Il Calcio a Fertilia nel 1990: Storia, Contesto e Radici di una Comunità Sportiva

Fertilia, una pittoresca località incastonata nel territorio di Alghero, rappresenta molto più di un semplice borgo costiero. È una città di fondazione, un luogo intriso di storia e di un'identità profondamente radicata, forgiata dall'impegno e dalla resilienza delle generazioni che l'hanno abitata. Comprendere la storia del calcio a Fertilia, in particolare quella che ruota attorno al 1990, richiede un'immersione nelle vicende della sua comunità e nel più ampio panorama sportivo regionale e nazionale. Sebbene le informazioni dirette sulla "formazione" di un club specifico denominato "Fertilia Calcio" nell'anno 1990 siano limitate, è possibile ricostruire il contesto sportivo locale e le probabili dinamiche che animavano il campo da gioco in questa significativa frazione algherese.

Fertilia: Una Città di Fondazione, Identità e Memoria

Fertilia celebra il suo 90° anniversario, un traguardo importante che testimonia la ricchezza della sua storia e la forza della sua identità. Questa città di fondazione, nata nel 1936, ha visto il suo programma celebrativo, promosso dal Comune di Alghero insieme alla Presidenza del Consiglio dei Ministri attraverso la Struttura di Missione per gli Anniversari di Interesse Nazionale, svilupparsi in due giornate dense di eventi istituzionali e appuntamenti dal forte valore simbolico. Tali momenti, svoltisi il 7 e l’8 marzo, hanno avuto come obiettivo quello di onorare il passato e rafforzare il senso di appartenenza della comunità.

La storia di Fertilia affonda le sue radici profonde nelle opere di bonifica del Novecento, un'impresa colossale portata avanti con tenacia e dedizione dai coloni veneti e ferraresi, i quali hanno posato le prime pietre di questa nuova realtà. La successiva rinascita della località, avvenuta nel dopoguerra, è stata un capitolo altrettanto significativo, segnato dal contributo inestimabile degli esuli giuliano-dalmati. Questi ultimi, fuggiti dalle loro terre d'origine, hanno trovato a Fertilia una nuova casa e, con il loro spirito indomito, hanno contribuito a costruire una comunità fondata su pilastri quali il lavoro instancabile, la solidarietà reciproca e una memoria storica condivisa, elementi che ancora oggi ne definiscono il carattere. Questo spirito comunitario e questa capacità di resilienza hanno inevitabilmente trovato espressione anche nello sport, divenendo un catalizzatore di aggregazione e identità locale.

Mappa storica della bonifica del territorio di Fertilia

Le celebrazioni per il novantesimo anniversario hanno preso il via con una solennità commovente, sabato 7 marzo, alle ore 18, presso il Teatro Civico di Alghero. L'Inno nazionale, eseguito con maestria dal celebre maestro Domenico Balzani, ha inaugurato la serata, seguito dall'emozionante esibizione del Coro Baratz. I saluti istituzionali sono stati pronunciati dal sindaco Raimondo Cacciotto e dall’assessora regionale Desirè Manca, intervenuta in rappresentanza della presidente Alessandra Todde, a sottolineare l'importanza dell'evento a livello regionale e nazionale. Durante la serata, sono state premiate sei donne che, con la loro vita e il loro impegno, sono divenute veri e propri simboli della comunità di Fertilia: Marisa Brugna, Norma Gnani e Maria Dolores Silanos sono state riconosciute come “ambasciatrici” di Fertilia, mentre un meritato riconoscimento è stato dedicato anche a Maria Del Caro, Isetta Squizzato e Francesca Marras, figure esemplari che hanno contribuito al tessuto sociale della città. Il programma della serata ha incluso anche l’intervento della ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone, a testimonianza del significato nazionale di questa ricorrenza, e una performance artistica dell’Istituto musicale “Giuseppe Verdi” di Alghero, che ha arricchito il momento culturale.

