Aborto: Diritto, Delitto o Dilemma Esistenziale? Le Voci di Vittorio Feltri e Lilli Gruber

Discussione sull'aborto in Italia

Il dibattito sull'aborto in Italia si accende periodicamente, con posizioni spesso polarizzate tra chi lo considera un diritto inalienabile della donna e chi lo vede come un atto contro la vita. Recentemente, l'interruzione di un evento in cui il ministro Eugenia Roccella intendeva invocare una politica e una cultura che favorissero il mettere al mondo dei figli, ha riportato la questione al centro della discussione pubblica. A tale dibattito si è aggiunta la voce di Lilli Gruber, che sul Corriere della Sera ha sostenuto con fermezza: «Inutile riaprire il dibattito. L'aborto, per la legge, è un diritto e non un delitto». Questa affermazione, che alcuni hanno interpretato come un "anatema da papessa", ha suscitato reazioni e approfondimenti da diverse prospettive, tra cui quella di Vittorio Feltri, noto opinionista e saggista.

Il Diritto vs. Il Battito del Cuore: La Visione di Vittorio Feltri

Vittorio Feltri ha espresso un punto di vista critico riguardo all'affermazione di Lilli Gruber, mettendo in discussione la chiusura del dibattito sull'aborto. Ricorda il compianto Giovanni Testori che sul medesimo Corriere si espresse dicendo: «Meno dibattiti, più battiti». Questo non è un gioco di parole, ma un invito a considerare l'aspetto esistenziale e il "battito del cuore di quello o quella lì che sta nelle acque materne". Feltri si chiede se si possa essere così oscurantisti da voler evitare di ascoltare cosa c'è in ballo.

Limitazione dell'aborto o libertà di scelta? Storia e dibattito sull'interruzione di gravidanza

Prima dell'Aborto: La Responsabilità del Rapporto Sessuale

Prima di affrontare la questione dell'aborto, Feltri richiama l'attenzione su un atto previo e fondamentale: il rapporto sessuale. Uno degli effetti più comuni di detto gesto copulatorio, che riguarda un maschio e una femmina, è il restare incinta di quest'ultima. Perciò, qualche tempo innanzi a che si esplichi il presunto diritto all'aborto, con la connessa e sempre citata lacrimosa tragedia per la committente, sarebbe il caso di non mettersi in condizione di reclamare il «diritto di scegliere», un dilemma che in caso di mancato atto sessuale non si porrebbe. Non è obbligatorio fare sesso. Feltri sottolinea che, se si desidera che la questione si risolva con un fazzolettino per asciugarsi e successiva sigaretta, e poi a nanna, o più spesso a casa, senza bisogno di evocare un'interruzione volontaria della gravidanza, ci sono miriadi di rimedi, oltre a quello dell'astinenza.

Metodi contraccettivi e prevenzione

Prevenzione e Contraccettivi: Un'Industria Fiorita

A tal proposito, Feltri menziona l'industria farmaceutica dei contraccettivi, che pare sia la più florida al mondo dopo quella delle armi, come ha affermato Papa Francesco pochi giorni fa. Raccomanda anche la prevenzione dell'ultima ora, assicurata dal vecchio e glorioso preservativo.

La Pillola del Giorno Dopo e Altre Soluzioni

Può capitare che per la prepotenza della passione o, caso sciagurato, per la violenza di un delinquente, non ci sia stato modo di prevenire il concepimento. In farmacia, per due euro, vendono la pillola del giorno dopo che devia il naturale corso delle cose verso il nulla di fatto con soddisfazione dei copulanti. Nel caso sia Tizio a rendersi conto della possibilità poco gradita dell'ingravidamento di Tizia, può acquistare lui la pastiglia. Come si vede, ci sono modi innocui, e magari vietati dalla morale cristiana, di evitare il lieto evento senza ricorrere a una piccola macellazione di una minuscola creatura, peraltro già dotata di piedini.

