L’Arte della Parola: Filastrocche, Nomi e il Mondo dei Bambini

La vita quotidiana di un genitore inizia spesso ben prima del suono della sveglia. Ore 7.15 suona la sveglia… partiamo male perché come minimo dovrei puntarla almeno mezz’ora prima per poter fare ciò che tutte le mamme accudenti fanno tutte le sante mattine: dolce sveglia alle proprie bambine, amorevole coccola a letto, abbinamento perfetto dei vestiti, colazione ricca e salutare magari con una ciambella preparata il giorno prima, a piedi a scuola e bacio sulla porta. Io invece spengo la sveglia e normalmente mi alzo con il cuore in gola che sono le 7.35, caccio un urlo degno di Tarzan in modo da raggiungere le figlie nelle stanze accanto, mi precipito in bagno infilandomi al contempo le braghe e mi fiondo nella camera della più grande che a scuola deve essere alle 8.10.

illustrazione di una famiglia frenetica al mattino

Ore 7.45 la figlia maggiore cade dal letto, la minore si sveglia scalciando, il marito viene spedito a tentare di arrangiare una colazione… urla mammesche che c’è da sbrigarsi e non girare come ebeti in mutande, protestando perché i jeans sono scomodi e tentando accoppiamenti di colori da pugno in un occhio. Ore 8.00 scendiamo a valle. Ancora urla mammesche perché la cartella è rimasta al piano di sopra, le scarpe non si trovano, il marito non ha ancora capito cosa vogliamo di colazione. Ore 8.05 scarpe trovate e poco importa se sono quelle di tela leggera estive e fuori ci sono cinque gradi. La cartella c’è e questo basta, non indaghiamo sul contenuto. Ingurgito il caffè in piedi, la bambinacannella arraffa panino con formaggio da mangiare in macchina e si parte.

Il potere educativo del gioco verbale

Cominciare una giornata in tal modo mette a dura prova anche i migliori ottimisti. Se avete voglia di trovare un po’ della vostra famiglia o riconoscere i sapori dei vostri bambini, sfogliate il piacevole albo illustrato "Bambini bambine e sapori - Famiglie a colori" di Maria Beatrice Masella, illustrato da Nicolas Gouny. Un albo che subito ti chiede di essere guardato, toccato e girato per poter essere capito; un albo a due lati di lettura. Da un lato dodici tipi di bambini e bambine richiamano sapori di frutta, dall’altro lato dodici famiglie sono associate ognuna ad un colore diverso.

Perché così come non esiste un solo tipo ideale di bambino o bambina, così anche non esiste un solo tipo di famiglia, ma famiglie al plurale. E allora la prima cosa che abbiamo fatto noi era riconoscere in ciascuna pagina un po’ della nostra famiglia e del nostro essere bambini, cercando di scoprire fra le righe le famiglie che conosciamo ma, come saggiamente ha detto la bambinacannella più piccola, “non si può perché solo ogni famiglia sa come è veramente”.

La creazione in 6 giorni

Le filastrocche nascono spesso a rovescio: si prende il nome di qualcuno e si cerca una rima divertente. E il gioco è fatto. Si possono creare giochi di parole straordinarie, immaginando animali o situazioni assurde. Ad esempio, si può proporre un gioco in cui io ti do il nome di un animale e tu mi trovi una rima. È un modo eccellente per stimolare il linguaggio. Tra gli strumenti più efficaci per lo sviluppo del linguaggio in età prescolare, le filastrocche rappresentano uno strumento naturale e divertente.

Radici antiche e potenzialità pedagogiche

Le radici delle filastrocche sono molto antiche. Prima che si sviluppassero i tanti altri strumenti di intrattenimento di cui usufruiamo oggi (la televisione, gli smartphone, i computer ecc.) sedersi insieme e giocare con le parole, raccontandosi a vicenda storie e filastrocche, costituiva una delle pratiche familiari più diffuse e amate, dai bambini come dagli adulti. Era una sorta di rituale quotidiano, presente da sempre in tutte le culture del mondo.