Le celebrazioni sono proseguite il giorno seguente, domenica 8 marzo, alle ore 11.30, con un atto altrettanto significativo: l’inaugurazione della stele commemorativa, collocata all’ex Cineteatro di Fertilia, sul pittoresco lungomare Rovigno. Questa stele non è solo un monumento, ma un simbolo tangibile dei novant’anni della città e della sua complessa e affascinante storia, un percorso che parte dalle faticose opere di bonifica, attraversa la rinascita del dopoguerra e arriva fino alla vibrante e unita comunità di oggi. L'importanza data alla celebrazione della propria storia e identità suggerisce un forte senso di appartenenza, un terreno fertile per la nascita e il mantenimento di iniziative sportive locali, come un club calcistico.

Il Contesto del Calcio Regionale Sardo nel 1990-1991: La Promozione

Per comprendere il quadro in cui si inseriva il calcio a Fertilia nel 1990, è fondamentale analizzare la struttura dei campionati regionali italiani dell'epoca. Nella stagione 1990-1991, la Promozione rappresentava il sesto livello del calcio italiano, configurandosi come il massimo livello regionale. Questa categorizzazione evidenziava il suo ruolo cruciale come trampolino di lancio per le squadre ambiziose che miravano ai campionati interregionali, allora noti come Campionato Interregionale (l'attuale Serie D).

Il campionato di Promozione era strutturato in vari gironi all'italiana, organizzati su base regionale e gestiti autonomamente dai Comitati Regionali di competenza della Federazione Italiana Giuoco Calcio (F.I.G.C.). Questa autonomia gestionale permetteva ai comitati di adattare le competizioni alle specifiche esigenze e al numero di squadre presenti in ogni regione, garantendo una capillarità del calcio dilettantistico su tutto il territorio nazionale. Per la Sardegna, il Comitato Regionale Sardo era l'organo preposto all'organizzazione del girone (o dei gironi) di Promozione, un campionato molto sentito dalle comunità locali e spesso teatro di accese rivalità sportive.

I club che partecipavano alla Promozione erano spesso espressione diretta delle realtà municipali e dei piccoli centri, fungendo da fulcro sociale e identitario. Le partite domenicali erano un appuntamento fisso per la cittadinanza, un'occasione per ritrovarsi, sostenere la propria squadra e celebrare l'orgoglio locale. I campionati regionali, e la Promozione in particolare, erano dunque molto più di semplici competizioni sportive; erano eventi che rafforzavano il tessuto sociale, creavano legami e davano visibilità ai talenti emergenti del territorio. La passione per il calcio, diffusa in ogni angolo d'Italia, trovava in questi campionati dilettantistici la sua espressione più genuina e popolare. È in questo contesto che si presume operasse una squadra rappresentativa di Fertilia, magari sotto il nome di "Fertilia Calcio" o di una società con denominazione simile, attingendo alla forte identità e al senso di comunità che caratterizzano la città. Le fonti dell'epoca, come l'Annuario F.I.G.C. 1991 (1990-1991), pubblicato a Roma dalla F.I.G.C., costituivano la documentazione ufficiale di queste stagioni, registrando risultati e classifiche che oggi permettono di ricostruire, seppur frammentariamente, quel periodo storico.

Stemma del Comitato Regionale Sardegna della FIGC

Alghero Calcio: Il Punto di Riferimento Locale e l'Influenza su Fertilia

Fertilia, essendo una frazione di Alghero, ha sempre avuto un rapporto stretto e dinamico con il capoluogo, anche per quanto riguarda le attività sportive. La storia dell'Alghero Calcio, nota storicamente come Polisportiva Alghero, offre un quadro essenziale per comprendere il contesto calcistico della zona nel 1990 e negli anni successivi. Fondata nel 1945 dalle ceneri della più vecchia SEF Nettuno, l'Alghero Calcio è stata per decenni la principale società calcistica della città, raggiungendo traguardi significativi nel panorama nazionale dilettantistico e semiprofessionistico.