Etica e biologia: lo sviluppo embrionale

Il Punto di Vista sul "Piedino": Una Vita da Considerare

Quando dicono che avrebbero il diritto di parlare di ciò solo le donne, Feltri obietta che quel piedino era il mio, non una protuberanza di un corpo femminile. Questa affermazione sottolinea la sua convinzione che la vita in formazione abbia una sua individualità e diritto all'esistenza.

L'Obiezione di Coscienza dei Medici: Un Segno Rivelatore

L'alto numero di medici obiettori, secondo Feltri, dovrebbe far pensare non al comodo o alla vigliaccheria di costoro, ma alla ripulsa della coscienza davanti a quel che essi sanno bene come qualificare: un omicidio, sia pure piccolino.

La Legge 194: Depenalizzazione, Non Diritto

Feltri giunge al punto cruciale: la legge 194 non è affatto il riconoscimento del diritto di abortire, ma è la depenalizzazione di un ammazzamento. Questo non è un discorso da cattolico o da credente in un qualsivoglia aldilà, né da baciapile o da fondamentalisti. Feltri ricorda le parole definitive espresse dal massimo filosofo morale del pensiero laico e di sinistra, Norberto Bobbio, in un'intervista a Giulio Nascimbeni: «Ci sono tre diritti. Il primo, quello del concepito, è fondamentale. Gli altri, quello della donna e quello della società, sono derivati. Inoltre, e questo per me è il punto centrale, il diritto della donna e quello della società, che vengono di solito addotti per giustificare l'aborto, possono essere soddisfatti senza ricorrere all'aborto, cioè evitando il concepimento. Quindi? «Mi stupisco che i laici lascino ai credenti il privilegio e l'onore di affermare che non si deve uccidere» (8 maggio 1981). Bobbio, considerato il "Papa laico", viene citato come un'autorità indiscussa.

Norberto Bobbio e il pensiero etico

Vittorio Feltri e il Giornalismo Critico: Non Solo Aborto

Oltre al tema dell'aborto, Vittorio Feltri è una figura di spicco nel panorama giornalistico italiano, noto per il suo stile incisivo e le sue opinioni schiette. La sua carriera è stata caratterizzata da un approccio critico e spesso controcorrente, come dimostra la sua posizione sul fine vita. Recentemente, ha affrontato il tema del fine vita, sottolineando la disparità tra le regioni italiane: «Recentemente la Toscana ha reso legale l’eutanasia. E io sono soddisfatto perché finalmente si risolve un problema, ma solo in Toscana. Ma che senso ha?». Secondo Feltri, l'attuale quadro normativo è caratterizzato da una «incoerenza mostruosa», poiché la vita è considerata sacra solo in alcuni casi e non in altri.

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Feltri Contro la "Tele-Conte" di Lilli Gruber

Vittorio Feltri ha anche espresso un forte disappunto per la trasmissione "Otto e mezzo" di Lilli Gruber su La7. La puntata del 28 gennaio, con Andrea Orlando e l'”imprescindibile” Travaglio come ospiti d'onore, è stata per lui particolarmente indigesta. Travaglio, a suo dire, era in crisi perché il suo idolo politico, Giuseppe Conte, stava per lasciare Palazzo Chigi. Feltri ha criticato la Gruber per essersi scoperta "Contiana" di ferro e per essere del tutto appiattita sulla posizione del direttore del Fatto Quotidiano. La chiosa è stata un attacco veemente, definendo "Otto e mezzo" una "Tele-Conte" e un programma a senso unico, con una "lista degli ospiti" che vede in testa proprio Travaglio, Beppe Severgnini, Andrea Scanzi e, naturalmente il fondatore del Fatto, Antonio Padellaro.

Critiche ai Grillini e a Luigi Di Maio

Feltri ha riservato una dose massiccia di critiche anche ai grillini, ospite di Del Debbio su Rete 4. «Non sono convintissimo che Conte non riesca a fare il Conte-ter. Mi auguro che non ce la faccia. Però il successore di Conte chi può essere?», dice rispondendo al conduttore. In relazione alla voce che il presidente del Consiglio potrebbe diventare Luigi Di Maio, Feltri ha commentato con orrore: «Ci manca solo che arrivi lui, che potrebbe tenere delle conferenze interessanti sull’uso del congiuntivo, come sai. Ma anche sulla geografia mondiale».