Le filastrocche, con la loro struttura ritmata, ripetitiva e in rima, sono sicuramente composizioni molto orecchiabili e accattivanti per i più piccoli. Ma oltre che semplici storielle giocose per bambini, rappresentano uno straordinario strumento nelle mani di genitori ed educatori nel percorso di sviluppo linguistico dei piccoli. Innanzitutto, la loro struttura cadenzata le rende un formidabile alleato per migliorare la pronuncia di suoni, vocali, consonanti e gruppi consonantici sempre più complessi da parte dei bambini.

Inoltre arricchiscono il vocabolario, sia quando si propongono di insegnare lessici specifici sia quando hanno come solo scopo l’intrattenimento. Grazie alla loro struttura schematica, poi, sono facili da memorizzare e quindi allenano le capacità mnemoniche dei più piccoli. Non è un caso che anche quando si cresce certe filastrocche imparate da bambini rimangono nella nostra memoria e ogni tanto ci ritornano in mente. Inoltre molte filastrocche abbinano le parole da pronunciare a gesti e mosse ben precisi, che consentono ai bambini che le recitano di migliorare la propria coordinazione motoria.

grafico che spiega i benefici cognitivi delle filastrocche

Strutture logiche e pensiero creativo

Le filastrocche sono storie con ritmo e rima, per quanto spesso elementari e, recitandole, il bambino non solo apprende le strutture formali della lingua, ma sviluppa anche le proprie capacità di pensiero e di immaginazione. Il pensiero logico implica la capacità di ragionare in modo coerente, identificare relazioni causali e trarre conclusioni basate sui dati a disposizione. Durante lo sviluppo linguistico i bambini utilizzano la logica per capire il significato delle parole e come esse si relazionano tra loro.

Le filastrocche sono molto utili a questo scopo, soprattutto perché incoraggiano progressivamente l’uso dei verbi, stimolando i bambini a formulare frasi sempre più articolate. Nelle filastrocche infatti si utilizzano abitualmente i verbi monovalenti, che presuppongono solo il soggetto (“la gallina canta”), ma anche quelli bivalenti, che necessitano di un complemento oggetto (“trenta giorni ha novembre”) e persino quelli trivalenti, a cui si associa anche un destinatario (“dai un bacio a chi vuoi tu”).

Il pensiero analogico, invece, è quello legato alla capacità di riconoscere somiglianze tra oggetti e situazioni anche molto distanti tra loro ed è il tipo di ragionamento che sta alla base della creatività e che i bambini utilizzano maggiormente. È dunque una forma di pensiero intuitiva, il cui sviluppo procede parallelamente alla crescita del bambino ed è fondamentale perché consente al piccolo di fornire risposte originali e innovative a problemi che non si possono risolvere con la sola logica.

schema che illustra la differenza tra pensiero logico e analogico nei bambini

Verso un apprendimento corale

Le filastrocche costituiscono uno strumento molto utile per i genitori ma anche per gli insegnanti, dato che sono ideali per essere lette e recitate in compagnia, anche in gruppo come in classe. In questo modo i bambini non solo apprendono divertendosi, ma sviluppano anche legami affettivi e sociali. Che siate genitori, educatori o insegnanti, integrare le filastrocche nelle attività quotidiane può fare la differenza nel percorso di crescita linguistica del vostro bambino.

Possiamo immaginare giochi didattici basati su metafore, sfidando i bambini a definire concetti complessi. Quando ho chiesto ai bambini di una terza classe che cosa fossero le metafore, le risposte mentre parlavano erano buffissime. Allo stesso modo, possiamo inventare menù improbabili e raccapriccianti per un orco mangione, stimolando la fantasia. Anche un semplice granchio, animaletto a torto ritenuto pericoloso, può diventare il protagonista di una canzoncina didattico-ironica.

L’importante è non perdere mai la dimensione del gioco. Che si tratti di nominare un pescecane - chiedendosi perché si chiami così se poi non è un cane - o di simulare una maschera sotto l'ombrellone, ogni momento è buono per intrecciare nomi, cognomi e rime. Il linguaggio cresce laddove c'è libertà di sperimentare, dove la ripetizione non è noia ma allenamento, e dove ogni bambino, con la propria storia e il proprio colore, può trovare un posto nelle strofe che costruiamo insieme.

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