La filastrocca, in tutte le sue declinazioni, rappresenta uno dei pilastri fondamentali della letteratura dell’infanzia e della cultura orale. Spesso percepita come un semplice gioco di parole, essa è in realtà un meccanismo complesso che intreccia memoria, ritmo e significati simbolici profondi. Nel contesto della cultura europea e mediterranea, le filastrocche che includono riferimenti numerici, come quelle che pongono l'interrogativo "Uno, chi lo sa?", non sono meri esercizi mnemonici, ma veicoli di trasmissioni di contenuti cristiani, filosofici ed esoterici.
Le Radici Storiche e il Simbolismo dei Numeri
Il fenomeno delle filastrocche numeriche ha una diffusione capillare in area mediterranea ed europea, trovando le sue radici più antiche in una cultura biblica e cattolica che ha plasmato il pensiero collettivo. Già a partire dal XV secolo circa, si assiste a una strutturazione di questi componimenti in cui ogni numero corrisponde a una verità di fede o a un fatto morale.
Il significato del "Martiji" e di altre strutture analoghe risiede in una logica precisa: ogni numero è un gradino verso la conoscenza. Ad esempio, il numero "uno" proclama l'unità di Dio, il "due" richiama le tavole della legge, il "tre" la Trinità, fino ad arrivare ai nove mesi di gravidanza della Vergine. L'opera di codificazione di questi canti, che spesso venivano eseguiti in un clima gioioso o come supporto alla catechesi, fu oggetto di studio da parte di filologi e musicologi.

La Struttura delle Filastrocche Sacre e Profane
Nella tradizione cattolica, le filastrocche non servivano solo a trasmettere contenuti dogmatici, ma fungevano da "esorcismo" in senso lato, una sorta di protezione attraverso la recitazione di parole di verità. La distinzione tra le versioni religiose e quelle ludiche è sottile: le seconde spesso utilizzano espressioni come "con le braghe al sole" per alleggerire il tono, pur mantenendo l'ossatura logica originaria.
L’impostazione di queste composizioni è solitamente articolata e, nel corso dei secoli, ha subito mutamenti stilistici. La diffusione di canti che enumerano i dodici giorni, o che interrogano il bambino nella culla sulla natura del creato ("Chi ha creato il mondo è stato il Signor"), dimostra come l'istruzione in età infantile passasse attraverso la musicalità. Il ritmo aiuta la memorizzazione, creando un filo invisibile che cuce i contenuti alla mente.
Luciana Martini e la Narrativa Contemporanea
Spostando lo sguardo dalla tradizione popolare alla letteratura d'autore, emerge la figura di Luciana Martini. Nata a Firenze e profonda conoscitrice della realtà siciliana, la Martini ha saputo trasporre il valore della filastrocca in un linguaggio più vicino alla sensibilità moderna. Le sue Filastrocche a Drocchinella, dedicate alla figlia Alessandra, incarnano perfettamente il concetto espresso da Nico Orengo: la filastrocca è una sorpresa che nasce da una parola e segue una strada inaspettata.
La Poetica delle Piccole Cose
L'opera della Martini non è solo un esercizio di rima baciata, ma uno specchio dell'animo gioioso dei bambini. Si pensi alla "Filastrocca del buon mattino", che trasforma il rito della pulizia quotidiana in un momento poetico, o a quella dedicata alla spiaggia, dove elementi semplici come una paletta, un secchiello e una stella di mare costruiscono l'universo immaginifico del fanciullo. La "nonna" descritta dall'autrice, colonna portante dei ricordi infantili, diventa il simbolo di una stabilità affettiva che si contrappone al disordine del mondo adulto.

Il Disagio Adolescenziale e la Rottura dell'Incanto
Con la raccolta Ragazzi come siamo, la Martini cambia registro. Se le filastrocche rappresentano l'isola sicura dell'infanzia, i racconti sull'adolescenza descrivono la perdita di questo rifugio. I protagonisti si scontrano con la famiglia, la scuola e una società che spesso non li comprende.
- Il conflitto con l'autorità: In racconti come Ragazzo spensierato, la scoperta della realtà (il padre coinvolto in vicende giudiziarie) segna il passaggio definitivo dalla spensieratezza alla consapevolezza amara.
- La solitudine: Il tema dell'isolamento è centrale in Uffa, dove l'assenza dei genitori, presi dalle loro carriere, lascia il giovane in un vuoto comunicativo profondo.
- L'alterità: Il racconto Negro esplora il pregiudizio e il disagio del diverso, mettendo in luce l'impreparazione di una società chiusa verso l'accoglienza.
Il Valore dell'Amicizia in Marco in Sicilia
L'opera Marco in Sicilia rappresenta una sintesi perfetta tra l'osservazione paesaggistica e la profondità psicologica. La narrazione dell'amicizia tra Marco e Crocifisso, due bambini appartenenti a mondi socio-economici opposti, funge da laboratorio per analizzare la crescita. Mentre Marco è protetto dalla sua famiglia, Crocifisso rappresenta la cruda realtà della vita, segnata dalla povertà e dall'assenza di riferimenti stabili.
Pupazzo di neve - Canzoni e filastrocche
Il legame tra i due, cementato da un cucciolo abbandonato, evidenzia come l'amicizia possa superare le barriere di classe. La scelta dell'autrice di non edulcorare il finale - con Crocifisso che torna al lavoro duro dei braccianti mentre Marco cresce - riflette la maturazione del protagonista, che, pur tornando al nord, porterà sempre con sé la consapevolezza di una vita diversa dalla sua.
La Morale nelle Novelle Nuove
Le Novelle Nuove della Martini, pur conservando un tono fiabesco, contengono in nuce l'insegnamento morale che caratterizzava le antiche filastrocche. Nella novella La principessa Raggio di Luna, la risposta del Mulino, "Ad ogni mulino la sua acqua", funge da monito sul valore dell'identità e della contentezza. Anche il racconto sul Natale di nonno Giustino sottolinea un punto critico: spesso, sia i bambini che gli adulti, corrono il rischio di concentrarsi solo sull'oggetto del dono, dimenticando il valore del dono stesso e la presenza di chi lo offre.
L'intero percorso letterario di Luciana Martini, dai primi versi infantili ai racconti più crudi sull'adolescenza, conferma che la parola scritta ha il potere di "cucire" le generazioni, trasformando il disordine dell'esistenza in una narrazione coerente e significativa.
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