Il gioco del calcio, con la sua dinamicità e complessità, richiede agli atleti un'ampia gamma di competenze e abilità, tra cui resistenza, agilità, velocità e una profonda comprensione tecnica e tattica. Tutti questi aspetti vengono costantemente affinati e migliorati durante le sessioni di allenamento. Tuttavia, l'intrinseca natura dello sport, che implica movimenti rapidi, cambi di direzione improvvisi, salti e contrasti, comporta anche un notevole rischio di infortuni per i calciatori. Così, una sessione di allenamento ottimale non può prescindere dall'includere esercizi volti a ridurre il rischio di tali infortuni, ponendo le basi per prestazioni sicure e durature.
In questo contesto, il riscaldamento rappresenta non solo la fase iniziale e preparatoria di ogni seduta di allenamento o di una partita, ma anche un momento cruciale per la prevenzione. Non si tratta di una semplice routine, bensì di un'attività strategicamente importante che, se ben pianificata ed eseguita, può avere effetti significativi sulla salute e sulla performance degli atleti. La Federazione Internazionale delle Associazioni Calcistiche (FIFA), consapevole di questa esigenza, ha sviluppato protocolli specifici per affrontare queste sfide, tra cui spicca il programma "FIFA 11+".
Il Programma FIFA 11+: Un Approccio Scientifico alla Prevenzione degli Infortuni
Origini e Sviluppo di un Protocollo Validato
Il programma “11+” è un protocollo completo di riscaldamento nato con l'obiettivo primario di ridurre gli infortuni nei calciatori e nelle calciatrici a partire dai 14 anni di età. La sua genesi è frutto del lavoro di un gruppo internazionale di esperti, i quali lo hanno sviluppato sulla base dell’esperienza maturata grazie all’utilizzo di diversi programmi per la prevenzione degli infortuni. Questo approccio ha permesso di creare una serie di esercizi che, con una base scientifica solida, intende sostituire il classico riscaldamento con una serie di proposte più scientifiche e studiate, pensate specificamente per le esigenze del calcio dilettantistico e giovanile.
L'efficacia di tale protocollo è stata scientificamente documentata. Un importante studio condotto nel 2008 in Norvegia ha evidenziato come la pratica almeno bisettimanale di “11+” determini una significativa riduzione della frequenza degli infortuni nei giocatori delle squadre che lo hanno adottato. Le risultanze di questo studio hanno dimostrato una riduzione dell'incidenza degli infortuni pari al 30-50% in coloro che avevano svolto per almeno due volte alla settimana l’“11+”. Questi dati sottolineano il valore preventivo del programma, che non si limita a preparare l'organismo all'attività fisica, ma mira attivamente a costruire una maggiore resilienza agli stress e ai traumi tipici del gioco.
Ulteriori conferme provengono dall'applicazione pratica del programma nelle squadre giovanili di calcio. È stato dimostrato che nelle squadre che svolgono due sedute d’allenamento a settimana, questo protocollo ha ridotto significativamente il rischio infortunio rispetto alle squadre che utilizzavano il riscaldamento classico. Le squadre che avevano svolto il FIFA 11+ due volte alla settimana, avevano il 37% di infortuni in meno in allenamento e il 29% in meno in partita. Questi numeri, derivanti dall'esperienza sul campo, rafforzano la credibilità e l'utilità del programma come strumento di prevenzione concreto e misurabile.
Obiettivi e Benefici del FIFA 11+
Il programma di prevenzione “The 11+” è stato specificamente sviluppato per migliorare una serie di capacità fisiche fondamentali per il calciatore. Tra gli obiettivi principali vi sono il miglioramento della stabilità di caviglia e ginocchio, essenziale per prevenire distorsioni e lesioni articolari. Parallelamente, mira ad aumentare la flessibilità e la forza del tronco, delle anche e degli arti inferiori, elementi cruciali per la potenza dei movimenti, la capacità di accelerazione e decelerazione, e la protezione della colonna vertebrale. Infine, il programma si prefigge il miglioramento della coordinazione, della velocità e della resistenza, qualità che sono direttamente correlate alla performance in campo e alla capacità di mantenere alta l'intensità di gioco per tutta la durata della partita.
