Il Magico Mondo degli Scacchi: Un Viaggio tra Pedoni, Fiabe e Geometria

Gli scacchi non sono solo un gioco da tavolo, ma un universo parallelo in cui muovono i lenti pezzi. Si potrebbe dire, con un velo di poesia, che Dio muove il giocatore, e questi il pezzo. In questo spazio sospeso, in via delle Lanterne il Caffè è quasi buio. Nell’angolo stretto alla vetrina il bianco muove ed è scacco, finita la guerra in un aristocratico silenzio. Noi siamo i pedoni dell’amisteriosa partita a scacchi giocata da Dio, ma per i bambini, questo mondo diventa un luogo dove l’immaginazione prende forma e dove ogni mossa è un passo verso la scoperta di sé.

bambini che giocano su una scacchiera gigante a pavimento

Costruire la scacchiera: l’abilità geometrica prende vita

Costruiamo il nostro mondo degli scacchi come le altre volte, con la scacchiera, la filastrocca cantata e la fiaba tanto attesa, ma anche con un pizzico di consapevolezza in più, quasi a voler dire che stiamo crescendo. Quattordici bambini, seduti su una lunga panca, hanno ascoltato curiosi la semplice giustificazione della nostra presenza in aula: mostrare e raccontare cosa accade nel magico Mondo degli Scacchi; un mondo fantastico pieno di storie di Re e Regine.

Per prima cosa è necessario “disegnare” nel pavimento una scacchiera, senza la quale nessun personaggio degli scacchi potrà mai arrivare e farsi conoscere. Il materiale è pronto: 64 quadrati (25 cm x 25 cm) chiari e scuri da inserire in un perimetro quadrato, delineato da quattro grandi fasce di linoleum. La chitarra e le rime semplici aiutano i bambini a svolgere questo primo compito: cantando iniziano a montare i quadrati, partendo contemporaneamente da più punti. L’alternarsi dei colori viene subito realizzato, ma è inevitabile qualche imprecisione nelle linee di contatto tra zone nate autonomamente.

I bambini dimostrano volentieri e con orgoglio la loro abilità geometrica durante la costruzione della scacchiera: dopo aver posizionato le fasce laterali contenitive delle case, la maestra Luana chiede ai bambini di disegnare con i passi la diagonale. Dopodiché, procediamo con la costruzione della scacchiera; sugli angoli disponiamo le prime quattro case, poi chiediamo ai bambini se notano qualcosa di particolare. Subito apprezzano che su una diagonale ci sono due case bianche e su quella opposta due case nere.

bambini che collaborano per costruire una scacchiera gigante

Sperimentare lo spazio: diagonali e vertici

Divisi in quattro gruppi, ognuno su un angolo, i bambini costruiscono in autonomia la scacchiera al suono della filastrocca di apertura; in questo modo sperimentano i quattro vertici del quadrato. Tre gruppi costruiscono riproducendo un quadrato sempre più grande mentre un altro procede linearmente; alcuni bambini tendono ad unirsi rapidamente a quelli di un gruppo vicino, altri sembrano voler continuare ignorando chi gli sta accanto. Terminata la scacchiera emergono i più pignoli: osservano le case con molta attenzione e correggono gli spazi creati durante gli accostamenti.

Di nuovo viene riproposto di camminare lungo la diagonale, che ora è resa evidente dalle case dello stesso colore. Il Mago del Mondo degli Scacchi (MMS) chiede ai bambini di salire ora sulla diagonale bianca, ora su quella nera; la attraversano lentamente, sempre con molta attenzione per non passare al di fuori. A. subito si propone e con passo sicuro attraversa il quadrato da un angolo all’altro; seguono altri Alfieri, tutti vogliono provare a disegnare con i piedi; qualcuno sembra cammini su un filo e qualcuno sulle uova; anche B. che è piccolissima ha compreso cosa bisogna fare e attraversa la diagonale con molta cura.

La narrazione come bussola: fiabe e tunnel

Finalmente è arrivato il tanto atteso momento di ogni lezione: un nuovo personaggio sta per raccontare ai bambini la sua fiaba. Alcuni bambini chiedono che ritorni il Re a raccontarla, non tutti sono convinti che sia davvero Mauro. Ogni lunedì per circa un’ora, insieme al Mago del Mondo degli Scacchi “Mauro” incontreremo tutti i protagonisti di un entusiasmante racconto.

