L'Incanto della Rima: Tradizione, Memoria e Gioco nell'Infanzia

Le filastrocche per bambini rappresentano un patrimonio culturale immateriale che attraversa i secoli, radicandosi profondamente nelle regioni italiane. Da "Ambarabà, cicì cocò" alle ninne nanne sussurrate nelle valli del Bidente, del Rabbi e del Borello, queste brevi composizioni in rima fungono da ponte tra generazioni. Esse non sono solo un intrattenimento, ma un vero e proprio strumento pedagogico che stimola lo sviluppo cognitivo, linguistico e affettivo del bambino, trasformando gesti quotidiani come il bagnetto o la nanna in momenti di pura magia.

illustrazione d'epoca raffigurante bambini che giocano in un prato recitando filastrocche

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La trasmissione delle filastrocche avveniva originariamente da bambino a bambino, in un processo di trasformazione costante che ha permesso loro di viaggiare e adattarsi a luoghi anche molto distanti. Molte di queste rime, spesso declamate esclusivamente in dialetto, portavano con sé il vissuto di una cultura arcaica, fatta di stenti e di umorismo tagliente. Si pensi a testi che parlavano di padroni assenti, di gatti sotto il letto o di asini che mangiavano il pane, dove l'ironia verso i maestri o la canzonatura degli spioni costituiva spesso l'ossatura del racconto.

Queste narrazioni popolari, pur nella loro semplicità, riflettevano la vita contadina: il pane cotto una volta alla settimana, la "campèna ad San Simon" che suonava per i padroni, o le vecchie che ballavano senza ciabatte. Tali scenari, pur lontani dalla società consumistica odierna, continuano a vivere nella memoria collettiva, pronti a essere riscoperti. Il fatto che ogni filastrocca abbia diverse varianti regionali conferma la sua natura fluida: non esiste una versione "corretta", ma un divenire continuo che ha permesso a questi versi di sopravvivere al tempo.

Il Potere Educativo della Musicalità e della Ripetizione

Perché i bambini amano tanto le rime? Il segreto risiede nella musicalità delle parole. Recitare una filastrocca non serve a "fare lezione", ma a portare il bambino in un altrove di gioco e fantasia. Il rituale della ripetizione crea un momento di intimità, positivo e rassicurante, che rinsalda il legame affettivo tra genitore e figlio.

Dal punto di vista dello sviluppo, ascoltare molte rime abitua il bambino a fare delle "predizioni" sulle parole: immaginare, prima di sentirla per intero, come una parola terminerà. Questo esercizio di ascolto attivo è fondamentale per sviluppare competenze utili nella scrittura, insegnando che le parole sono fatte di suoni o gruppi di suoni ricorrenti. Inoltre, giocando con le filastrocche, i bambini imparano a esplorare toni di voce diversi, animati e non quotidiani, migliorando la propria espressività.

diagramma che illustra lo sviluppo cognitivo del bambino attraverso l'apprendimento delle rime

Giochi di Corpo e Apprendimento Motorio

Le filastrocche non si limitano alla parola; spesso accompagnano movimenti precisi. I giochi di dita, come quello della mano in cui ogni dito ha un ruolo o un "dialogo" (il pollice che ha fame, l'indice che non trova nulla, e così via), servono ad apprendere le parti del corpo e a stimolare abilità motorie fini.

Il contatto fisico è parte integrante di questa pedagogia del gioco. "Ecco l'occhio bello, ecco suo fratello, ecco la chiesina e il suo campanello" non è solo una rima, ma un'esplorazione del volto che aiuta il bambino a definire i propri confini fisici e a relazionarsi con l'adulto. Allo stesso modo, le conte - come "Peppina va all'ospedale" o le classiche filastrocche per il girotondo che terminano con tutti i bambini a terra - insegnano la coordinazione, il ritmo frenetico del gioco e il senso della partecipazione collettiva.

Tra Ironia e Tradizione: Il Linguaggio del "Bambino Piccino"

Molte filastrocche tradizionali nascondevano un intento ironico. Si pensi ai versi dedicati al "bimbo piccino" o alle rime che canzonavano figure autoritarie, dai maestri ai podestà. Anche quando il significato appare assurdo - come la vecchia che si fa la frittata al posto della piada - il bambino ne coglie la natura ludica. L'assurdo è un elemento essenziale: permette di distaccarsi dalla realtà logica e di entrare in una dimensione creativa dove la "mucca nella stalla" e il "moscone che mangia la pappa" possono convivere pacificamente.

Non mancano le filastrocche legate al calendario agricolo o lavorativo, come quelle che descrivono le difficoltà dei giorni della settimana o i sacrifici del lavoro nei campi. Questi testi, spesso tramandati oralmente, hanno sostituito i riferimenti arcaici con elementi più familiari, ma hanno mantenuto intatta la struttura ritmica, essenziale per la memorizzazione.

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Verso il Futuro: Rinnovare il Repertorio

Il genitore o l'educatore moderno si trova spesso a voler integrare le rime "del cuore" - quelle tramandate dalla nonna - con testi più contemporanei. Che si tratti di accompagnare il momento del bagnetto, della pappa o dell'addormentamento, il segreto resta sempre la qualità della relazione. Le ninne nanne, in particolare, con le loro coscine di pollo o di mamma, le coperte di lana sottile e gli occhi che si chiudono al tramonto, sono esempi perfetti di come il linguaggio possa farsi culla.

Le filastrocche sono esseri viventi: viaggiano, si trasformano e si adattano. Non abbiate paura di modificarle, di inventare nuove rime con i vostri figli o di declamare quelle antiche in dialetto, riscoprendo termini che sembravano dimenticati. Che si tratti di contare "dieci patate e due salami" o di recitare una conta per decidere chi deve stare fuori, il valore profondo risiede nella condivisione di un linguaggio che, pur non avendo pretese enciclopediche, è capace di nutrire la fantasia e preparare la mente al complesso mondo dei suoni e del pensiero astratto.

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