La Fertilità Maschile a 50 Anni: Demitizzare l'Età e Comprendere i Rischi e i Consigli

Per lungo tempo, la fertilità maschile è stata avvolta da un velo di invulnerabilità, spesso considerata "illimitata" e slegata dalle restrizioni dell'età che invece gravano sulla controparte femminile. Tuttavia, la scienza moderna ha progressivamente demitizzato questa concezione, rivelando che anche per gli uomini esiste un'età più favorevole per diventare padri e che il trascorrere del tempo incide significativamente sulla capacità riproduttiva. Sebbene l'uomo abbia la capacità di produrre continuamente nuovi spermatozoi, a differenza della donna che nasce con un patrimonio ovocitario predeterminato e non rinnovabile, l'invecchiamento biologico non lascia indenne il sistema riproduttivo maschile. Questo articolo si propone di esplorare le cause del declino della fertilità maschile con l'avanzare dell'età, in particolare dopo i 50 anni, e di fornire consigli pratici basati su evidenze scientifiche per preservare e migliorare la salute riproduttiva.

Il Mito della Fertilità Maschile Illimitata: Verità e Illusioni

Il concetto di una fertilità maschile eterna è radicato in aneddoti e casi eccezionali, come quelli di celebrità maschili che diventano padri in età avanzata. Emblematici sono i casi di Mike Jagger, diventato padre a 72 anni, o quello di Bernie Ecclestone, papà a 89 anni. Questi esempi sembrano confermare il mito secondo cui gli uomini mantengono la capacità di concepire per tutta la vita, purché abbiano la forza fisica e il desiderio di avere rapporti sessuali. Tali storie, tuttavia, danno una visione errata dei rischi potenziali di una paternità tardiva e, come ha dichiarato il Dr. Guy Morris, spesso creano un'illusione. Sebbene gli uomini non affrontino una scadenza biologica rigida come le donne, la produzione di spermatozoi è sì costante, ma la loro qualità e la funzionalità riproduttiva complessiva subiscono alterazioni con l'età.

Mito fertilità maschile

L'Orologio Biologico Maschile: Quando Inizia il Declino?

La scienza ci dice che anche per gli uomini esiste un’età più favorevole per diventare padri. Diversi studi scientifici indicano che il picco della fertilità maschile si colloca tra i 25 e i 35 anni. Biologicamente, l'età ideale per diventare padre è tra i 25 e i 35 anni, quando la fertilità maschile è al suo massimo. A partire dai 35-40 anni, invece, la qualità seminale inizia a diminuire. Questo declino non è così improvviso o drastico come la menopausa femminile, che segna la fine del periodo riproduttivo generalmente tra i 45 e i 55 anni. Nel caso degli uomini la fertilità ha una durata maggiore che nelle donne perché l’uomo ha la capacità di produrre continuamente nuovi spermatozoi. Tuttavia, la fertilità maschile diminuisce anche con l'età.

Uno studio scientifico condotto su più di 5000 uomini tra i 16,5 ed i 72 anni ha rivelato come la concentrazione degli spermatozoi, la morfologia ed il volume dell’eiaculato rimangano costanti fino ai 34 anni, per poi peggiorare nei valori progressivamente con il passare del tempo, soprattutto dopo i 40. Una meta analisi del 2015 ha confermato questo lavoro aggiungendo anche una diminuzione della motilità e del numero dei gameti. Secondo questi ed altri studi scientifici, il "ticchettio" dell'orologio biologico maschile inizia, come per la donna, dopo i 35 anni.

Fattori Chiave della Qualità dello Sperma e l'Impatto dell'Invecchiamento

La fertilità maschile dipende dalla qualità degli spermatozoi, misurata attraverso parametri quali la concentrazione, la morfologia (forma), la motilità (capacità di movimento) e, crucialmente, l'integrità del DNA. Con l’età, i livelli di testosterone, l'ormone sessuale maschile per eccellenza, tendono a diminuire, una condizione nota come “andropausa” o ipogonadismo maschile. Questo calo ormonale può influire sulla produzione di spermatozoi.