La Polisportiva Alghero si sciolse il 10 luglio 2010, dopo aver ottenuto il suo miglior piazzamento storico, un sesto posto nel Girone A di Lega Pro Seconda Divisione 2009-2010. Questo risultato, seppur di prestigio, non le permise di disputare gli spareggi promozione per la Prima Divisione (l'ex Serie C1) per un solo punto, quello tolto dalla Federazione per ritardo nei pagamenti, a testimonianza delle difficoltà che spesso affliggevano anche i club più strutturati. Il massimo risultato conseguito sul campo dall'Alghero, in termini di categoria, fu il campionato di Seconda Divisione (allora ex Serie C2, o Quarta Serie), dimostrando un impegno costante nel calcio professionistico e semiprofessionistico.

La storia dell'Alghero è costellata di successi e momenti di difficoltà. Nel recente passato, la squadra aveva conquistato per cinque volte il massimo campionato dilettantistico nazionale. Ma per risalire alla prima promozione in Serie D, che all'epoca era considerata una lega semiprofessionistica e a tutti gli effetti la Quarta Serie del calcio italiano, è necessario fare un salto all'indietro di quasi quarant'anni. Dopo la storica promozione, ottenuta con Landolfi in panchina, a cui subentrò Pizzocaro, nella stagione 1967-1968 l'Alghero disputò il suo primo campionato di Quarta Serie. Con l'ex Fiorentina e nazionale Maurilio Prini in panchina, la squadra conquistò una onorevole salvezza, gettando le basi per un periodo di stabilità. Per dieci stagioni consecutive, con il solo intermezzo della retrocessione del 1976, l'Alghero si fece onore nel campionato di Quarta Serie, consolidando la propria reputazione.

La STORIA del CALCIO in breve

Tuttavia, dopo la retrocessione del 1978, la compagine catalana iniziò un'altalena di risultati che la vide prevalentemente in sesta serie, con qualche excursus in settima (il campionato di Promozione). È proprio in questo periodo di transizione che si colloca il 1990. La Quinta Serie (allora Campionato Interregionale) venne riconquistata dall'Alghero nel 1990-1991, una stagione che vide la squadra classificarsi al primo posto nel girone B della Promozione Sardegna. Questa vittoria fu un successo significativo, che permise all'Alghero di essere promosso nel girone F del Campionato Interregionale nella stagione successiva (1991-1992), dove però si classificò 17°.

Successivamente, la Quinta Serie fu riconquistata stabilmente nel 2003-2004, quando la squadra ottenne il primo posto in Eccellenza Sardegna, guadagnando la promozione in Serie D. Il percorso dell'Alghero in Serie D fu altalenante, con un terzo posto nel girone B nel 2004-2005 e nel 2006-2007, e un quarto posto nel girone G nel 2007-2008. Quest'ultima stagione, in particolare, vide l'Alghero protagonista di una clamorosa rimonta dopo un pessimo avvio: nominato Direttore Sportivo l'algherese Gianni Ledda e, dopo il cambio di allenatore (Mauro Giorico al posto di Claudio Luperto), la squadra chiuse il campionato al quarto posto con 50 punti, dietro a Isola Liri, Castelsardo e Tavolara. Si qualificò così ai play-off, eliminando prima il Tavolara (2-1 ad Olbia dopo i tempi supplementari) e poi il Castelsardo (3-0 in trasferta). Il 14 agosto 2008, tramite ripescaggio, l'Alghero staccò il biglietto d'ingresso al campionato di Seconda Divisione 2008-2009 della Lega Pro, sopperendo parzialmente all'assenza di Sassari Torres e Nuorese nel calcio professionistico.