"Facce da Casta": L'Analisi dei Ritratti di Perna

La comprensione del giornalismo di Vittorio Feltri e del contesto in cui si muove è arricchita dalla lettura di "FACCE DA CASTA. Luci e ombre del potere", una raccolta di ritratti di personaggi pubblici, italiani e stranieri, curata dalla casa editrice Luni. Questi ritratti, comparsi su Il Giornale, Libero e La Verità tra il 2013 e il 2022, offrono uno spaccato interessante della società politica e culturale italiana. Feltri stesso ha avuto un ruolo nella fama di questi ritratti, decidendo un giorno di presentarli in prima pagina su Il Giornale come "i grandi ritratti di Perna".

Analisi della casta politica italiana

L'autore dei ritratti, Perna, si avvale di una solida formazione giuridica, un rigoroso senso delle cose e della vita, e una scrittura graffiante e senza fronzoli. I suoi ritratti non sono semplici resoconti, ma pezzi che illustrano con competenza e acribia la legge in discussione, ne approfondiscono vari risvolti, e soprattutto si segnalano per la esattezza, la completezza e la brillantezza di scrittura.

La "Poetica" dei Ritratti di Perna

Nell'introduzione, Perna spiega la "poetica" di questi ritratti: «scrivere un ritratto è segno di ottimismo. Significa credere nelle persone, come sono e come pensano…. Ma è anche un atto di incosciente coraggio». Perna non interpella mai l'interessato, ma si avvale di "testimoni": l’intimo, l’amico, il simpatizzante, l’avversario, il nemico, l’equidistante. Dal frullato dei giudizi, esce l’uomo. Poi sulla base dell’indagine, Perna scrive "come sotto dettatura". Non c'è un animus pregiudizialmente ostile, anche se l'autore non nasconde in alcuni casi le sue aperte antipatie e simpatie, come nel caso di Urbano Cairo, di cui Perna sottolinea il motto "pago, pretendo" e la sua capacità di arricchirsi lasciando agli altri solo le briciole, a differenza di Berlusconi.

La Frusta di Perna Contro la Politica

Perna diventa severo, e usa la frusta, quando ha sotto mano personaggi della cosiddetta Prima Repubblica, di solito democristiani, ma non solo, persi nelle manovre di palazzo ed estenuatisi nella conservazione del potere. In certi casi è tranchant: Casini? È la porta girevole della politica nazionale, in politica da 30 anni senza mai aver avuto un’idea. Dario Franceschini? È il maniaco del comando e dà il peggio di sé quando non lo ha perché comincia a intrigare. A sinistra, Perna riserva espressioni liquidatorie analoghe a Walter Veltroni, criticandolo per la sua capacità di riempire pagine di giornali senza dire nulla e per aver dichiarato di non essere mai stato comunista dopo il crollo del Muro.

La Galleria dei Personaggi "Illustrati"

La galleria dei personaggi "illustrati" da Perna è affollata: Angela Merkel e Marine Le Pen, Viktor Orban e Christine Lagarde, Mario Monti e Mario Draghi, Giuliano Amato, Dario Fo e Roberto Saviano, Davigo e Antonio (Totò) Di Pietro. Del pool di Mani Pulite, Perna fa questa istantanea: «Nacque un’alleanza tra opposti: Di Pietro fu soprannominato ”il troglodita”, Davigo (per il quale non esistono innocenti ma solo colpevoli non ancora scoperti) il “dottor sottile”. Fecero squadra cooptando il pm Gherardo Colombo. Il trio si divise i compiti: Di Pietro interrogava impaurendo gli imputati con urlacci, l’occhialuto Colombo compulsava le scartoffie, il più tecnico Davigo vergava richieste di carcerazione, rifiuti di scarcerazione, prolungamenti di carcerazione».