Gli esercizi proposti all'interno del FIFA 11+ sono correlati con i movimenti, le contrazioni muscolari e gli angoli di lavoro funzionali al gioco del calcio. Questa specificità permette un adattamento mirato ai carichi di lavoro successivi, rendendo il corpo del calciatore più pronto e meno vulnerabile. Secondo studi condotti dalla FIFA su gruppi studio di calciatori, chi ha effettuato questo tipo di riscaldamento ha ridotto l’insorgenza di infortuni (non dovuta a situazioni traumatiche di gioco, come contrasti diretti) di circa il 40%. Questo dato evidenzia la sua efficacia nel prevenire le lesioni muscolari e articolari non da contatto, che spesso sono il risultato di una preparazione insufficiente o di squilibri fisici.
Struttura e Modalità di Esecuzione del FIFA 11+
Il programma “11+” consiste in tre parti per un totale di 15 esercizi (sebbene sia stato inizialmente concepito con 11 e poi portato a 13 esercizi) che dovrebbero essere effettuati nella specifica sequenza all’inizio di ogni seduta di allenamento. Il programma è progettato per essere completato in soli 20 minuti, rendendolo facilmente integrabile nella routine di allenamento. Di vitale importanza per la riuscita del programma risulta l’uso di una corretta tecnica per ciascuno degli esercizi. Senza un'esecuzione precisa, l'efficacia preventiva e di rafforzamento del programma viene compromessa.
La struttura dettagliata include:
- Parte 1: Esercizi di corsa dinamica a bassa intensità.
- Parte 2: Esercizi di forza funzionale, equilibrio e pliometria, focalizzati sul core, sulle anche e sugli arti inferiori. Questi esercizi spesso includono anche componenti di disequilibrio e di core-stability.
- Parte 3: Esercizi di corsa dinamica a intensità più alta, con accelerazioni e cambi di direzione. Una terza ed ultima parte con 2 esercizi di nuovo a carattere metabolico ma ad un’intensità più alta.
Il programma dovrebbe essere svolto almeno due volte alla settimana all’inizio di ogni allenamento come normale riscaldamento. Esistono inoltre 3 livelli crescenti e graduali di difficoltà, permettendo di adattare il protocollo alle capacità e al progresso degli atleti. Il successo del protocollo 11+ dipende dalla qualità dell’esecuzione degli esercizi, un aspetto che deve essere costantemente monitorato e corretto dagli allenatori.

Per quanto riguarda il riscaldamento pre-partita, è consigliabile eseguire solo gli esercizi di corsa (parte 1 e 3) del programma 11+, per mantenere alta la freschezza muscolare e preparare l'organismo ai ritmi di gioco senza sovraccaricarlo.
Raccomandazioni per l'Uso e Ruolo del Preparatore
Personalmente, il programma FIFA 11+ è consigliato a tutte le squadre dilettanti, dove il ruolo del preparatore atletico in tante realtà è assente. La sua struttura predefinita e la validazione scientifica lo rendono uno strumento prezioso per garantire un livello base di prevenzione infortuni anche in contesti con risorse limitate.
Nelle realtà in cui, invece, la figura del preparatore è ormai radicata da tempo e ben integrata nello staff tecnico, si consiglia vivamente di sviluppare un lavoro molto più dettagliato sulla prevenzione. Questo implica dedicare spazio in ogni seduta per un lavoro di forza funzionale con l’obiettivo di lavorare a 360 gradi, senza limitarsi nulla. Un preparatore esperto può personalizzare gli interventi, analizzare le specifiche esigenze degli atleti e creare un programma di prevenzione più sofisticato che vada oltre la routine standard, integrando aspetti come il miglioramento delle fasi di riscaldamento e di defaticamento, il bendaggio per instabilità di caviglia, e la promozione di un adeguato atteggiamento di fair play come lo specifico “F-MARC11”.
