La Nascita e la Morte Apparente: Un Viaggio Narrativo nelle Fiabe tra Procreazione e Trasformazione

Le fiabe, con la loro trama intrisa di simbolismo e le vicende che si dipanano attraverso generazioni, offrono uno spaccato profondo nell'animo umano e nelle sue dinamiche fondamentali. Al centro di molte di queste narrazioni vi è la figura della madre, presentata in una molteplicità di ruoli che vanno dalla benevolenza alla crudeltà, dalla presenza rassicurante all'assenza più dolorosa. Un motivo ricorrente e di grande impatto narrativo è quello della donna che partorisce e apparentemente muore, un evento che, lungi dall'essere un mero dettaglio tragico, innesca una serie di sviluppi cruciali per la crescita del protagonista e per la comprensione dei cicli della vita stessa. Questo motivo, spesso intessuto nel tessuto profondo del racconto, ci invita a riflettere sui processi di crescita, sul concetto di successione e sulla complessa relazione tra vita e morte. Le fiabe, infatti, non ci dicono cosa pensare o sentire, ma ci mostrano come si fa, proponendo un territorio psichico estremamente complesso dove l'irrealistico non è meno vero. Esse si mimetizzano senza sforzo in altri generi, attraversando i secoli e le culture, pur mantenendo intatta la loro capacità di toccare corde universali.

The cycle of life, death, and rebirth

La Figura Materna nelle Fiabe dei Fratelli Grimm: Uno Specchio di Archetipi

L'analisi della figura materna nelle fiabe, in particolare in quelle raccolte dai fratelli Grimm, rivela la sua centralità e la sua complessa articolazione. La tesi, ad esempio, evidenzia proprio come il ruolo della madre nelle fiabe dei fratelli Grimm sia un campo fertile per la ricerca, focalizzandosi sulla rappresentazione della figura materna e sui diversi ruoli che essa assume all'interno di queste narrazioni. L'elaborato è strutturato in tre parti, ognuna delle quali esamina una categoria di madri presenti nei racconti. Questo approccio permette di discernere le molteplici sfaccettature che la maternità assume nel mondo fiabesco.

L'Ombra della Matrigna e il Tema della Morte nel Parto

Nella prima parte di tale analisi, si esplora la figura materna in una luce più oscura, concentrandosi sulle matrigne e sul tema della morte nelle fiabe. Questo è il contesto in cui emerge con forza il motivo della donna che partorisce e apparentemente muore. Un esempio paradigmatico è quello di Biancaneve, dove, come narrato, nel momento in cui nacque la bambina, la madre morì. Questo evento fatale non è un incidente isolato, ma una costante che ricorre in diverse fiabe, ponendo le basi per la narrazione successiva. Quando si dice, ad esempio, che dopo di loro… la madre, invece, era morta, si sottolinea non solo una perdita, ma anche un innesco per la vicenda del protagonista, spesso orfano o in una condizione di vulnerabilità.

Questa morte iniziale, lungi dall'essere la fine, è piuttosto un catalizzatore. La sua importanza risiede nella capacità di generare una nuova situazione, un vuoto che deve essere colmato, o una minaccia da cui fuggire. Essa introduce il tema della successione, che è irrinunciabile per il fluire della vita. La morte della madre biologica apre la porta all'ingresso di altre figure femminili, spesso la matrigna, che assume un ruolo antagonistico. La matrigna, in questo schema, non è la giusta madre, ma una figura che, pur di realizzare il suo obbiettivo, può divenire una minaccia. La sua presenza è spesso legata a sentimenti di invidia e gelosia, come quando la madre, avendo dato alla luce una figlia brutta, odia i bei figliastri, o quando il tema dell'invidia della bellezza altrui si manifesta, specialmente in relazione al primato della madre. A partire da quel momento in poi, infatti, spesso si narra che odiò Biancaneve, per la sua bellezza che minacciava il suo primato.

Il motivo della morte in conseguenza del parto serve anche a evidenziare la vulnerabilità della donna nel passato e le difficoltà della procreazione. Tuttavia, a livello simbolico, è la necessità della separazione perché la vita possa fluire. Senza una separazione la vita non può fluire. La perdita della madre naturale, o la sua assenza, spinge il soggetto verso l'autonomia, verso l'incontro con l'altro, e verso la scoperta di sé.

Madri Adottive e l'Abbandono dei Figli: Figure Enigmatiche

La seconda parte dell'analisi si concentra sulle madri adottive e sul tema dell'abbandono dei figli, analizzando come queste figure enigmatiche si sviluppano nelle storie. L'abbandono, come la morte, è un motore narrativo potente. Spesso, l'abbandono dei figli è un compito, un esilio o una condanna che il destino impone ai piccoli protagonisti, obbligandoli a un percorso di auto-scoperta. Fiabe come Hänsel e Gretel fanno eccezione per la loro struttura, presentando sia l'attante filiale femminile che quello maschile, ma rientrano pienamente nel tema dell'abbandono e della sopravvivenza in un mondo ostile.