La cessazione dell'attività della Polisportiva Alghero, che non ottenne l'iscrizione al campionato di Seconda Divisione Lega Pro per la stagione 2010-2011, aprì un nuovo capitolo. Un'altra società della città, il La Palma Alghero, matricola federale 73090, adottò i colori sociali a strisce verticali giallo e rosso e cambiò il nome in 1945 Alghero. Questa squadra, che giocava le partite interne allo Stadio Mariotti, vinse il campionato di Promozione e, nella stagione seguente, si piazzò al quarto posto del girone di Eccellenza, alle spalle di Torres, Olbia e, significativamente, Fertilia. Questa menzione diretta conferma l'esistenza di una squadra di calcio denominata "Fertilia" che, in tempi più recenti, ha saputo competere a un livello elevato nel panorama regionale sardo. La presenza di un club di tale calibro in Eccellenza suggerisce una tradizione calcistica locale ben consolidata, che quasi certamente aveva delle radici profonde anche negli anni precedenti il 1990, e nel 1990 stesso.

Dalla stagione 2014-2015, iniziò una fase meno fortunata per il 1945 Alghero, che in tre stagioni subì tre retrocessioni consecutive, scivolando sino alla Seconda Categoria. Nella stagione 2018-2019, la squadra si iscrisse volontariamente in Terza Categoria. Tuttavia, il calcio ad Alghero ha sempre mostrato una notevole capacità di rinascita. Il 26 luglio 2010, infatti, rinasce l'Alghero Calcio, inizialmente con il solo settore giovanile. L'ASD prende il nome di Alghero con matricola FIGC 932773. Il presidente era Umberto Sassu e la dirigenza era composta da Massimo Peana, Gianluca Erre, Massimo Malfitano, Manuel Pierangeli e altri, tutti provenienti dalla dirigenza del settore giovanile della Polisportiva Alghero. La scelta iniziale di dedicarsi alla formazione dei giovani giocatori è stata premiata sul campo, tanto che nel 2021 l'Alghero Calcio ha conquistato i titoli regionali delle categorie Under-13, Under-15 e Under-17, dimostrando un'attenzione alla base fondamentale per la crescita di qualsiasi movimento sportivo.

Nel luglio del 2022, è stato presentato alla città il nuovo progetto che prevedeva la rinascita della prima squadra. Grazie all'accordo con l'Audax Algherese, vincitrice del girone G di Seconda Categoria nella stagione 2021-2022, l'Alghero ha giocato il campionato 2022-2023 in Prima Categoria, sotto la denominazione ASD ALGHERO, con una nuova matricola federale (954887, come da Comunicato 6/2022, FIGC SARDEGNA). Il maggio del 2023 ha visto la rosa rinforzata con l'arrivo del polivalente Joel Baraye, mentre nel luglio dello stesso anno, in piena sessione estiva di calciomercato, sono stati ufficializzati gli arrivi degli attaccanti Giuseppe Meloni dal Budoni e Seck Baba Ndaw dal Vobarno, segnali chiari di ambizioni di crescita. Nella stagione 2023/2024, la squadra ha centrato la promozione in Eccellenza, il massimo torneo dilettantistico regionale. Tuttavia, l'esperienza in Eccellenza è durata solo una stagione, poiché il 1° maggio 2025, nel playout contro la Ferrini Cagliari, la squadra è retrocessa in Promozione, a testimonianza della competitività di questi campionati.

Questa dettagliata storia dell'Alghero Calcio è fondamentale perché illustra il dinamismo e la passione calcistica che pervadeva il territorio algherese, di cui Fertilia è parte integrante, nel periodo considerato. È altamente probabile che un centro con una tale identità e un così forte legame con il calcio come Fertilia avesse una propria rappresentativa, inserita nelle categorie minori regionali, a prescindere dal fatto che fosse un club satellite o una squadra indipendente. La presenza di uno "Stadio Mariotti", storico impianto sportivo della città di Alghero situato nella parte finale di via Vittorio Emanuele II, con circa 2500 posti a sedere e un manto erboso rinnovato nel 2005, insieme al più moderno Campo "Pino Cuccureddu" nella zona sportiva di Maria Pia, offre strutture che avrebbero potuto ospitare anche allenamenti o partite di squadre minori del circondario.

