma non immortale come lei. Spinta dal desiderio materno di cambiare il destino del figlio, Teti prese una decisione audace.

Una sera, di nascosto, portò il bambino con sé e lo immerse, tenendolo per il tallone, nelle acque del fiume Stige. Lo Stige era il fiume magico degli Inferi, le cui acque avevano il potere di proteggere per sempre dalle ferite chi vi veniva baciato. La dea Teti disse: «Grazie al fiume non potrai mai essere ferito!». Questo momento segna la nascita del punto debole dell'eroe, il celebre tallone rimasto asciutto, l'unico varco nella sua corazza divina.

La pedagogia della filastrocca

Il ricorso alle filastrocche per raccontare le gesta di Achille non è un caso isolato. Notoriamente le filastrocche procurano nei bambini uno straordinario fascino grazie alla regolarità con cui gli accenti si spargono nelle parole, dando alle frasi il ritmo familiare del battito del cuore; il ripetersi rassicurante dei suoni unisce tra loro le frasi come le mani strette l’una all’altra uniscono i bambini in un divertente girotondo.

Attraverso questo strumento, il mito perde la sua austerità accademica per diventare un gioco di parole e ritmi. Esperti nel campo dell'animazione ludica e didattica sottolineano come l'uso della rima faciliti la comprensione di dinamiche complesse, trasformando l'eroe in un compagno di avventure che, nonostante la sua natura semidivina, possiede fragilità umane in cui ogni bambino può, in qualche modo, identificarsi.

schema grafico del tallone di Achille con indicazione del punto debole

Il richiamo della gloria e il conflitto di Troia

Passò il tempo e il piccolo Achille divenne un uomo pieno di forza e coraggio. Quando giunse la terribile notizia che i Greci avevano dichiarato guerra ai Troiani, Achille, spinto dal desiderio di gloria e fama dei grandi eroi, decise di partire. Nonostante la contrarietà della dea Teti, che temeva per la sua vita, l'eroe scelse la strada del conflitto.

Sotto le mura di Troia, Achille combatté valorosamente insieme al suo migliore amico Patroclo, garantendo ai Greci vittorie cruciali. La guerra, tuttavia, è anche teatro di passioni umane. Per ringraziarlo, il re donò ad Achille la bella Briseide. Quando il re, in un secondo momento, pretese di riavere la serva per sé, Achille si oppose con fermezza, difendendo il sentimento nato tra i due giovani. All’insistenza del sovrano, l'eroe, infuriato, dichiarò: «Se le cose stanno così, io non combatterò più per te!».

La caduta dell'invincibile: l'ultimo atto

L’astensione di Achille dal campo di battaglia portò i Greci a subire pesanti sconfitte. L’amico Patroclo, non potendo sopportare tale declino, scelse di scendere in campo, ma il suo destino fu segnato, lasciando Achille in preda a una rabbia cieca. Fu in questo scenario che intervenne il dio Apollo, protettore di Troia, il quale ben conosceva il punto debole del semidio.

Quando Paride, fratello di Ettore, scagliò la freccia, il dio la diresse verso il tallone di Achille, l’unica parte del suo corpo rimasta esposta durante l'immersione nello Stige. Colpito in quella parte fatale, Achille cadde a terra. In questo modo, l'eroe trovò la vita che aveva scelto, consacrando il suo nome alla leggenda.

La guerra di Troia (Iliade) - La Saga Completa - Mitologia Greca

L'eroismo e l'analogia con la natura

La parabola di Achille, sebbene legata al mito antico, può essere accostata al mistero quotidiano della natura. Come l'eroe che compie la sua grande entrata nel mito, anche il sole, protagonista dell'alba, cerca la gloria nel cielo. È un peccato che lo spettacolo della levata del sole si svolga la mattina presto, quando tutti dormono e nessuno può assistere alla maestosità dell'alba che incendia la girandola finale, la scappata dei razzi dorati e delle fionde luminose.

Proprio come Achille sfoderava la sua spada per squarciare l'orizzonte di Troia, così il sole lancia in cielo i carri delle nuvole, carichi d'oro e di porpora, confondendo colori come il violetto, il lilla, il turchino e l'arancione. Questa metafora tra la maestosità dell'eroe e la potenza solare aiuta i giovani lettori a visualizzare la grandezza del personaggio mitologico non solo come una figura di guerra, ma come un simbolo di luminosità e impeto naturale.

Strumenti per crescere attraverso il racconto

La narrazione di Achille, quando mediata da autori ed educatori, si trasforma in un percorso ludico-teatrale. La progettazione di percorsi che includono il teatro di figura, l'uso di marionette e lo storytelling nelle scuole o in contesti ospedalieri, permette al bambino di elaborare le proprie emozioni attraverso il mito.

Il valore delle rime risiede proprio in questo respiro costante di chi racconta e di chi ascolta. La storia di Achille diventa così un canovaccio su cui innestare laboratori di animazione, dove la figura dell'eroe e la sua vulnerabilità servono come spunto per discutere di amicizia, lealtà e coraggio. Nonostante la fine tragica dell'eroe, l'insegnamento che le filastrocche trasmettono è legato all'importanza di scegliere il proprio percorso, proprio come fece Achille, che scelse la vita gloriosa pur conoscendone il rischio, accettando il proprio destino con la fierezza di un semidio.

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