Il processo di invecchiamento degli spermatozoi è il risultato di una complessa interazione tra danno molecolare, mantenimento e riparazione del medesimo all’interno del testicolo. Si tratta conseguentemente di un processo irreversibile sul quale possono influire lo stile di vita e la genetica. Gli uomini più anziani hanno un volume di sperma inferiore, così come una mobilità ridotta degli spermatozoi e una percentuale più alta di mutazioni nel DNA. In particolare, secondo una ricerca recente, la motilità degli spermatozoi potrebbe diminuire dello 0,8% all'anno per ogni anno di età. Un aumento della frammentazione del DNA significa anche un aumento delle anomalie cromosomiche, che possono causare difetti di salute, basso peso alla nascita e aborto spontaneo.

Implicazioni della Paternità Tarda sulla Fertilità: Evidenze Scientifiche

Recenti ricerche hanno evidenziato l'impatto significativo dell'età sulla fertilità maschile, specialmente quando si considerano le tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA). Uno studio condotto nel 2023 dal “Centro per la Salute Riproduttiva e Genetica” di Londra, guidati dal Dr. Guy Morris, ha riscontrato che i tassi di successo della FIV diminuiscono in modo significativo negli uomini di età superiore ai 51 anni. È circa a quest'età che le donne entrano in menopausa, ma, come si è visto, anche per gli uomini l'età avanzata presenta delle sfide.

L'analisi di quasi 5.000 cicli di FIV e ICSI (iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi) ha mostrato dati preoccupanti: solo il 42% degli uomini di età superiore ai 51 anni aveva uno sperma la cui qualità soddisfaceva gli standard dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in termini di motilità, morfologia e concentrazione degli spermatozoi, oltre al numero totale di eiaculati. In confronto, lo sperma del 61% degli uomini di età inferiore ai 50 anni soddisfaceva questi standard.

Grafico tassi successo FIV per età paterna

I ricercatori hanno inoltre riscontrato che il numero di gravidanze riuscite diminuiva con l'età. Negli uomini di età inferiore ai 35 anni, gli spermatozoi sono riusciti a fecondare un ovulo nel 50% dei casi. Nel gruppo di età 36-40 anni, il tasso era del 42%, nel gruppo 41-45 anni del 35% e nel gruppo 46-50 anni del 32%. Negli uomini di età superiore ai 51 anni, il tasso scende al 30%. Questi risultati sottolineano come la fertilità dell’uomo diminuisca in modo rilevante a partire dai 51 anni, anche se la loro partner è in età fertile. L’infertilità legata all’età è un problema destinato ad aumentare di pari passo con la paternità tardiva nelle società sviluppate.

Gli uomini possono produrre spermatozoi per tutta la vita, quindi non esiste “menopausa maschile”. Tuttavia, l’età maschile influisce anche sui tassi di successo della fecondazione in vitro. Uno studio ha rilevato che quando sia l’uomo che la donna hanno un’età compresa tra 35 e 39 anni, hanno un tasso di concepimento del 29%.

Rischi Associati alla Paternità Tarda per la Progenie

Oltre alle difficoltà di concepimento, la paternità in età avanzata è correlata a rischi aumentati per la salute della prole. Quando l’età del padre è maggiore di 50 anni esiste un rischio significativo di determinate malformazioni multifattoriali nei figli. Il Dr. Michael Eisenberg, urologo ed esperto in salute riproduttiva maschile, ha dichiarato che i bambini di uomini più anziani presentano un rischio più elevato di nascita prematura o di punteggio basso sulla scala APGAR, che viene utilizzata per valutare la salute dei neonati. Secondo il sig. Eisenberg, sebbene l'influenza della madre sia grande, il ruolo del padre è altrettanto importante.

Uno studio più recente pubblicato su BMJ ha posto inoltre l’accento su altre problematiche; gli spermatozoi degli uomini anziani possono essere caratterizzati da alterazioni del DNA dovute all’invecchiamento degli organi produttivi con conseguenze sulla salute del feto. Aumenta il rischio di parto pretermine, di aborti spontanei, di basso peso alla nascita, con indice di Apgar inferiore alla norma, di anomalie genetiche, tumori infantili e patologie neuropsichiatriche come l’autismo o il bipolarismo. Il rischio di aborto spontaneo nel primo trimestre è del 25% più alto quando il padre ha più di 35 anni, anche se la madre ha meno di 30 anni.