Principi Fondamentali del Riscaldamento nel Calcio
Il riscaldamento, oltre a rappresentare un'attività strategica per la prevenzione degli infortuni come dimostrato dal FIFA 11+, procura importantissimi effetti fisiologici e può essere utile anche per allenare e/o richiamare altre componenti fondamentali del gioco. Comprendere questi principi è essenziale per ottimizzare ogni fase iniziale della seduta.
Scopo Fisiologico del Riscaldamento
Il ruolo principale del riscaldamento è quello di preparare l'organismo al continuo della seduta di allenamento o alla partita, predisponendolo ad un successivo impegno metabolico, muscolare e neuromuscolare. Gli effetti fisiologici di un riscaldamento ben condotto sono molteplici e interconnessi:
- Innalzamento della temperatura interna: Si ha un innalzamento della temperatura corporea di 1°-3°C. Questo aumento è cruciale perché aumenta la viscosità muscolare, rendendo i muscoli più elastici e meno soggetti a lesioni.
- Aumento della frequenza cardiaca e respiratoria: Cuore e polmoni iniziano a lavorare più intensamente, aumentando l'apporto di ossigeno ai muscoli e migliorando l'efficienza degli scambi gassosi.
- Aumento dell’apporto sanguigno ai muscoli: Una maggiore irrorazione sanguigna porta più nutrienti e ossigeno ai tessuti muscolari attivi, preparandoli allo sforzo.
- Miglioramento della qualità della trasmissione degli stimoli nervosi: L'attivazione del sistema nervoso centrale e periferico si intensifica, migliorando la velocità di reazione, la coordinazione e l'efficacia delle contrazioni muscolari. Questi effetti combinati contribuiscono a rendere il corpo più pronto, reattivo ed efficiente.
La Valenza Psicologica del Warm-up
Oltre ai benefici fisiologici, quello che è altresì noto è come il warm-up tecnico nel calcio abbia anche una valenza “psicologica” significativa. Infatti, aiuta l’atleta a prepararsi mentalmente all’attività che dovrà svolgere, favorendo la concentrazione e riducendo l'ansia pre-prestazione.Ciò senza dimenticare che anche nei bambini l’attività iniziale è utile per contestualizzare il momento della giornata. Nei bambini e spesso anche negli adulti, l’attività ludica iniziale permette di “scaricare le tensioni” della giornata e di diventare più recettivi e predisporli all’apprendimento che dovrà verificarsi nelle attività successive. Questo aspetto ludico e di scarico delle tensioni è particolarmente rilevante nei settori giovanili, dove l'apprendimento e il benessere emotivo sono prioritari.
Evitare la Generalizzazione: La Necessità di Specificità
Un altro errore che si commette spesso è quello di “generalizzare” la fase di riscaldamento. Nei settori giovanili e nei dilettanti spesso si effettua la solita seduta “standard” per tutta la stagione calcistica, al di là del lavoro fisico e o tecnico/tattico che si dovrà affrontare successivamente. Questa pratica ignora le diverse esigenze metaboliche e neuromuscolari che le varie tipologie di allenamento comportano.
È fondamentale, invece, variare gli esercizi (ma non l’obiettivo fisiologico) in base alla tipologia di seduta che seguirà. La specificità del riscaldamento è cruciale per ottimizzare la preparazione del corpo allo sforzo imminente.
Specificità del Riscaldamento in Base alla Seduta
La personalizzazione del riscaldamento in base all'obiettivo della seduta è un principio cardine:
Prima di una seduta di capacità o potenza aerobica: È fondamentale predisporre l’organismo ad un successivo impegno metabolico. Quindi è necessario introdurre esercizi o esercitazioni che innalzino la temperatura interna, aumentino la frequenza cardiaca e respiratoria. Inoltre, l’allenamento di resistenza può essere associato a quello di mobilità articolare (sia di tipo statico che dinamico), ed è un’ottima occasione per richiamare quest’ultima capacità, la quale con un po’ di creatività può essere “miscelata” anche con un’ottima componente coordinativa. Questo approccio garantisce che il sistema cardiorespiratorio e muscolare sia adeguatamente pronto per sostenere sforzi prolungati.