Le Percorsi del Calcio Algherese attraverso gli Anni: Un Riferimento Indispensabile

Per inquadrare meglio l'attività calcistica nel territorio e, per estensione, a Fertilia, è utile esaminare i percorsi dell'Alghero Calcio nelle varie stagioni, in particolare quelle prossime al 1990:

  • 1951-1952 - 13° nella Prima Divisione Sardegna.
  • 1952-1953 - ? in Prima Divisione Sardegna.
  • 1955-1956 - 13° nella Promozione Sardegna dopo aver perso lo spareggio.
  • 1956-57 - ? in Prima Divisione Sardegna.
  • 1958-1959 - 5º classificato nel girone sardo del Campionato Nazionale Dilettanti.
  • 1959-1960 - 8° classificato nel girone unico della Prima Categoria Sardegna.
  • 1960-1961 - 8º classificato nel girone unico della Prima Categoria Sardegna.
  • 1961-1962 - 7º nel girone unico della Prima Categoria Sardegna.
  • 1962-1963 - 2º nel girone A della Prima Categoria Sardegna. Quinta Serie.
  • 1963-1964 - 6º nel girone A della Prima Categoria Sardegna.
  • 1964-1965 - 3º nel girone A della Prima Categoria Sardegna.
  • 1965-1966 - 1º nel girone A della Prima Categoria Sardegna. Quinta Serie. Perde lo spareggio-promozione.
  • 1966-1967 - 1º nel girone A della Prima Categoria Sardegna. Promosso in Serie D dopo aver vinto lo spareggio-promozione.
  • 1967-1968 - 9º nel girone F della Serie D.
  • 1968-1969 - 15º nel girone F della Serie D.
  • 1969-1970 - 6º nel girone F della Serie D. Quarta Serie.
  • 1970-1971 - 11º nel girone F della Serie D.
  • 1971-1972 - 13º nel girone F della Serie D.
  • 1972-1973 - 13º nel girone F della Serie D.
  • 1973-1974 - 6º nel girone F della Serie D.
  • 1974-1975 - 9º nel girone F della Serie D.
  • 1975-1976 - 16º nel girone F della Serie D. Quarta Serie.
  • 1976-1977 - 1º nel girone unico della Promozione Sardegna. Quinta Serie.
  • 1977-1978 - 17º nel girone F della Serie D. Quarta Serie.
  • 1978-1979 - 11º nel girone B della Promozione Sardegna.
  • 1979-1980 - 2º nel girone B della Promozione Sardegna.
  • 1980-1981 - 6º nel girone B della Promozione Sardegna. Sesta Serie.
  • 1981-1982 - 2º nel girone N del Campionato Interregionale.
  • 1988-1989 - 16º nel girone H del Campionato Interregionale.
  • 1990-1991 - 1º nel girone B della Promozione Sardegna.
  • 1991-1992 - 17º nel girone F del Campionato Interregionale.
  • 1992-1993 - 16º in Eccellenza Sardegna.
  • 1994-1995 - 1º nel girone B della Promozione Sardegna.
  • 1996-1997 - 14º in Eccellenza Sardegna.
  • 1997-1998 - 1º nel girone B della Promozione Sardegna.
  • 2000-2001 - 2º in Eccellenza Sardegna.
  • 2003-2004 - 1º in Eccellenza Sardegna. Promosso in Serie D.
  • 2004-2005 - 3º nel girone B della Serie D.
  • 2005-2006 - 13º nel girone B della Serie D.
  • 2006-2007 - 3º nel girone B della Serie D.
  • 2007-2008 - 4º nel girone G della Serie D. Perde la fase finale dei play-off nazionali.
  • 2009-2010 - 6º nel girone A della Seconda Divisione.
  • 2010 - La Polisportiva Alghero cessa di esistere. Un gruppo di dirigenti del settore giovanile fonda la A.S.D.
  • 2020-2021 - Attivo col solo settore giovanile.
  • 2022 - L'A.S.D. Alghero si fonde con l'Audax Algherese, vincitrice del campionato regionale di Seconda Categoria, assumendone il titolo sportivo. Il nuovo sodalizio mantiene il nome A.S.D.
  • 2022-2023 - 1º nel girone E della Prima Categoria Sardegna.
  • 2023-2024 - 2º nel girone B di Promozione.
  • 2024-2025 - 14º in Eccellenza Sardegna.
  • 2025-2026 - 1º nel girone B di Promozione Sardegna.