L'abbandono può essere fisico, quando i bambini vengono lasciati nel bosco, oppure emotivo, quando i genitori sono assenti o non in grado di fornire il nutrimento affettivo necessario. In questi contesti, i protagonisti devono imparare a cavarsela da soli, sviluppando la libertà nel mettere in atto quel che hanno appreso. Trovano il modo di crescere e arrivare a un lieto fine, non senza aver affrontato numerosi ostacoli. Queste figure genitoriali che abbandonano o che non riescono a proteggere i loro figli, spesso rappresentano anche le imperfezioni e le fragilità umane, la imperfezione, che espelle il porcellino, un simbolo della diversità o della non-accettazione. Il fallimento, in questi casi, è un maestro, offrendo lezioni preziose che non possono essere apprese crescendo col genitore. La fiaba quindi diventa un veicolo per esplorare la resilienza e la capacità del soggetto di trasformare la condanna in opportunità.

La Madre Positiva: Guida Spirituale e Fonte di Vita

Infine, nella terza parte, si esamina la madre come una figura positiva, una guida spirituale per i protagonisti delle fiabe. Sebbene spesso non sia la madre biologica in vita, la sua memoria, il suo spirito o figure materne sostitutive benevole, come le fate o le donne sagge, giocano un ruolo cruciale. La madre donatrice è il modello di ogni nutrimento futuro, sia fisico che psichico. È quella che trasmette al futuro la possibilità di crescita e il sapere.

Questa figura può apparire sotto diverse sembianze, come la fata, che non è sempre benevola, ma spesso impone un compito impossibile. Le fate possono essere viste come delle guide, delle forze naturali che intervengono per mitigare la condanna o per offrire un aiuto cruciale. Esse rappresentano un ponte tra il mondo umano e quello magico, permettendo ai protagonisti di accedere a risorse e conoscenze che altrimenti non sarebbero disponibili. In alcune narrazioni, la figura paterna può persino assumere un ruolo materno, o il fratello della protagonista, creando dinamiche di sostegno inaspettate. La madre positiva, in definitiva, incarna la speranza, la possibilità di guarigione e il potere della trasformazione, rappresentando un porto sicuro in cui lavarsi, riposare, rigenerarsi, permettendo alla vita di fluire aggirando o dissolvendo gli ostacoli.

A fairy godmother helping a protagonist

I Motivi Psicologici e Storici: Il Territorio Psichico della Fiaba

L'analisi approfondita delle fiabe si estende oltre la mera classificazione dei personaggi, cercando di comprendere le ragioni psicologiche e storiche che collegano queste storie al contesto culturale in continua evoluzione. Il motivo della donna che partorisce e muore è intriso di significati profondi, radicati nella psiche umana e nella storia sociale. La fiaba, come un "territorio psichico estremamente complesso," affronta temi universali come la nascita, la morte, la separazione, il desiderio di conoscerlo e la ricerca dell'altro.

Dal punto di vista psicologico, la morte della madre nel parto può simboleggiare la fine di un'era, la necessità di distacco dalla fase simbiotica infantile per la formazione di un soggetto autonomo. Questo è un passaggio cruciale nei processi di crescita. Il soggetto che si trova orfano deve trovare la propria strada, lontano dalla protezione genitoriale. Se non scopre la sua strada, il soggetto autonomo non emerge in nessuno di questi casi, e la mancanza di un lieto fine può indicare un fallimento in questo processo di individuazione. Il narcisismo, che nega questa parte della realtà, può impedire di affrontare le sfide necessarie per la crescita. Talvolta, la fiaba ci invita a farlo, è l'unica via perché possa accadere, spingendo il protagonista a confrontarsi con l'ignoto e il difficile.

Le fiabe si adattano nel corso del tempo, riflettendo le idee e le sensibilità delle diverse epoche. Le fiabe popolari, come quelle salentine di matrice orale, con le raccolte di Gigli, Pellizzari e La Sorsa, e i contributi di Calvino e altri, mostrano come i miti di fondazione, i fenomeni naturali e i tesori nascosti siano intessuti con le vicende umane. In ogni capitolo, si conduce un'analisi attenta delle fiabe, cercando di comprendere le ragioni psicologiche e storiche che le legano al contesto culturale in continua evoluzione.