Prima di una seduta di forza esplosiva/esplosivo-elastica o rapidità: È fondamentale predisporre l’organismo (specie dal punto di vista neuro-muscolare) ad un successivo impegno di tipo esplosivo. In questi casi, l’attivazione organica va ridotta ai minimi termini (pochissimi minuti di corsa o di lavoro sottomassimale con la palla) per dare spazio ad esercitazioni propedeutiche alla forza/rapidità. Anche in questo caso è importante combinare lavori di forza propedeutici abbinati ad una componente coordinativa. Le varie andature propedeutiche (balzi, sprint, scavalcamenti) possono essere proposti (gradatamente) anche con componenti di disequilibrio e di core-stability. Queste esercitazioni preparano il sistema nervoso e muscolare a generare rapidamente forza, essenziale per sprint, salti e cambi di direzione.
Nelle sedute esclusivamente tecnico-tattiche: Spesso può capitare (sia nei professionisti che nei dilettanti) di effettuare una seduta di allenamento esclusivamente tecnico - tattica partendo già dal riscaldamento. Questo non significa che la parte fisica debba essere completamente esclusa. Ma è compito dell’allenatore o del preparatore quantificare il carico di lavoro tecnico - tattico (essendo riscaldamento, il lavoro iniziale è sempre sotto massimale) in modo da ottenere comunque gli stessi effetti fisiologici, ma integrati al lavoro con palla. Esso tra l’altro può essere inframezzato, durante le fasi di recupero, con esercizi o esercitazioni di mobilità articolare attiva e passiva. Gli esercizi di mobilizzazione dinamica possono essere proposti (gradatamente) anche con componenti di disequilibrio e di core-stability, mantenendo un approccio integrato.
18 Esercizi Di MOBILITA' ARTICOLARE CALCIO con OSTACOLI
La Durata Ottimale del Riscaldamento
La durata del riscaldamento è un altro fattore critico. Non deve essere eccessivamente lunga (generalmente non più di 10 - 15 minuti per i riscaldamenti più specifici, o non superare i 20’ di attivazione per il pre-partita) in modo da mantenere quella freschezza ed efficienza neuro-muscolare che sarà fondamentale nei carichi di lavoro successivi. Un riscaldamento troppo prolungato o intenso può portare a un affaticamento precoce, compromettendo la prestazione principale.
Il Dibattito sullo Stretching Statico
Un aspetto spesso dibattuto e talvolta frainteso è l'inclusione dello stretching statico nel riscaldamento. È importante evitare l'allungamento statico (o ridurlo ai minimi termini) prima di una prestazione o allenamento intenso. Studi condotti (anche se su velocisti e saltatori che hanno caratteristiche morfo-funzionali diverse da quelle dei calciatori) hanno evidenziato che un’impegnativa seduta di stretching prima di una prestazione o allenamento intenso può portare ad un fenomeno di affaticamento muscolare con relativo decadimento della prestazione. L'allungamento statico può, infatti, diminuire temporaneamente la rigidità muscolare e la capacità di generare forza esplosiva, rendendo i muscoli meno efficienti per attività che richiedono rapidità e potenza. È preferibile concentrarsi su esercizi di mobilità dinamica che preparano il muscolo al movimento.
Il Riscaldamento Pre-Partita: Un Mix Equilibrato
Il riscaldamento pre-partita risulta un “mix” di tutti i riscaldamenti precedenti, visto e considerato che in partita vi sono componenti sia di tipo metabolico, sia neurogeno, sia tecnico/tattico. Questo lo rende un momento particolarmente delicato e cruciale, che richiede un'attenta pianificazione per massimizzare la preparazione e minimizzare i rischi.
Componenti Integrate e L'Equilibrio delle Capacità Condizionali
Dunque, risulta fondamentale equilibrare le varie capacità condizionali in virtù del momento più importante: la partita. Il riscaldamento pre-partita deve attivare il sistema cardiovascolare e respiratorio, preparare il sistema neuromuscolare alla reattività e alla potenza, e richiamare le abilità tecniche e tattiche che saranno richieste durante il gioco. È un'opportunità per i calciatori di entrare mentalmente nel "mood" della gara, affinando la concentrazione e l'intesa con i compagni.