L'attività sportiva nella regione era intensa, con molteplici squadre in vari gironi, come le menzioni frammentarie di alcune squadre della Promozione 1991-1992 (Tavolara, Macomer, Sguotti) e le note su casi particolari di fusione o radiazione di società (Imola, Castelfrettese, Formia, Cynthia, Policassino, Maddalonese, Juventina Gela, Caltagirone, Iris Borgoticino, O.S.O. Oleggio). Questi dettagli, sebbene non direttamente collegati a Fertilia, dimostrano la vivacità del movimento calcistico regionale italiano in quegli anni e la frequenza di eventi che potevano modellare il destino di qualsiasi club, inclusi quelli minori come un eventuale "Fertilia Calcio".

La Probabile Formazione del Calcio a Fertilia nel 1990: Ipotesi e Contesto Locale

Considerando la forte identità comunitaria di Fertilia e la menzione di una squadra "Fertilia" che ha militato in Eccellenza dopo il 2010, è lecito ipotizzare che una forma organizzata di calcio fosse presente e attiva nella località anche nel 1990. Sebbene non vi siano documenti specifici che attestino la "formazione" di un club calcistico con il nome di "Fertilia Calcio" in quell'anno preciso, la passione per il pallone è da sempre un elemento aggregante nelle piccole comunità italiane.

Nel 1990, l'Alghero Calcio (Polisportiva Alghero) stava vivendo un periodo di grande fermento, culminato con la vittoria del girone B della Promozione Sardegna e la successiva promozione. In un contesto così dinamico, è altamente probabile che a Fertilia esistesse una squadra locale, magari iscritta a campionati di categoria inferiore rispetto alla Promozione, come la Prima o la Seconda Categoria, o anche a tornei amatoriali locali. Queste squadre dilettantistiche rappresentavano non solo un'opportunità sportiva per i giovani del luogo, ma anche un momento di svago e di identità collettiva per l'intera comunità. I valori di lavoro, solidarietà e memoria condivisa, che sono i pilastri della comunità di Fertilia, avrebbero naturalmente trovato espressione anche nel calcio, sport che spesso riflette e amplifica queste virtù.

Molte città sarde, anche di dimensioni ridotte, potevano vantare una propria squadra di calcio, spesso sostenuta da volontari e appassionati. La partecipazione a questi campionati regionali, seppur a livelli minori, era un motivo di orgoglio e un modo per i giovani di impegnarsi in un'attività sana e socializzante. La "formazione" del calcio a Fertilia nel 1990, quindi, può essere intesa non come l'atto fondativo di un club specifico, ma come la manifestazione di una presenza calcistica radicata, espressione diretta della vitalità sociale del borgo. Come in altri centri, l'attività sportiva, con il calcio in prima linea, era un veicolo per l'aggregazione di molti giovani, che talvolta si distinguevano anche in altre discipline, come dimostrano i casi di concittadini chiamati a far parte della nazionale di judo, un esempio di eccellenza sportiva proveniente dalla comunità.

Il 1990: Un Anno d'Oro per lo Sport Italiano e le Sue Ripercussioni Locali

Il 1990 non è stato un anno qualsiasi per lo sport italiano; è stato un periodo di grande effervescenza e successi memorabili, che hanno lasciato un segno indelebile nell'immaginario collettivo nazionale. Oltre al Mondiale di calcio ospitato in Italia, che ha catalizzato l'attenzione di tutto il paese, un altro trionfo ha brillato con particolare intensità: quello della Nazionale italiana maschile di pallavolo.