Alcune teorie hanno voluto mostrare che gli spermatozoi possono generare mutazioni o alterazioni genetiche nuove o “ex novo”, vale a dire, non ereditate e che aumentano progressivamente man mano che aumenta l’età dell’uomo. Per questo motivo, esistono indizi che indicano che non solo gli aspetti medio-ambientali come l’obesità, il fumo, la cattiva alimentazione e l’esposizione ad agenti tossici possono influire sull’aumento di questi effetti sulla discendenza. A quanto pare, l’aumento dell’età potrebbe essere legato all’incremento del rischio di alcune malattie e complicazioni alla nascita. Ad esempio, le alterazioni neuropsichiatriche, genetiche e legate alla capacità riproduttiva posteriore. Recentemente, sono stati pubblicati diversi studi che legano l’età paterna alle alterazioni gestazionali come il parto prematuro e il basso peso alla nascita.

Cause del Declino della Qualità Spermatica

Il Dr. Guy Morris ha suggerito che la causa del declino della fertilità maschile dopo i 51 anni sia un abbassamento della qualità dello sperma causato dall'invecchiamento dell'organismo. Le ricerche future ci permetteranno di comprendere meglio le cause di questo fenomeno: è dovuto alla frammentazione del DNA degli spermatozoi o ad altri fattori? Quali misure possono essere adottate per ridurre gli effetti negativi della diminuzione della qualità dello sperma? Il miglioramento dei metodi di selezione degli spermatozoi può attenuare gli effetti della diminuzione della qualità dello sperma? Modifiche dello stile di vita possono avere un impatto positivo?

Il processo di invecchiamento degli spermatozoi è il risultato di una complessa interazione tra danno molecolare, mantenimento e riparazione del medesimo all’interno del testicolo. Questo processo porta a una minore integrità del DNA spermatico, che si traduce in un aumento delle mutazioni genetiche e delle anomalie cromosomiche. La produzione di liquido seminale è ottimale quando i testicoli sono un paio di gradi più freddi della temperatura corporea tipica. L'invecchiamento può influire anche sulla regolazione della temperatura scrotale e su altri meccanismi fisiologici che mantengono la salute spermatica.

Infertilità Maschile: alcune soluzioni

Infertilità Maschile: Tipi e Diagnosi

L’infertilità maschile sta aumentando nei paesi occidentali, e la risposta è sì. Sicuramente gli spermiogrammi stanno peggiorando rispetto a 20 anni fa, anche se bisogna tener presente che gli spermiogrammi venivano analizzati con metodiche e scuole diverse da oggi. Comunque, è riconosciuto che vi sia una diminuzione del numero e della motilità degli spermatozoi. Oggi più che mai la fertilità maschile è un problema da non sottovalutare ma che, con i corretti accorgimenti, può essere preservata e migliorata.

È fondamentale distinguere tra due categorie principali di alterazioni seminali:

  • Azoospermia: Caratterizzata dalla mancanza assoluta di spermatozoi nell'eiaculato. Questa condizione potrebbe essere dovuta a una mancata produzione da parte del testicolo, tipicamente per fattori genetici o per danni subiti (ad esempio, testicolo ritenuto, irradiazione, infiammazioni ripetute). La conferma di questa patologia avviene con agoaspirato testicolare o con biopsia testicolare. Tipicamente presenta un FSH maggiore di 10 UI. In alternativa, può essere causata da una mancata “uscita” degli spermatozoi che, però, sono normalmente prodotti (azoospermia ostruttiva). In questo caso, gli spermatozoi non riescono ad uscire perché i dotti deferenti sono ostruiti, solitamente per cause genetiche (come una possibile condizione di Fibrosi Cistica) oppure per infiammazioni pregresse che li hanno “chiusi”.