Critiche a Intellettuali e Scrittori

Non vengono risparmiati gli intellettuali e gli scrittori. Camilleri? Chiamato il Simenon italiano, arrivato a tarda età alla fama e alla gloria, è stato sopravvalutato e Simenon sottovalutato. Su Roberto Saviano, Perna chiude i conti così: «In questo dire e non dire (a proposito della sua origine ebraica sefardita, che Saviano intendeva schermare), come quando si impanca, si esalta e si loda, Saviano mostra un lato infantile e irrisolto. Paga lo scotto di chi si è trovato in ima senza doversi arrampicare». Carofiglio? Più che alla fama di giallista, scrive Perna, deve la notorietà al fatto di essere spalla televisiva di Lilli Gruber. I due si puntellano a vicenda e sprizzano complicità da ogni fibra, essendo entrambi fieramente di sinistra, ai limiti dell’agit-prop, con il PD come faro.

I Ritratti dei Capi di Stato: Scalfaro e Napolitano

Il lettore si imbatte anche in ex capi di Stato: Oscar Luigi Scalfaro, di cui l'autore delinea pirandellianamente uno Scalfaro 1 e 2. «Da baciapile parruccone si trasformò in una serpe tout court quando Silvio Berlusconi entrò in politica. Divenne velenoso e sleale.. Da anticomunista (i comunisti restano tali anche quando sono in pigiama, diceva) si trasformò nel primo alleato del PD-PDS contro l’intruso di Arcore, considerato l’Anticristo». E Napolitano? Da presidente della Camera si adontò per un articolo di Perna e nonostante l'aplomb british disse che se l'avesse incontrato l’avrebbe insultato, e se avesse replicato, l’avrebbe preso a sberle. A Napolitano Perna rimprovera la sua «proverbiale prudenza che sfiora la pusillanimità» nel non aver fatto nulla per far cancellare l'istituto dell'immunità parlamentare.

Le Vette del Potere Religioso: Papa Francesco e Papa Ratzinger

Nella galleria dei ritratti di Perna ci sono anche due papi, quello regnante e il predecessore. Su papa Francesco, l'autore ha idee ben precise: «Salito in cattedra, il papa ha assunto due facce: paterna per le folle, in piazza san Pietro, arcigna invece nei riguardi dei confratelli dentro le mura vaticane. Francesco predilige lo scontro diretto». Perna critica anche la teologia bergogliana, in cui «c’è un solo peccato mortale, la frenesia per il denaro», mentre sugli altri tradizionali valori cattolici - eutanasia, aborto, divorzio, omosessualità - il papa passa sopra con la formula usata per i gay: «Chi sono io per giudicare?». Le simpatie di Perna vanno invece a papa Ratzinger, che ha combattuto il relativismo, ha chiesto scusa per i preti pedofili e ha vietato l’accesso ai seminari a chi «pratica l’omosessualità».

Ritratti di Pontefici e figure religiose

Sergio Mattarella e Giorgia Meloni

Infine, un ritratto di Sergio Mattarella, scritto nel 2017, quando era già presidente della Repubblica: «È piuttosto difficile starlo ad ascoltare per l’atonicità della voce, la mancanza di balzi umorali, l’imperturbabilità del viso». E un ritratto di Giorgia Meloni, quando non era ancora presidente del Consiglio e tantomeno vincitrice delle elezioni, un ritratto significativo per la sua caratteristica quasi anticipatrice delle gesta del personaggio.

Il Caso Calipari: Un'Ingiustizia Taciuta

Il giornalismo critico e la ricerca della verità sono temi che si ritrovano anche nell'analisi del caso Calipari. Il magistrato Erminio Amelio, sostituto procuratore della Repubblica di Roma, ha scritto un libro intitolato «L’omicidio di Nicola Calipari» che racconta l'omicidio del funzionario del Sismi ucciso a Baghdad il 4 marzo 2005, subito dopo aver liberato la giornalista del ‘Manifesto’, Giuliana Sgrena. Il libro si chiude con un’ammissione di sconfitta: ingiustizia è fatta. Nicola Calipari, in missione per lo Stato e che allo Stato ha dato la vita, giustizia non ne ha avuta, né è stato possibile accertare la verità sulla sua morte.