La storia che viene raccontata è Rosaspina, meglio conosciuta come “La Bella Addormentata nel Bosco“. Il MMS interpreta il roseto che proteggeva il castello della principessa a seguito dell’incanto e narra di cose vissute tanto tempo fa. Successivamente, viene tracciata, prima al di fuori e poi sulla diagonale della scacchiera, una galleria fatta dai bambini che formano archi a due a due tenendosi per mano. Dopo che un trenino ha attraversato la galleria, i suoi bambini si trasformano immediatamente in altri archi del tunnel. Riassemblando trenini con i bimbi della prima parte del tunnel, il gioco prosegue per un po’. La galleria sopra la diagonale rappresenta un’architettura perfetta: viene mantenuta fissa per dare la possibilità ad un treno di attraversarla più volte.

bambini che formano un tunnel umano sulla scacchiera

Dinamiche di movimento e ritmo

Il gioco conclusivo inizia con un solo bambino, il macchinista, che attraversa le diagonali della scacchiera e deve inoltre raccogliere, ad una stazione affollatissima, il numero di passeggeri suggerito di volta in volta dal MMS. I bambini sperimenteranno il senso dello spazio geometrico e delle possibilità di movimento che esso offre anche in relazione alla presenza degli altri; poi il senso del tempo, il ritmo che scandisce le azioni ma anche il lento cammino del pedone o il rapido passaggio dell’alfiere, e infine il senso dell’energia che nasce dalla collaborazione.

Personaggi che si aiutano a vicenda, come le due torri, e che agiscono insieme, come tanti pedoni affiancati pronti a marciare in avanti sostenendosi l’un l’altro. Impostiamo con due bambini il movimento laterale: nastro azzurro sul polso destro e nastro rosso sul polso sinistro. Poiché sono disposti uno di fronte all’altro su due lati opposti della scacchiera, le richieste di spostarsi, a braccia aperte, verso uno dei due colori contrastano con il richiamo spontaneo di andare nella stessa direzione.

La sfida del conteggio e della precisione

Il GMMS chiede: “Sapete contare?”. Con il gruppo che conta ad alta voce, un bambino F. Ora creiamo una disposizione ordinata; due gruppi su due lati opposti, pronti a saltare uno in direzione dell’altro, ma con sufficiente spazio per non arrivare alle testate. Ora i due gruppi si girano di 90 gradi e iniziano a saltare tutti verso lo stesso lato della scacchiera, saltando di una casa alla volta e prevedendo quale è la casa successiva. I più vicini al confine devono saltare fuori; nonostante la rassicurazione che ciò va fatto, non tutti se la sentono di abbandonare il campo e provano a bloccarsi, in punta di piedi, sul bordo dell’ultima casa; niente paura, raggiungete il GMMS! Dopo sette salti resta sulla scacchiera soltanto una bambina, in verità un po’ spaesata; tutti i bambini fuori sono invitati ad applaudire il suo ultimo salto.

Scacchi per bambini e principianti : Regole, come giocare e prima partita con mia figlia.

Verso il pensiero critico: strategie e metafore

Un grande impulso a questo progetto è stato fornito dal libro “I bambini e gli scacchi. Appunti per una teoria della mente” di A. Pompa, R. Miletto, M.R. Fucci, F. Il Mago del Mondo degli Scacchi osserva le dinamiche con attenzione, ricordando che, nella strategia, nulla esiste per lui d’interessante che lo distolga, ma solo l’idea è il suo imperativo dominante.

Per questa situazione avevo già coniato anni fa un proverbio: “Tante Regine presenti al gran ballo e il Re contento rimane stallo!”, per il quale la mia amica Erika Pili aveva anche realizzato una stupenda litografia che potete ammirare in questo post. Dopo, Riccardo mi ha mostrato una posizione di una sua partita contro Tony, terminata patta per ripetizione di mosse nonostante il grande vantaggio di Donna e Torre ed una posizione forzata di matto in 3 mosse. Allora ho mostrato loro il classico matto del gorilla e proprio Riccardo ha subito intuito il perché di tale nome, battendosi i pugni sul petto! Poi ho chiesto ai bambini quali rime trovassero con la parola Gorilla, un po’ come abbiamo fatto tante volte coi bambini della terza (ora quarta) di maestra Michela; mi è stato proposto Godzilla, camomilla, argilla e Priscilla!

Stamattina presso la scuola di via Cilea ho fatto lezione a tre classi. Molto divertente la lezione con la quinta di maestra Letizia e Caterina: un classico di sempre, la Regina che entra in campo troppo presto e si attira tutti gli “apprezzamenti” dei pezzi avversari. Guidano i lenti pezzi, mentre i bambini imparano che l’altro Cavallo accorre, l’Alfiere preme, ed essa muor ma non indarno. Scacchisti udite! In questo scenario, le lezioni diventano un laboratorio di pensiero dove l'errore non è sconfitta, ma un'opportunità di crescita consapevole.

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