La Successione e il Flusso della Vita: Oltre la Morte Apparente

Il tema della donna che muore nel parto è intrinsecamente legato alla questione della successione, un concetto fondamentale nelle fiabe. Il fluire della vita è garantito solo se la successione è possibile, assicurando l'alternanza delle generazioni. Questa dinamica è ciclica, rappresentando non solo il passaggio del testimone da una generazione all'altra, ma anche la rigenerazione e il rinnovamento costante. L'assenza di un genitore, o la sua morte, crea lo spazio per l'emergere del nuovo, dando vita a qualcosa di giovane al posto del vecchio.

La procreazione, in questo contesto, assume una valenza quasi immortale. Un dare alla luce immortale, il concepimento e la procreazione, sono visti come il mezzo per possedere eternamente il bene, un modo per raggiungere l'immortalità, per placare la brama umana di permanenza. Per la psiche, è la continuazione del proprio essere attraverso i discendenti, un modo per lasciare un segno. Come una fiaba che ha come tema il passaggio di testimone da padre a figlio, o da madre a figlia, queste storie illustrano la responsabilità che ne deriva al soggetto di portare avanti l'eredità, sia essa materiale o spirituale.

Questa successione è spesso simboleggiata dalla metafora del fiume che fluisce verso il lago del quale è immissario, o si getta nel mare materno, un'immagine potente di continuità e interconnessione. La vita, dunque, non si ferma con la morte individuale, ma si rigenera e continua attraverso i nuovi nati, garantendo la perpetuità del ciclo esistenziale. Il lieto fine, così comune nelle fiabe, non è solo la felicità personale del protagonista, ma anche la promessa di una nuova famiglia, di nuovi ascendenti e discendenti, che continueranno il fluire della vita senza mai interrompersi.

Ingiunzioni, Compiti Impossibili e la Conquista della Libertà

Le fiabe sono costellate di ingiunzioni e compiti impossibili, elementi narrativi che spesso scaturiscono dall'assenza o dalla presenza problematica delle figure genitoriali. A volte, è un'ingiunzione della figura materna, o ingiunzioni diverse, che spingono il protagonista ad agire. Questi compiti, che sembrano irrealizzabili, sono in realtà delle prove di iniziazione, attraverso le quali il soggetto può padroneggiare le proprie paure e sviluppare nuove capacità.

Il fallimento nel portare a termine un compito può condurre a una dimensione tragica, ma superarlo porta alla crescita e alla libertà. Ad esempio, il principe che deve mettersi in cammino per trovare la sua amata, o la fanciulla che deve affrontare un esilio o una condanna, sono costretti a confrontarsi con l'ignoto. I compiti impossibili che si trovano nelle fiabe, come quello di separare il miglio dalle ceneri per Cenerentola, o di ritrovare l'amato perduto, spesso portano a un lieto fine dopo lunghe peripezie. Questi non sono semplici ostacoli, ma occasioni per il protagonista di dimostrare la propria astuzia, la propria resilienza e la propria capacità di amare.

Le fiabe ci insegnano che ciascuno è fabbro della sua sorte (suae est). La libertà nel mettere in atto quel che si è appreso è la chiave per superare le sfide e raggiungere la meta. È attraverso l'esperienza, anche quella dolorosa, che si impara a crescere e si arriva a un lieto fine. La necessità di affrontare e risolvere un compito senza che un attante parentale lo imponga loro, o di superare la condanna a morte, rafforza il senso di autonomia del protagonista. Perfino in situazioni estreme, dove la sopravvivenza è a rischio, come nel caso di un bambino che deve mettere nel sacco la morte e il diavolo, il desiderio può prendere il sopravvento, rivelando un'abilità inattesa. Anche un personaggio ingenuo o un po' tonto, grazie a un aiutante, può vincere la prova e ottenere la libertà, e magari diventare anche re o regina.

Il Ruolo del Padre e la Riconfigurazione Familiare

Sebbene l'attenzione si concentri spesso sulla figura materna, il ruolo del padre nelle fiabe è altrettanto significativo, anche se a volte meno evidente o più complesso. La figura paterna può essere una fonte di protezione e guida, ma anche di ingiunzione, di assenza o persino di minaccia. Nelle fiabe, le figure genitoriali, gli ascendenti, sono coloro che detengono il sapere e il potere, ma anche coloro che impongono regole e confini. Il rapporto tra il maschile e il femminile, spesso rappresentato attraverso simbolismi come la luna (femminile filiale) e il sole (maschile), o le montagne paterne e il mare materno, è cruciale per l'equilibrio della narrazione.

In alcune fiabe, la figura paterna è debole o inesistente, lasciando la protagonista esposta ai pericoli, come nel caso di Cenerentola. In altre, il padre può essere il responsabile di un conflitto, come il re che ruba una rosa per la Bella sua figlia, costringendola a vivere con la Bestia per salvare la vita del genitore. La storia del padre incesto, sebbene più rara, è particolarmente inquietante, e sottolinea come anche il legame genitoriale possa trasformarsi in una minaccia. Questi padri terribili, a volte raffigurati come un drago e una draga, rappresentano le paure più profonde e i conflitti irrisolti all'interno della famiglia.