Mappa delle operazioni militari in Iraq

Immunità Funzionale e Il Diritto Internazionale

Il nome del soldato americano, Mario Luis Lozano, che sparò sull’auto di Calipari, è stato scoperto per puro caso, perché gli Stati Uniti hanno respinto qualsiasi forma di collaborazione con la magistratura italiana. Nel giugno 2008, una sentenza della Cassazione ha stabilito che Lozano non era processabile in Italia per un difetto di giurisdizione, riconoscendo al soldato Usa la cosiddetta ‘immunità funzionale’, uno scudo che lo ha sottratto a qualsiasi giudizio e condanna. Amelio sottolinea che il diritto internazionale non prevede l’immunità per un semplice soldato, ma solo per capi di Stato, di governo e poche altre figure. Si è trattato di "inventare" un'immunità che non esiste.

WikiLeaks e Le Trattative Segrete

I 715.039 file rilasciati dall’organizzazione di Julian Assange, che includono i cablo della diplomazia Usa e i report dal campo della guerra in Iraq e in Afghanistan, hanno portato alla luce 26 documenti segreti, che sollevano il velo delle menzogne e delle trattative inconfessabili tra Italia e Usa sul caso Calipari. Questi documenti raccontano come Berlusconi, Gianni Letta, Gianfranco Fini, Antonio Martino, e il capo del Sismi, Nicolò Pollari, accettarono un compromesso con gli Usa, che salvò la faccia a tutti, preservò ragione di Stato, carriere e rapporti personali e diplomatici, facendo solo una vittima: la verità.

Limitazione dell'aborto o libertà di scelta? Storia e dibattito sull'interruzione di gravidanza

Il Posto di Blocco "Sospetto" e La Morte di Calipari

Amelio ricostruisce la vicenda del posto di blocco in cui fu ucciso Calipari. Quella postazione non era un check point, ma un posto di blocco. Secondo gli americani, doveva durare al massimo mezzora, ma durò un’ora e venti minuti. Alle 20.30 il capitano Drew chiese di poterlo smantellare, ma gli fu risposto di mantenerlo ancora per altri 20 minuti. Alle 20.50 passa l’auto di Calipari e i soldati del posto di blocco gli sparano. È stato sparato all'unica macchina contro cui non dovevano sparare, perché era l’unica che si avvicinava tranquillamente all’aeroporto, aveva i fari accesi, aveva la luce interna di cortesia accesa, un segnale di Baghdad per dire che era una macchina amica. La domanda più incisiva sul caso Calipari la pone proprio l’ambasciatore americano, Mel Sembler, sui documenti rilasciati da WikiLeaks: «Perché di trenta auto che quella sera passarono davanti a quel posto di blocco, spararono solo a quella di Calipari?». Amelio non si avventura in terreni speculativi, ma registra il fatto.

La Manipolazione della Stampa e La "Commissione Congiunta"

Amelio non ha volutamente parlato dei documenti di WikiLeaks nel suo libro, per attenersi ai dati che erano di conoscenza della magistratura. La stampa si fece ingannare da quella che fu presentata come una commissione congiunta Italia-Usa sulla morte di Calipari. In realtà, era una commissione tecnico-amministrativa, in cui gli americani ammisero gli italiani con una serie di limitazioni. Gli italiani, tuttavia, ebbero la forza di dire no e produssero un documento autonomo in cui smontavano completamente le affermazioni degli americani. I documenti di WikiLeaks rivelano che la scelta di presentare due relazioni finali fu una questione di pura opportunità politica, una via d’uscita con cui il governo Berlusconi si salvò la faccia ed evitò l’accusa di insabbiamento.

Commissioni d'inchiesta e diplomazia

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