Modalità di Esecuzione e Gestione dei Tempi
Il riscaldamento pre-partita può essere effettuato sia a “secco” (senza palla) che con palla, o attraverso una combinazione di entrambe le modalità. La scelta dipende dalla filosofia dell'allenatore, dalle condizioni del campo e dalle esigenze specifiche della squadra. È consigliabile non superare i 20’ di attivazione totale per il riscaldamento pre-partita. Alla fine della fase guidata, è sempre bene concedere qualche minuto (2-3’) ai calciatori per esercizi personali, che delle volte possono essere anche scaramantici, da svolgere singolarmente. Questo piccolo spazio individuale permette ai giocatori di completare la loro preparazione nel modo che sentono più efficace e confortevole.

Fattori Ambientali e Prevenzione Aggiuntiva
Oltre alla strutturazione degli esercizi, diversi fattori esterni possono influenzare l'efficacia del riscaldamento e devono essere presi in considerazione per garantire la sicurezza e la prestazione degli atleti.
Influenza della Temperatura Esterna
Un fattore che influisce sul riscaldamento è chiaramente la temperatura esterna, la quale può influenzare i suoi effetti fisiologici e comportare rischi specifici:
- Temperature troppo elevate: Specie durante la preparazione pre-campionato, possono condizionare il riscaldamento e la fase successiva con spiacevoli inconvenienti come crampi, disidratazione e nausea. In queste condizioni, idratarsi durante e dopo lo svolgimento del riscaldamento è di vitale importanza. È essenziale che i giocatori assumano liquidi a sufficienza per compensare la perdita dovuta alla sudorazione e mantenere l'equilibrio elettrolitico.
- Temperature troppo rigide: Condizionano anche esse la fase di riscaldamento e quella successiva, ma con altre possibili conseguenze come accorciamenti muscolo-tendinei, stiramenti e strappi muscolari, e distrazioni articolari. Per minimizzare questi rischi, è fondamentale utilizzare un abbigliamento consono alla temperatura invernale, che permetta di mantenere i muscoli caldi e protetti dal freddo eccessivo.
Interventi di Prevenzione Generali
La prevenzione degli infortuni nel calcio non si esaurisce con il solo riscaldamento. Il programma di prevenzione FIFA, attraverso iniziative come la FIFA Medical Assessment and Research Centre (F-MARC), include interventi generali che vanno oltre il mero esercizio fisico. Questi comprendono il miglioramento delle fasi di riscaldamento e di defaticamento, l'educazione all'uso di supporti preventivi come il bendaggio per instabilità di caviglia, e la promozione di un adeguato atteggiamento di fair play come lo specifico “F-MARC11″. Quest'ultimo, in particolare, incoraggia un comportamento leale e rispettoso in campo, riducendo le situazioni di gioco pericolose che possono portare a traumi diretti.
Il Warm-up Tecnico nel Calcio: Integrazione e Sfide
Il riscaldamento può essere un'ottima occasione per richiamare e allenare anche le componenti tecnico-tattiche del gioco, soprattutto in contesti dove il tempo è una risorsa preziosa.
La Mancanza di Linee Guida Specifiche
In letteratura è ormai piuttosto semplice reperire articoli che siano incentrati sull’analisi di proposte esercitative di tipo situazionale per la parte centrale dell'allenamento. Con la stessa semplicità, però, non è semplice reperire proposte che riguardino il riscaldamento, o warm up, di tipo tecnico nel calcio. È infatti possibile imbattersi in parecchie proposte “a secco” (senza palla), ma meno che integrino la palla fin dalle prime fasi. Questo divario indica una potenziale area di sviluppo nella metodologia di allenamento.
Vantaggi dell'Integrazione Tecnica nel Riscaldamento
La possibilità di sollecitare contemporaneamente gli aspetti motori e quelli tecnici/tattici attraverso esercitazioni di avviamento motorio integrate rappresenta un'opportunità per ottimizzare la seduta. In questo modo, in particolare nei dilettanti e nei settori giovanili, dove spesso si incontrano problematiche legate all’“educazione” al lavoro, alla disponibilità di spazi e attrezzature, l’esercitazione di warm up tecnico integrata diventa un mezzo efficace per massimizzare il tempo a disposizione e migliorare l'efficienza dell'allenamento. Questo approccio favorisce un apprendimento più olistico, preparando il corpo e la mente simultaneamente.