Questo leggendario primo mondiale fu vinto in Brasile dalla squadra guidata da Julio Velasco, una figura carismatica e innovativa che seppe forgiare un gruppo di atleti eccezionali. Il "racconto, trent’anni dopo, del leggendario primo mondiale vinto in Brasile dalla Nazionale di pallavolo" evoca un'emozione collettiva indimenticabile, un vero capolavoro di una squadra composta da grandi giocatori e uomini di spessore. Campioni del calibro di Lucchetta e Zorzi, Bernardi e Cantagalli, Tofoli e Gardini, solo per ricordare i sei titolari dello squadrone, dominarono il 1990 conquistando la World League, i Goodwill Games e i Campionati del Mondo. Questa serie di vittorie piantò il seme di un ciclo che seppe essere vincente e comunque sempre ad altissimo livello, anche dopo l’addio del CT che l’aveva fatto sbocciare, mancando solo l’oro olimpico per completare un palmarès quasi perfetto.

La Nazionale italiana di pallavolo maschile campione del mondo nel 1990

Questo "viaggio in un’epoca lontana ma fondamentale per il boom del volley in Italia, quando si giocava con il pallone bianco e il cambio palla," rappresenta un salto indietro nel tempo per ricordare e rivivere un'emozione che trasformò per sempre la pallavolo italiana. La cronaca dei giorni iridati, partita dopo partita, da Brasilia a Rio de Janeiro, dal Nilson Nelson al Maracanazinho, dall’esordio col Camerun alla finale con Cuba, è un'epopea sportiva che ha coinvolto l'intero paese. Le liti tra la Fipav e la Fivb, il processo di crescita e le crisi del gruppo, i dubbi della vigilia e il dilemma delle scelte, la rivalità con Cuba: tutti questi elementi hanno contribuito a rendere quella vittoria ancora più significativa, frutto della capacità dei giocatori di restare uniti e superare anche difficili momenti individuali, all’inseguimento di un sogno comune. Il libro "IL TESORO DI RIO" di Leandro De Sanctis, con la foto di copertina di Fiorenzo Galbiati, testimonia la profondità di quel trionfo.

Tra i protagonisti di quella squadra eccezionale vi era Ferdinando "Fefè" De Giorgi, palleggiatore di Squinzano (Lecce), che all'età di 29 anni ai Mondiali del 1990 era uno dei meno giovani, ma il dato anagrafico risultò irrilevante nella sua straordinaria storia sportiva. De Giorgi può vantarsi di aver giocato fino all’età di 41 anni e mezzo e di aver indossato la maglia di una Nazionale che, come ripete spesso, non ha mai lasciato, fino all’ultima partita (Argentina-Italia al Luna Park di Buenos Aires). A lui, in un gesto raro se non unico per un atleta vivente, è stato intitolato un Palasport. Giocatore, allenatore, cabarettista e battutista, De Giorgi è un esempio di come si possa essere brillanti e scherzosi quando il contesto lo permette e al tempo stesso estremamente seri professionalmente. La sua storia, e quella di tutta la "generazione di fenomeni" del volley italiano, incarna l'eccellenza e la dedizione che hanno contraddistinto lo sport italiano in quel periodo.

Questo successo travolgente nel volley, pur non essendo direttamente collegato al calcio, ha senza dubbio creato un'onda di entusiasmo e di ispirazione a livello nazionale, che si è propagata fino alle più piccole comunità. In un anno in cui lo sport italiano brillava a livello mondiale, l'atmosfera generale era propizia per la crescita e il sostegno delle attività sportive locali, incluso il calcio a Fertilia. La risonanza di tali vittorie a livello nazionale avrebbe potuto stimolare un maggiore interesse e partecipazione alle discipline sportive di base, fornendo un contesto fertile per la "formazione" e il mantenimento di squadre locali come un eventuale "Fertilia Calcio". Lo spirito di sacrificio, la coesione di gruppo e la ricerca dell'eccellenza, celebrati in campo internazionale, avrebbero potuto influenzare e ispirare anche le dinamiche delle squadre dilettantistiche, contribuendo a rafforzare la loro struttura e la loro importanza all'interno delle rispettive comunità.

La STORIA del CALCIO in breve

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