  • Oligoastenoteratozoospermia (OAT): Questa alterazione, spesso multipla, cioè di numero (oligo-), motilità (asteno-) e morfologia (terato-) è il referto più frequente negli spermiogrammi anomali. Una lieve diminuzione di questi parametri non ha alcun significato clinico e spesso non è causa di infertilità. Per quantificare il danno è spesso utile fare un test di selezione (detto anche test di capacitazione). Se il valore degli spermatozoi dopo selezione è superiore a 8-10 milioni, può essere considerato un esame normale.

Per una diagnosi accurata è cruciale considerare che un esame seminale non va mai giudicato da solo, ma vanno fatti almeno 2 o 3 spermiogrammi prima di dare un parere. Inoltre, una incompleta raccolta del seminale (o un trasporto errato, per esempio da casa, raffreddando inavvertitamente il campione) può dare risposte completamente falsate. Lo spermiogramma va fatto in Centri che siano esperti di questo esame, tipicamente Centri di PMA che hanno biologi specificamente addestrati.

Si parla di infertilità primaria quando una persona non sia mai riuscita a concepire. Per infertilità secondaria si intende una persona che ha già avuto un concepimento ma che ora abbia difficoltà a concepire nuovamente. Cosa vuol dire “difficoltà”? Vuol dire che si sta cercando un figlio da più di un anno (oppure da più di sei mesi se la donna ha più di 35 anni) senza successo.

Consigli per Preservare e Migliorare la Fertilità Maschile

La buona notizia è che molti fattori legati allo stile di vita possono essere modificati per migliorare la salute riproduttiva maschile. Cory Burke, direttore di Cryos International, la più grande banca di sperma e ovuli al mondo, ha sottolineato che l'infertilità non è un problema esclusivamente femminile e che gli uomini sono esposti agli stessi rischi delle donne, come il fumo, il consumo di alcol, le droghe, lo stress, ecc.

Ecco alcuni consigli pratici:

1. Alimentazione Equilibrata

Un’alimentazione sana è fondamentale, poiché un organismo sano si riproduce meglio. Si consiglia una dieta mediterranea, con poca carne (e quindi pochi estrogeni), molta verdura e molto pesce. Non esiste un alimento che, da solo, aumenti la fertilità; esiste piuttosto uno “stile di vita sano” complessivo. È accettabile bere un bicchiere di vino rosso al giorno, poiché contiene resveratrolo, un ottimo antiossidante. Anche 1-2 caffè al giorno vanno bene. È importante evitare bevande gassate e l'introduzione di zuccheri inutili.

2. Stile di Vita Attivo e Sano

Un po’ di attività sportiva ogni giorno è benefica; basta una camminata veloce per più di 30 minuti. È assolutamente necessario eliminare il fumo, poiché intossica direttamente i testicoli. Cercare di dormire regolarmente per 8 ore al giorno contribuisce a un benessere generale che si riflette anche sulla fertilità.

3. Migliorare la Qualità e la Quantità dei Rapporti Sessuali

Un’attività sessuale regolare aiuta a mantenere la qualità degli spermatozoi, dato che astinenze troppo lunghe aumentano il numero degli spermatozoi ma ne abbassano la velocità. Si consiglia quindi di avere rapporti ogni 3 giorni, non di più e non di meno, per ottimizzare il liquido seminale e le possibilità di gravidanza. È importante non cercare il "giorno giusto" del rapporto, poiché nell’uomo questo può causare uno stress importante favorendo, dopo qualche mese, difficoltà di erezione.

4. Moderazione con Caffeina e Alcool

Come accennato, 1-2 caffè al giorno vanno bene, ma non di più. Allo stesso modo, un bicchiere di vino rosso al giorno può essere tollerato per i suoi benefici antiossidanti, ma non si dovrebbe eccedere. Queste raccomandazioni valgono, ovviamente, per la salute generale, non solo per la qualità degli spermatozoi.

5. Controllo del Peso Corporeo

Il tessuto grasso produce estrogeni, pertanto il sovrappeso e, soprattutto, l’obesità peggiorano la qualità del liquido seminale. Diminuisce sicuramente il numero degli spermatozoi e aumenta la frammentazione del loro DNA. Mantenere un peso sano è quindi cruciale.

