Il cammino attraverso un bosco, nella letteratura per l'infanzia, non rappresenta mai un semplice spostamento fisico da un punto A a un punto B. È un’esperienza iniziatica, un viaggio che si snoda tra le fronde e i suoni della natura, spesso narrato attraverso il ritmo cadenzato della filastrocca. La filastrocca, con la sua struttura mnemonica e la sua semplicità apparente, funge da bussola emotiva per i bambini, trasformando l'ignoto del bosco in uno spazio di scoperta, rispetto e consapevolezza ecologica.

L'Orecchio Verde: Ascoltare il Respiro del Mondo
Tra le opere che meglio incarnano questo legame profondo, spicca la figura del signore con l'orecchio verde, iconica creazione di Gianni Rodari. Ma nella filastrocca c’è molto ancora: con il suo singolare orecchio verde l’anziano signore riesce anche a sentire la voce della natura, delle nuvole, degli alberi, degli uccelli, del torrente. Si tratta di una visione che trascende la semplice narrazione fiabesca, elevandosi quasi a quella di un moderno sciamano che riferisce i sentimenti e gli umori degli altri esseri con cui il suo popolo convive nello stesso territorio.
È molto facile, in questo passaggio chiave della filastrocca, riconoscere oggi i principi basilari dell’ecologia profonda e del bioregionalismo. L'orecchio verde non è solo una metafora della diversità; è un organo di percezione che permette di cogliere l'interconnessione tra tutte le forme di vita. Le voci che sente l’anziano signore, da quelle dei bambini, a quelle del mondo della selvaticità, sono le voci di coloro a cui quasi mai sono riconosciuti i diritti basilari alla vita e al proprio habitat, ma che invece sono sanciti tanto dal buon senso quanto dalle leggi. Insegnare ai bambini ad attraversare il bosco significa, prima di ogni cosa, insegnare loro ad ascoltare.
Il Diritto alla Natura: Ecologia e Infanzia
Il bosco è il teatro ideale per far comprendere ai più piccoli il valore della conservazione. Per i bambini in particolare il diritto di vivere in posti belli e puliti, di giocare e, perché no, pensare anche a come dovrebbe essere il loro mondo, è fondamentale. La filastrocca, in questo contesto, diventa un manifesto poetico che si contrappone al degrado ambientale.
Molte filastrocche contemporanee, ispirate al pensiero di Rodari, mettono in guardia contro l'inquinamento: "sarebbe bello avere prati colorati invece che inquinati", si legge in versi che aspirano a "mari azzurri per far vivere pesci colorati" e "campi coltivati sempre belli, amato e ben curato". Il contrasto tra la bellezza del mondo naturale e l'amara realtà dell'inquinamento - il petrolio scaricato, il mare che perde il suo azzurro - è un tema ricorrente. I bambini possono anche andare controcorrente rispetto agli adulti e c’è chi dice che assomigliano a volte ai profeti, a coloro che non vogliono più fare compromessi ma vogliono cambiare le cose radicalmente.

La Grammatica della Fantasia come Strumento Educativo
Rodari come maestro di scuola scriveva simpatiche filastrocche sugli errori, il cui fine non era solo di far conoscere meglio la grammatica ma di insegnare a correggere tante storture della società in cui viviamo. Il suo approccio pedagogico ha dato vita a laboratori educativi di grande impatto. Il "Laboratorio La grammatica della fantasia" è dedicato a Gianni Rodari e al suo famoso libro (il cui titolo ha dato il nome al laboratorio) dove con varie tecniche “rodariane”, come il famoso “binomio fantastico”, si cerca di inventare storie non violente dedicate al Parco ed alla crescita della coscienza ecologica.
Queste attività non sono mere esercitazioni letterarie, ma veri e propri esercizi di cittadinanza attiva. Attraverso l'invenzione di storie che celebrano la biodiversità - il fungo nel sottobosco, il ritorno delle rondini a primavera, la gioia degli uccellini - i bambini imparano che la natura non è uno sfondo statico, ma un protagonista che richiede cura e rispetto. La filastrocca dell’orecchio verde, scritta nel 1979 pochi mesi prima della morte dell'autore, rimane un testamento morale: "Un signore maturo con un orecchio acerbo è una delle cose migliori che Gianni Rodari ci ha lasciato".
Oltre i Libri: L'Esperienza sul Campo
L’impatto del pensiero rodariano nel campo dell'educazione ambientale si è tradotto in una serie di iniziative concrete. Il Convegno “La Parola ai Poeti e ai Bambini”, che si svolge ogni anno a Licenza, ne è un esempio lampante, offrendo uno spazio di confronto tra le nuove generazioni e la letteratura che educa al rispetto della Terra. Inoltre, la ricerca accademica ha valorizzato questo approccio; nel 2009, il Prof. Pino Boero dell’Università di Genova ha assegnato una tesi di Laurea all’allieva Federica Piretro sull’educazione ambientale e in particolare sul pensiero ecologico in Rodari, confermando come la pedagogia della fantasia sia un pilastro imprescindibile.
Molte di queste esperienze sono state raccontate nel libro “L’orecchio verde di Gianni Rodari”, a cura di S. Panzarasa, patrocinato dall’Ente Parco ed edito dalla Casa Editrice Stampa Alternativa nel 2011. Questo volume non è solo una cronaca di eventi, ma un catalogo di sguardi: lo sguardo di chi entra nel bosco non come un conquistatore, ma come un ospite, pronto a recepire il lamento di un prato che ora è piangente e la speranza di un mondo che, se protetto, resta "rosso ed anche carino".
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Il Bosco come Specchio della Società
Analizzando le filastrocche che descrivono il bosco, scopriamo una critica sociale sottile ma tagliente. Quando leggiamo che alcuni personaggi "sono sciocchi" o che "saltano agli occhi" i comportamenti distruttivi, comprendiamo che l'autore sta parlando di noi adulti. L'inquinamento, lo spavento provocato agli uccellini, la distruzione del prato, non sono solo incidenti ecologici; sono fallimenti educativi.
La metafora del bosco permette di distanziare il problema per poterlo osservare meglio. Se in un prato, una volta ricco di colori - "rosso, giallo, verde, blu" - arriva l'inquinamento, la filastrocca ci costringe a guardare la tristezza di quel luogo perduto. Questo approccio è particolarmente potente per un pubblico giovane, perché trasforma la frustrazione in azione creativa. Insegnare ai bambini a comporre filastrocche sull'ambiente significa dare loro gli strumenti per denunciare, denunciare con la parola, ciò che non funziona nel mondo degli adulti. È un invito a riscoprire la purezza dell'ascolto, a tornare ad avere "orecchi acerbi" capaci di sentire le frequenze invisibili della natura, quelle che il rumore del progresso indifferente tende a soffocare.
Il legame tra l'infanzia, il bosco e la poesia è, dunque, il nucleo di una rivoluzione silenziosa. Quando un bambino recita una filastrocca dedicata alla foresta, non sta solo imparando a contare o a rimare; sta sottoscrivendo un patto di alleanza con gli alberi, con le nuvole e con la vita che pullula nel sottobosco. Sta dichiarando che, nonostante i compromessi richiesti dalla vita adulta, la bellezza del mondo merita di essere difesa, cantata e, soprattutto, ascoltata con la sensibilità rara di un orecchio che non ha mai smesso di crescere.
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