Tuttavia, il superamento delle sfide imposte dalla figura paterna, o la sua liberazione, è spesso parte integrante del viaggio dell'eroe. La figlia che volontariamente si sacrifica per salvare quella del genitore, o che, con la sua azione, dona la libertà del padre, ristabilisce un equilibrio. La riconfigurazione familiare, spesso attraverso un matrimonio che unisce i due attanti maschili e femminili, rappresenta il lieto fine, garantendo non solo la felicità individuale ma anche la continuità sociale e la successione delle generazioni sul trono della vita.

Mappe Narrative e Simbolismi Profondi

Le fiabe si possono leggere come vere e proprie mappe narrative, che guidano il lettore attraverso territori psichici complessi e ricchi di simbolismi. La strutturazione in quattro quadranti, ad esempio, può rappresentare una "Carta della fiaba," un modo per orientarsi, individuando quattro tipi di attanti: genitoriali, filiali, e i loro correlativi, come gli orchi, le streghe, i maghi o i mendicanti. Questa suddivisione aiuta a comprendere i diversi ruoli che si muovono nella storia e le loro interazioni.

La polarità tra maschile e femminile è un asse fondamentale di queste mappe, spesso evidenziata da punti cardinali: il sud materno dal nord paterno, il lago della generazione, i monti paterni che si uniscono ai fiumi che fluiscono. Tali simboli non sono arbitrari, ma evocano significati profondi e universali. Il femminile filiale è la luna, del maschile il sole, rappresentando rispettivamente l'aspetto notturno e quello diurno della psiche.

Le fiabe, inoltre, sono spesso popolate da animali parlanti o figure magiche che assumono il ruolo di aiutante. L'animale, in particolare, può cambiare il destino dei protagonisti, come nel caso del Gatto con gli stivali, o la ranocchia che si trasforma in principe. Questi esseri, che vivono in un mondo non meno vero seppure irrealistico, sono metafore di forze istintive o di guide interiori che affiancano il protagonista nel suo percorso. La capacità di entrare in contatto con la parte animale, o di accettare la diversità, è spesso la chiave per la risoluzione del compito impossibile.

A symbolic map of a fairy tale journey with cardinal points

L'Eredità e l'Evoluzione delle Fiabe

Le fiabe non sono reliquie del passato, ma narrazioni vive che si sono adattate e trasformate nel corso dei secoli, riflettendo le idee e le sensibilità delle diverse epoche. La loro storia è un continuum, dai tempi antichi alle prime fiabe del mondo, attraverso la tradizione orale e le raccolte scritte, fino alle interpretazioni moderne. La ricchezza del patrimonio fiabesco si manifesta nella varietà delle culture, dalle storie raccolte in Europa in fabula, a quelle della favolistica popolare meridionale, fino ai racconti migranti che attraversano continenti e lingue. Esse ci dimostrano che la bellezza passa dalle une alle altre, parlando tutte le lingue e tutti i dialetti.

La loro forza risiede nella capacità di affrontare temi universali senza scadere nella banalità, evitando cliché e luoghi comuni. Non solo i bambini hanno lo stesso diritto di ascoltare e raccontare una fiaba, ma anche gli adulti, poiché esse offrono chiavi di lettura per la vita, anche quando ci troviamo in una dimensione tragica. Le fiabe, infatti, non sono solo per i bambini, ma per tutti, a prescindere dalla nostra età anagrafica, poiché affrontano questioni esistenziali e offrono spunti per i processi di crescita.

L'evoluzione delle fiabe si manifesta anche attraverso nuove forme di narrazione, come l'e-kamishibai, un "dramma di carta" digitale che riprende il tradizionale kamishibai giapponese, un "teatro elettrico" di immagini. Questi nuovi mezzi, come l'e-book di fiabe realizzato dalle stesse autrici di Fabulando, permettono di raggiungere un pubblico più vasto e di mantenere viva la tradizione, anche utilizzando i mezzi digitali. Anche l'influenza del cinema sulle fiabe è evidente, con molte di queste che hanno ricevuto l'attenzione della Disney, trasformando storie antiche in opere contemporanee.

Le fiabe, quindi, continuano a essere un patrimonio culturale inestimabile, una fonte inesauribile di ispirazione e riflessione. Esse ci parlano di un passato che non è andato, ma che è ancora presente, e ci ricordano che il racconto e il finale felice sono possibili, a patto di affrontare i rischi, anche mortali, che la vita ci presenta. La loro persistenza nel tempo, senza mai interrompersi, è testimonianza della loro capacità di dar senso a un territorio psichico complesso, rendendolo familiare e capace di aprirsi all'incontro con l'altro, generazione dopo generazione.

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