6. Evitare il Surriscaldamento delle Zone Genitali

I testicoli sono “fuori dal corpo”, contenuti nello scroto, perché devono stare a una temperatura più bassa rispetto ai 37 gradi corporei. È chiaro che se noi li costringiamo a contatto col corpo (ad esempio con mutande strette, calzoni stretti, o calzoncini da ciclista) si trovano a una temperatura per loro non naturale. Anche alcuni mestieri (come camionisti o tassisti) possono risentire di questo aumento della temperatura a livello del testicolo. La buona notizia è che probabilmente questo danno è reversibile, per cui se si modifica il comportamento, si può migliorare significativamente la qualità degli spermatozoi in 2-3 mesi.

7. Sport Regolato

Lo sport fa bene, l’attività sedentaria fa male. Tuttavia, non bisogna esagerare. L’attività sportiva deve essere moderata e assolutamente senza sostanze dopanti, che sicuramente causano problemi alla produzione di spermatozoi (e all’erezione, nel lungo periodo!). Burke osserva che molti uomini passano la loro giovinezza a svolgere attività che influenzano negativamente la loro salute riproduttiva: possono trattarsi di attività come l'esercizio fisico intenso, i bagni caldi o l'indossare pantaloni attillati per andare in bicicletta. Tutto ciò che provoca calore e compressione dei testicoli, inclusa la permanenza seduti per lunghe periodi al lavoro o giocare a giochi, può avere effetti negativi differiti sulla fertilità maschile.

8. Integratori per la Fertilità Maschile

Sarebbe bello esistesse la “pillola” da prendere a casa per risolvere il problema di uno spermiogramma alterato. Purtroppo non esistono integratori in grado di migliorare il numero, la motilità o la morfologia degli spermatozoi in modo significativo per la fertilità naturale. Esistono degli integratori che probabilmente migliorano la qualità del DNA degli spermatozoi (come gli antiossidanti), ma non sono in grado di aumentare la fertilità naturale. Il miglioramento del DNA degli spermatozoi ha senso soprattutto nei mesi precedenti a una tecnica di PMA, perché in queste procedure non interessa tanto il numero o la motilità degli spermatozoi (a metterli al posto giusto ci pensano i professionisti), ma è fondamentale che la qualità del loro DNA sia buona.

9. Gestione dello Stress

Allontanare le fonti di stress è un consiglio giustissimo, anche se difficile da mettere in pratica. È ovvio che una persona non cambia lavoro per migliorare la qualità dei suoi spermatozoi, ma è certo che lo stress causa problemi alla qualità del seme e soprattutto problemi di erezione. Quindi, una vita più regolata aiuta di sicuro.

Stile di vita sano per fertilità

Quando Cercare Aiuto Specializzato: L'Importanza della Valutazione Andrologica

Se una coppia cerca un figlio da oltre 12 mesi senza successo (6 mesi dopo i 35 anni della donna), è consigliato effettuare una valutazione andrologica completa. Per questo motivo è fondamentale che al momento di concepire un figlio gli uomini con più di 45 anni si sottopongano ad un controllo con un andrologo. Non si deve lasciare passare troppo tempo: più tempo passa, più il problema diventa importante. Se la natura non “ce l’ha fatta” da sola per un anno, difficilmente ce la farà dandole un ulteriore anno di tempo (circa il 3% di possibilità in più). Quindi, non perdete tempo!

Un'altra buona notizia è che le tecniche di Procreazione Assistita sono in grado di lavorare con molti, ma anche con pochissimi spermatozoi. Quindi, pur migliorando sicuramente il proprio stile di vita, eliminando il fumo e muovendosi di più, "se le cose vanno per le lunghe" non ci si deve "imbottire" di integratori senza una guida. Il problema maschile è quello che le tecniche di PMA riescono più facilmente ad “aggirare”. I ricercatori del Centro per la Salute Riproduttiva e Genetica di Londra, che hanno presentato le loro conclusioni durante la riunione annuale della Società Europea di Riproduzione ed Embriologia, hanno esortato gli uomini a non ritardare la paternità fino a un'età avanzata.

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