Il Carico Accettabile in un Warm-up Tecnico
Scegliendo questa modalità operativa in sede di programmazione e verifica dell’attività in campo si incontra una prima problematica: non è disponibile nessuna analisi di quale carico, dal punto di vista metabolico o neuro-muscolare, si possa ritenere accettabile e corretto. Per ritenere un’esercitazione adeguata ad essere considerata un warm up tecnico nel calcio, non deve essere eccessivamente “blanda” né eccessivamente “intensa”. Deve stimolare sufficientemente il sistema, ma senza causare affaticamento precoce.
Esempi Pratici di Esercitazioni di Warm-up Tecnico
Di seguito vengono quindi riportate delle esercitazioni che sono state utilizzate durante il periodo pre-competitivo con i relativi dati rilevati dal G.P.S. Disponendo solo della semplice “osservazione empirica” e constatando l’assenza di eventi traumatici, queste esercitazioni sono state ritenute idonee allo scopo:
Esercizio 1 (Possesso palla psicocinetico): Si svolgeva all’interno dell’area di rigore, quindi in uno spazio rettangolare di circa 16,5 mt x 40,3 mt. Prevedeva un possesso palla con vincoli di psicocinetica, dove le squadre, composte da 8 giocatori ciascuna, erano divise in due sottogruppi di colori differenti. Il possesso poteva avvenire solo a colori alternati. Mediamente, le proposte svolte nel warm up tecnico risultano al di sotto dei valori che si raggiungono in partita. Nelle sei esercitazioni analizzate, solamente la n°1 presenta dei valori sia metabolici che neuromuscolari vicini e spesso superiori a quelli della partita. Però, è una di quella che presenta meno specificità rispetto al gioco del calcio, pur essendo molto intensa.
Esercizio 2 (Possesso con arti superiori): Si svolgeva in uno spazio di dimensioni 25 x 25 mt e prevedeva due squadre da 10 giocatori. Queste dovevano mantenere il possesso di palla utilizzando gli arti superiori e al raggiungimento di un numero prestabilito di passaggi, senza subire intercetto.
Esercizio 3 (Possesso con arti superiori e calcio profondo): Si svolgeva in uno spazio di dimensioni 25 x 25 mt, prevedeva che due squadre da 10 giocatori mantenessero il possesso di palla utilizzando gli arti superiori e al raggiungimento di un numero prestabilito di passaggi, senza subire intercetto, dovessero effettuare un passaggio con “calcio profondo” per un compagno.
Esercizio 4 (Possesso con arti superiori e zone limitate): Si svolgeva in uno spazio di dimensioni di 50 x 40 mt, diviso come in figura. Questo prevedeva che due squadre da 10 giocatori dovessero mantenere il possesso di palla utilizzando gli arti superiori, senza potere entrare in area di rigore e al raggiungimento di un numero prestabilito di passaggi.
Esercizio 5 (Possesso palla semplice con arti superiori): Si svolgeva in uno spazio di dimensioni 25 x 25 mt e prevedeva che due squadre da 10 giocatori mantenessero il possesso di palla utilizzando gli arti superiori.
Esercizio 6 (Variazione in area di rigore): Si svolgeva all’interno dell’area di rigore, quindi uno spazio rettangolare di circa 16,5 mt x 40,3 mt, con dinamiche simili agli esercizi precedenti.
Valutando in modo specifico poi i recuperi durante le esercitazioni, i valori legati alla durata dei tempi di recupero passivo sono inferiori rispetto a quelli di gara. Tutti gli altri warm up tecnici, al di fuori dell'Esercizio 1, hanno valori al di sotto di quelli del modello prestativo.
A questo punto è necessario domandarsi se una proposta di warm up tecnico, se pur lontana dal modello prestativo, debba essere comunque effettuata. La risposta risiede spesso nell'obiettivo specifico e nel contesto dell'allenamento, bilanciando la preparazione fisica con il richiamo tecnico-tattico.

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